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23/02/18 Filologia germanica LEZIONE 3 (PREMESSA)

indoeuropeo, propedeutico al discorso sul germanico, abbiamo due tipi di concordanza lessicale e morfologica che nella situazione indoeuropea possono bastare a garantire la parentela genetica tra le lingue prese in esame. La prova regina la vediamo dall'esame della concordanza fonologica, non può avere altra motivazione se non l'origine comune, ossia la parentela genetica tra le lingue.

  • Lavoro di Rask e della sua impostazione della sua procedura, cioè segmentazione delle parole di una serie lessicale dei vari fonemi e poi riscontro tra fonema e fonema.

La concordanza fonologica si può verificare soltanto all'interno di una concordanza lessicale.

Questo significa che io devo scegliere delle parole che costituiscono una serie lessicale. Ci deve essere una identità o affinità di significato e per quel che riguarda il significante parlerò di una confrontabilità.

Questo concetto nasce dal fatto che i singoli foemi non è detto che siano sempre uguali; se ipotizziamo che in qualsiasi lingua dobbiamo trovare lo stesso fonema non è possibile.

Potremmo trovare anche foemi diversi da quello originario, importante è che il mutamento sia sistematico e costante, se i fonemi sono diversi vuol dire che i significati saranno saranno, ma non ci importa, purché siano confrontabili. Purché si riesca nella innovazione a stabilire una legge, una norma che venga sempre rispettata.

Qual'è la serie lessicale che prendo in considerazione?

Una particolarmente ben attestata in tutte le lingue indoeuropee, questa serie lessicale da luogo alla ricostruzione addirittura di una parola.

Di solito non ricostruiamo parole, ricostruiamo lessemi.

La parola a cui facciamo riferimento è la parola per PADRE.

Gli indoeuropei ebbero una organizzazione sociale e familiare di tipo patriarcale.

La compattezza del nome per “padre” in tutto il dominio indoeuropeo ne e è già una significativa prova.

  • Pitar (sanscrito ossia indiano, antico persiano, avestico)
  • Patēr (e lunga; greco)
  • Pater (latino)

Aggiungiamo come esempio di lingua germanica il gotico, la più antica lingua germanica attestata, abbiamo: FADAR (dh)

ATHIR (antico irlandese)

Questa è una serie lessicale, la parola pater significa padre, i significanti di questa parola delle varie lingue sono confrontabili.

[Digitare qui]

23/02/18

Filologia germanica LEZIONE 3 (PREMESSA)

Indoeuropeo, propedeutico al discorso sul germanico, abbiamo due tipi di concordanza lessicale e morfologica che nella situazione indoeuropea possono bastare a garantire la parentela genetica tra le lingue prese in esame. La prova regina la vediamo dall'esame della concordanza fonologica, non può avere altra motivazione se non l'origine comune, ossia la parentela genetica tra le lingue.

  • Lavoro di Rask e della sua impostazione della sua procedura, cioè segmentazione delle parole di una serie lessicale dei vari fonemi e poi riscontro tra fonema e fonema.

La concordanza fonologica si può verificare soltanto all'interno di una concordanza lessicale.

Questo significa che io devo scegliere delle parole che costituiscono una serie lessicale. Ci deve essere una identità o affinità di significato e per quel che riguarda il significante parlerò di una confrontabilità.

Questo concetto nasce dal fatto che i singoli foemi non è detto che siano sempre uguali; se ipotizziamo che in qualsiasi lingua dobbiamo trovare lo stesso fonema non è possibile.

Potremmo trovare anche foemi diversi da quello originario, importante è che il mutamento sia sistematico e costante, se i fonemi sono diversi vuol dire che i significati saranno saranno, ma non ci importa, purché siano confrontabili. Purché si riesca nella innovazione a stabilire una legge, una norma che venga sempre rispettata.

  • Qual'è la serie lessicale che prendo in considerazione?

Una particolarmente ben attestata in tutte le lingue indoeuropee, questa serie lessicale da luogo alla ricostruzione addirittura di una parola. Di solito non ricostruiamo parole, ricostruiamo lessemi.

La parola a cui facciamo riferimento è la parola per PADRE.

Gli indoeuropei ebbero una organizzazione sociale e familiare di tipo patriarcale.

La compattezza del nome per “padre” in tutto il dominio indoeuropeo ne è già una significativa prova.

  • Pitar (sanscrito ossia indiano, antico persiano, avestico)
  • Patēr (e lunga; greco)
  • Păter (latino)

Aggiungiamo come esempio di lingua germanica il gotico, la più antica lingua germanica attestata, abbiamo: FADAR (dh)

  • ATHIR (antico irlandese)

Questa è una serie lessicale, la parola pater significa padre, i significanti di questa parola delle varie lingue sono confrontabili.

[Digitare qui]

La parola pater è costituita da 5 fonemi; se parto da un'occlusiva sorda labiale può mutarsi in una fricativa sorda. Ogni occlusiva è caratterizzata da una momentanea chiusura che impedisce il flusso della corrente respiratoria. Da P si passa ad una F. In antico irlandese manca un fonema iniziale.

*P Posso attribuire a questa lingua una occlusiva bilabiale sorda.

  • Piskis (latino per pesce)
  • Fisks (gotico)

Ad una p del latino corrisponde f in gotico;

  • Pedis (latino per piede)
  • Fotus (gotico per piede)

Rispetto alla forma del latino, abbiamo in gotico.. Etc. I nomi degli animali, almeno i più comuni, sono molto frequenti in tutte le lingue indoeuropee. Attribuisco alla lingua ricostruita un fonema occlusiva bilabile sordo, arriverò ad individuare il patrimonio fonematico di questa lingua.

Caso di ricostruzione: la parola per padre come prima fonema valico ha una "i" in indiano e persiano sanscrito ed avestico, ha la "a" in tutte le altre lingue indoeuropee. In questo caso è complesso, perché ragionando dovrei poter dire che il fonema da ricostruire è una "a" che diventa "i" in indiano e iranico, e diventa "a" in tutte le altre lingue, in realtà non è così, perché se ho una a in greco latino e germanico nella maggior parte dei casi avrò una a anche in indiano. Vediamo la parola campo;

  • Agros (greco)
  • Ager (latino)
  • Ajra (indiano)
  • Ars (gotico)

Dal confronto di queste parole si può ricostruire una "a".

  • Iman (indiano)
  • Imen (greco)
  • Imus (?)

Ricostruiamo una "i".

Nella lingua originaria doveva esistere una vocale di tipo distinto che in alcuni ambiti linguistici si comporta come "a" e in altri come "i". Questa vocale è schwa (simbolo ebraico è la E capovolta)

L’applicazione del metodo comparativo consente per esempio nell’esame di questa serie lessicale di verificare l’esistenza di una vocale che come tale non è conservata da nessuna lingua indoeuropea. Evidentemente era di sonorità ridotta, era di un timbro non ben definito, in alcune lingue, quelle dell’indoiranico ha potuto presentarsi come "i" e nella altre come "a". E’ un caso veramente particolare. Portando fino ad estreme conseguenze questo lavoro noi riusciamo a

individuare tutti i fonemi operanti, tutti i fonemi attivi nella protolingua. Sia a livello di consonante che di vocale.

Ci interessa il sistema occlusivo indoeuropeo che è costituito da:

  • 20 unità, suddivisi per 5 ordini fonematici: labiale, dentale, palatale, velare e labiovelare, distinti sulla base della correlazione di sonorità o sordità e sulla base della correlazione semplice aspirato.

Questo occlusivismo indoeuropeo ci interessa particolarmente perché è profondamente innovato nelle lingue germaniche storiche.

Abbiamo le 3 vocali fondamentali, i tre timbri A- E -O brevi e lunghe, abbiamo anche le sonanti, cioè quei fonemi che a seconda della loro funzionalità (posizione) possono essere sia vocali che consonanti, alludiamo alla i alla u, come sonanti anche le nasali m ed n o le liquide L ed R, a queste consonanti aggiungo anche l’unica fricativa indoeuropea e cioè la S;

Il sistema delle fricative è rappresentato dalla sola S; nell’ambito delle vocali dobbiamo mettere anche lo schwa.

Lingue indoeuropee: lingue germaniche, le lingue celtiche (il gallese, irlandese, bretone, gallico), lingue baltiche (lituano, lettone, antico prussiano), lingue slave (slavo ecclesiastico, slavoni), la più importante è il latino, è la lingua di cultura dell’occidente, la lingua nei confronti della quale tutto l’occidente è debitore. Distinguiamo il latino dai dialetti italici.

  • Il bosco, l’ungherese, il finnico e il turco non sono lingue indoeuropee.

Per il resto in Europa si parlano tutte lingue di derivazione indoeuropea.

Indoghermanish: ha il pregio di mettere in evidenza l’importanza delle aree marginali, mette sullo stesso piano la sezione indiana e quella germanica, perché, una lingua germanica è parlata nell’estremo limite occidentale di questo dominio che è rappresentato dall’Islanda, tuttavia, dopo la scoperta del tocharico, del turkestan cinese, non è più l’indiano l’ultima lingua, ma lo dobbiamo spostare ancora di più ad oriente.

Dialetti italici:

  • Umbro;
  • Osco;
  • Paleoveneto (veneto antico);

Dialetti illirici;

  • Tracio;
  • Albanese;
  • Greco, è attestato da una pluralità di dialetti, il più antico dei quali è il miceneo;

Verso est:

  • Frigio;
  • Armeno;

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  • Ittito;
  • Iranico, la più antica è l’avestico:
  • Persiano;

Gruppo lingue indiane:

  • Betico;
  • Sanscrito;

Le forme antiche sono molto più funzionali delle forme moderne, ovviamente hanno subito dei mutamenti, non sono più confrontabili, però dobbiamo lasciarci prendere dalla foga di considerare attendibile il pregiato solo quello che è antico o molto antico. Noi abbiamo il dovere di distinguere la datazione dei manoscritti, dalla datazione del contenuto dei manoscritti, in sostanza, prendiamo in considerazione una lingua baltica, il lituano, la testimonianza di questa lingua è assolutamente preziosa perché è rimasta integra, mantiene per esempio, inalterate le sillabe finali che sono le sillabe depositarie del sapere morfologico, mantiene le regole dell’accettazione indoeuropea, mantiene il principio dell’apofonia, la recensionarità dei documenti non inficia l’antichità della lingua che in quei documenti compaiono.

IL GERMANICO, LE LINGUE GERMANICHE

Comparando le lingue germaniche tra loro si può arrivare a ipotizzare una lingua comune che chiamerò appunto germanico, possiamo considerare i tratti comuni delle lingue germaniche storiche solo ipotizzarne l’esistenza, deve essere esistita una lingua comune dalla quale le lingue germaniche storiche sono derivate. Abbiamo la possibilità di creare un germanico ricostruito che avrà come caratteristiche distintive i tratti comuni a tutte le lingue germaniche.

  • Conservazione: mantenimento del dato indoeuropeo;
  • Innovazione: può essere di due tipi, di un primo e secondo livello; il primo livello è l’innovazione che è comune a tutte le lingue germaniche, il secondo è l’innovazione che mi consente di riconoscere l’individualità del gotico del nordico dell’inglese e così via.

Se parlo di lingua germanica ricostruita e se dico che a questa lingua ricostruita attribuisco i tratti comuni a tutte le lingue germaniche vuol dire che a questa lingua ricostruita sto attribuendo le innovazioni di primo livello. Dall’indoeuropeo avrò uno stadio germanico, dal germanico avrò le singole lingue germaniche storiche che potrò chiamare con i loro singoli nomi.

Quando e dove gli indoeuropei sono diventati germani. La supposta lingua unitaria dove e quando è stata parlata? Pensiamo che la culla

della germanicità debba essere individuata nella così detta cerchia

nordica. Quali sono le terre? (Cartina Europa) Norvegia e Svezia

meridionale, Danimarca e la regione tedesca costiera.

Da quelle zone le tribù germaniche si mossero (1000 a.C.) verso il 500

hanno raggiunto e oltrepassato il Reno, e ancora a sud sono arrivati fino

al massiccio del Harz in questo modo si sono sostituiti ai celti.

Il primo problema che abbiamo è dare un nome a queste tribù, alla fine

i romani diffonderanno un uso che è rimasto per sempre nel tempo,

quello di chiamarli “germani”, ma noi da più fonti, lo stesso Tacito,

sappiamo che in realtà germani era il nome di una sola tribù e che poi

con il tempo è andata a coprire questa denominazione anche altre

tribù minori.

Non sappiamo nulla della lingua di queste tribù antiche, è intuitivo

manca la documentazione scritta. Stiamo parlando di popoli che

credevano profondamente nella oralità, quanto più una cosa era

preziosa e impegnativa per quella tribù tanto più doveva essere

conservata e tramandata oralmente.

I germani avevano un loro sistema scrittorio basato su dei caratteri

grafici che chiamiamo rune, i documenti più antichi dei vari ambiti

germanici sono appunto delle iscrizioni runiche. La lingua delle iscrizioni

più antiche è assai uniforme e forte è la tentazione di considerare questi

documenti, i più antichi, testimonianze della lingua germanica unitaria.

Questo sarebbe un errore perché in realtà anche le iscrizioni runiche

come le iscrizioni di altre tradizioni epigrafiche attestano sempre una

lingua sovra dialettale, l’uniformità deriva dal genere, dal fatto che il

sistema scrittorio non è abbastanza duttile, flessivo tende a livellare, a

conservare le lingue epigrafiche che sono estremamente conservative

arcaicizzanti, altro è l’espressione della lingua parlata in quel momento,

altro è la scrittura di una lingua su un epigrafo.

La lingua runica non esiste è un modo di dire le iscrizioni runiche, è una

lingua convenzionale, d’arte, dal punto di vista linguistico non ha una

precisa identificazione, è una lingua con dei tratti arcaizzanti

convenzionali senza un riferimento preciso.

Lingue storiche germaniche di cui abbiamo documenti: gotico, nordico,

inglese attestato da una molteplicità di dialetti, frisone, tedesco stessa

cosa per il tedesco, posso parlare di tedesco e mi fermo o posso parlare

di dialetti alto e basso tedeschi, tra i dialetti basco tedeschi merita una

menzione il sassone.

  • Prima domanda nota: identificazione delle lingue germaniche

  • antiche, loro classificazioni.

Si è affermato nel tempo la consuetudine di usare un criterio geografico

per suddividere le varie lingue germaniche in dei sottogruppi, perché si

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/15 Filologia germanica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher katya.ml di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filologia germanica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma Tor Vergata o del prof Guerrieri Anna Maria.
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