Lezione 16/11/15 mercati finanziari
Swaps
Si parla in questo caso di... Gli swaps sono accordi privati tra due società per scambiarsi dei futuri flussi di cassa, secondo una formula predefinita. Il 65% degli scambi nel mercato OTC parte dagli swaps, anche perché finalità di coperture, più facilitate a differenza dei futures. E quindi insieme alle normative ISDA, manca un soggetto molto importante, presente naturalmente sui mercati regolamentati: Cleaning House; di fatto, non essendoci la CH, ci si espone al rischio di controparte che si manifesta a scadenza.
Riconosciamo quindi un capitale di riferimento = nozionale; quello scambiare è lo stesso nozionale, che è il differenziale tra tasso fisso (swap) e tasso variabile (Libor), oppure tra due tassi variabili (quindi i parametri di riferimento sono diversi).
Due parti coinvolte
- Paga fisso, riceve variabile: Buyer, un soggetto che paga variabile, incassa fisso.
- Seller: un soggetto che generalmente si inizia a parlare facendo riferimento ad un contratto multi periodale, cioè fatto in più periodi.
Passività e attività
I tipici utilizzi di un interest rate swaps è quello di convertire:
- Convertire una passività, in riferimento al "prenditore di fondi" e alle sue esigenze, quindi convertire da una passività a tasso fisso, ad una a tasso variabile; oppure convertire una passività da tasso variabile a tasso fisso.
- Esempio da tasso variabile a tasso fisso: c’è da dire che nel caso di emissione di passività, in t-0 si ha emissione Libor (variabile) +30 b.p. (si ha un costo della raccolta sulla prima scadenza) in questo caso si va a comprare fisso 2% (swap) e si incassa il variabile (Libor) + 15 b.p., si gioca sul ribaltamento delle posizioni, ma grazie alle due parti variabili si utilizza il Matching (Indebitamento 2,15%), cioè quanto bisogna pagare al sottoscrittore la cedola a tasso variabile, e quanto si incassa dallo swap dalla cedola a tasso variabile; quindi il costo fisso dell’operazione sarà dato dal tasso fisso dello swap + il differenziale dei tassi variabili (Libor).
- Convertire un’attività, come nelle passività, si fa riferimento ad un’attività a tasso fisso che può essere convertita ad attività a tasso variabile, oppure come sempre da tasso variabile a tasso fisso. Con un esempio, si fa riferimento ad un'obbligazione con Floater- variabile, si prende una situazione in cui si vende Swap (si paga variabile) Libor Flat e si incassa fisso, e si incassa una cedola variabile (Libor Flat), visto che questi due valori (Libor Flat non si ha spread ne sopra ne sotto) tendono ad annullarsi, e quindi si trasforma un’attività Floater in un’attività a tasso fisso.
Bid/Ask, denaro/lettera
Quando si va a parlare dello swap, si va a parlare del Bid/Ask, Denaro/Lettera e quindi dei soggetti market makers, il tasso swap si presenta come una media dei due tassi. Si può entrare in uno swap senza avere le controparti, quando c’è un intermediario disposto a farci da controparte, e quindi quando non c’è direttamente la controparte sul mercato, l’intermediario stesso si offre a fare la controparte per eseguire le esigenze del cliente (trasformare attività e passività).
Generalmente il valore all’inizio dello swap è nullo B - B, e quindi se il valore dello swap, che è considerato formato da due componenti, una con una “gamba fissa” e un’altra con la “gamba variabile”, il valore della Gamba Fissa = Gamba Variabile; in presenza di uno swap in cui le due gambe non sono allineate, si sente parlare del termine... cioè è un flusso che si riconosce alla controparte “deficitaria” UpFront (liquidità immediata), nella posizione iniziale; all’inizio quindi si corrisponde un differenziale liquidabile che incentiva l’entrata stessa della controparte; nel corso del tempo la controparte deficitaria che ha ricevuto questo Upfront si ritrova ad avere una situazione di passività, nel senso che rimane “soccombente” nei flussi che deve andar a restituire.
Un’altra tesi definita sempre riguardo gli swaps è quella del vantaggio comparato cioè le due controparti avrebbero un vantaggio ad entrare...
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