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prova scritta, la tabella è una prova scritta, il bilancio approvato è una prova scritta, ma non può

godere della normativa speciale provvisoriamente esecutiva.

Ci sono degli altri casi previsti al secondo comma dell’articolo 642 secondo cui l’esecuzione

provvisoria può essere concessa a discrezione del giudice, se vi è pericolo di grave pregiudizio nel

ritardo, ovvero, se il decreto è fondato su una documentazione sottoscritta dal debitore,

riconoscimento del debito, un contratto da cui risulta che Tizio ti deve dare i soldi, in base a questa

seconda previsione il giudice può concedere la provvisoria esecutorietà, può, non deve, però se non

la concede va motivata.

Nel primo caso (primo comma art 642) assegno cambiale etc, la deve concedere, se non la concede

diciamo che io vado[…](23.12), non ha potere discrezionale di non dartela.

In questo secondo caso invece il giudice può concedertela e rientra nella sua valutazione

discrezionale, così come rientra nella sua valutazione discrezionale in questo caso, imporre una

cauzione. Quindi, concede la provvisoria esecutorietà, però tu devi mettere a disposizione una

cauzione, nel caso in cui poi venga fatto giudizio di opposizione. Nel caso in cui il giudizio di

opposizione venga perso, tu devi mettere a disposizione una somma.

Ma qual è il vantaggio? Il vantaggio c’è, perchè io potrei chiedere un decreto ingiuntivo per[…]

(24.4) perché Tizio ha soltanto questi 10mila euro in banca, o mi accontento di questi oppure niente.

Io sono un grande miliardario, non c’è problema. Ti do la provvisoria esecutorietà, tu metti una

cauzione e riequilibriamo le posizioni. Io in questa maniera ti do la provvisoria esecutorietà

semplicemente per evitarti un danno[…](24.32) , però è sicuro che se si dovesse concludere la

causa in senso a te sfavorevole l’ingiunto può recuperare i soldi immediatamente senza bisogno di

iniziare l’esecuzione.

Nel concedere l’esecuzione provvisoria, quindi nel chiedere l’esecuzione provvisoria, ci si deve

ricordare di chiedere al giudice la dispensa dai termini dell’art 482 cpc: TERMINE AD

ADEMPIERE.

Che cosa sono questi termini? In realtà vedremo, quando si inizia l’esecuzione forzata, questa viene

preceduta da un precetto, da un’intimazione ad adempiere, un avvertimento, che se non si adempie

entro 10 giorni, si inizia l’esecuzione forzata. Se vi è effettivamente un grave pericolo da ritardo, io

posso chiedere al giudice non solo di emettere un decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo, ma

di dispensarmi dai termini dell’art 482, in maniera tale che puoi notificarlo immediatamente al mio

debitore decreto ingiuntivo esecutivo, precetto e contestualmente l’ufficiale giudiziario effettuerà

l’esecuzione forzata. Notifico al mio debitore decreto ingiuntivo, il precetto e poi ti dico anche

paghi? Perché se non paghi ti pignoro il salotto, non è che torno tra 10 giorni. Mentre normalmente

l’ufficiale giudiziario notifica il decreto ingiuntivo, poi bisogna aspettare 40 giorni se non si

oppone, poi chiedete la dichiarazione dell’esecutività del decreto ingiuntivo per mancata

opposizione , poi notificate il precetto, in cui dite che il decreto è immediatamente esecutivo,

attendete ulteriori 10 giorni poi iniziate l’esecuzione.

Passa più di un mese, se c’è pericolo di ritardo, questi mesi si possono accorciare. Se non vi

ricordate di chiedere la concessione in forma esecutiva e la dispensa ai termini del 482, in realtà

potreste fare un buco nell’acqua, perché il vostro debitore riceve il decreto ingiuntivo e nel

frattempo magari fa sparire le cose.

Se il decreto ingiuntivo non viene opposto, comunque, articolo 647 cpc: ESECUTORIETà PER

MANCATA OPPOSIZIONE O PER MANCATA ATTIVITà DELL’OPPONENTE,

oppure se l’oppisizione l’ha fatta, ma l’opponente no si è costituito,

“Se non è stata fatta opposizione nel termine stabilito, oppure l'opponente non si è costituito, il

giudice che ha pronunciato il decreto, su istanza anche verbale del ricorrente, lo dichiara esecutivo”

Quindi non soltanto può essere pronunziato in forma provvisoriamente esecutiva, ma diviene

definitivamente esecutivo nel caso di mancata opposizione, oppure nel caso di mancata attività

dell’opponente.

Se l’ingiunto fa opposizione e si costituisce invece, c’è ancora qualcosa che riguarda l’esecutorietà

definitiva, perché chiaramente l’opposizione impedisce che il decreto acquisti efficacia

definitivamente esecutiva, perché l’opposizione instaura un giudizio ordinario di cognizione.

Ma art 648 cpc : ESECUZIONE PROVVISORIA IN PENDENZA DI OPPOSIZIONE.

“Il giudice istruttore, se l'opposizione non è fondata su prova scritta o di facile o di pronta

soluzione, può concedere, con ordinanza non impugnabile, l'esecuzione provvisoria del decreto,

qualora non sia già stata concessa a norma dell' articolo 642 .”

Il giudice non ha emesso un decreto in forma non immediatamente esecutiva, c’è opposizione, ma

l’opposizione non è fondata su prova scritta, è fondata su eccezioni che richiedono una pronuncia

istruttoria, è possibile chiedere al giudice di concedere la provvisoria esecutorietà. E si può anche

chiedere l’esecutorietà parziale, nel senso tu ti potresti opporre dicendo che non è vero che devi

dare 100mila euro, ma che ne devi dare 50mila, io ti dico dammi l’esecutorietà per 50mila euro.

E invece stato dichiarato incostituzionale il comma IV arte 648,:

“nella parte in cui dispone che nel giudizio di opposizione il giudice istruttore, se la parte che ha

chiesto l'esecuzione provvisoria del decreto d'ingiunzione offre cauzione per l'ammontare delle

eventuali restituzioni, spese e danni, debba e non già possa concederla solo dopo aver delibato gli

elementi probatori […]”

Cioè nel caso in cui la parte offra cauzione, sia nel momento in cui chiedi l’ingiunzione, art 642, sia

nel momento in cui c’è l’opposizione, l’offerta di cauzione è un elemento che consente al giudice di

concedere la provvisoria esecuzione, valutando altri elementi a sua disposizione, non può essere un

automatismo, non è che se tu fai ricorso per decreto ingiuntivo assolutamente infondato siccome

offri cauzione il giudice debba concedere la provvisoria esecuzione.

Esempio: io chiedo decreto ingiuntivo sulla base di un riconoscimento[…](31.03), ottengo decreto

ingiuntivo, in forma non esecutiva, tu ti opponi portando la ricevuta di pagamento, non è che se io

offro cauzione ottengo il decreto ingiuntivo, il giudice ha la ricevuta di pagamento, non è possibile

imporre, limitare il potere discrezionale del giudice al punto da dire, siccome quello ha fatto

cauzione il decreto dev’essere comunque dichiarato esecutivo. È chiaro lo schema del decreto

ingiuntivo?

Può essere concesso in forma provvisoriamente esecutiva, […](31.05), può essere concesso su

istanza di parte in forma provvisoriamente esecutiva.

In altri casi su istanza di parte può concedere l’esecuzione, o l’esecutorietà può essere acquisita dal

decreto ingiuntivo a causa di mancata opposizione, o di mancata costituzione dell’opponente.

Infine se c’è opposizione e l’opponente si è costituito all’udienza, se l’opposizione non è fondata su

prova scritta o non è di pronta soluzione, il giudice può concedere la provvisoria esecutorietà del

decreto ingiuntivo, può concedere anche l’esecutorietà parziale e se c’è cauzione, valutato ogni altro

elemento, può concedere la provvisoria esecutorietà.

Che cosa succede se io chiedo la provvisoria esecutorietà, specularmente rispetto alla concessione,

c’è la possibilità invece di sospensione dell’esecuzione provvisoria concessa, così come il giudice

aveva potuto concedere la provvisoria esecutorietà ex 642, in caso di opposizione, il giudice se

ricorrono dei requisiti può sospendere l’esecuzione provvisoria concessa.

Decreto ingiuntivo fondato su riconoscimento di debito, si oppone l’ingiunto portando la ricevuta di

pagamento, il decreto ingiuntivo era stato concesso in forma immediatamente esecutiva, a seguito di

questa opposizione fondata su prova scritta così dirimente, il giudice sospende l’esecutorietà,

facilmente, perchè si rende conto che probabilmente l’iscritto aveva agito con decreto[…](33.27).

Cosa succede se per qualche motivo io non ho avuto conoscenza del decreto ingiuntivo per

irregolarità della notificazione, oppure, se pur avendo avuto conoscenza non ho potuto, per caso

fortuito o forza maggiore, fare opposizione nel termine fissato nel decreto.

È possibile, sono termini abbastanza stretti, è vero che 40 giorni è un termine ragionevolmente

lungo, ma ragionevolmente lungo se io ho avuto conoscenza del decreto, se non ho avuto

conoscenza del decreto, può essere ingiusto farmi subire un decreto definitivamente esecutivo per

mancata opposizione se non ho avuto conoscenza del decreto, e anche se ho avuto conoscenza del

decreto ma io l giorno dopo sono entrato in coma, per un incidente, è un po’ forte farmi subire la

definitiva esecutorietà del decreto.

Che cosa si può fare? Si può fare opposizione tardiva, ma questa norma va bene intesa. Che cosa

vuol dire che si può fare opposizione tardiva? Vuol dire che si può fare opposizione tardiva anche

oltre il termine dei 40 giorni. Sistematicamente interpretata la norma significa che puoi fare

opposizione tardiva, entro 40 giorni dal momento in cui hai avuto conoscenza del decreto, oppure

entro 40 giorni da quando è cessato il caso fortuito o la forza maggiore che ti impedivano di fare

opposizione, non che tu possa fare opposizione tardiva per l’eternità. Allora come dobbiamo

interpretare la norma che dice:puoi fare opposizione tardiva… l’opposizione non è più ammessa

decorsi 10 giorni dal primo atto di esecuzione.

Non nel senso che fin quando il decreto non sia posto in esecuzione tu te ne puoi stare a pancia

all’aria ad aspettare, perché tanto io non ho avuto conoscenza del decreto, aspetto che venga posto

in esecuzione, poi ho 10 giorni,non è così.

Tu comunque non puoi fare l’opposizione oltre il termine dei 40 giorni dalla notifica, dalla

cessazione del caso fortuito o della forza maggiore, ma se iniziasse nel frattempo l’esecuzione c’è

una spinta accelleratoria molto forte, entro 10 giorni dal primo atto di esecuzione devi farla

l’opposizione tardiva.

Fino a qualche anno fa si pensava che tutto sommato che l’opposizione tardiva potesse essere

proposta fino a 10 giorni dopo il compimento del primo atto di esecuzione, non è così! Quello è il

termine ultimo accelleratorio, chiaro? Fermo restando che il termine è 40 giorni, e quindi se è

cessata la forza maggiore oggi, entro 40 giorni devo fare opposizione tardiva all’ingiunzione, se per

qualche motivo inizia l’esecuzione prima in questi 40 giorni, io non ho più 40 giorni, ne ho solo 10.

È un’ulteriore restrizione al termine. È chiaro?

Art 653 cpc: RIGETTO O ACCOGLIMENTO PARZIALE DELL’OPPOSIZIONE.

È pure una norma che sistematicamente è molto importante, molto interessante.

Se l’opposizione ci serve per richiamare qualcosa che sappiamo del 336, vedete ieri come era

importante collegare le varie norme, il 336, il 331, il 334, una norma da sola ti trae in inganno, tra le

altre cose che sono state dette ieri, era che se non si fosse accolta l’interpretazione proposta da uno

dei miei colleghi, si sarebbe arrivati all’ipotesi paradossale secondo cui io riesco a vincere la causa

proposta contro di me, e tutta via rimane ferma la sentenza, il capo di condanna contro il mio

garante, ma questo se c’è il 336 è un’ipotesi irrealizzabile, non esiste, non è vero.

Se c’è il 336, indipendentemente da chi abbia ragione, da chi potrebbe far valere l’impugnazione

incidentale tardiva, ma questa ipotesi non è possibile. Adesso vediamo, mi è venuto in mente perché

adesso questo 653 ci evoca il 336.

Il 653 cosa ci dice:

“Se l'opposizione è rigettata con sentenza passata in giudicato o provvisoriamente esecutiva, oppure

è dichiarata con ordinanza l'estinzione del processo, il decreto che non ne sia già munito,

acquista efficacia esecutiva.”

Questa è abbastanza banale come domanda, io faccio opposizione avverso un decreto ingiuntivo, il

giudice rigetta la mia opposizione, il decreto diventa definitivamente esecutivo. Una volta che la

sentenza passa in giudicato diventa definitivamente esecutivo, una volta che la sentenza è emessa in

forma esecutiva il decreto diventa esecutivo, una volta che passa in giudicato il decreto diviene

definitivamente esecutivo. Chiaro?

IIc :” Se l'opposizione è accolta solo in parte, il titolo esecutivo è costituito esclusivamente dalla

sentenza,[…]”, cioè la sentenza comunque si sostituisce al decreto ingiuntivo, ma badante bene:

“[…] gli atti di esecuzione già compiuti in base al decreto conservano i loro effetti nei limiti della

somma o della quantità ridotta .”

Io ho chiesto un decreto ingiuntivo per 100mila euro, e ho iniziato un’esecuzione per 100mila euro,

il mio debitore fa opposizione, ottiene una sentenza che dice: no la somma dovuta non è 100mila,

ma è 50mila euro, da quel momento in poi, il decreto ingiuntivo non c’è più. La sentenza si

sostituisce al decreto ingiuntivo, ma in via eccezionale sono fatti salvi gli effetti degli atti esecutivi

compiuti sulla base del decreto ingiuntivo, che viene travolto, non c’è bisogno di riniziare una

nuova esecuzione per 50mila, diciamo quegli effetti si riducono, io ho pignorato per 100mila, si

riduce per 50mila, chiaro?

Ora, non esiste una norma analoga nel caso di riforma parziale. Cioè, adesso ragioniamo insieme,

decreto ingiuntivo, lo sappiamo, se c’è un accoglimento parziale dell’opposizione, da questo

momento il titolo esecutivo non è più il decreto ingiuntivo, ma è la sentenza, ma gli effetti

dell’esecuzione sono fatti salvi, nei limiti della somma che ha riconosciuto il giudice in sentenza. Se

questo avviene con una sentenza di appello, qual è la conseguenza? Immaginate che io inizi

un’esecuzione sulla base di una sentenza di primo grado che ti condanna al pagamento di 100mila

euro, che cosa può succedere se nel corso del processo c’è una riforma in base alla quale non sono

più 100mila euro, ma sono 50mila euro.

Perché nel 336 non c’è scritto nulla di ciò? Perché nelle norme sull’appello non c’è nulla che

disciplini questo, invece nel decreto ingiuntivo è prevista l’ipotesi di accoglimento, accoglimento

parziale, etc? Perché, vedete l’appello ha naturalmente un effetto sostitutivo. Qui se viene rigettata

l’opposizione all’ingiunzione, qual è il titolo esecutivo? Il decreto ingiuntivo.

La sentenza resa al termine dell’opposizione all’ingiunzione non si sostituisce al decreto ingiuntivo,

si sostituisce soltanto se è di accoglimento totale o parziale. Altrimenti non si sostituisce, non ha

una naturale efficacia sostitutiva, si sostituisce soltanto la sentenza che accoglie parzialmente o

totalmente l’opposizione, altrimenti, il titolo esecutivo è soltanto il decreto ingiuntivo.

Semmai la sentenza che rigetta l’opposizione si accoppia, perchè conterrà un capo decisorio sulle

spese, però io avrò due titoli esecutivi, uno per quanto riguarda il decreto ingiuntivo , divenuto

immediatamente esecutivo, e l’altro di condanna alle spese del giudizio di opposizione. Sono due,

agirò in base a due titoli esecutivi. Va bene?

Nel caso di sentenza di riforma, la sentenza di riforma o di conferma, comunque si sostituisce e

allora che cosa succederà in appello? Si sostituisce immediatamente. Io ho iniziato l’esecuzione

sulla base della sentenza di primo grado, l’efficacia sostitutiva a che cosa porta? Porta al fatto che io

continuerò l’esecuzione sulla base della sentenza d’appello, nei limiti in cui quella sentenza mi

dimostra titolare di un diritto di credito.

Se la nuova sentenza è di conferma, comunque da quel momento in poi, non potrò agire sulla base

della sentenza di primo grado, perché è sostituita, semplicemente porterò ad esecuzione del giudizio

esecutivo la nuova sentenza e continuerò come se nulla fosse perché in realtà hanno il medesimo

contenuto.

Se questa sentenza contiene qualcosa in più, per questo qualcosa in più dovrò allargare, aumentare

la mia domanda di esecuzione, vedremo come si fa. È un intervento per il maggior credito.

Se contiene qualcosa in meno, io ridurrò la mia domanda di esecuzione, ma continuerò l’esecuzione

sulla base di quella sentenza di riforma o di conferma, che si sostituisce automaticamente, per

l’effetto sostitutivo naturale del giudizio d’appello.

Mentre nell’ipotesi dell’opposizione all’ingiunzione, siccome non c’è questo effetto sostitutivo

naturale, è previsto espressamente che se viene rigettata la domanda di esecuzione, si continua sulla

base del decreto ingiuntivo, se invece viene accolta, il titolo esecutivo è soltanto la sentenza, ma per

evitare qualunque tipo di dubbio, per evitare di ragionare, di discutere, comunque dici gli atti

esecutivi sono fatti salvi. Lì non c’è scritto, perché è ovvio che sono fatti salvi, perché l’effetto

sostitutivo si sostituisce ex nunc , come se la sentenza di primo grado avesse detto fin dall’inizio

quello che dice la sentenza d’appello. Chiaro?

Sul decreto ingiuntivo siamo ferrati?

(Banalmente, vi rendete conto che se uno studia tutto e studio bene, se per caso all’esame uno vi

chiede l’opposizione tardiva al decreto ingiuntivo, uno ha fatto bingo, non è una domanda difficile,

perché se hai studiato tutto, l’opposizione tardiva al decreto ingiuntivo me la dici e io penso che tu

sappia tutto il decreto ingiuntivo.)

L’altro modello procedimentale di procedimento sommario decisorio che avevamo detto è quello

della CONVALIDA, la convalida di sfratto tendenzialmente. In realtà sono tre le convalide

possibili:

La CONVALIDA DI SFRATTO PER FINITA LOCAZIONE;

La CONVALIDA DI LICENZA PER FINITA LOCAZIONE;

La CONVALIDA DI SFRATTO PER MOROSITà.

La convalida può avere ad oggetto lo sfratto per finita locazione, di licenza per finita locazione, o lo

sfratto per morosità.

Sul piano sostanziale dobbiamo capire cosa sono queste cose. È un procedimento in cui il petitum

immediato, cioè il provvedimento che chiedo al giudice, è la CONVALIDA . Io ti cito in giudizio

per ottenere la convalida, di che cosa? Dello sfratto per finita locazione, della licenza per finita

locazione o dello sfratto per morosità.

Che cosa sono lo sfratto per finita locazione, lo sfratto per morosità, e lo sfratto di licenza per finita

locazione?

Sono sostanzialmente atti negoziali, attraverso i quali,c’è l’intimazione, cioè ti intimo lo sfratto,

“cioè te ne devi annà”, perché il contratto si è risolto per scadenza del termine. Questa è lo sfratto

per finita locazione, dopo la scadenza del termine, se tu non te ne sei andato ti posso intimare lo

sfratto per finita locazione, cioè ti dico te ne devi andare perché è finito il contratto, non puoi stare lì

per tutta la vita.

La licenza per finita locazione, invece è una domanda se volete…, la domanda di convalida di

questo sfratta per finita locazione, è una domanda che mira ad un risultato analogo a quello che

otterreste con la condanna. Io sostanzialmente chiedo al giudice un provvedimento di convalida

dello sfratto, anziché chiedergli una condanna al rilascio dell’appartamento. Se io chiedo al giudice

di condannarti a lasciare l’appartamento, o chiedo al giudice di convalidare lo sfratto per finita

locazione dell’appartamento, sto mirando sostanzialmente al medesimo risultato, ma la convalida, è

qualcosa che posso ottenere attraverso un procedimento decisorio sommario, e molto più

velocemente. Ti intimo io allo sfratto sul piano negoziale, e chiedo al giudice di convalidare lo

sfratto. Se chiedo al giudice la condanna al rilascio dell’appartamento, per finita locazione, otterrò

una sentenza di condanna tra molti anni, se invece chiedo al giudice di convalidare lo sfratto per

finita locazione, posso ottenere un provvedimento decisorio sommario che ha gli stessi effetti della

sentenza di condanna, in più breve tempo. Chiaro?

Esiste una variante della convalida dello sfratto per finita locazione, che è la convalide della licenza

per finita locazione. Che cosa la licenza per finita locazione? Io ti intimo la licenza per finita

locazione prima ancora che sia scaduto il contratto, in maniera tale da precostituirmi. Anziché

chiedere la convalida dello sfratto per finita locazione, posso avvantaggiarmi per tempo, prima

ancora che il contratto scada, posso chiedere la convalida della licenza per finita locazione, cioè ti

intimo la licenza. Ti dico guarda, so che il contratto scadrà il 31 dicembre, ti intimo la licenza, e

chiedo al giudice di convalidare la licenza per finita locazione, cioè la licenza per finita locazione si

intima prima della scadenza.

Lo sfratto per finita locazione si intima dopo la scadenza. La convalida della licenza per finita

locazione, ha gli effetti di una condanna in futuro, di una condanna non attuale, perché il giudice

sostanzialmente è come se ti condannasse a rilasciare l’appartamento al 31dicembre. La condanna

in futuro normalmente non si può ottenere, salvo i casi in cui in cui può essere consentita. Va bene?

Esiste un’altra ipotesi di sfratto, che è lo sfratto per morosità, cioè tu non paghi il canone, io ti posso

intimare lo sfratto. È come se chiedessi invece questa volta, la risoluzione del contratto per

inadempimento. Chiedere la convalida dello sfratto per morosità è un qualcosa di alternativo al

chiedere una pronunzia risolutiva del contratto, una tutela costitutiva. Va bene? Ci siete? Questo sul

piano sostanziale.

Un’altra cosa che dobbiamo chiarire.

Ora attenzione, la licenza per finita locazione, se intimata entro il termine previsto per la disdetta

del contratto (diritto sostanziale), può anche avere l’effetto sostanziale di impedire la cd

rinnovazione tacita del contratto. Voi sapete che i contratti di locazione se non vengono disdettati

entro un certo periodo dalla scadenza si rinnovano automaticamente, per o un anno di tempo se non

a tempo indeterminato, o per uguale periodo di quattro anni se sono di quattro anni… ora la

intimazione della licenza per finita locazione in realtà ha l’effetto sia di dire che te ne devi andare

alla scadenza, ma sia di escludere la rinnovazione tacita, perché è chiaramente una manifestazione

di volontà inequivoca che fa capire che tu non intendi rinnovare il contratto alla sua scadenza.

Ma non è la stessa cosa, perché io potrei intimare la licenza per finita locazione dopo aver già dato

la disdetta, ti faccio la disdetta per raccomandata e poi ti faccio la licenza per finita locazione.


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Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in Giurisprudenza
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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher mirko.avallone di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Procedura civile e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Pontificia Università Lateranense - PUL o del prof Ruffini Giuseppe.

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