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Analisi finanziaria e piani aziendali 2019-2020

Prof.re Guido Paolucci

Analisi di bilancio: natura, finalità e classificazione

L'analisi di bilancio è un insieme di tecniche codificate, che assumendo quale punto di partenza i dati e le informazioni ricavabili dal bilancio di un’impresa, sottopongono tali dati e informazioni a rielaborazioni, al fine di ottenere elementi di valutazione utili per l’espressione di un giudizio sullo "stato di salute" dell’impresa stessa, analizzata sotto l’aspetto economico, patrimoniale e finanziario.

L’analisi di bilancio è una disciplina che non ha normativa, diversamente dalla redazione del bilancio di esercizio, perciò è una disciplina volontaria. È la procedura di lettura critica e interpretazione dei bilanci (di varia natura) e di altre informazioni complementari, basata su tecniche codificate, sull’abilità, sull’esperienza e sull’intuito dei soggetti che la eseguono, finalizzata all’espressione di un giudizio sullo stato di salute di determinate realtà aziendali.

Procedura di lettura e interpretazione

  • Dei bilanci (di varia natura):
    • Storici
    • Prospettici
    • Di un settore
    • Dell’esercizio appena chiuso
    • Di un gruppo
    • Etc
  • Di altre informazioni complementari:
    • Costi e ricavi per funzioni
    • Costi e ricavi per BU (Business unit-division)
    • Costi e ricavi secondo variabilità
    • Etc

Basata su

  • Tecniche codificate:
    • Riclassificazione dei bilanci
    • Indici di bilancio
    • Flussi
  • Abilità, esperienza, intuito:
    • L’azienda è un sistema complesso che non può essere esaminato in modo del tutto codificabile

Dei soggetti che la eseguono (se lo vogliono)

L’analisi di bilancio non è obbligatoria per legge, salvo l’articolo 2428 c.c. (relazione sulla gestione). L’analisi di bilancio è facoltativa e per questo motivo non ci sono normative; l’analisi di bilancio viene eseguita da vari soggetti portatori di interessi, detti stakeholder, esse sono:

  • Direzione (management) dell’impresa
  • Finanziatori
  • Banche
  • Concorrenti
  • Analisti finanziari (incaricati da chi vuole conoscere l’andamento dell’impresa a svolgere l’analisi)
  • Commercialisti
  • Studiosi
  • Etc

Esprimere un giudizio sullo stato di salute dell’azienda

L'analisi è una diagnostica propedeutica sui comportamenti da dover tenere. Gli aspetti della gestione oggetto d’indagine sono:

  • Aspetto economico: raggiungimento e mantenimento dell’equilibrio economico
  • Aspetto patrimoniale: sostanziale equilibrio tra gli impieghi e le fonti di finanziamento
  • Aspetto finanziario: capacità delle entrate monetarie di far fronte alle uscite monetarie

Vengono giudicati questi tre aspetti della gestione per analizzare lo stato di salute economico, patrimoniale, finanziario dell’azienda.

Di determinate realtà aziendali

Molteplici le realtà di cui si valuta lo "stato di salute":

  • Impresa
  • Gruppo aziendale
  • Ramo aziendale
  • Insieme di imprese
  • Etc

Questi 5 punti possono combinarsi in vario modo.

Classificazioni

In base alle tecniche impiegate

  • Analisi statistica: Analisi di bilancio per indice o RATIO ANALYSIS: calcola una serie di indicatori che vengono costruiti relazionando tra loro grandezze dedotte dai prospetti dello stato patrimoniale e del conto economico.
  • Analisi dinamica: Analisi dei flussi, si sostanzia della redazione, lettura e interpretazione del rendiconto finanziario, ossia il prospetto di bilancio inserito con la riforma 2016. È un prospetto che consente di copiare il movimento della liquidità nell’anno. Serve a capire i flussi in entrata e in uscita nell’anno, e definisce le cause che hanno generato la movimentazione di questi flussi.

Indici quozienti: metto i dati in margine, quozienti faccio la differenza tra i dati. Questo tipo di analisi viene effettuata in un dato periodo-momento. Indici: dati di bilancio li uso per creare questi indicatori. Questi indici li costruisco prendendo i dati in bilancio previo averli riclassificati di modo tale da avere le informazioni pronte per costruire gli indicatori. Studi al 31.12 per stock e costruisce gli indicatori.

In base alla posizione dell’analista

  • Analisi interna: condotta direttamente da soggetti inquadrati nell’ambito della struttura organizzativa dell’azienda. Chi è in azienda ha maggiori informazioni. Soggetti che la svolgono: MANAGEMENT.
  • Analisi esterna: realizzata da soggetti terzi rispetto all’azienda da valutare, portatori di autonomi interessi. Sono gli stakeholder:
    • Banche
    • Investitori privati: un soggetto che vuole investire in un’azienda fa un’analisi per vedere come va l’azienda così da capire se l’investimento sarà più o meno redditizio
    • Imprese concorrenti: i competitor prendono i bilanci degli altri, li riclassificano, fanno indicatori e ne studiano l’andamento
    • Analisti e studiosi: fanno analisi di settore o di certe aree geografiche

In base all’orizzonte temporale di riferimento dei dati

  • Analisi storica o consuntiva: l’indagine si concentra sui bilanci d’esercizio, che contengono dati consuntivi.
  • Analisi prospettica: l’indagine si basa su prospettive future. L’analisi assume come dati di partenza quelli contenuti in bilanci di tipo previsionale.

Nesso di complementarietà: Queste due analisi non sono disgiunte ma complementari per riuscire ad avere un quadro complessivo passato e futuro sull’andamento dell’azienda. È limitativo limitarsi all’analisi storica ma deve essere un punto di partenza per decisioni future.

In base alla tipologia di bilancio che utilizzo

  • Bilanci annuali
  • Bilanci infrannuali
  • Bilanci trimestrali
  • Bilancio consolidato: Bilancio di un gruppo di aziende

Analisi statistica

Principali tipologie di indici di bilancio

  1. Indici di composizioni: confrontano tra loro classi di valore e corrispondenti totali di conto economico e stato patrimoniale.
    • Stato patrimoniale
      • Attivo corrente
      • Passivo corrente
      • Attivo immobilizzato
      • Passivo consolidato
  2. Indici di situazione: confrontano tra loro valori provenienti da “sezioni” diverse di conto economico o di stato patrimoniale.
  3. Indici operativi: confrontano tra loro classi di valori provenienti da diversi documenti del bilancio.
  4. Indici di andamento: confrontano tra loro valori provenienti da successivi bilanci di una medesima azienda.

L’analisi consiste nella produzione di indici. A prescindere dagli aspetti sopra elencati, il calcolo degli indici e la costruzione del rendiconto finanziario, effettuati sulla base dei dati e delle informazioni contenute nei bilanci aziendali, non esauriscono il compito dell’analista. Devono però effettuare un’analisi critica, quindi comprendere i dati, le politiche usate, le previsioni effettuate, etc. L’analista non deve limitarsi a una riclassificazione meccanica e a un calcolo standard, ma deve capire l’andamento dell’azienda (fondamentale il ruolo del rendiconto finanziario).

Processo di analisi

  1. Riclassificazione
  2. Calcolo indici
  3. Rendiconto finanziario
  4. Analizzare aziende e vedere come indici si sono movimentati
  5. Capire gli indici che più mi servono per il mio scopo

Gli indicatori diventano anche un mezzo per capire come si può migliorare la situazione. Gli indici di bilancio manifestano la propria utilità sul piano informativo soprattutto se utilizzati per effettuare analisi di tipo comparativo (confronti di tipo temporali, spaziali tra aziende e/o andamentali). Fondamentale è il concetto di confronto tra gli indicatori:

  • Nel tempo
  • Nello spazio: tra aziende diverse o dello stesso settore
  • Valori reali e valori parametrici: prendo i dati e calcolo indici reali, poi li confronto con i valori parametrici, ossia valori standard e valori obiettivo
    • Valori standard: confronto tra indice reale con un valore standard
    • Valori obiettivo: rappresenta il valore dell’azienda migliore in quel settore nel mercato e si confronta questo valore con il proprio
  • Valori reali e valori medi di settore

Selezione degli indici

Il materiale di calcolo degli indici deve essere preceduto da una accurata individuazione e selezione, da parte dell’analista, di quelli ritenuti maggiormente significativi:

  • Obiettivi conoscitivi: indici macro
  • Indici fondamentali
  • Indici di secondo livello: se negli indici calcolati prima non ne trovo nessuno utile per la mia analisi
  • Scopo: capire le cause economiche dei valori rilevanti

L’impiego di ciascun indicatore non deve mai avvenire in modo indipendente rispetto agli altri, ma in una logica di sistema. L’azienda è un organismo e quando vado a fare un’analisi devo analizzare tutti gli indici di bilancio, ma non devo vederli da soli e indipendenti dagli altri ma devo analizzare gli indici uno indipendentemente dall’altro. Anche gli indici devono essere guardati nel sistema; è una conseguenza della sostanziale unitarietà della gestione aziendale (aspetti economico, finanziario e patrimoniale sono profili diversi di uno stesso fenomeno).

La capacità segnaletica del bilancio ordinario d’esercizio: la lettura critica del bilancio d’esercizio ai fini dell’analisi

Nel caso dell’analisi storica, il bilancio redatto in base al D. lgs. 9 aprile 1991, n. 127 e s.m.i. (successive modifiche e integrazioni) rappresenta solidamente il supporto documentale dal quale si sviluppa il lavoro dell’analista. N.B. A partire dal 1º gennaio 2016 il bilancio è predisposto in ossequio alle ulteriori disposizioni del D. lgs. 18 agosto 2015, n. 139.

Nel caso dell’analisi esterna, il bilancio civilistico è spesso l’unico documento del quale l’analista può concretamente disporre.

Limiti

  1. Obbligo di redazione, approvazione e deposito presso il registro delle imprese previsto per le sole società di capitali (le società di persone non hanno questo obbligo)
  2. Scarsa tempestività. Le società di capitali devono approvare il bilancio entro 120 gg e 30 gg per depositarlo nella camera di commercio. Il bilancio consuntivo è più difficile da analizzare perché ha tempi più lunghi.

In generale, affinché l’analisi di bilancio possa conseguire le proprie finalità conoscitive, il valore degli indici deve essere preceduto da una fase preparatoria (per rendere il lavoro dell’analista più efficace possibile):

  1. Interpretazione dei dati contenuti nel bilancio: esame preliminare di bilancio che si intende utilizzare, al fine di valutare la reale portata informativa dei dati in essi contenuti in termini di completezza e affidabilità. La lettura critica dei dati di bilancio a volte è trascurata nella prassi.
  2. Riclassificazione dei prospetti: processo di riallocazione delle poste di bilancio (stato patrimoniale e conto economico) allo scopo di conferire ai prospetti una forma di presentazione dei dati strettamente funzionale al calcolo degli indici e agli obiettivi dell’indagine.

Interpretazione dei dati contenuti nel bilancio

Principali operazioni che l’analista dovrebbe compiere prima di passare alla riclassificazione:

  1. Lettura dei prospetti dello stato patrimoniale e del conto economico (inclusi fino al 31.12.2015 e conti d’ordine), della nota integrativa, del rendiconto finanziaria e degli allegati disponibili
  2. Individuazione e analisi delle principali variazioni intervenute nelle singole voci di bilancio rispetto agli esercizi precedenti (è fondamentale leggere attentamente il bilancio per comprendere già le aree di criticità per poi fare una diagnosi)
  3. Analisi dei criteri di valutazione adottati dal redattore del bilancio e delle eventuali variazioni intervenute rispetto al passato. Alcune variazioni possono verificarsi perché avviene una modifica dei modi usati
  4. Individuazione di eventuali operazioni straordinarie e dei loro effetti sui conti dell’impresa
  5. Determinazione delle modalità e della misura di applicazione della discrezionalità da parte degli amministratori

Quindi, ai fini dell’indagine, è opportuno:

  1. Evidenziare le eventuali anomalie su una serie storica di bilanci sufficientemente ampia (almeno ultimi 3 esercizi)
  2. Assicurare la prima comparabilità dei dati contenuti nei prospetti sottoposti ad analisi:

Esempi di possibili verifiche in modo propedeutico:

  • Valutazione del potere d’acquisto della moneta
  • Presenza di eventuali politiche di bilancio mirati a influenzare i risultati dei singoli esercizi: applicazione discrezionale degli amministratori per raggiungere certi obiettivi
  • Variazioni, non adeguatamente segnalate, intervenute nei criteri di contabilizzazione e di valutazione delle singole poste di bilancio

In questo campo, i poteri di indagine dell’analisi esterna sono oggettivamente limitati: deve accontentarsi di ciò che le aziende decidono di pubblicare in camera di commercio. Possono essere quindi utili:

  • Presenza all’interno dell’azienda di un organo di controllo (collegio sindacale)
  • Certificazione del bilancio rilasciate da un soggetto indipendente

La criticità permane, soprattutto, nel caso delle imprese di minori dimensioni. Bisogna evidenziare anomalie su una serie storica di bilanci (almeno degli ultimi 3 esercizi) per avere una piena comparabilità dei dati. Esempi di anomalie possono essere:

  • Variazione del potere di acquisto della moneta;
  • Presenza di eventuali politiche che influenzano il risultato (come la politica della stabilizzazione degli utili alla quale si ricorre per avere utili costanti sia quando l’azienda va bene, sia quando l’azienda va male).

I poteri dell’analista sono limitati, perciò sono utili:

  • Collegio sindacale (organo di controllo di aziende grandi);
  • Certificazione del bilancio da parte di un soggetto indipendente.

Queste due tecniche sono utili però per le imprese medio grandi, perciò permangono problemi per quelle piccole.

Riclassificazione del bilancio

  1. Cosa significativa: riordinare i dati del bilancio (se possibile e necessario)
  2. Perché si riclassifica: per evidenziare aggregati di valori significativi, poi l’analista decide quindi quali sono gli elementi significativi che naturalmente cambiano da un’analista all’altro
  3. Come si riclassifica: secondo criteri e schemi che tengono conto delle esigenze dell’analisi

Riclassificazione dello stato patrimoniale

Lo stato patrimoniale redatto secondo il modello del Codice civile (art. 2424) si presenta con uno schema che solo in parte consente di effettuare un’analisi volta all’espressione di un giudizio sullo stato di salute economico-finanziario dell’impresa. Lo stato patrimoniale ci dà delle informazioni, ma poi dobbiamo chiederci sostanzialmente cosa rappresentano.

Principali criteri di riclassificazione

Criterio finanziario

Criterio funzionale

  • Distingue i valori dello SP in base al tempo necessario per diverse aree gestionali delle quali quelle voci afferiscono.
  • Distingue i valori dello SP in base al legame con le aree gestionali.

Criterio finanziario

Impieghi Fonti
Avvengono entro 1 anno: attivo corrente, attivo circolante o capitale d’esercizio -> ci sono dei sotto aggregati che si distinguono per il grado di liquidità: Si manifestano entro 1 anno: passivo corrente, passività correnti o debiti a breve termine.
  • Liquidità immediata: attività già presente in forma liquida
  • Liquidità differita: attività solo da incassare quindi nel breve periodo tornano in forma liquida
  • Disponibilità (rimanenze): forma meno liquida. Il magazzino per tornare in forma liquida deve superare 3 fasi, quali vendita, nascita del credito, liquidità
  • Si manifestano oltre 1 anno: passivo consolidato, passività consolidate o debiti a medio-lungo termine
  • Patrimonio netto, capitale netto o capitale proprio. (Il patrimonio netto non ha scadenza ed è permanentemente vincolato alla vita dell’azienda). Non è esigibile MAI! È legato permanentemente alla vita dell’azienda. Potrebbe esigere fuori uscita di denaro quando la società decide di ridurre capitale e rimborsare i soci.

La differenza con lo schema civilistico è che i termini utilizzati possono essere simili, ma il contenuto è diverso, perché nella riclassificazione sono riclassificate in base alla sostanza finanziaria.

Spesso dal punto di vista civilistico ci sono delle poste che non sono liquidità, come i titoli di stato, ma dal punto sostanziale lo sono e perciò questo viene messo in evidenza nella riclassificazione. Infatti, i titoli di stato potrebbero essere venduti con

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/09 Finanza aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Federica.p98 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Analisi finanziaria e piani aziendali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Politecnica delle Marche - Ancona o del prof Paolucci Guido.
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