ECONOMIA DI MERCATO
L’economia di mercato è un’ economia basata su scambi volontari tra agenti auto
interessati e razionali che prendono decisioni decentrate Nessuno impone nulla a
nessuno Gli agenti perseguono il loro auto interesse (self interest) o narrow self interest
(auto interesse stretto)
Questa è la differenza tra economia di mercato e di piano (scambi involontari)
Nel caso delle imprese vendono decisioni decentrate per ottenere un profitto infatti è un
agente auto interessato (narrow self interest)
Gli agenti economici sono consumatori e imprese
Un sistema economico basato sul mercato (economia di mercato) come fa a funzionare e
cosa garantisce il coordinamento e la coerenza tra le varie decisioni decentrate ? e
siccome cè il coordinamento cè un equilibrio = ordine oppure cè il caos ?
questa domanda se la pose Adam Smith nel 1776
in questo libro Smith formula la domanda (come fa a funzionare una economia di
mercato? )
merce = beni e servizi
se prendiamo un’economia di mercato ora il numero di merce è vastissimo e sono
prodotto da imprese piccole, medie o grandi che prendono decisioni decentrate
questa economia in che senso funziona ?
non in maniera perfetta in quanto ci possono essere delle crisi economiche (es. 1929)
oppure nel 2008 che portò non una grande depressione ma una stagnazione , nel 2007 il
tasso di disoccupazione (u) era del 7 % ora nel 2015 del 12%
quindi è una economia che non funziona sempre bene (crisi) per diversi motivi :
1) è vulnerabile in quanto il sistema è instabile (alti e bassi)
2) può non avere a che fare con l’ambiente (esternità negativa di tipo ambientale ) ma
può creare seri danni
3) a livello ontropologico (questi agenti auto interessati in questo ambiente può portare
ad una chiusura individualistica dove l’individuo è una cosa buona ma che può
diventare problematico)
Tutto ciò è molto critico e può portare a dei fallimenti di mercato
E quindi in che senso funziona ? 1
Molte cose possono andare storte ma nonostante ciò esiste ancora ed è ancora viva (dal
1776 a oggi) e funziona ancora oggi
Smith (padre dell’economia) nel 1776 nella “ricchezza delle nazioni” spiega ponendo
quella domanda che essa funziona perché cè un equilibrio tra domanda e offerta e si
incontra senza un organo che li organizza e la risposta a tale domanda parte dalla
nozione di mercato
SMITH E LA TEORIA DELLA MANO INVISIBILE CON I PASSAGGI CHE LO PORTANO
il mercato è diverso per ogni tipo e l’incontro tra domanda e offerta è complicato ma in
sé il mercato è il luogo economico dove avviene la interazione tra agenti economici che
operano alcuni dal lato della domanda (richiesta) e dagli agenti che operano dal lato
dell’offerta (produzione di merci)
vediamo un modello di mercato per vedere l’interazione di domanda e offerta
rappresentazione stilizzata di un fenomeno economico
es. prendiamo una merce (n) come le mele (1°semplificazioni) e tra il produttore e il
consumatore non ci sia nulla (2° semplificazione) cè solo una relazione diretta, chi opera
dal lato della domanda ( consumatore) o acquirente che sono i consumatori finali ma
anche le imprese (compro le mele per fare i succhi di frutta )
la domanda è influenzata Qd (quantità domandata di una certa merce
quindi Qd dipende in un certo tempo
Qd = f ( preferenze , reddito dei consumatori )
Prezzo unitario (p)
Quindi :
Qd = f (preferenze, reddito)
p (prezzo unitario di una singola merce se fossero di più
sarebbe P)
quindi semplificata ancora diventa :
Qd = f (p)
Se fosse lineare (retta) può essere diretta o inversa
p relazione inversa
curva di domanda 2
se il p è alto il Qd è basso (1) se p è basso Qd è maggiore (2)
la relazione può essere non lineare (curva)
la curva di domanda rappresenta la relazione tra i 2 elementi in questo caso tra p e Qd
ma tutto può variare e se dopo un tot di tempo le preferenze cambiano o i redditi
aumentano la relazione è sempre inversa (in questo caso) ma la posizione della curva
cambia oppure l’inclinazione e sono 2 cose diverse
se vedo la quantità di offerta (Qs) : relazione diretta
Qs = f (p)
Se p è alto i produttori dovrebbero produrre di più quindi la funzione offerta è una
relazione diretta
Quindi un mercato lo si può rappresentare cosi (risposta di Smith) :
curva di offerta (Qs)
il mercato è in equilibrio e c è una coerenza dove se cè Pe allora Qs =
Qd curva di domanda (Qd)
sia i consumatori e produttori prendono decisioni che però dipendono da p
si vede che al prezzo p1 cè un eccesso di offerta (es. per le mele i produttori hanno fatto
piu mele di quanto ne vengono richieste) e questo porta il prezzo a diminuire mediante
meccanismi spontanei di mercato (nessuno li fissa) se il p è basso cè un eccesso di
domanda e i prezzi salgono (i 2 eccessi sono disequilibri)
quindi il coordinamento avviene su una base di meccanismi spontanei di mercato
questo è il teorema della mano invisibile che è il sistema dei prezzi
se cè un eccesso di offerta il prezzo scende 3
esistono dei meccanismi di mercato (forze spontanee del mercato) e se cè un eccesso di
offerta il prezzo si riduce se cè un eccesso di domanda il prezzo tende a salire mediante
meccanismi spontanei di mercato fino a giungere l’equilibrio .
la teoria della mano invisibile in un mercato il movimento di mercato di una merce
operano un senso di portare un equilibrio di prezzo , di domanda e offerta e di
conseguenza del mercato WALRAS E ECG E EEGW
l’equilibrio economico generale durò dal 1796 al 1954
se per ogni merce cè un mercato ognuna avrà le 2 relazioni (domanda e offerta)e quando
i prezzi sono tutti al loro livello di equilibrio che convergono nel loro insieme di equilibrio
(vettore di prezzi di equilibrio) tutti i mercati sono in equilibrio
la teoria dell’equilibrio economico generale parte dalla mano invisibile di Smith
1850 : nasce la ricerca all’equilibrio economico generale dimostrando la sua funzione
Walras (ingegnere comunista) iniziò questa ricerca e l’ EEG sarà definito EEG walsariano
dove :
1) i mercati si autoregolano
2) gli aggiustamenti spontanei di mercato sono molto veloci e rapidi
Un esempio di aggiustamento walrasiano è quando va a ∞ e gli aggiustamenti sono
istantanei ciò vuol dire che un aggiustamento walrasiano porta sempre ad un equilibrio di
mercato
Economia di mercato walrasiano è un mercato in equilibrio dove ci sono aggiustamenti di
mercato spontanei e veloci tali da far si che questo equilibrio rimanga sempre (Qd=Qs)
Con questa visione il mercato funziona sempre ma si sa che gli aggiustamenti non sono
mai istantanei ma ci vuole tempo , ma questa visione aumenta molta fiducia nel
funzionamento del mercato e le idee promarket si basano su questa idea
I un mondo walrasiano i mercati sono sempre in equilibrio e si ha un EEG e i meccanismi
di mercato sarebbero perfetti
La critica degli economisti meno favorevoli è una critica che sottolinea una visione
panglossiana
Se gli aggiustamenti spontanei non sono istantanei può creare dei disequilibri di mercato
e qualcosa può andare storto in più i mercati possono andare male e non sono tutti
uguali
Se abbiamo n merci non ci sarà un mercato in equilibrio per forza e se in alcuni mercati ci
sono dei disequilibri non succede niente di grave es. mercato delle mele
Il mercato del lavoro è il luogo economico in cui interagiscono agenti economici che
domandano lavoro (Dl) e altri che offrono lavoro (Sl) 4
Dl = f (prezzo) dipende da diversi fattori come il prezzo unitario della forza lavoro
( w = salario unitario )
Il job killer è quando la gente è sostituita dai robot nel lavoro
Quindi il mercato del lavoro da w quindi :
quindi la Dl delle imprese è in relazione inversa con w
la Sl è la forza lavoro complessiva quindi :
Minore è w maggiore è Sl (relazione diretta)
Quindi unendole : se Sl è verticale vuol dire che tutti sono
FL
quindi si vede che può esserci un equilibrio di mercato e ci può essere un eccesso di
domanda oppure c è un eccesso di offerta
se lo vediamo dal punto di vista walrasiano ci sono aggiustamenti istantanei e ci sarà un
equilibrio e lo si può ottenere mediante lo spostamento del prezzo unitario (w)
quindi EECGW è un equilibrio di piena occupazione dove tutti coloro a un salario di
equilibrio offrono un lavoro trovano un corrispondente posto di lavoro (dimostrazione che
vale in tutti i mercati dal lavoro a quello delle merci) e quindi non cè disoccupazione (u
=0)o meno cè una disoccupazione frizionale (piccola disoccupazione)
CRISI DELLA TEORIA DI WALRAS LEGATE AL 1929
Dal 1929 ci furono vari fatti stilizzati (fatti che sottolineano un periodo) dove tutte le
economie più avanzate sono entrate in una grave e lunga recessione
Recessione 5
Punto di svolta
Quindi i 2 fatti degli anni 30 sono : 1) lunga recessione
2) assenza di ripresa (economia entra in
stagnazione dove il PIL non aumenta e non diminuisce)
Quindi i fatti stilizzati degli anni 30 :
2015
lunga recessione stagnazione
rispetto ad oggi la recessione era più lunga e le economie si sono riprese
negli anni 30 l’economia ha come centro gli USA (passaggio da europa ad america ) e il
loro PIL scende di 25 punti % (invece nel 2008 in italia di 10 punti %) e il tasso di
disoccupazione era del 30% (in italia nel 2008 fù del 13% )
se lo vedessimo con l’EEGW l’u =0 (lo si vedeva meglio negli anni 20 ) ma è tutto diverso
dagli anni 30 quindi o è sbagliata la teoria oppure sono sbagliati i fatti ,alcuni pensarono
che i fatti indicassero qualcosa non previsto dalla teoria come :
I fatti furono letti in questo modo : se rispetto alla domanda di lavoro cè un eccesso di
offerta (disoccupazione elevata )e persiste vuol dire che il mercato di lavoro non funziona
come la teoria predice perché cè qualcosa che ostacola la flessibilità e il prezzo in
eccesso di offerta non scende perché qualcuno si impone di farla scendere
La colpa viene data ai sindacati
Questo pensiero diede luogo a un cambio di paradigma creando un nuovo paradigma
accolto da molti ma non da tutti 6
JOHN KEYNES
John Keynes introdusse un nuovo approccio basato su una visione non walrasiana di un
funzionamento macroeconomico di una economia di mercato
Dice che non sempre il mercato può andare bene e la colpa non è dovuta dalla flessibilità
E dopo le sue affermazioni lui lo dimostrò
Chi è keynes ? qual è il suo approccio ?
Keynes è un britannico economista di cambridge e lavorava nel king’s college nel 1929 ci
fu la crisi e nel 1936 pubblica “la teoria generale del reddito e della occupazione “e la
domanda che vedemmo con smith ora la dobbiamo vedere con keynes dove viene scritta
proprio qui
Prima del 1936 keynes scrive la “fine del lasciar fare” dove dice che quando un sistema
economico entra in una fase di recessione che tende a prolungarsi (dovuto anche dal
lascar fare) bisogna fare qualcosa per ridurla ed eleminarla (introduzione politica
pubblica attiva)
Ciò che accade ora nel 2015 dove cè una recessione ma sta svanendo piano piano e lo
dobbiamo a keynes e non al lasciar fare
le politiche pubbliche attive sono politiche keynesiane e si dividono in : 1) politiche
monetarie 2) politiche
fiscali PIL
Il prodotto interno lordo (PIL) o GDP (in inglese) di un economia è (1) il valore monetario
(2) delle merci finali (al netto dei beni intermedi) prodotte da un dato (3) sistema
economico in un certo (4) periodo di tempo (5) al lordo dell’ammortamento
Il PIL da una idea di quello che un sistema economico produce in un certo periodo di
tempo (misura delle performance di una macroeconomia)
Se l’analizziamo in parti :
il valore monetario : è il prezzo unitario moltiplicato alla quantità di merci
delle merci finali : bisogna evitare le duplicazioni contabili (conto più volte una
determinata merce ) quindi non si devono introdurre e al netto dei
beni intermedi è il metodo di mercato che serve per impedire le
duplicazioni
si rischia di inserire delle duplicazioni perché : impresa 7
Regione del sistema
economico Se faccio la sommatoria della farina più i valori della pasta conto 2
volte la farina in quanto la pasta è fatta da farina ed ecco perché si
dice delle merci prodotte al netto dei beni intermedi
Quindi ad una impresa tolgo il valore monetario degli elementi
naturali ma considero solo quello della merce finale
Es. impresa 1 impresa 2 impresa 3
100-60 = 40 200-180 = 20 10-5 = 5
∑ 40 + 20 +5….
Se facessi solo la sommatoria delle merci arrivo sicuramente alla
duplicazione
Sistema economico : sistema di imprese che creano un sistema produttivo (non importa
il proprietario )
Periodo di tempo : lo si usa per dire che il PIL non è una nozione di flusso (variabile di
flusso ) diverse dalle variabili di stock . la nozione di flusso è definita in
un periodo di tempo , una nozione di stock è definita in un istante di
tempo
Tra la notazione di reddito e di ricchezza cè differenza
Cè differenza tra prodotto lordo , reddito lordo, e valore aggiuntivo ma quantitativamente
sono uguali es. se il prodotto lordo è = 100 il reddito lordo = 100 il valore
aggiuntivo = 100
Per approfondirlo si passa alla microeconomia ( studia le decisioni dei singoli agenti
economici)
Quindi vediamo una impresa
Quindi è una organizzazione che acquisterà sul mercato (da altre imprese ) beni
intermedi o servizi (input intermedi) usati per produrre un bene finito o servizio ( output )
e tutto ciò è una funzione di produzione (relazione tra input e output)
Per trasformare l’input in output l’impresa deve avere capacità di trasformazione e
necessità dei servizi dei fattori primari di produzione 8
Fattore k e lavoro ( numero dei dipendenti)
Imprese
K , l
Input intermedi output
L’output è composto da : 1) volume di dimensione (q) q x p ed è il valore monetario
dell’ output o fatturato
dell’impresa
2) prezzo unitario (p)
PL = ∑ valore monetario
Es. se il fatturato è 100 e compro beni il cui valore monetario è 60 il nuovo
valore che viene creato all’interno dell’impresa è 100 – 60 = 40
VA = w + π
Il valore aggiunto è la differenza tra il fatturato dell’output e ciò che l’impresa acquista
(input)
Quindi il PL (prodotto lordo) = VA (∑ VA +VA +VA ….)
1 2 3
Il metodo del valore aggiunto è il metodo stimato per calcolare il PL dell’impresa quindi :
∑ VA = PL
E mi permette di non avere duplicazioni contabili
Il PL è = VA da un punto di vista quantitativo ma non dal punto di vista qualitativo
Siccome il VA viene erogato diventa il reddito lordo per i lavoratori
Quindi :
VA = PL = RL (reddito lordo)
Valore monetario prodotto merci destinato in parte alla gente
(famiglie) Valore aggiunto al mercato
Quindi quantitativamente sono uguali ma visti da 3 ottiche diverse ed importanti
Legati ai redditi cè la distribuzione dei redditi dove il reddito viene distribuito tra le
famiglie
La contabilità nazionale è la misurazione delle variabili
Ammortamento : significa es. devo effettuare un viaggio da milano a roma e ho
diverse ipotesi di mezzo come auto o treno, uno può avere la 9
preferenza ma conta anche la questione dei costi e
razionalmente devo comparare i 2 costi , se prendo il treno pago
il biglietto ma in macchina pago i biglietti dell’autostrada , il
carburante e poi l’ammortamento in quanto la macchina durerà
per un tot di anni e quel bene eroga la sua utilità e fare tutti
quei km fa si che l’auto si è consumata e non ha più il valore
rispetto all’inizio (il valore di mercato di un auto usata varia dai
km fatti) e quindi arrivato a roma la mia macchina varrà di meno
visto in un sistema complesso lo stock di capitale fisso delle imprese
private in u narco di tempo come 1 anno il valore che avevano a gennaio
varranno di meno a dicembre e con l’ammortamento si considera ciò
quindi il PIN (prodotto interno netto) è il PIL – ammortamento (a)
ovvero :
PIN = PIL – a
È difficile calcolare l’ammortamento da un punto di vista fisico ma da un
punto di vista logico no
TEORIA MACROECONOMICA DI KEYNES
Ora bisogna parlare della teoria macroeconomica di keynes dove spiega le difficoltà
macroeconomiche sul mercato
Si devono fare delle semplificazioni es. tra PIL e PL dove PL è in un economia chiusa
e ci rende più facile sapendo che sarà impossibile che ciò avvenga (ipotesi
irrealistica ma utile per semplificare l’analisi)
Se consideriamo un economia chiusa esiste il PL e non il PIL perché essendo chiuso tutto
ciò che è prodotto è dentro e non ci sono importazioni ed esportazioni
Questa economia disporrà di uno stock di capitale fisso privato e pubblico e di lavoro e se
prendiamo in considerazione l’EEGW il sistema è in equilibrio e la u (disoccupazione) è =
0 quindi il PL è sempre il prodotto potenziale
Quindi l’equilibrio di piena occupazione è yf e il reddito di piena occupazione è il
massimo dei redditi quando il sistema è in equilibrio e si sfrutta al massimo
Secondo l’approccio walrasiano il reddito del sistema è sempre al livello del reddito
potenziale ma keynes dirà che il reddito sarà inferiore al reddito potenzi
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Lezione 2 economia politica
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Economia politica - lezione 6