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Lezione 18/11/15 mercati finanziari

Riprendendo le domande che ci eravamo posti alla fine della precedente lezione, di seguito si analizza domanda per domanda, per arrivare all’utilizzazione del modello di Markowitz in pratica.

Domanda 1: Quale misura di rischio?

La deviazione standard in questo caso viene individuata come una misura Two-Sides, in quanto si va a considerare il lato Upside ed il lato Downside del rischio, ed in quanto si dice che in realtà il rischio finanziario ha una composizione di rischio negativa (ma anche positiva); quindi il lato Two-Sides tiene a riferimento dei rendimenti al di sopra (effetto beneficio rischio attivo) che al di sotto (rischio penalizzante) del rendimento.

In questo caso quindi non si va a misurare il tutto con la deviazione standard semplice, perché essa misura anche il rischio dai lati positivi, ma si va ad utilizzare una misura di rischio che è caratterizzata e specializzata per l’effetto Downside (rendimenti al di sotto del rendimento medio), e quindi potrebbe essere una misura che ci consente di andare a “togliere” meglio questo aspetto legato al rischio. Ma è possibile ricorrere anche a concetti probabilistici quali:

  • Value at Risk, cioè quando è la massima perdita percentuale, in un certo arco temporale, per determinati valori di confidenza;
  • Shortfall Probability, cioè la probabilità di raggiungere/realizzare un non certo risultato ad una certa data futura;

Domanda 2: Quante e quali asset class?

Una risposta a questa domanda può essere quella di concentrarsi su asset class, o su divisioni molto più analitiche; oppure quella di scegliere fra l’universo dei bond e delle azioni. Allora si ragiona in termini di breve o lungo periodo? (Asset allocation tattica o strategica), un certo equilibrio tra azioni e obbligazioni, o tra attività tradizionali (strumenti tradizionali, con strumenti alternative, cioè quindi asset class alternative).

Approfondimento: Tipi di obbligazioni

La prima differenza la si fa semplicemente dalla separazione banale fra il government bond e i corporate bond (obbligazioni di emittenti statali, o emissioni di emittenti societarie), una prima classificazione di ordine, che in realtà dovrà essere ulteriormente spacchettata, perché si possono mettere/catalogare le obbligazioni sulla base del rating, e quindi si sceglie fra il tipo di rating da selezionare per il portafoglio; ma si può scegliere anche sulla politica della scadenza, in relazione a quella che è la duration degli asset presenti all’interno del portafoglio, in relazione a quella che è anche la dinamica dei tassi; ma si può scegliere anche obbligazioni in base alla qualità dell’emittente.

Si può scegliere fra le azioni Large Cap o Small Cap, selezionando quei titoli che “pesano” di più all’interno del mercato (Large Cap) e sono esenti da speculazioni o rastrellamenti di azioni, e che possono condizionare il listino, e comunque più “affidabili” rispetto alle altre categorie; si può scegliere anche sempre nella composizione del portafoglio fra le azioni Growth o le azioni Value, quelle Growth indicano i titoli che hanno una potenzialità di crescita molto forte, perché è un titolo di una società presente sul mercato da poco tempo ed è in continua espansione (Start up, Technology), mentre un titolo Value presenta una stabilità di fatturato di utili nel corso del tempo, ed ha una consolidata presenza sul mercato (Coca Cola).

Frequenza della ricomposizione del portafoglio

Un'altra domanda che ci sorge spontanea, al di fuori di quelle lineari per Markowitz, potrebbe essere… “Quanto deve essere frequente la ricomposizione di questo portafoglio? Cioè come devo andare a rimodulare il portafoglio sulla base delle scelte delle informazioni che provengono dal mercato? Si deve riequilibrare il portafoglio?”

Ovviamente si deve avere un impatto sulle previsioni per ogni asset class, si va a verificare quanto i fattori macro possono incidere sull’andamento della scelta del portafoglio (inflazioni, tassi di interesse).

Analisi di supporto

(Mercato, scenario e di rischio), si possono fare delle scelte:

  • Analisi orientate al mercato, cioè in pratica ci si chiede come valutare un investimento nel breve periodo, utilizzando uno strumento che...
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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher fede282 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia dei Mercati Finanziari e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Siena o del prof Boido Claudio.
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