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Teoria dei caratteri nazionali

Osservazioni e affermazioni che si riferiscono allo spirito generale di un popolo. Queste osservazioni iniziano da Aristotele fino ad arrivare a noi; citando Malaparte: "Se attraversi l'Italia dalla testa ai piedi [...] ti accorgi [...] che in Italia tutti ti guarderanno ma non c'è curiosità, c'è qualcosa di doloroso, di triste". Gli italiani osservano come animali (vicini alla natura, non è inteso in senso dispregiativo) a differenza di altri popoli. "Ogni Paese si riconosce dal suo vento, dal modo in cui respira" secondo Malaparte la Toscana è la regione più saggia e più intelligente. Scrive che la Prima Guerra Mondiale avrebbe dovuto fare trovare quel senso morale che è assente tanto che le vigliaccate in Italia sono lodate. In tutte le sue opere i vari Paesi sono dotati di un carattere specifico. Sono esempi classici di giudizi sulla base del carattere. Un giudizio classico può essere l'affermare che l'Italia è sfaticata e che usa il COVID come pretesto per non lavorare.

Le nazioni, secondo questa visione, sono tutte diverse tra loro anche se i confini sono prossimi. Mettendo insieme tutti i Paesi si fa la storia del mondo. Richelieu pensava che i Paesi avrebbero creato una civiltà unica stemperando le loro divergenze. I giudizi sulle varie Nazioni sono vari e modificabili, non sono mai unici. Dall'antica Grecia si trovano giudizi che tendono a ripetersi e che diventano quasi verità. La Francia è socievole, salottiera secondo una visione dei salotti del '700. L'Inghilterra è tenace e lavoratrice secondo la visione della Rivoluzione Industriale. I caratteri attribuiti hanno sempre una base storica o sociologica o di inimicizia politica.

Aristotele

Tutta la terra è distinta tra vari popoli. Quelli delle regioni fredde sono coraggiosi ma poco intelligenti, quelli dell’Asia hanno poco coraggio e vivono in servitù, gli Elleni sono nel mezzo, coraggiosi, liberi e intelligenti, con le migliori istituzioni politiche e diversi tra loro. La felicità è il bene migliore ed è la pratica della virtù. La ricerca della felicità è differente e costituisce modi di vita e costituzioni diverse. Le idee di Aristotele cambiano nel tempo e non dà spiegazione né segnala il cambiamento d’opinione. I rapporti sociali si basano sulla natura (marito e moglie per attrazione e per generazione dei figli), la famiglia è naturale e anteriore al villaggio e alla polis.

Distingue tre rapporti: marito-moglie (governo aristocratico), padre-figli (governo monarchico), padrone-schiavo (tirannide). La crematistica naturale procura il necessario per i bisogni essenziali, quella non naturale soddisfa i bisogni artificiali. Critica la costituzione di Platone. Al governo possono partecipare uno, pochi o molti e si deve vedere se si bada al bene comune o al proprio interesse. Monarchia, Aristocrazia, Politeia, sono le tre costituzioni buone; le tre corrotte sono Tirannide, Oligarchia, Democrazia. L’assemblea non è il modo giusto per discutere perché si è influenzati, la democrazia platonica è fare ciò che si vuole, non ha regole e per molti secoli rimane negativa. Il cittadino deve partecipare al consiglio, alle magistrature e ai tribunali.

Termina con l’esame della piramide, mostrando il tiranno come un sovrano che governa secondo il suo arbitrio, è costretto a fare il vuoto ed è presentato come un uomo terribilmente solo. La costituzione ideale è presentata dal punto di vista urbanistico, politico e pedagogico. La difesa dello Stato è fondamentale e i difensori si trovano subito sotto i governanti e devono dedicarsi solo a quello, si parla (per loro) di comunismo platonico; da questo Aristotele prende le distanze, ciò che lega l’individuo a qualcosa è che quello sia suo. La Politeia è come l’anima della polis, che dà vita allo Stato; la polis è composta da molte parti diverse tra loro, l’uomo è un animale socievole, politico. Per Platone la società è formata dall’unione degli uomini per diversi bisogni, non c’è una socievolezza naturale. La Politeia è la buona disposizione dei cittadini e delle loro funzioni, è una disposizione armonica. Insieme alla natura è importante la virtù (capacità, eccellenza) per usare tutte le risorse materiali e spirituali per i propri fini.

L’anima è divisa in tre parti. La testa comanda sulle altre (Ragione), poi il cuore (coraggio, sentimenti) e poi la pancia (la parte appetiva, vegetativa). Le passioni non sono schiacciate ma servono all’uomo libero e devono collaborare con la ragione. Il cittadino vero non è l’agricoltore o gli operai o i commercianti che non vivono una vita completamente razionale ma neanche gli stranieri e gli schiavi (le donne vivono un’esistenza a parte) sono veri cittadini che partecipano al consiglio e alle cariche pubbliche amministrative o giudiziarie.

Aristotele fa intendere che ogni cittadino debba addestrarsi nell’esercito per patriottismo. Vi è la rotazione delle cariche. Lo Stato è caratterizzato dalla medietà, via di mezzo tra due estremi che è la perfezione in ogni punto di vista (dal politico alle dimensioni dello stato, né troppo piccolo né troppo grande in modo da essere autosufficiente ma per non avere troppo territorio da governare. Solo nell’istruzione non c’è medietà). Lo Stato ideale è vicino al mare con un porto e un buon retroterra per avere terra fertile. Per Aristotele la legge è ordine e deve governare con alcuni che siano guardiani di essa. La forza della legge che si basa sulla consuetudine è creata nel tempo ed è difficile da togliere. Le leggi sono esaltate come dio, con imparzialità; il modo di vivere ordinato è dentro l’individuo e penetra con i costumi. Se una legge interferisce con i costumi si genera un disastro, il costume invece può modificarsi da solo senza traumi.

Aristotele non è il primo, precedente a lui è Ippocrate, il primo dei medici. Aristotele non è né il primo né l’unico; Ippocrate e Bodin sono fondamentali riguardo alla teoria climatica, per cui un certo popolo è spinto ad essere in un modo dal clima oppure il modo di essere viene determinato dal clima. Cicerone scrive che chi abita in regioni con aria pura e sottile ha un intelletto più acuto di chi abita in zone dove l’aria è pesante; in realtà per lui l’effetto è comunque limitato. Fa riferimento soprattutto al trattato "Arie, Acque, Luoghi" di Ippocrate (430 a.C.).

È l’origine del determinismo ambientale. Bodin nel ‘500 ancora si richiama ad Ippocrate. Le cause sono proporzionate agli effetti, gli Europei hanno coraggio e su di esso si basano le leggi. Il testo ha una parte medica e una etnografica e vi sono molte osservazioni sul fatto che anche le istituzioni politiche sono importanti come i fattori ambientali; il dualismo natura-istituzioni arriva fino a noi in questa teoria. Un autore italiano del ‘700 scrive che più che il clima sono le leggi a determinare il carattere di un popolo. La parte medica dà solo un accenno, la parte etnografica comincia con la differenza dei popoli di Europa e Asia, in Asia sono più uniti per l’equilibrio bilanciato delle stagioni ma manca il coraggio, l’operosità, l’ira guerriera. I popoli sul confine hanno più differenza per la natura selvaggia e il cambio frequente delle stagioni, la divisione può dipendere o dalla natura o dal costume, come i macrocefali che allungano la testa (costume).

Guarda la differenza di coraggio tra asiatici ed europei, i primi sono più civili ma più molli ed "effemminati" e la causa sta nell’uniformità delle stagioni. Sono privi di coraggio anche a causa del dispotismo asiatico che ha un influsso negativo. Anche in Asia chi vive libero e indipendente riesce ad affrontare il pericolo e non è inerte. Le stirpi europee sono molto diverse a causa dei grandi mutamenti climatici e delle stagioni e sono più coraggiosi e combattivi ma hanno una mente più selvatica per le forti modificazioni del clima. Anche qui influenzano le istituzioni che non hanno tracce di dispotismo. Parte dall’ambiente e le istituzioni sono messe dopo con un ruolo importante ma secondario. Pensa ad un rapporto tra abitanti e suolo abitato (si trova questo anche nelle descrizioni del Malaparte che per prima cosa descrive il paesaggio). Gli abitanti di un territorio montuoso saranno grossi e coraggiosi con una natura selvatica, per contro gli abitanti di un territorio infossato sono bassi e poco predisposti al coraggio; vi sono poi quelli miti (altopiano ventoso ed erboso) e rudi (territorio aspro e spoglio). L’Asia è meglio dell’Europa e la Ionia è la migliore con un clima mite e temperato, gli abitanti non sono irascibili né operosi perché i prodotti sono sempre abbondanti e quindi non hanno coraggio e voglia di lavorare.

Bodin

Bodin è un autore che fa letture immense ed è molto curioso, identifica tre climi, quello del nord, quello del sud e quello mediano; l’uomo del nord è forte, brutale ma anche volubile e taciturno e governa in base alla forza; quello del sud ha passioni ed è astuto, è vendicativo e governa con la religione; quello di mezzo è meno forte e più ragionevole e governa in base a ragione e giustizia. I venti rendono gli uomini inquieti e le montagne li rendono indipendenti. I luoghi non determinano necessariamente i costumi, la natura può essere modificata dalla disciplina, alimentazione, leggi, costumi e istruzione; non esercitare una disciplina può rovinare le migliori condizioni.

Il Bodin politico ha scritto "La Repubblica", testo ormai illeggibile ma fondamentale; è un giurista che si rifà anche alla Bibbia per la morale, si trova agli antipodi di Machiavelli che invece è diretto. 1576, nel pieno delle guerre di religione viene fuori da Ginevra un’idea secondo cui gli antichi re di Francia erano eletti e potevano essere deposti dal popolo e non erano tiranni, un governo legittimo che seguiva le leggi. Questa polemica provoca molte critiche e una posizione emerge nel partito dei politici, riconoscendo il Protestantesimo che predica la tolleranza, vede nel sovrano il protettore di tutti i culti come unica ancora di salvezza.

Bodin si riallaccia a questi partiti (era deputato del Terzo Stato agli Stati generali), la sua prima opera, nel 1566, "Come cogliere i fiori della storia" cerca nella storia uno spirito delle leggi per trarne una regola universale; la sua teoria climatica è una delle spiegazioni. "La Repubblica" è scritta in francese e guardando l’indice si trova la famiglia e l’autorità paterna, il cittadino e lo straniero, il sovrano e i diversi tipi di Stato, le istituzioni e gli uffici, la giustizia e l’economia; emerge il tema della sovranità. La repubblica è il governo giusto di diversi nuclei familiari con potere sovrano (si intende la Res Publica, non la repubblica contemporanea). La famiglia è la cellula madre e il modello della comunità politica, il potere sovrano unisce tutte le parti (nuclei familiari) facendone un’unica comunità politica. Deve dare una definizione di sovranità, è questa forza di coesione che ha in sé quella coppia comando-ubbidienza.

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Scienze politiche e sociali SPS/02 Storia delle dottrine politiche

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