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La cosmetica decorativa

Introduzione

Flavia ZanottiLa cosmetica ha un ruolo tecnico, scientifico e chimico, ma anche sociale legato al fatto che il miglioramento dell'aspetto estetico è qualcosa che aiuta a rapportarci con gli altri (più sicurezza in noi stessi, miglior approccio con gli altri) → "la bellezza salverà il mondo" Feodor Dostoevskij.

Le due considerazioni della cosmetica

Essendoci anche questi aspetti ci sono 2 considerazioni:

  • La cosmetica esiste da quando esiste il mondo: tradizione che fonda nelle radici del tempo e che porta a avere un'esigenza specifica.
  • Queste tradizioni sono legate a tradizioni locali: la ricerca del bello è nata, ma ogni popolo l'ha sviluppata in maniera diversa → diversi approcci nelle diverse aree del mondo. Ad esempio, in Giappone si ha un trattamento importante della cura dei capelli che devono essere profumati perché non si deve disturbare con i propri odori corporei il proprio vicino ad esempio in metro → trattamenti particolari che in occidente non facciamo.

Globalizzazione e cosmetica

Esistono però esigenze anche perché il mondo globalizzato permette di superare esigenze locali ed ottimizzare tempi e costi di ricerca e realizzazione del prodotto → esigenza di creare prodotti che vadano bene a livello globale, per ammortizzare i costi della ricerca.

Colore della pelle diventa un elemento imprescindibile: quando si fanno prodotti colorati bisogna tenerne conto perché ci sono etnie diverse e bisogna tener conto delle diversità.

Il cosmetico è un prodotto che fa parte, dal punto di vista normativo, del campo sanitario (quando si producono questi prodotti si fa riferimento al Ministero della Salute). Lavora però sulla fisiologia e non sulle patologie.

Distribuzione dei colori della carnagione

Si ha una forte distribuzione dei colori della carnagione in relazione alle aree geografiche e alla latitudine; le popolazioni con pelle più scura vivono tra i 20 N e i 20 S dall'equatore perché la pelle ha dovuto adattarsi in base ai raggi UV che colpiscono la superficie cutanea → ADATTAMENTO della PELLE UMANA al POTERE PENETRANTE dei RAGGI UV nell'epidermide.

In Australia si ha la maggior incidenza di persone immigrate (inglesi) che soffrono di melanoma perché la loro pelle non è abituata a quel tipo di raggi.

Colorazione della pelle

La COLORAZIONE della PELLE è determinata dalla presenza di MELANINA, pigmento bruno di cui siamo fisiologicamente dotati e che il nostro organismo sintetizza in quantità variabile a seconda dei soggetti. È il primo schermo naturale che difende il DNA delle cellule dal danno che possono subire dai raggi solari. Ne esistono 2 tipi:

  • Eumelanina: che dà colorazioni nero/brune.
  • Feomelanina: pigmento giallo-rosso, presente nelle pelli più chiare e associata più spesso a capelli rossi e lentiggini, il cui potere schermante è inferiore a quello dell'eumelanina. Sono comunque presenti entrambe in proporzioni diverse.

Altri pigmenti che influenzano la colorazione sono:

  • Emoglobina, gruppo eme, pigmento rosso.
  • Carotenoidi: pigmento giallo.

Dalla miscela di questi pigmenti ne deriva il colore finale.

Gruppi di colore della pelle

Esistono 3 grandi gruppi:

  • Nei gruppi negroidi (indiani e africani e comunque tutti quelli con pelle scura): i melanomi sono più grandi e quindi hanno maggior capacità di produrre melanina → potere di protezione maggiore ai raggi UV rispetto agli altri.

Aspetti legislativi

Aspetti legislativi: il cosmetico è regolamentato dal Ministero della Salute locale → regolamentazione dal punto di vista sanitario. Ci sono 3 legislazioni di riferimento con cui confrontarsi in UE, USA, e Giappone.

In UE, la normativa sul cosmetico è del 1976. Gli USA sono stati i primi a regolamentare il settore: la legge cosmetica esiste da sempre, per cui sono un punto di riferimento importante. La FDA regolamenta anche il cosmetico.

Le legislazioni dell'UE e degli USA sono molto simili tra loro per cui le letterature si confrontano. Hanno in comune il fatto che è l'industria che deve uniformarsi a quella che è la legislazione: una volta emesso il testo di legge, l'industria si deve adeguare e se subisce un controllo deve dimostrare che il prodotto è a norma (ha seguito le norme ed è conforme ad esse) → si immette il prodotto sul commercio e poi si può subire un'ispezione, ma non per forza.

In Giappone invece, il sistema è diverso: ci deve essere una registrazione pre-market come per il farmaco → si devono depositare una serie di documenti presso le autorità competenti (ministero della salute) che quindi accetta e autorizza l'immissione sul commercio; questo è per un discorso di tutela sui cittadini → è difficile commercializzare cosmetici in Giappone.

In altri paesi si fa a fini protezionistici perché, avari la produzione è piccola e limitata e si vuole evitare la colonizzazione da parte del grande mercato. Le sostanze che si possono utilizzare sono libere, ma devono avere una denominazione internazionale e ci sono delle liste positive per l'uso di determinati ingredienti.

Ad esempio, i filtri solari sono regolamentati e si possono utilizzare solo quelli presenti in lista, su cui sono riportate anche le max concentrazioni ammesse e le aree di applicazione, cosa che vale soprattutto per i coloranti. La formaldeide non si può usare (è un CNR) che però si può usare in conc max al 2% sono in determinate condizioni. C'è poi una lista di sostanze che tassativamente non si possono usare (estrogeni).

Regolamentazione in Italia

La legge in Italia è stata recepita molto dopo che in altri paesi europei come la Francia. Ci sono quindi dei regolamenti, che entrano in vigore contemporaneamente in tutti i paesi dell'UE, e così è successo anche il Regolamento Europeo 1223/2009 - Art. 2 comma A per il cosmetico → «prodotto qualsiasi sostanza o miscela destinata ad essere applicata sulle superfici esterne del corpo umano (epidermide, sistema pilifero e capelli, unghie, labbra, organi genitali esterni) oppure su identi e sulle mucose della bocca allo scopo esclusivamente o prevalentemente di pulirli, profumarli, modificarne l'aspetto, proteggerli, mantenerli in buono stato o correggere gli odori corporei.

Tutto quello che non è cosmetico è farmaco! → dentifricio è cosmetico, dentifricio medicato è farmaco o dispositivo.

Aree geografiche e diversificazione

Ci sono poi aree geografiche del mondo in cui la situazione deriva da situazioni storiche pregresse, come in Inghilterra in cui ci sono moltissimi consumatori di origine indiana, che derivano dalle colonie. Stessa cosa nel mercato americano, in cui si ha una forte presenza di ispanici, afro-americani e asiatici, per cui ci sono delle linee di cosmetici dedicati a queste popolazioni.

Nel mercato italiano solo ora si inizia a sentire l'esigenza di diversificazione dell'offerta in relazione al colore della pelle. I canali di distribuzione sono la farmacia, parafarmacia e la grande distribuzione; in mezzo c'è la profumeria. Quelle che cambiano sono le esigenze.

Campi di applicazione dei prodotti decorativi

Campi di applicazione dei prodotti decorativi: occhi, labbra, unghie, capelli e viso.

Chi si specializza nella fabbricazione ha dei competitors. La competitività si crea con la ricerca, bisogna sempre avere qualcosa in più rispetto ai competitori. L'investimento in ricerca deve rientrare con benefici economici. Non si fa niente per beneficenza in economia! Uno dei punti più critici è fare interloquire chi fa ricerca e chi la usa per poter creare il prodotto.

Il colore nella cosmesi decorativa

Teoria del colore

Il colore è una sensazione percepita a livello cerebrale in seguito a stimolazione della retina da parte della luce. Quale luce? Quella visibile.

La luce visibile è una piccola porzione dello spettro elettromagnetico con un intervallo di lunghezze d'onda compreso tra 380 nm e 780 nm.

Fattori che influenzano sulla percezione del colore:

  • Natura della sorgente: è il raggio luminoso della luce naturale o artificiale.
  • Tipo di superficie su cui cade la luce (pelle o annessi).
  • Risposta dell'occhio (variabili diverse, come nei daltonici).

Classificazione chimica dei colori

Classificazione chimica dei colori, intesi come materie prime utilizzate in cosmesi decorative, sono essenzialmente pigmenti. La divisione è chimica e si collega alla struttura della materia prima. Quello che distingue i pigmenti dai coloranti è la solubilità e in cosmesi decorativa il colore che si introduce deve essere il meno solubile possibile, per cui non si usano i coloranti.

Pigmenti inorganici

Pigmenti inorganici = Composti insolubili a base di ioni metallici. Caratteristiche: insolubilità, struttura tridimensionale e buona stabilità. Esempi:

  • Titanium Dioxide C.I. 77891: Bianco
  • Manganese Violet C.I. 77742: Viola
  • Iron Oxides C.I. 77491,2,9: Giallo, rosso, nero
  • Ultramarines C.I. 77007: Blu, rosa, viola
  • Chromium Oxide Greens: Verde
  • Chromium Hydroxide: Green C.I. 77288, 77289
  • Ferric Ferrocyanide C.I. 77510: Blu scuro

Quando si fa un ombretto si ha una matrice di base e ognuno ha un colorante diverso in base al colore finale. In base alla destinazione del prodotto si usa il nome (America) o il numero se è in Europa. Ultimamente si mettono entrambi per semplificare le cose. Nell'ombretto, che è una miscela di polveri non interessa la solubilità, ma importa ad esempio nel fondotinta, che è un'emulsione. NB: il cosmetico non deve penetrare la pelle, ma deve rimanere un elemento esterno, facilmente rimovibile, momento per cui devono essere insolubili (degli organici sono ammessi solo 3 che sono parzialmente solubili). Con i pigmenti organici essendo ionici, bisogna stare attenti al pH per prevedere il loro comportamento.

Pigmenti organici

Pigmenti organici: Hanno una struttura chimica di tipo organico. Caratteristiche: poco solubili e poco stabili: hanno una forte delocalizzazione degli elettroni perché sono composti organici. A volte tendono ad essere solubili sulla pelle, per cui bisogna cercare di renderli più insolubili.

Compongono ciclici coniugati basati sulla struttura dell'anello benzenico. La coniugazione ciclica rappresenta il sistema Cromoforo. I gruppi funzionali rappresentano il sistema Auxocromo o Batocromo.

Si verifica una nube di elettroni delocalizzati facilmente eccitabili dalla luce visibile che rende i composti colorati.

Sono suddivisi in tre gruppi:

  • Lacche: sono coloranti insolubili prodotti dalla precipitazione di un colorante solubile permesso per legge su un substrato permesso. Sono poco stabili. Esempi: (FD&C) Blue 1 (Aluminum) Lake C.I. 42090; (FD&C) Yellow 5 (Aluminum) Lake C.I. 19140; (D&C) Red 27 (Aluminum) Lake C.I. 45410. I colori ad esempio del bagnoschiuma sono solubili perché devono essere solubili in una matrice acquosa come quella del bagnoschiuma, per cui sono coloranti organici. Per usarli nella decorativa bisogna renderli insolubili. In questo caso attraverso il CI non si capisce se ci si riferisce al colorante solubile o insolubile, cosa che invece la descrizione americana dà mettendo "lake". Le cose tra parentesi dicono che si può utilizzare sia per Food, che Drugs, che Cosmetics.
  • Sali organici: di Bario e di Calcio Servono per dare sfumature. Sono mediamente stabili. Esempi: (D&C) Red 6 (Barium) Lake C.I. 15850; (D&C) Red 7 (Calcium) Lake C.I. 15850. Altro sistema per renderli poco solubili è rendere sali ad esempio di sodio, in sali di ioni bivalenti. In questo caso anche se CI è uguale i colori sono diversi.
  • Veri pigmenti: organici, non contengono ioni metallici; hanno colori puri e brillanti e sono discretamente stabili. Esempi: (D&C) Red 30 C.I. 73360. Gli anelli benzenico costituiscono il cromoforo.

Coloranti

Coloranti: Si sciolgono nel prodotto da colorare. Hanno problemi di stabilità. Sono idrosolubili (la maggior parte) oppure liposolubili; poco usati nella cosmetica decorativa perché possono colorare la pelle in modo indelebile. Esempi: (FD&C) Blue 1 C.I. 42090; (FD&C) Yellow 5 C.I. 19140; (D&C) Red 4 C.I. 14700; (D&C) Red 27 C.I. 45410; (D&C) Green 5 C.I. 61570.

Coloranti di origine naturale

Coloranti di origine naturale (non si usano molto):

Fattori che influenzano la stabilità: il prodotto deve a tenere le sue caratteristiche per tutto il tempo in cui viene utilizzato.

Influenze sulla stabilità

  • Luce ultravioletta: Transizioni elettroniche, indotte dalla luce, possono alterare i gruppi cromofori, provocando scolorimento sino a perdita del colore o, al contrario, l'accentuazione dell'intensità del colore, oppure il cambiamento di sfumatura. Scala di stabilità (dai più stabili): 1) Pigmenti inorganici (BiOCl → Bi elementare) → 2) Veri pigmenti → 3) Sali di pigmenti organici → 4) Lacche → 5) Coloranti.
  • Calore: scala di stabilità uguale alla luce, perché prima si provoca una transizione elettronica, il calore fornisce energia termica. Spesso il calore si usa anche durante la produzione, per cui bisogna sapere se i coloranti ad esempio si scoloriscono durante la lavorazione. I tempi e i metodi di fabbricazione sono da tenere sotto controllo. Possibilmente colorare a fine lavorazione.
  • pH: i pigmenti inorganici hanno i maggiori problemi di stabilità; le lacche generalmente sono stabili a pH compreso tra 4 e 9. Esempi: solfosilicati di Na e Al a pH < 7 sviluppano H2S (odore !!) e conseguente scolorimento. Manganese Violet: Ammonium Manganese pirophosphate a pH > 7 si trasforma in biossido di Manganese, bruno.
  • Ioni metallici e reagenti incompatibili: Ioni Ferro, Rame, Zinco, Calcio, possono provocare scolorimento o precipitazione. I tensioattivi cationici possono provocare scolorimento (i coloranti sono per la maggior parte anionici).
  • Agenti riducenti: I gruppi aldeidici dei profumi possono provocare scolorimento.
  • Microorganismi: se ho un attacco microbico nel prodotto si può capire perché i microrganismi possono attaccare il colore e degradarlo e si vede a livello visivo, stessa cosa se si ha ossidazione. Demolizione dei colori organici, per riduzione biochimica.

Classificazione fisica dei pigmenti

Classificazione fisica dei pigmenti - differenze date dal comportamento alla luce:

  • Pigmenti di assorbimento: Assorbono parte della luce incidente e riflettono la restante in direzioni diverse. Classico pigmento inorganico.
  • Pigmenti metallici: Agiscono come specchi, riflettendo la luce in una sola direzione (totale riflessione). Le particelle sono piatte.
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Scienze chimiche CHIM/09 Farmaceutico tecnologico applicativo

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher chiararigo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Tecnologia farmaceutica 2 e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Minghetti Paola.
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