Lezione 8 25‐10‐2007
Schema di controllo digitale
In uno schema di controllo digitale per interfacciare il controllore digitale (o parte discreta) con il
processo (o parte tipicamente continua) c’è bisogno di:
‐ un campionatore o convertitore analogico/digitale (ADC);
‐ un mantenitore o convertitore digitale/analogico o (DAC).
Campionamento e ricostruzione del segnale
Consideriamo un generico segnale di x(t) in ingresso alla cascata ADC e DAC
x t
Idealmente, si vorrebbe che l’uscita sia un segnale ricostruito identico al segnale in ingresso
x t x t x t
ovvero . t
x con lo stesso contenuto
Nella realtà invece si ottiene in uscita un segnale ricostruito
x t
informativo del segnale originario .
Quindi si è disposti a sopportare una perdita di informazioni, inevitabile durante l’operazione di
1 x t
, purché il segnale ricostruito contenga le informazioni necessarie ad
campionamento x t
approssimare il segnale di ingresso in maniera sufficientemente accurata e tale da permettere
che il sistema possa essere controllato!
Campionatore o convertitore analogico/digitale (ADC)
Tipicamente il convertitore analogico/digitale è un semplice campionatore che fornisce in uscita la
e kT e t
sequenza di campioni associata al segnale tempo continuo .
Per il campionatore è possibile individuare alcuni parametri fondamentali ed in particolare:
sec
‐ tempo di campionamento T o che indica di quanto è distanziato nel tempo un
campione da quello successivo. Hz
‐ frequenza di campionamento ;
2
‐ pulsazione di campionamento .
1 x t T
Il campionatore cattura dei campioni del segnale di ingresso con un intervallo di tempo , opportunamente
x t
scelto, per cui è evidente che questa operazione fa perdere delle informazioni sul segnale originario cioè tutte le
informazioni presenti tra un campione e l’altro! 1
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Mantenitore o convertitore digitale/analogico o (DAC)
Tipicamente il convertitore digitale/analogico è comunemente chiamato ricostruttore ed ha il
u kT
compito si trasformare il segnale a tempo discreto nel segnale tempo continuo u(t).
Ne esistono di vari tipi da quelli più semplici (a basse prestazioni) a quelli più complessi (a
prestazioni decisamente migliori). Come al solito bisogna trovare un compromesso tra la
complessità degli strumenti che si utilizzano e le prestazioni richieste.
Anche per il mantenitore è possibile individuare alcuni parametri fondamentali ed in particolare:
sec
‐ il tempo di mantenimento T o ;
1 Hz
frequenza di mantenimento ;
‐ 2
‐ pulsazione di mantenimento .
Il ricostruttore di ordine zero
Il ricostruttore di ordine zero o ZOH è il più semplice ricostruttore possibile ed è così chiamato
kT
perché approssima l’andamento del segnale tra un campione ( ) e l’altro (
all’istante all’istante
k 1 T
) con una funzione lineare di ordine zero (ovvero una costante).
x kT
Consideriamo sequenza di campioni a lato.
x kT
Purtroppo dalla sola sequenza di campioni
non siamo in grado di stabilire cosa ci sia tra un
kT
campione ( ) e l’altro (
all’istante all’istante
k 1 T
): in generale potrebbero esserci
x t
infinite funzioni associate alla stessa sequenza
x kT
di campioni !
Nell’incertezza il comportamento più semplice che
si può attuare consiste nel mantenere l’uscita per
k 1 T al valore del campione ricevuto
kT.
all’istante
Di conseguenza, come mostrato a lato, il risultato
dello ZOH è una sommatoria di gradini tale per cui il
t
segnale ricostruito si può riscrivere come:
1
0
dove
• è la funzione gradino ritardata di ;
• 1 1
è la successiva funzione gradino ritardata di ;
• 1 è la finestra unitaria descritta come differenza di due gradini o
1
che si attiva nell’istante e termina nell’istante .
anche come un gradino
x kT
• è l’ampiezza di ciascuna finestra appena definita.
In termini di schema a blocchi l’operazione di
x t
ricostruzione del segnale può essere tradotta con lo
schema reale a lato 2
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Ritorniamo alla relazione fondamentale 1
0
Valutandone la trasformata di Laplace o si ottiene una combinazione lineare di
e 1
trasformate di Laplace del gradino traslato
laddove i coefficienti moltiplicativi restano ancora i campioni
0
Ordiniamo mettendo il evidenza il termine
1
0
Si noti che il termine
‐ coincide proprio con la trasformata di Laplace della prima finestra unitaria (quella tra 0 e T)
cioè che è la parte comune e traslata per ogni campione !
‐ è indipendente da , per cui può essere portata fuori dal segno di sommatoria.
1 0
La trasformata di Laplace del segnale continuo può essere espressa come prodotto tra le
e così definite:
funzioni
‐ cioè la trasformata di Laplace della prima finestra...;
∑ cioè una combinazione lineare di infiniti termini esponenziali in
‐ a sua volta funzione della
funzione di s pari alla trasformata di Laplace di un segnale
sequenza di campioni !
Questa importante relazione ci dice che nell’ipotesi in
cui il DAC sia un sistema dinamico la cui funzione di
trasferimento è allora lo schema reale
x t
di ricostruzione del segnale lo si può interpretare
come un schema equivalente in s laddove è il
segnale di uscita ed è il segnale in ingresso.
Antitrasformando il segnale otteniamo il segnale a tempo continuo associato al
segnale campionato .
Questo risultato è molto importante perché permette di non lavorare nel tempo discreto k o nel
dominio di transizione z bensì di lavorare nel continuo t e dunque nel dominio di transizione s. 3
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Notiamo che la funzione di trasferimento dello ZOH oltre ad avere una sua dinamica, dovuta alla
presenza del polo nell’origine, presenta anche un ritardo che incide sulla catena di andata e che è
quindi uno degli aspetti più importanti dei controlli digitali!
In pratica accade che riusciamo a ricostruire con una certa approssimazione il segnale originario
ma inseriamo inevitabilmente un ritardo tanto più elevato quanto più gra
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