Lezione 28/10/15 mercati finanziari
Continuando il discorso della precedente lezione, si era introdotto illustrando il passaggio di vedere l’arbitraggio utilizzando un futures a medio termine, un futures con sottostante Bund. Nel caso dell’arbitraggio quindi si è in presenza, ed è questo il punto/caso in questione, nel caso in cui si arriva alla “consegna tipica” del bene sottostante, cioè si arriva alla scadenza del Futures (Delivery Settlement), l’arbitraggista aspetta questa scadenza del contratto futures, semplicemente per andar a “sistemare” quelle posizioni (versare liquidità o consegnare il bene sottostante), ma proprio perché per evidenziare che in realtà egli non aspetta la scadenza per andar a conoscere il prezzo del futures, perché egli “gioca” molto su questa contrapposizione fra operazione a pronti ed operazione a termine.
Si ricorda che prendendo un titolo nel segmento del medio/lungo termine dal Sole 24 Ore (futures medio/lungo termine, lo stesso sottostante dei titoli nozionali, obbligazionari), per veder che questo sottostante è un titolo cioè un titolo che come abbiamo detto in precedenza non esiste nella realtà, ma è un titolo che può essere surrogato dalla presenza di titoli che sono negoziati sul mercato; per ogni scadenza di riferimento (marzo – giugno – dicembre) si trova un “basket di titoli consegnabili” -> paniere di titoli consegnabili, che viene individuato dalla borsa di riferimento e dalla Cleaning House.
Titoli consegnabili
Una piccola precisazione ancora viene fatta per questi titoli consegnabili, che alta liquidità, devono avere il requisito di per cui al momento dell’emissione devono avere un taglio non inferiore a 1Mld€, e devono avere una vita residua tra gli 8,5 -10,5 al momento della scadenza del contratto futures.
Parlando della consegnabilità dei titoli, si individua il Cheapest to Deliver, il venditore del futures delivery option, che ha diritto alla perché ha l’opzione in consegna, decide quale titolo consegnare, e consegna quello che gli rende più il tasso di rendimento dell’operazione (di arbitraggio) e quindi non altodilungandoci troppo si potranno avere tre modalità di determinazione del Cheapest to Deliver, una di queste è il fattore di conversione.
Fattore di conversione
Dal momento che sono consegnabili i titoli che hanno caratteristiche diverse per scadenze e tasso cedolare, il fattore di conversione (diverso per ogni titolo), dovrebbe rendere “indifferente” la scelta di uno rispetto all’altro, cioè quel valore che rende omogenei i titoli consegnabili di scadenze e cedole diverse; questo fattore di conversione viene determinato prendendo i flussi di cassa che si percepiscono fino alla scadenza del titolo consegnabile, utilizzando come tasso del titolo nozionale tasso di attualizzazione il (tasso 6% annuale), ed il divide risultato ottenuto lo si per 100.
Modalità di consegna
Una “terza” modalità è quella del I.R.R (implied repo rate) alto, cioè lo stesso rendimento non è nient’altro che il (di arbitraggio) che si ottiene da un'operazione di tipo (acquisto a pronti, vendita a termine per poi Cash and Carry consegnare i titoli acquistati (cheapest to deliver a pronti); questo per capire che consegnando proprio questi cheapest to deliver si avrà un I.R.R. più alto.
- È il titolo che rende max il valore della differenza: Cheapest to Deliver, (Quotazione futures x Fattore di Conversione) – Corso secco;
- È il titolo che ha il valore più basso dal rapporto: Cheapest to Deliver, Quotazione a pronti / Fattore di Conversione;
Pricing dei contratti futures
Il Pricing dei contratti futures: PF = PC = (Ct = Yd) * Pc * t si nota rispetto alle relazioni precedenti che si mette in evidenza la relazione fra il tasso di finanziamento della posizione e il tasso di rendimento della posizione; Ct rappresenta il tasso che ci “costa” per prendere liquidità necessaria all’acquisto del titolo.
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