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Chi sopporta il rischio di questo maggior costo? Dovrebbe sopportarlo il debitore esecutato ma lo

sopporta solo se il creditore esecutante si sia preso il rischio della scelta della ditta, delle modalità

esecutive.

Ad esempio come si realizza l'impermeabilizzazione del tetto? Quando il giudice condanna il

condominio l'impermeabilizzare il tetto, il proprietario del lastrico solare cosa fa? Il proprietario del

lastrico solare che può pretendere che il condominio rifaccia l'impermeabilizzazione può farlo? Si,

ma si assume il rischio che se sceglie una tecnica di lavoro non adeguata o se sceglie una ditta che

non è capace di non fare i lavori etc, se vuole evitare questi rischi che fa?

Visto che il giudice ha ordinato al condominio di farlo la prima cosa che farà è dire al condominio

di farlo. Il condominio non lo fa, allora provvede lui? Si, ma si assume i rischi.

Oppure si rivolge al giudice e gli chiede di determinare le modalità di esecuzione del ricorso ex art

612, prima ti notifico il precetto in cui ti intimo di fare il tetto senza aggiungere nulla. Poi visto che

quello, è ancora un obbligo necessario di specificazione, se tu non adempi dopo 10 giorni io ricorro

dal giudice per determinare le modalità esecutive. Lo faccio perché voglio evitare qualsiasi

problema ai fini del rimborso delle spese.

Sono costretto a farlo quando l'esecuzione va fatta sulla tua proprietà, perché io non posso invadere

la tua proprietà.

Il giudice dell'esecuzione provvede e nell'ordinanza designa il pubblico ufficiale che deve procedere

all'esecuzione e le persone che debbono provvedere al compimento dell’opera non eseguita o alla

distruzione di quella compiuta.

Articolo 614_ Al termine dell’esecuzione o nel corso di essa, la parte istante presenta al giudice

dell‘esecuzione la nota delle spese, anticipate vistata dall'ufficiale giudiziario, con domanda

d’ingiunzione. Il giudice quando riconosce giustificate le spese denunciate provvede con decreto

ingiuntivo a norma dell'articolo 642.

Cosa succede se nell'ordinanza ex art 612, il giudice ordina stabilisce modalità esecutive ultronee

rispetto a quelle stabilite nel titolo del esecutivo? Il giudice dice “sai che c’è oltre alla

impermeabilizzazione del lastrico solare bisogna anche abbattere le canne fumarie”, nelle modalità

esecutive dice bisogna abbattere le canne fumarie, ma nel titolo esecutivo non c’è tutto questo.

E cosa succede se poi il giudice dicesse che bisogna abbattere quelle canne fumarie che però non

sono neanche dell'esecutato, sono di un terzo. Cosa fareste?

Nel primo caso cosa fareste? Opposizione agli atti esecutivi, perché in realtà il titolo esecutivo

esiste, in realtà quello che voi volete evitare e che volete contestare è la legittimità di quel

provvedimento. Quindi nel dubbio, siccome l'opposizione agli atti esecutivi è assoggettata al

termine di 20giorni, l'opposizione all'esecuzione invece no, si potrebbero fare tutte e due.

Immaginate magari il giudice che prima vi dice di fare l'impermeabilizzazione e poi nel corso del

corso del processo su istanza del creditore vi dice di abbattere anche le canne fumarie, voi potreste

contestare il diritto di procedere ulteriormente all'esecuzione forzata.

Il titolo esecutivo diceva questo, questo è stato fatto tu non puoi procedere all'esecuzione forzata e

pretendere nient’ altro rispetto a quello che mi è già stato ordinato ed ho eseguito.

Però siccome abbiamo anche l'opposizione di atti esecutivi e dato che l'opposizione agli atti

esecutivi va fatta entro 20 giorni come avvocati cosa fate?

In primis opposizione agli atti esecutivi prima dei 20 giorni, non sia mai vi dicano peccato avreste

dovuto farlo! Poi fate anche opposizione all'esecuzione oppure fate un unico atto in cui proponete

entrambi i rimedi, ma sicuramente i 20giorni non dovete farveli scadere.

C'e anche una possibilità, una ricostruzione giurisprudenziale, avverso cui i provvedimenti abnormi

si potrebbe fare impugnazione perché sarebbe una sentenza in senso sostanziale.

Quindi l'avvocato in questo caso non sa ne leggere ne scrivere. E’ normale che il giudice che

stabilisce che oltre a rifare il lastrico solare devi anche abbattere le canne fumarie, crea qualche

problema, davanti a questo provvedimento devi fare opposizione di atti esecutivi perché il

provvedimento è legittimo, opposizione all'esecuzione perché non puoi procedere ad esecuzione

forzata per quegli ulteriori obblighi, ma probabilmente anche l'impugnazione per evitare che

qualcuno ti dica quella è una sentenza in senso sostanziale, peccato che non l hai impugnata.

Il terzo cosa potrebbe fare? Opposizione all'esecuzione.

Se invece la sentenza avesse ordinato al condominio di abbattere le canne fumarie del terzo? Il terzo

avrebbe dovuto fare opposizione di? Se è la sentenza ad ordinare questo...Ricordate che il terzo non

è mai legittimato a fare opposizione agli atti esecutivi ma solo i soggetti del processo esecutivo.

Quindi il terzo cosa può fare?

Impugnare la sentenza con opposizione di terzo perché quella sentenza è in grado di pregiudicarlo

perché sa che la sentenza ha giudicato senza che lui è stato parte del processo (la sentenza giudica

su cosa che è di sua proprietà senza essere stato parte del processo).

Se invece la sentenza non impone nessun tipo di obbligo relativamente alle canne fumarie ma c'è un

errore del giudice dell'esecuzione allora in questo caso si può contestare con opposizione di atti

esecutivi e probabilmente con opposizione di terzo all'esecuzione: se le canne fumarie fossero del

condominio farebbe opposizione ad atti esecutivi, se le canne fumarie sono del terzo allora farà

opposizione di terzo all'esecuzione. Il titolo esecutivo non mi riguarda.

L'esecutato può fare opposizione agli atti esecutivi, opposizione all'esecuzione o impugnazione nei

confronti di un provvedimento abnorme che ha natura decisoria su diritti soggettivi.

Il terzo invece fa o opposizione di terzo alla sentenza se è dalla sentenza che nasce il pregiudizio

oppure opposizione di terzo all'esecuzione, se è dall'esecuzione che nasce il pregiudizio.

E se ad un certo punto io condomino proprietario del lastrico solare so che le canne fumarie sono

del mio dirimpettaio e quindi notifico un precetto in cui dico, anche sulla base di una sentenza che

non dice di abbattere le canne fumarie, dico che bisogna impermeabilizzare tutto e per l'effetto

eliminare anche le canne fumarie che ostacolano i lavori e notifico questo precetto anche al

dirimpettaio intimando sia a lui sia al condominio di fare questi lavori, che cosa fa il dirimpettaio?

Nell'esecuzione forzata non c’è contraddittorio, il contraddittorio lo instauriamo con le opposizioni,

quindi cosa farà il dirimpettaio che ha riceve la notifica del precetto perché voi sulla base di una

sentenza ottenuta contro il condominio e no contro il dirimpettaio, però gli intimate un facere

ritenendo che questo facere sia implicito nella condanna da voi ottenuta dal giudice, cosa farà?

Che opposizione? O opposizione all'esecuzione o opposizione di terzo all'esecuzione...

In questo caso in realtà dobbiamo distinguere tra la direzione soggettiva del precetto e la direzione

soggettiva del titolo esecutivo, ora se il titolo esecutivo riguarda tizio ma io intimo il precetto a caio,

caio è il soggetto passivo della mia pretesa esecutiva e quindi se lui vuole dire che io non ho un

titolo conto di lui, lui cosa fa? Fa opposizione all'esecuzione: tu mi hai intimato ad un facere sulla

base di un titolo esecutivo che non mi riguarda! E io mi oppongo alla tua pretesa esecutiva.

Mentre se io pretendo un azione esecutiva nei confronti del condominio ma il giudice dice che

bisogna abbattere le canne fumarie di caio, caio dice: io sono terzo rispetto alla pretesa esecutiva e

quindi mi oppongo come terzo, perché mai se il titolo esecutivo riguarda il condominio volete

aggredire le mie canne fumarie? Quello che dobbiamo guardare è la direzione soggettiva del

precetto cioè nei confronti di chi si fa valere la pretesa esecutiva.

Adesso parliamo di altre forme di esecuzione diretta che sono l'esecuzione per consegna e

l'esecuzione per rilascio. La distinzione tra consegna e rilascio riguarda beni mobili e immobili: si

consegnano beni mobili, e si rilasciano beni immobili.

Il precetto per consegna articolo 605, il precetto per consegna o rilascio, consegna di bene mobile

rilascio di bene immobile, deve contenere la descrizione dei beni di cui si chiede la consegna o il

rilascio.

Ti intimo il rilascio dell'appartamento, devo indicare la via e l interno; ti intimo la consegna del

registratore panasonic modello kt1.

Consegna di beni mobili: una volta che ti ho notificato il precetto decorso il termine indicato nel

precetto un ufficiale giudiziario munito del titolo e del precetto si reca sul luogo dove si trovano le

cose e le ricerca, quindi ne fa consegna alla parte istante o a persona da lei designata.

Che cosa fate voi? Andate dall'ufficiale giudiziario con titolo e precetto e chiedete che sia eseguito

però dovete accordarvi con l'ufficiale giudiziario sulla data dell'accesso, perché nel momento

dell'accesso l'ufficiale giudiziario deve prendere le cose e consegnarvele.

Se invece si tratta di esecuzione per rilascio: c’è la notifica del preavviso di rilascio che tiene luogo

del pignoramento, cioè è il primo atto dell'esecuzione.

L'esecuzione ha inizio con la notifica dell'avviso con il quale l'ufficiale giudiziario comunica

almeno 10 giorni prima alla parte che è tenuta al rilascio del bene immobile, gli comunica il giorno

e l’ora.

Anche in questo caso prima di andare dall'ufficiale giudiziario mettetevi a predisporre l'atto, in

quanto sono atti notificati dall'ufficiale giudiziario ma predisposti dalle parti!

Voi portate all'ufficiale giudiziario il preavviso di rilascio lasciando la data in bianco.

Quante copie date all'ufficiale giudiziario? Due, l’originale e la copia.

Nel giorno e nell’ora prestabiliti l'ufficiale giudiziario munito del titolo esecutivo e del precetto si

reca sul luogo dell'esecuzione e immette la parte istante o una persona da lei designata nel possesso

dell'immobile, del quale consegna le chiavi, ingiungendo agli eventuali detentori di riconoscere il

nuovo possessore.

Qua abbiamo in più il preavviso di rilascio, il preavviso di rilascio è considerato atto iniziale

dell'esecuzione forzata.

Dopo il precetto bisogna fare nei 90 giorni, nell‘espropriazione forzata, il pignoramento; e qui nei i

90 giorni dovete fare il preavviso di rilascio.

Dopo il pignoramento avete 10 giorni per presentare che cosa? L'istanza di vendita.

Dopo il pignoramento dovete attendere 10 giorni per presentare istanza di vendita che dovrà essere

effettuata nei successivi 90 giorni.

Nel pignoramento presso terzi dovrete citare il terzo e l'esecutato a comparire ad un udienza da

fissare almeno in 10 giorni ma non oltre i 90, quindi è lo stesso schema: l'ufficiale giudiziario prima

dei 90 giorni dal precetto ma dopo che siano decorsi 10 giorni può notificare il preavviso di rilascio

e deve fissare per l'accesso dell'immobile un termine di almeno 10 giorni ma nei 90 giorni dovrà

essere fatto l'accesso.

Il resto è prassi: richiesta della forza pubblica, fabbro, medico etc dipende da che tipo di sfratto state

eseguendo. Se state eseguendo lo sfratto di un appartamento dovete fare in modo che al momento

dell'accesso ci sia la disponibilità della forza pubblica ma dovrà essere richiesta per tempo, che ci

sia un fabbro, un medico perché potete aspettarvi che l'esecutato non vi apra l'immobile, o che

l'esecutato vi dica che ha la febbre alta etc e allora l'ufficiale giudiziario può chiedere l'ausilio di

tutti questi però non è che se li va a cercare. Altrimenti si deve rimandare.

L’art 609 ci dice che: se nell'immobile si trovano cose mobili appartenenti alla parte tenuta al

rilascio e che non debbono essere consegnate, l'ufficiale giudiziario, se la stessa parte non le asporta

immediatamente, può disporne la custodia sul posto anche a cura della parte istante, se consente di

custodirle, o il trasporto in altro luogo. Se le cose sono pignorate o sequestrate, l'ufficiale giudiziario

da immediatamente notizia dell’avvenuto rilascio al creditore su istanza del quale fu eseguito il

pignoramento o il sequestro, e al giudice esecutore per l’eventuale sostituzione del custode.

Può succedere che ci siano dei beni mobili e se la parte che vuole essere rimessa nel possesso non

accetta di custodirle l'ufficiale giudiziario dispone che sia portati altrove altrimenti può nominare un

custode e se si tratta di cose pignorate bisognerà avvertire il giudice dell'esecuzione e il creditore.

Se nel corso dell'esecuzione sorgono difficoltà che non ammettono dilazione, ciascuna parte può

chiedere al giudice esecutore, anche verbalmente, i provvedimenti temporanei occorrenti.(art 610)

Esempio galline, o merce anche preziosa che deve essere custodita.

Le spese dell'esecuzione vengono liquidate dal giudice dell'esecuzione dietro specifica dell'ufficiale

giudiziario, le spese dell'esecuzione sono attribuite all’esecutato non è giusto che le paghi la parte

istante.

È una norma non particolarmente utile perchè di fatto riuscite ad eseguire un rilascio di un

appartamento a spesa dell'ufficiale giudiziario è il minimo (?). Però di principio se tu non lasci

spontaneamente l'appartamento o non mi consegni spontaneamente il bene e mi costringi

all'esecuzione è giusto che tu ne paghi le spese.

Estinzione del processo esecutivo.

Il processo esecutivo si può estinguere come il processo di cognizione, le norme di riferimento sono

l'art 629 e seguenti. Il 629 riguarda la rinuncia e ne abbiamo già accennato: il processo si estingue

se prima dell'aggiudicazione o dell'assegnazione, il creditore pignorante e quelli intervenuti muniti

di titolo esecutivo rinunciano agli atti.

Qual è il disordine del legislatore? Questa norma dovrebbe riguardare l’estinzione del processo di

esecuzione e no l’estinzione del processo di espropriazione, il legislatore ha cercato di dare una

sistemazione alle norme ma giunto alla fine del codice era un pò stanco!! Qui siamo ripassati

all'espropriazione!

È chiaro che nelle altre forme di esecuzione basta che “ci sia un creditore esecutato”, se il creditore

esecutante rinuncia il processo si estingue, non è richiesto rispetto all'omologo processo di

cognizione l'accettazione del debitore esecutato, perché? Perché il debitore esecutato per definizione

non può avere interesse alla prosecuzione del procedimento.

Voi sapete che nella rinuncia del processo di cognizione determina estinzione soltanto se è accettata

dalle parti costituite che potrebbero avere interesse alla prosecuzione del procedimento.

In questo caso il processo esecutivo per definizione non può può essere proseguito nell'interesse

dell'esecutato e quindi anche se l'esecutato si sia costituito abbia chiesto una conversione etc

comunque non bisogna chiedergli nessun permesso, si rinuncia e basta.

Pero prima dell'assegnazione o dell 'ggiudicazione serve la rinuncia del creditore pignorante e di

quelli intervenuti muniti di titolo esecutivo, dopo la vendita il processo si estingue se rinunciano

tutti gli altri creditori concorrenti, i quali pertanto per questo motivo hanno diritto a chiedere

l’assegnazione o la distribuzione.

Il processo esecutivo si può estinguere anche per inattività delle parti: oltre che nei casi

espressamente previsti dalla legge, il processo esecutivo si estingue quando le parti non lo

proseguono o non lo riassumono nel termine perentorio stabilito dalla legge o dal giudice.

Norma analoga la processo di cognizione.

L'estinzione opera di diritto ed è dichiarata anche d’ufficio con ordinanza del giudice

dell'esecuzione non oltre la prima udienza successiva al verificarsi della stessa.

Questa ordinanza di estinzione e quindi se non rilevata non può essere dichiarata successivamente,

o l'ordinanza che rigetta l’eccezione di estinzione è reclamabile da parte del debitore o del creditore

pignorante o degli altri creditori intervenuti nel termine perentorio di 20 giorni dall'udienza o dalla

comunicazione dell'ordinanza.

La forma non è quella dell’opposizione agli atti esecutivi, è quella del reclamo, ma è un reclamo

che va fatto comunque entro 20 giorni.

Ovviamente il debitore reclamerà contro l'ordinanza di rigetto dell'eccezione di estinzione: difficile

che il debitore reclami contro il provvedimento di estinzione del processo esecutivo, mentre il

creditore reclamerà contro l'ordinanza che magari dichiara estinto il processo esecutivo e entrambi

possono reclamare entro 20giorni.

Il collegio provvede in camera di consiglio con sentenza.

Esistono però delle ipotesi di estinzione atipica del processo, cioè delle ipotesi ideate dalla

giurisprudenza nelle quali il processo esecutivo non può andare avanti perchè per esempio non c’è

più il bene da rendere.

Immaginate una proprietà superficiaria e crolla l’edificio, è ovvio che se io ho pignorato un edificio

di proprietà superficiaria il cui suolo appartiene ad altri e il bene crolla abbiamo difficoltà a vendere

il bene; se viene incendiata la cosa mobile pignorata non si può andare avanti e cosi via, possono

esserci varie ipotesi in cui indipendentemente dalla inattività o dalla rinuncia c’è la impossibilità del

processo esecutivo di proseguire per mancanza di oggetto e quindi impossibilitato a raggiungere il

suo scopo.

Esempio il credito pignorato si estingue. Nella procedura esecutiva verso terzi in cui erano

intervenuti altri creditori, il giudice in udienza assegna il credito pignorato al creditore pignorante

con provvedimento senza dare nulla agli altri creditori, questi creditori fanno immediatamente

opposizione agli atti esecutivi ma non ottengono la sospensione dell’esecuzione dell'ordinanza di


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Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in Giurisprudenza
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