Dalla crisi dell’alto Medioevo agli sviluppi dei secoli XI-XII
Nella letteratura è invalso l'uso diciamo di intrecciarla, nessuno dei nostri scrittori può
fare a meno di essere figlio del suo tempo sebbene poi il messaggio di uno scrittore
quando è veramente grande travalica il suo tempo. La data cruciale per quanto
riguardo l’inizio dei fatti medievali è il 476 d. C. (la deposizione del di Romolo Augusto
quindi lo sfaldamento progressivo dell'Impero Romano d'Occidente) non è diciamo un
fatto che avviene proprio in quel momento storico, cioè inizia in quel momento un
lungo processo che ci porterà diciamo alla formazione del nuovo assetto feudale che
caratterizza l'Europa medievale.
Bisogna ricordare dei fatti che possono essere rilevanti oltre che dal punto di vista
storico, ma che possono avere Intrecci con i fatti più propriamente letterari.
Nel periodo intorno al 535-553 si colloca quella guerra definita gotico-bizantina
portata avanti dall’Imperatore Giustiniano (di grandissima rilevanza tant’è che Dante
lo mette nel VI canto del Paradiso come exemplum di quello che può essere
l'ordinamento Imperiale e sotto Giustiniano va il nome di quel Corpus di leggi e di
norme che ancora caratterizzano lo studio del diritto romano). Il Corpus di leggi che va
sotto il nome di Giustiniano è fondamentale quindi è vero che l'impero romano
d'Occidente si è sfaldato ma è vero anche che ancora l’impero romano d’Oriente e in
particolare con Giustiniano cerca di riconquistare assieme all'impero romano tutto il
mondo occidentale con questa guerra gotico Bizantina.
Questi sono gli anni, i secoli in cui si affaccia soprattutto dopo il VI secolo tra il VI-VII
secolo l’aggressività del mondo musulmano, che si presenta subito con il tramite degli
arabi di una popolazione precisa come aggressivo nei confronti del mondo occidentale.
un’altra di queste date importanti Nel 732 a Poitiers (luogo della Francia) Carlo
Martello (condottiero franco poiché non sono ancora francesi) ferma l’avanzata degli
arabi che sono penetrati dalla Spagna e arrivati in Francia.
La data più importante è la notte di Natale dell’800 d.C. quando a Roma (e vediamo
che ha ancora una certa centralità) dalle mani del papa viene nominato imperatore del
Sacro Romano Impero e inizia quella che nella nostra storia, ma in generale anche
nella storia letteraria, viene definita rinascita carolingia. Pensiamo alla fondazione di
alcune scuole da parte di Carlo Magno. La rinascita carolingia si fa datare nel IX secolo.
Nella letteratura molto spesso si parla di rinascita, Rinascimento quindi una
Rifondazione, una nascita una rinascita è sempre riferito a un qualcosa che c'era
prima e quello che c'era prima come per l’appunto il mondo classico e soprattutto il
mondo dal punto di vista politico dell'impero romano tant’è vero che nella dizione della
fondazione carolingia Carlo Magno vuole che si metta non solo impero non solo
Romano ma anche la dizione sacro che diciamo costituisse un avanzamento, una
presa di coscienza di quello che di fatto è avvenuto.
Subito dopo, nell'814 la morte di Carlo Magno comincia, come spesso accade nei fatti
della storia, iniziano le guerre di successione dove ad un certo punto si assiste allo
sfaldamento dell’impero carolingio con la parte dei territori germanici che si dividono
dal resto dell'impero con i liberi comuni che via via danno vita ad una Costituzione
autonoma. Non è questo il tempo.
Nell’843 il Trattato di Verdan (altro luogo in territorio francese) stabilisce la divisione
dell’impero: da un lato i franchi e dall’altro i goti. Sono dei processi lunghi e lenti che si
accompagnano con una trasformazione politica che prende corpo nel Medioevo fino ad
ottenere un completo e perfetto assetto di stampo feudale. Quando si ha poi l’assetto
stampo feudale siamo difronte ad un cambiamento davvero enorme rispetto a quello
che era lo Statuto dell’Impero Romano sebbene anche quest’ultimo avesse i clan, cioè
avesse quelle famiglie di patrizi romani che ne avevano determinato la fondazione ma
la nobiltà romana, cioè il patriziato romano non ha nulla a che vedere col sistema
feudale che nasce in questi anni, con questi passaggi.
Nel 972 Ottone I di Sassonia riconquista la Germania e fonda quella dinastia degli
ottoni destinata ad una grande fortuna.
La data più importante è il 1037 quando troviamo per iscritto la Costitutio de feudis
ma anche la possibilità di attribuire i feudi minori ai propri eredi e questo è un fatto
storico fondante il Medioevo per cui incomincia così quella classe nobiliare, quella
classe cosiddetta feudale ad avere una ragnatela, rete di feudi che in alcuni casi,
hanno ancora vitalità nei giorni nostri e sono feudi che stanno da ogni parte. L’Italia è
spesso coinvolta perché con gli angioini quando si stabiliscono a Napoli, ma già dai
normanni, cioè la nobiltà normanno-sveva e la nobiltà angioina hanno una rete dal
Regno di Napoli e dal Regno di Sicilia hanno una rete di feudi che sono su tutto il
territorio nazionale (es. i Gesualdo). Pensiamo agli Hohenstaufen (la dinastia di
Federico II l’imperatore di Svevia, Germania) hanno ancora dei feudi nella regione
della Calabria odierna oltre ad avere i loro castelli in Germania.
Nell’anno 1037 la costitutio de feudis, questo atto ufficiale stabilisce l'ereditarietà di
tutti i feudi anche di quelli minori che di solito restavano nelle mani dell'imperatore
perché promuovesse nuova nobiltà cioè tutto il sistema dei cavalieri e quindi nel 1037
tutto questo già non c'è più. Nell’anno 1000 accade un altro evento epocale che
portiamo avanti ancora oggi. Lo scisma tra le due chiese.
Nel 1054 lo scisma tra le due chiese, d’Oriente e d’Occidente, soprattutto a causa del
fatto che la chiesa d’Oriente (la chiesa di Costantinopoli) non riconosce al papa di
Roma non solo l’autorità di rappresentanza di tutta la chiesa cattolica ma non gli
riconosce questa discendenza diretta, l’infallibilità, l’autorictas della divinità. Dunque,
questo scisma che si perpetua ancora oggi fa sì che abbiamo i cristiani del mondo
divisi: da un lato i cattolici apostolici romani e dall’altro i cristiani ortodossi che
riconoscono soltanto l’autorità ai loro vescovi, riconoscendo la capacità di
coordinamento dei vescovi all’arcivescovo di Costantinopoli. Si tratta di un fatto
fondante che segna politicamente com’è avvenuto tra Costantinopoli (divenuta
Bisanzio ormai) e Roma segna anche una divisione religiosa con l’aggiunta del fatto
che la chiesa bizantina, ortodossa, quella delle zone che vanno dalla Turchia alla
Russia odierna (sono tutti ortodossi anche i cristiani di Russia oltre che i cristiani di
Grecia), saranno quelli che pagheranno di più perché saranno la prima fila delle
conquiste musulmane; si troveranno difronte a questo mondo orientale che si espande
verso l’Occidente e questo avrà non solo una grande manifestazione nelle crociate ma
anche una grande parte anche nella storia letteraria, nei poemi, nelle riflessioni degli
autori. Torquato Tasso scrive la Gerusalemme liberata mentre la battaglia di Lepanto
segna il definitivo stop all’avanzata degli arabi musulmani verso quell’immaginario
popolare perché nel frattempo hanno occupato le zone della Turchia, quindi la
battaglia di Lepanto segna la definitiva sconfitta di questo mondo e la sua relegazione
proprio in quella Turchia, in quella Anatolia che invece era la culla dell'Impero romano
d'Oriente; cioè così Costantinopoli che era diventata Bisanzio che ancora resisteva
cristianamente alla pressione araba viene occupata definitivamente da questo mondo
completamente differente dal nostro, differente ma che nasce dalla stessa cultura
occidentale, quella antica dell'impero di Alessandro Magno e che si ferma a
Costantinopoli-Bisanzio smettendo la sua pena nei confronti dell'Europa continentale, il
sacrificio è quello di consegnare a questo mondo diciamo così una parte vitale di
territori di appartenenza occidentale tra cui appunto la Turchia e la Grecia.
Nel 1095 inizia la prima crociata, Urbano II, che è il papa fa il suo appello alla prima
crociata. Anche questa è uno dei fatti che vanno considerati in modo fondamentale
perché i cavalieri d’occidente a questo punto si trasferiscono sotto le mura di
Gerusalemme per riconquistare la fede cattolica, la città che ha nel mondo medievale
e anche nel mondo contemporaneo (ancora oggi si dice che Gerusalemme è una città
sacra per tre religioni: ebrei, musulmani, cristiani). Già dall’anno 1000 l’Occidente si
arma per andare a liberare Gerusalemme. La crociata inizia nell’anno 1000.
Altre due date fondamentali sono:
1130-la costituzione del regno normanno di Sicilia- è molto importante perché i
normanni a questo punto Federico II e Manfredi si sposteranno nel mondo
Mediterraneo (anche questa visione va considerata nei fatti storici nel senso che l’idea
di mondo era completamente diversa, uno geografo arabo, Al Idrisi (geografo del
tempo dei normanni; nel libro di Re Ruggero, l’Italia di Al Idrisi, appartenente alla
dinastia dei normanni la centralità del mondo era rovesciata rispetto a quella che è la
nostra mentalità sia da punto di vista geografico sia dal punto di vista spirituale), ci
dava l’immagine del mondo, dell’Italia, in particolare, rovesciata rispetto ad oggi che ci
sono le cartine geografiche; invece per il geografo che le disegnava in quel tempo era
la Sicilia al centro del mondo e l’Italia si presentava rovesciata dalla Calabria alla
Lombardia) verso la Sicilia non vanno casualmente, sono collegati con l’elezione di
Federico Barbarossa l’idea è sempre quella di costituire l’impero romano di nuovo e di
penetrare in tutta l’Europa.
1152-Federico Barbarossa segna quel tempo per cui nell'Italia settentrionale si
sviluppa la civiltà comunale e quindi cominciano le ribellioni dei comuni al servaggio
dell'imperatore che si manifestava ogni volta attraverso le tasse, cioè tributi che
venivano in posti nel caso dei comuni ai comuni e i tributi che venivano imposti ai
singoli feudatari, quindi comincia quella lotta tra i feudatari ma soprattutto tra i liberi
comuni dell'Italia centrale e parte settentrionale contro Federico (pensiamo alla Lega
Lombarda, è questo il tempo della Lega Lombarda).
Dopodiché finalmente nel 1183 la pace di Costanza segna un momento di serenità nei
rapporti soprattutto tra Federico, tra l'impero e i comuni. Ciò che interessa
maggiormente è quello che avverrà subito dopo il 1180 quando l'impero si trasferirà
con Enrico II di Svevia in Sicilia, cioè nell'Italia meridionale della Sicilia perché quello
sarà un momento storico fondamentale che interessa la letteratura. Questo vasto volo
d'uccello sulla periodizzazione serve per entrare nel vivo di ciò che accade in Europa
dal punto di vista letterario.
La formazione di queste nuove tematiche per così dire medioevali, il ciclo carolingio e
il ciclo bretone,
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