Lezione sui mercati finanziari
IDEM: Italian Delivery Eseguity Market
IDEM è un mercato standardizzato e regolamentato. Come si può vedere nel Sole24ore, i BTP con inflazione Eurostat e i BTP con inflazione Italia non compaiono con una cedola futura, ma solamente con una cedola attuale. Quindi, il valore di questa cedola è fisso, mentre cambia il capitale su cui viene ricalcolata. In assenza di inflazione, è un BTP comune.
Opzioni e valore temporale
Una piccola precisazione, riprendendo l’esempio della long call: sappiamo che il premio è formato da un valore intrinseco e una parte dal valore temporale. In questo caso, se il valore intrinseco è pari a 0, il valore dell’opzione sarà formato solo da valore temporale. Per effetto del Time Decay, il valore temporale tende a decrescere, perché ogni giorno si perde la possibilità che si possa verificare una situazione in cui la quotazione corrente sia maggiore del prezzo d’esercizio.
Margini nel mercato IDEM
In un mercato standardizzato come IDEM, le parti sono soggette a margini iniziali, un concetto presente nel mercato dei Futures. Al momento della stipula di un contratto di opzione, il soggetto terzo (clearing house) richiede alle parti di versare un deposito iniziale. Questo deposito deve garantire che le parti siano solvibili sul mercato; l’acquirente deve versare l’importo del premio (conto margini) e la sua massima perdita sarà proprio il premio. Dall’altra parte, il venditore della Call verserà una percentuale, determinata dalla clearing house, del controvalore del contratto. Ogniqualvolta, su base giornaliera, la quotazione corrente dovesse aumentare, il venditore della Call dovrà incrementare il versamento del suo conto margini, perché la perdita sarà tanto più consistente quanto più aumenta la quotazione corrente. Questo meccanismo viene controllato e monitorato ogni giorno, quindi viene fatto il mark to market della posizione, adeguando il conto margini alle nuove quotazioni del contratto che si monitora.
Colonne del Sole24ore Opzioni
Nella parte del Sole24ore dedicata alle opzioni, si ha nella prima colonna la base, che è sinonimo di prezzo di esercizio (strike). Poi si ha il mese, cioè il periodo d’esercizio (la scadenza dell’opzione). Successivamente, "T Tipo" indica la tipologia delle opzioni che si trattano (Call o Put). Dopo di ciò, abbiamo il prezzo, che rappresenta il prezzo del premio, seguito dal volume, cioè i contratti che sono stati scambiati in quella seduta, ed infine abbiamo l’open interest, che indica il numero delle opzioni aperte a quella data. Il volume rappresenta le operazioni/scambi effettuati durante quel giorno, mentre l’open interest si riferisce a posizioni che possono essere state aperte nei giorni precedenti. Il valore dell’open interest rappresenta, in prossimità della scadenza, un indicatore del sentiment dell’operatore riguardo il mercato. Se il numero delle call è molto elevato rispetto alle open interest delle put, si può ipotizzare che gli operatori vedano un mercato al rialzo rispetto al ribasso. Il fatto di tenere aperte tutte queste posizioni presuppone che il sottostante aumenterà nel breve periodo.
Considerazioni sui titoli
- A parità di base (prezzo d’esercizio), la scadenza più lontana costa di più; se oggi si compra un’opzione base 1/10 e base 1/12, si paga di più la base di dicembre per i due mesi in più.
- Se si prende la base bassa, piuttosto che la base alta, l’importo del premio sarà più alto della base alta. In caso di opzioni call, la base più costosa è quella più bassa, perché consentirebbe al sottoscrittore di verificare/ottenere il valore desiderato.
-
Lezione 06 10 Mercati finanziari
-
Lezione 13 10 Mercati finanziari
-
Lezione 10 11 Mercati finanziari
-
Lezione 12 10 Mercati finanziari