La letteratura italiana dalle origini al 1800
Ci occuperemo della letteratura italiana dalle origini fino al 1800 fino all'esperienza che è a metà della grande triade illuministica Goldoni, Parini e Alfieri. Con le origini della letteratura si intende diciamo l’XI-XII secolo. Quando parliamo di XI-XII secolo si tratta di un periodo che va dall'anno mille 1000-1100 (XI-XII). Più XII che XI, andiamo dal XI-XII secolo fino al XIX secolo, quindi fino al 1800.
Noi siamo abituati a mettere un secolo in più perché stiamo parlando di secoli d.C. Quando i romani, noi abbiamo iniziato a datare gli anni dopo la nascita di Cristo, dalla nascita di Cristo perché per i romani la datazione era ab urbe condita: qualsiasi cittadino romano non faceva che ripensare alla cosa più importante cioè alle origini della sua civiltà. Invece noi siamo abituati a considerare i secoli a.C. quindi dell’evo antico e d.C. quindi dopo l’evento che caratterizza la nostra civiltà europea.
Oggi siamo nel 2021 e per noi 2021 è la datazione dopo la nascita di Cristo. Quando si è iniziata ad applicare questo modello l'anno 0 naturalmente non esisteva quindi il I secolo, è stato quello che noi diamo con numerazione romana (per noi I secolo è l’anno che va dall’anno 1 all’anno 100; poi dall’anno 101 all’anno 200 siamo nel II secolo d.C.). Ciò vale anche per i secoli al contrario, il 1 secolo a.C. andrà dall'anno 100 a.C. all'anno 1 secolo a.C. perché noi siamo abituati fare questo tipo di distinzione che gli anni d.C. vanno in ordine cronologico dal più piccolo al più grande, gli anni a.C. vanno nell’ordine cronologico inverso dall’anno 1 al contrario.
Noi non ci occupiamo evo antico ma di Medioevo e di evo moderno o età moderna. Allora la periodizzazione del Medioevo è molto complessa ma l'età moderna è contenuta tra il 1492-1815 (Congresso di Vienna a quella cioè restaurazione post-napoleonica-caduta di Napoleone) e anche questa una data piuttosto controversa perché alcuni fanno iniziare l'età cosiddetta contemporanea, dopo c'è l'età contemporanea, almeno così per le periodizzazioni della storia alcuni fanno iniziare l’età contemporanea nel 1789 corrisponde alla data della rivoluzione francese (momento di frattura nella storia), il 1492 invece corrisponde all'anno della scoperta dell'America da parte di Cristoforo Colombo quindi a una svolta epocale che viene acquisita come data standard.
Le periodizzazioni possono anche cambiare a seconda di quello che si analizza nella storia ma possiamo dire che la scoperta dell’America da parte di C.C. cambiò l’asse dal mediterraneo all’atlantico che portò a delle conseguenze che cambiano il mondo occidentale. Il medioevo si fa incominciare dalla caduta dell’impero romano, cioè nel 476 d.C. che corrisponde alla deposizione dell'imperatore Romolo Augustolo, che significativamente nel nome contiene in sé il nome del fondatore di Roma e il nome del fondatore dell'impero romano che fu una cosa che abbracciò tutto il mondo allora conosciuto, portò diritto e leggi portò l’urbanistica dei Romani d’ovunque strade, ponti acquedotti.
L’Impero Romano ebbe delle difficoltà nell’espansione ma tutti i popoli che hanno avuto a che fare con i Romani ne hanno subito un fascino ma soprattutto un vantaggio di vita civile che ha reso l’impero romano una tale forza da resistere anche a quelle che noi chiamiamo invasioni barbariche da resistere dal basso. Ora quello che noi chiamiamo Medioevo comincia con la deposizione dell’ultimo imperatore che contiene in sé il nome del fondatore di Roma. Romolo, uno dei gemelli Romolo e Remo, contiene in sé il nome storpiato Augustolo dell’imperatore Augusto.
Nel 476 a.C. cominciano le invasioni barbariche ma tutto questo periodo nebuloso del medioevo che ci conduce all’XI-XII secolo è un periodo di tali trasformazioni nell’universo europeo soprattutto nell’universo romanzo e cioè Francia, Italia e Spagna da cambiare completamente le coordinate del nostro pensiero. C’è da dire che la cultura romana fu così forte da conservarsi in modo sotterraneo soprattutto per l’aiuto della Chiesa perché l’altro evento fondamentale da tener presente nel momento della caduta di Romolo, Augustolo è il fatto che Roma è la capitale del mondo cattolico romano e il Papa nel medioevo ha una funzione fondante rispetto alla diffusione della cultura tant’è vero che la cultura classica e materiale si diffonde a partire dal basso intanto per la sapienza degli artigiani che cambiano la connotazione degli oggetti di questi barbari che vengono da oltralpe, sono popolazioni gote che appartengono all’Europa centro-settentrionale, pensiamo agli unni di Attila, ai Longobardi, ai normanni e poi agli Svevi.
Tutte queste popolazioni che cambiano la connotazione arrivano nelle zone Romanze soprattutto in Italia e cambiano anche la forma dei loro oggetti, cioè se portano la fibula a S faranno poi la fibula rotonda come la fanno gli artigiani nei luoghi che loro vanno a conquistare; se non sanno il latino Imparano il latino che viene continuato proprio dalla Chiesa di Roma. Il Medioevo è un tempo in cui l'Italia, soprattutto Roma ha una centralità grazie al papato.
La crisi del modello storico letterario
Entrando un po’ nel merito delle questioni che possono accompagnare questo percorso storico letterario innanzitutto dobbiamo chiederci cosa è la letteratura e perché è in crisi il modello storico letterario? Dobbiamo partire dal presupposto che cosa è successo in questi ultimi ‘50-70 anni, cioè quando è entrato crisi quel modello della storia letteraria nazionale. È entrato in crisi quando sono entrati in crisi i sistemi nazionali, d’altronde è sotto gli occhi di tutti la crisi dei sistemi nazionali che è una crisi che oggi, in questo momento storico stiamo pagando personalmente tutti noi, pensiamo alla contrapposizione tra sistema sovranazionale (Europa) e il sistema sottonazionale (le regioni italiane) tutto questo ha una parte anche nella gestione di questa pandemia e nella difficoltà di dare risposte a questo momento storico così complesso come quello che stiamo vivendo oggi.
Però culturalmente tutto ciò è già stato individuato, cioè i nostri storici della letteratura, i quali si occupano del pensiero complesso avevano già individuato che la crisi dei sistemi nazionali era avvenuta dopo la 2ª guerra mondiale cioè quando quei nazionalismi che avevano condotto tutta l’Europa a quella guerra terrificante ma soprattutto a quegli esiti fascismo/nazismo di battaglia così devastanti sui popoli e per l’Italia così decisivo la quale si ritrovò divisa come lo era stata nel corso dei secoli e si ritrovò anche nella 2ª guerra mondiale di nuovo campo di battaglia così come lo era stata per tutto il Medioevo infatti dobbiamo pensare a quanto è stata campo di battaglia degli schieramenti europei: francesi, spagnoli e tedeschi, tedeschi in un ambito generale ma austroungarici e quelli che ci sono stati in Italia e che hanno partecipato alle grandi dinastie che tentavano di ricostruire quello che rimaneva del dell'impero romano (come il tentativo di Carlo Magno del sacro romano impero).
La crisi dei sistemi nazionali in Italia si è vista più che altrove tant’è vero che in Italia poi parlare di nazione non se n’è potuto per almeno trent’anni, infatti non veniva insegnavano nelle scuole neanche l'Inno d'Italia. Insomma parlare di nazione era quasi scabroso e si parlava genericamente di paese però poi dopo abbiamo ritrovato.
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