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Lezione 26/10/15 mercati finanziari

Floater e tassi forward

Continuando il discorso dei floater dalla precedente lezione, esso può essere scomposto in una sommatoria di cedole successive, in modo che quelle non note verrebbero stimate grazie ai tassi forward; questi tassi forward li si vanno a stimare al momento in cui si fa la quotazione (tassi impliciti ai tassi zero), ovviamente sono sempre una stima di quelli che potrebbero essere i tassi futuri.

Tassi di riferimento

Continuando il discorso sempre dall'altra lezione, si è notato come ci sia un'ipotesi (sul rischio prezzo del floater) che arrivava a farci distinguere fra tasso di riferimento vecchio (cedola corrente) e tasso di riferimento nuovo (cedola attuale); sul Sole24Ore si trova il floater (titolo obbligazionario + cedole successive non note (forward) e quindi si ha una somma di "n" cedole + spread). Lo stesso Sole24Ore prende l'ultima cedola e utilizza il criterio che "tutte le cedole future rendimento, sono uguali all'ultima nota", e si arriva così ad un questo si può modificare.

Modello del margine finanziario

In seguito alla relazione del modello del margine finanziario qui sotto esposta: Dove precedentemente aveva descritto l'ipotesi in cui i tassi aumentano e diminuiscono, circa la loro coincidenza sul tasso di riferimento vecchio e quello nuovo ciò inteso come "effetto spiazzamento".

Il prezzo del floater quindi cambia anche a causa di un disallineamento tra tasso cedolare e tasso di rendimento. Lo stesso tasso di disallineamento si verifica se lo spread non è uguale al margine finanziario; questo disallineamento prende il nome di effetto rendita.

Spacchettamento dei tassi

Si va così a "spacchettare" il tasso cedolare con il TIR in funzione di due elementi:

  • Il tasso di riferimento lo si va a trovare sul mercato, e nel caso del tasso cedolare lo si moltiplica per lo spread.
  • Il tasso di riferimento nel caso del TIR lo stesso lo si moltiplica con il margine finanziario (compenso che si va ad aggiungere a quello che è il tasso di riferimento).

Effetti sul prezzo

La differenza fra tasso cedolare e tasso di riferimento sarebbe data dalla differenza con lo spread ed il margine finanziario. In realtà rappresentando una nuova funzione: con una prima parte che rappresentava il modello del margine finanziario, e quindi l'effetto spiazzamento (che dipende dalla relazione tra tasso cedola corrente e tasso cedola futura), la seconda parte rappresenta il "disallineamento" effetto rendita.

La seconda parte entra in gioco quando chiaramente lo spread:

  • Spread > Margine finanziario: ci sarebbe un effetto rendita positivo, e quindi si genererebbe una variazione di prezzo legato all'effetto spiazzamento.
  • Spread = Margine finanziario: non ci sarebbe l'effetto rendita, ma solamente l'effetto spiazzamento.
  • Spread < Margine finanziario: si è in presenza di un effetto spiazzamento, ma di un effetto rendita che sarebbe negativo, e quindi tenderebbe ad "attenuare" questo effetto spiazzamento.

Calcolo dello spread di mercato

Si ricorda che lo spread di mercato viene calcolato fra la comparazione tra il BTP a 10 anni ed il BUND a 10 anni, titoli che sono quelli "benchmark" del mercato, cioè il titolo di riferimento alla scadenza (il più scambiato).

Rischio prezzo dei Floater

Il rischio prezzo dei floater è misurato dalla duration, la stessa duration si va a considerare quella di uno zero coupon di 6 mesi (colonna 0,50 fissa e costante); duration e floater non superano l'anno. La duration Macaulay non è adatta a un floater, ha poco senso, perché potrebbe creare il problema relativo all'uso di un unico tasso di attualizzazione, e ancora, non tiene conto della capacità di adeguamento delle cedole future.

Regole di gestione del portafoglio

Passiamo così a parlare delle regole di gestione del portafoglio:

  • La duration del floater ha un valore basso: quindi converrà acquistare il floater.
  • Avversi al rischio (portafoglio con durata e volatilità bassa): aumento dei tassi (prevale l'istinto di lavorare sul fatto che si avranno flussi crescenti che si andranno a reinvestire a tassi crescenti), quindi l'effetto reinvestimento sarà più marcato.
  • Si vuole ridurre la duration del portafoglio, cioè media ponderata della durata dei singoli titoli che compongono il portafoglio, l'inserimento di titoli a cedola variabile non fa nient'altro che abbassare il rischio del portafoglio che si possiede perché si avrà una variazione poco marcata, rischio di interesse.
  • La duration del floater ha un valore alto (del titolo a cedola fissa): si è aggressivi nei confronti del rischio, un'aggressività che in questo senso fa riferimento a un gestore che sta cercando di ottenere dei guadagni in conto capitale (grazie al possesso dei titoli nel portafoglio), in questo caso grazie a un effetto di una diminuzione dei tassi, cresce il prezzo del titolo, e quindi il gestore decide di uscire dall'investimento, la dinamica visione fa riferimento a una gestione (si desidera realizzare capital gain rischiando un capital loss).
  • Si prevede un ribasso dei tassi.
  • Si vuole aumentare la duration target del portafoglio.

Rassegna sul MTA

Finita la parte obbligazionaria, si fa una rassegna sul MTA un listino dove:

  • Le prime due colonne indicano cioè l'andamento del prezzo del Min e Max titolo (manca però la data in cui il titolo ha toccato il minimo e massimo del prezzo).
  • Mobile, sono delle medie chiamate media mobile 30gg e media mobile quantità, così perché sono delle medie che "camminano", in quanto la media 30gg prezzo si prendono le ultime 30 quotazioni e dividendole per 30 si ottiene questa media, il giorno successivo si fa a "scartare" il dato più vecchio a favore di quello nuovo; questi due valori li si va a confrontare con la quotazione del giorno e con la quantità del giorno, con variazioni forti di prezzo o quantità allora qualcuno sta lavorando/entrando sul titolo, per portare giù o su il prezzo del titolo.
  • Colonna corrisponde al fatto (si ricorda), che qualora non dovrebbero esserci forti interessi sul titolo, viene preso come prezzo di chiusura, un prezzo ma una media dell'ultimo 10% del quantitativo scambiato; il prezzo di riferimento (no prezzo di scambio, ma media ponderata) ci fornisce il prezzo di chiusura. Il prezzo di chiusura è importante perché questo valore serve a determinare il prezzo di apertura del giorno successivo (ogni qualvolta una società deve dare notizie, queste vengono rese note al momento della chiusura dei mercati, per non determinare strappi troppo elevati).
  • Colonna corrisponde alla variazione dai due prezzi di chiusura.
  • Colonna VWAP (volume weight average price), corrisponde come si è visto precedentemente, al prezzo ufficiale, cioè la media ponderata dei prezzi per le quantità scambiate intera giornata, cioè mentre il prezzo di riferimento si riferisce alla media ponderata dell'ultimo 10%, in questo caso invece ci si riferisce ai prezzi e quantità scambiate.
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/11 Economia degli intermediari finanziari

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher fede282 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia dei Mercati Finanziari e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Siena o del prof Boido Claudio.
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