Esame di letteratura cinese
Manuali da studiare
Letteratura cinese - Bertuccioli, L’Asino d’Oro edizione (1968) [studiare da prefazione a pag. 168, fine dei Tang] - Idema Haft [da pag. 1 intro a pag. 70 – da pag. 85 a pag. 168]. Non procede per dinastie imperiali / usa i criteri di cultura materiale.
Cominciare dalle 70 pagine di Haft, poi Bertuccioli per brani.
Testi critici
- Anne Cheng, Storia del pensiero cinese (sviluppo pensiero filosofico), vedi in bacheca parti da studiare.
- Li Zehon, “La via della bellezza” (Tao=via / canoni bellezza che cambiano nel tempo collegato al canone di bellezza letteraria).
Fonti primarie: testi originali
- Dialoghi di Confucio, traduzione Lippiello, qualunque edizione
- L’arte della scrittura
- I sette savi del bosco di bambù
Storia della letteratura cinese
Definizioni e ambiti
Cinese: della Cina + in lingua cinese. Letteratura della Cina: fonti letterarie non necessariamente scritte in cinese. Dovrebbero considerarsi testi scritti in differenti lingue. Si prende in considerazione la geografia, ad esempio: mancesi avevano una loro scrittura. I documenti di Qin scritti in mancese e cinese.
Scrittura delle donne: nasce in Cina meridionale nello Yunnan in cui le donne sviluppano un sistema di scrittura conosciuto solamente da loro – creare solidarietà di amicizia tra donne in cui gli uomini non potevano entrare. Scrittura diversa, bella da vedere.
Letteratura in lingua cinese: letteratura indipendentemente tutta scritta in hanzi. È quella che verrà studiata. Si prende in considerazione anche quella parte della letteratura giapponese scritta in cinese secondo lo stile (es: poesia scritta in cinese / Korea e Vietnam che hanno sviluppato la scrittura in caratteri). Scrittori cinesi che scrivono al di fuori della Cina (in Americano, Italia, ecc.) ma scrivono in cinese. Insieme molto ampio. Quindi si studierà solo testi scritti in hanzi all’interno della Cina, secondo due parametri: geografici (della Cina) e della lingua (in lingua cinese).
Non è un monolite, ma viene presentato uno spaccato di una parte di testi scritti, lasciandone da parte molti altri necessariamente. Si può fare una bipartizione tra due grandi tradizioni, definite come:
- La tradizione centrale (una) – grande tradizione. Tradizione principale, istituzionalizzata, vicina alla vita politica e civile del Paese: Confucianesimo. Legata al potere.
- Le tradizioni periferiche (tante) – piccole tradizioni [distinzione fatta a pagina 28/29 del volume Haft]. Non hanno un nesso così forte con la vita politica del paese.
L'evoluzione della lingua cinese
Il cinese è cambiato tantissimo nel tempo:
- Arcaico
- Classico
- Vernacolare
- Fonetica: è cambiato tantissimo per quanto riguarda gli aspetti fonetici. Non vi è nessun nesso tra la lettura della poesia scritta in cinese arcaico e quella con la pronuncia dell’odierno cinese mandarino.
- Sintattica: mancano le particelle nel cinese arcaico (esempio).
- Lessico: dal punto di vista semantico il lessico cinese si è ampliato e questo ampliamento ha conosciuto periodi di forte attività, in particolare con l’incontro di culture diverse (es. incontro con Buddhismo – la lingua vi si è dovuta adattare adottando nuove parole. Incontro con Occidentali – i gesuiti hanno portato discipline come la geometria euclidea che non esisteva in Cina e si è dovuto trovare un modo per esprimere certi concetti).
- Grafica: processo di semplificazione dei caratteri del XIX secolo. È stata creata una classe convenzionale della lingua ed è stata introdotta la semplificazione della lingua nella Cina Orientale. Il resto utilizza i Fantzi.
Importanza della dinastia Qin
Un momento fondamentale è l’avvento della dinastia Qin (221-206 a.C) che segna l’unità linguistica e politica della Cina. Il sovrano ha unificato/uniformato la scrittura. Prima si scriveva diversamente da zona a zona. Questa conversione crea difficoltà. Evoluzione caratteri.
È proprio dall’Occidente che arriva la visione odierna della letteratura cinese.
Wenxue: la letteratura cinese
Significato e evoluzione
Letteratura: wenxue in cinese. Wenxue è un composto tra i più complicati di tutta la cultura cinese. Si trova per la prima volta nei Dialoghi di Confucio, dove riconosce il comportamento virtuoso (eccellenza morale) di alcuni suoi discepoli (allievi), che si distinguono per la facondia (abilità oratorie), si distinsero nell’arte del governo, per la WENXUE, che viene tradotto in questo caso come cultura o meglio ancora erudizione. Equipara Wenxue al testo scritto.
WenXue: Dialoghi di erudizione. Composizione scritta [Non si riferisce a letteratura in quanto risalente al periodo Zhou, avanti al V secolo e quindi non vi era una grande mole di testi ancora].
Questa visione cambia con il contatto con gli Occidentali i quali con letteratura intendono studi e discipline umanistiche. Da qui si arriva a “letteratura”, ovvero una selezione di testi fatta sulla base di criteri estetici, con valore estetico (il contenuto è importante, ma ancora di più lo è la forma).
Nessi tra letteratura cinese antica e fantasia
Huàn è difficile trovarlo nella letteratura cinese antica. È qualcosa di illusorio che non ha una sua realtà concreta. La letteratura cinese avrà scritti con esseri strani, soprannaturali (Zhuangzi, che contiene una serie di creature / eventi fantastici, degni della tradizione fantasy anche attuale).
Importanti due fattori: forma e contenuto.
Forma: tanti autori utilizzano la fantasia in modo creativo, inventando storie con personaggi anche lontani dal reali:
- Componente fantastica: legata al pensiero Taoista prima, e Buddhista poi.
- Componente “reale”: di fantasioso non vi è niente, non ha a che vedere con il meraviglioso. Letteratura fortemente legata/radicata nella realtà: filone del Confucianesimo.
“Xiao Shuo” [Romanzo] compare proprio per la prima volta nel Zhuangzi e inizialmente significava “Discorsi piccoli” (piccoli nel senso di secondari, irrilevanti, non importanti) e si collegava ad un testo breve scritto in prosa. Progressivamente, complice la diffusione del Buddhismo con le sue storie fantasiose (India + Taoismo), il xiao shuo è diventato un genere molto più letto diventando una cosa estremamente diversa da ciò che si intendeva originariamente. I romanzi cinesi hanno 80-100 capitoli: erano tomi / romanzi lunghissimi che mettono in scena saghe famigliari complicate, dove compaiono circa un centinaio di personaggi in cui è difficile stabilire il protagonista come nei nostri.
Wenxue e Tao
Wenxue è oggi tradotto come letteratura (composto moderno). La visione è frutto di vari elementi:
- Visione tradizionale (ortodossa – ortodossia confuciana).
- Visione moderna, portata dall’Occidente e che ha inserito in “wenxue”, anche ciò che non era considerato tale. (testi che originariamente erano diversi da wen).
Quindi wen, da una parte: trasposizione immanente nelle cose. La produzione di questi testi scritti è molto razionale e lascia poco spazio alla fantasia. Tutta la tradizione confuciana è radicata nel mondo umano, ha a che fare con gli uomini nella loro vita pubblica e privata, non ha a che fare con tutto ciò che esula da questa realtà. È molto concreta e razionale. Questa visione (da Confucio all’inizio del 900 del XX secolo), i cinesi la considerano cultura letteraria.
Dall’altro lato vi è l’occorrenza in dosi anche massicce della visione immateriale. Questa visione affonda le proprie radici nel Taoismo a cui si affiancherà poi il Buddhismo e vi sarà appunto l’introduzione di figure quali entità. Dimensione che fino al 900 non viene considerata come wen, cosa che invece è riconosciuta oggi. Ad oggi infatti possiamo dire, che tutto questo immateriale che prende forma (folletti, spiriti ecc), è un modo per i cinesi di mantenere contatti con immaginazione, sogni e ciò che ne consegue. Tutta la letteratura a cavallo tra wen come dimensione materiale e una dimensione non materiale.
Origine e significato di wen
Quindi wenxue inizialmente aveva un suo significato. I paleografi hanno attestato l’esistenza di un carattere, wen, a partire dal 1200 a.C. All’epoca non significava necessariamente il segno scritto ma poteva indicare un segno in generale. Etimologia originaria di wen: “segno/traccia”. Gli studi recenti dicono che si era ben lontani dalla scrittura, ma si trattava di tracce di animali (es: orme animali). Prima vengono le tracce, i segni e successivamente la scrittura (segno lasciato dall’uomo). Questi segni potevano essere non permanenti, ancora oggi si trovano fossili, passaggi (es: volo uccelli). L’idea di wen parte dal mondo naturale e solo secondariamente diventa peculiarità umana.
“In principio era il verbo”, inizio / codificazione di un’idea ben precisa di scrittura di origine divina e non umana. Differenza sostanziale sin dalle origini, di idea di scrittura e lingua poi, che si manifesta in Occidente con le sue tradizioni monoteistiche, dall’altro la scrittura dell’altra parte del mondo. La scrittura cinese non è così antica come quella babilonese ma è 2000 anni più recente. Rimane il fatto che gli altri sistemi di scrittura svaniscono e quella cinese rimane, perché legata al mondo naturale e garantisce la sua continuità. Non è un segno divino ma ha una traccia di un ordine immanente nelle cose, infatti wen poteva indicare anche una trama di un tessuto, collegata alla cosmologia cinese e da cui si possono ricavare dei segni.
Pare che wen nelle sue prime occorrenze indicasse i segni che gli uomini lasciavano, dipingevano sul proprio corpo in cerimonie rivolte alla natura, ai 4 elementi, ai riti. Infatti – tatuaggi = wenshenti. Wen= segno/traccia, da cui gli esseri umani tracciano i propri segni volti a descrivere la realtà che vedono. Ci troviamo in un universo concettuale ateo perché privo di un Dio creatore. Ciò marca il comportamento cinese anche in campo letterario.
Religione e scrittura in Cina
La religione cinese è una religione diversa. Il termine religione è occidentale: pensiamo ai grandi monoteismi. Vale per i cinesi se lo consideriamo un sistema per dare una spiegazione di ciò che non è direttamente visibile, ma ciò non significa che ciò dia un Dio creatore, trascendente. Il contesto in cui si inserisce wen è un universo ateo, assente di un Dio creatore, ma pieno di spiriti, fantasmi…, in particolare nella letteratura di origine Taoista. Sono entità fatte della stessa sostanza degli esseri umani, del mondo: non sono permanenti e sono destinati a passare e l’uomo intrattiene rapporti con queste entità, che non sono trascendenti ma più modelli ispiratori. (es: culto degli antenati – nelle case cinesi ci sono “altari” nella parte pubblica della casa con immagini, candele, cose da mangiare quali biscotti frutta ecc -> modo per mantenere un buon rapporto con gli antenati).
Wen: traccia di un ordine immanente a cui gli uomini si devono conformare, equiparato poi ad un principio che si chiama li. Dao Li = ordine legato al Dao. Dao = principio indefinibile che sta prima addirittura della creazione degli esseri e dell’universo e con il suo costante fluire garantisce l’armonia e l’equilibrio del mondo. Ai cinesi è chiesto infatti di credere nel Tao - Dao = principio ragione del Dao - Atto conoscitivo del Tao = Zhedao. Questa conoscenza passa non attraverso un atto di fede ma attraverso un’esperienza individuale (identificarsi con un oggetto: “il legno secco”): il non agire è in contrapposizione al Tao esperienza della meditazione alimentazione controllata – digiuno elisir – uso di sostanze “elisir sesso che può ricondurre l’uomo a sperimentare quest’esperienza primordiale. Taoismo: epistemologia (anche meglio di filosofia) = conoscenza attraverso l’esperienza e non religione.
Mito di origine del cosmo
Nel Zhuangzi si parla dell’origine dell’Universo come derivante da un Caos Primordiale, in cui Soffi primordiali si bilanciano e sono in continuo movimento; questo movimento crea una forza centripeta e le energie trasparente e sottile salgono verso l’alto e quelle pesanti e torpide scendono verso il basso e così si creano cielo e terra. Neanche il mito del cosmo ci parla di un Dio Creatore. I cinesi sia nella teorizzazione concettuale della corrente taoista sia nella versione mitologica diffusa a livello popolare richiamano il Big Bang, da una forza centripeta vi è l’origine dell’universo.
Codificazione progressiva di wen
Origini storiche
Le prime occorrenze di wen risalgono al 1200 a.C, sotto la dinastia Shang. La nascita della scrittura è legata ad essa; dinastia che va dal XVI sec a.C al 1045 a.C, anno in cui gli Zhou prendono il potere. Nelle prime fonti, wen non fa riferimento alla scrittura, ma ad una traccia del mondo naturale. Le prime occorrenze le troviamo su jiaguwen: “ossa oracolari e gusci di tartaruga”, primi supporti scrittori / materiali. Jia: guscio di tartaruga - carapace, gu: ossa – scapole dei bovini (perché larghe e piatte). Espressione che richiama due supporti.
Pratiche divinatorie
Le ossa venivano utilizzate in due pratiche rituali:
- Plastromazia
- Scapulomanzia
- Si fanno buchi su questi supporti (in punti ben precisi).
- Su questi fori era inciso un materiale rovente che induceva delle screpolature sulla superficie.
- Il divinatore interpretava quei segni (queste segno rimanda a questo ordine di eventi).
Classi sociali nella pratica divinatoria
- Fangshu: Shu: letterato / sapiente confuciano; ma originariamente fangshu indicava un sapiente (qualcuno che aveva sapienza particolare), in merito al fang. Fang: posto/luogo – poteva indicare una direzione. Poteva indicare un modo/metodo e quindi conoscenza di questo metodo. Fangshu = sapiente iniziato (alla conoscenza di metodi specifici) tradotto spesso come shamano e mago, era in realtà depositario di una pratica esclusiva di pochissime persone, come il Sovrano.
- Wan (Re): La figura del Wan e del Fangshu coincidevano. Si facevano domande relative alla dimensione dei sovrani o sapienti iniziati. Si chiedeva se le attività di caccia sarebbero state proficue, se gli scontri armati avessero avuto successo, se l’incontro diplomatico con altri stati sarebbe stato problematico o meno. Quindi rapporto con classe dominante o rivolte alla politica e amministrazione. Le risposte erano chiuse (si o no), orientative. Difficilmente troviamo le risposte. Non tutte le ossa le riportano a differenza delle domande. [Forse perché il divinatore (il Fangshu), improvvisava e per non aver scritto la risposta, cercava di metterla in un momento successivo o non metterla.]{pag 26. Bertuccioli, riporta un piastrone di tartaruga in cui vi è sia risposta che domanda - nome del fangshu (sapiente iniziato) - fangshu fa domanda su battuta di caccia - risposta: in quel giorno come predetto catturammo….questa iscrizione ci dice che la risposta è stata scritta dopo la caccia. Aveva dato responso positivo e la caccia andò bene. È un caso particolare: le risposte così ricche sono una rarità. Di solito vi è si o no e molte jiaguwen non riportano risposte}
La letteratura nelle iscrizioni
Queste risposte possono essere considerate letteratura? NO. Gli studiosi di storia di letteratura cinese osservano che queste brevi affermazioni hanno una struttura testuale così ridotta che manca uno stile e nella nostra visione di letteratura lo stile è fondamentale, in quanto ci basiamo su un criterio estetico per stabilire cosa sia o meno letteratura. Questi testi non sono mai stati considerati come wen: non sono wenxue e perché la codificazione del wen è frutto di un’elaborazione confuciana e Confucio non sapeva di jiaguwen perché scomparsi dalla circolazione molto presto e trovati nell’800 grazie a un signore che va a comprare delle ossa di tartaruga in una farmacia ad Hong Kong, e vedendo dei segni acquista tutto lo stock, da qui inizia il loro studio.
Questa letteratura nasce effettivamente (momento in cui vi è canone estetico), con il bronzo -> incisioni su bronzo. (Vedi metallo) (pag 27 Bertuccioli -> tripode del Duca Mao – reperto archeologico, 800 a.C, testo lungo quasi 500 caratteri. Caratteri incisi in un supporto durevole. Vaso con tre piedi utilizzato a scopo cerimoniale. Negli anni '70 riscoperto anche il “Bacile di Tsian lo Scriba pag 14 prefazione. Bacile: contenitore utilizzato in contesti rituali). In entrambi i casi abbiamo uno stile originale che conferisce a questi testi valore letterario (p27-14). In queste poche righe troviamo figure retoriche simili ad una poesia. Troviamo...
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