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Lezione 13/10/15: mercati finanziari

Inflation bond

I mercati finanziari sono in presenza di titoli che, sotto un profilo nominale, hanno una cedola uguale per tutta la durata; questa cedola viene calcolata volta per volta sulla rivalutazione che subisce il paniere di riferimento prescelto (Istat/Italia, Eurostat). Si definiscono così gli Inflation Bond come obbligazioni che consentono di coprire i risparmi dal rischio di inflazione attesa; qui entra in gioco un indicatore, la break even inflation, che è pari ai rendimenti titoli nominali meno i rendimenti titoli reali.

Si va a considerare quant’è il livello di break even inflation, e prevedere se c’è una dinamica al rialzo o al ribasso. L’obiettivo di tutto ciò è quello di verificare nei prossimi anni che gli indici di riferimento a cui sono agganciati i titoli obbligazionari possano avere un incremento. È il livello d'inflazione che rende indifferente possedere gli uni o gli altri nell'holding period (periodo di detenzione dell’investimento, non è detto che coincida con la vita residua o di maturity).

Esempio: BTP reali = 4,5%, BTP nominali = 5,5%, quindi il Break even Point = 1%. Da qui si può dire che, se si ritiene che nei prossimi anni l’inflazione nell'area euro si rileverà >1%, allora conviene comprare i reali rispetto ai nominali. In caso contrario naturalmente si opterà per i secondi.

Operazioni pronti contro termine

Si va a considerare come un’operazione di impiego di liquidità dell’investitore o delle banche centrali nei confronti di altre banche.

Visione banche centrali e sistema clienti

  • Visione banche centrali: possono proporre delle opzioni di liquidità a fronte di titoli che la banca centrale cede alle banche (operazioni di acquisto a pronti e rivendita a termine).
  • Visione banche e sistema clienti: le banche cedono titoli a banche centrali, avendo necessità di liquidità dalle banche centrali.

L’operazione Pronti c/termine si può ritenere un’operazione di penetrazione sul territorio (offrendo condizioni più vantaggiose/marketing) per cercare di fidelizzare i nuovi clienti. Quest’operazione c/termine quindi, ricapitolando:

  • Un soggetto acquista un determinato quantitativo di titoli “a pronti”.
  • Rivendendoli contestualmente “a termine” alla stessa controparte ad un prezzo predeterminato.

Ci si chiede a questo punto quanto sia il tasso di remunerazione della liquidità e per quanto tempo. Per esempio, prendendo i valori 101,078 (prezzo a pronti/corso secco del titolo, prezzo VWAP) + 0,115 (rateo di interesse) = 101,18950, partendo da questo prezzo a pronti tel quel, si arriva a determinare così il prezzo a termine tel quel, che non è nient’altro che il montante dell’operazione.

Con il cliente si concorda il tasso dell’operazione e la durata dell’operazione; si ipotizza un tasso (i=0,20%) ed il tempo (t=90gg), si determina così il prezzo a termine tel quel: 101,18950 (prezzo a pronti tel quel trovato prima) × (1+i) × 90gg/365gg = 101,23940 prezzo a termine tel quel. Una volta concordato con la controparte il tasso ed i giorni, naturalmente si riesce a capire ex ante subito qual è il prezzo a pronti tel quel ed il prezzo a termine tel quel. Con la controprova riusciremo così a trovare il tasso i = (101,23940 - 101,18950) / 101,18950 = 0,20%.

Naturalmente, quello che accade in questi 90gg non influisce affatto il risultato dell’operazione (è come se fosse un’operazione già chiusa), non c’è uno shock dei tassi. L’unico problema potrebbe essere il sottostante (titolo a rischio), ci potrebbero essere problemi di contenzioso. Si può notare una certa differenza fra 365gg e 360gg (facendo riferimento alle tabelle del Sole24Ore), infatti questo divisore può essere sia di 365gg o di 360gg.

Si prende ad esempio un titolo del Sole24Ore, andando a calcolare il rendimento lordo del titolo stesso; i dati necessari per fare sì che venga calcolato sono:

  • La valuta dell’operazione, sappiamo che sono 2 giorni di data valuta dall’operazione, prendendo di riferimento il titolo: l’operazione verrà fatta in data 09/10.
  • Per calcolarlo, questo rendimento del Bot si calcola la relazione svolta prima; al momento dell’emissione si utilizza un interesse che è dato da: i = (valore nominale – prezzo d’acquisto) / prezzo d’acquisto × (360/gg) × 100, al momento dell’emissione, perché compare il valore nominale, ed il prezzo d’acquisto non è nient’altro che il prezzo di assegnazione (nel caso della clientela prezzo medio ponderato).
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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher fede282 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia dei Mercati Finanziari e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Siena o del prof Boido Claudio.
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