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Letterature ispanoamericane

Lezione 1: 22 febbraio 2018

Di cosa si occupa lo studio delle letterature ispano-americane? Delle letterature di tutti i paesi del continente americano che parlano spagnolo (per cui vanno eliminati paesi come il Brasile in cui si parla portoghese, Haiti in cui si parla francese e Trinidad y Tobago in cui si parla inglese).

Problema nello studio della letteratura ispano-americana: A differenza delle letterature europee che sono omogenee, quelle ispano-americane sono eterogenee e non seguono lo schema della comunicazione di Jacobson. Per condividere un codice (lingua spagnola) è necessaria la presenza di:

  • Un mittente: conquistatori
  • Un messaggio che viene veicolato attraverso un canale: lettere e diari
  • Un destinatario: spagnoli in Spagna
  • Un referente: ambiente dove avviene la comunicazione

La letteratura ispano-americana non rispetta questo codice perché ciò di cui si parla non è omogeneo rispetto al contesto della comunicazione. Per i sudamericani lo spagnolo non è la loro lingua ma una lingua imposta. (Ai tempi della colonizzazione non si creava un Bilinguismo, tranne in rari casi, ma le lingue native dei popoli si estinguevano).

Lo spagnolo in America è costretto a subire una trasformazione perché nella lingua esistente ai tempi non c'erano parole per descrivere nuove specie di fauna, etc.

Ma quando è nata la letteratura ispano-americana? Gli studiosi non sono d’accordo su questo punto:

  • Bellini e Oviedo ritengono che lo studio delle letterature ispano-americane debba comprendere le civiltà precolombiane/amerindiane (impero inca nella zona andina), esistenti prima della scoperta del continente americano nel 1492.
  • Raimundo Lazo data la nascita delle letterature ispano-americane attorno al 1500 quando i primi nativi del continente cominciano a scrivere e parlare in spagnolo, considerando tale lingua come propria (cronache meticce).
  • Jean Franco sostiene che le letterature ispano-americane nascano attorno al 1810 quando comincia il processo di indipendenza delle colonie sudamericane (che termina nel 1898 quando la Spagna perde l’isola di Cuba, Puerto Rico e le Filippine, ultimi territori coloniali).

Il Sud America è stato definito in vari modi nel corso dei secoli:

  • America Latina: Definizione politica e sociale che sigilla l’indipendenza; è un termine che nasce nel 1800. Si utilizza la parola latina per indicare la radice differente dall’America del nord (definita sassone per la sua origine germanica).
  • Nuova Spagna, Nuevo Mundo, America Spagnola.

Colombo può essere considerato l’ultimo uomo medievale che scopre la modernità. In quanto uomo medievale credeva che tutto ciò che esisteva al mondo era già noto e se ne parlava nella bibbia e in diari di viaggi. Quando parte per le Indie, terre dei Gran Khan, ha intenzione di andare a fare affari e poi tornare in patria, invece scopre qualcosa di impossibile e inaspettato per i tempi in cui vive. Non ammetterà mai le sue scoperte nonostante abbia trovato un avamposto oltre oceano per la Spagna pieno di ricchezze e terre da conquistare.

Un errore di Colombo porta a cambiare il mondo per sempre. Errare = sbagliare ma anche vagare, muoversi per cui Colombo in seguito ad errori di calcolo non giunge in India ma scopre un nuovo mondo.

1492: Toma de Granada (riconquista, liberazione della Spagna) e scoperta dell’America.

1898: Indipendenza delle colonie e generazione del ’98 (Unamuno & co).

Lezione 2: 23 febbraio 2018

Aree geografiche

L’America Latina ha 3 aree politiche ovvero nord, centro e sud.

L’America Latina può essere divisa in 5 aree culturali (secondo J.M. Oviedo in Historia de La lengua hispanica):

  • El Cono Sur, la regione del Rio De La Plata, fiume che attraversa queste zone (Argentina e Uruguay).
  • Regione delle Ande, cordillera alta e montuosa; la lingua ufficiale è il Quechua (Perù, Bolivia e Chile). In questa zona c’è una regione intermedia che comprende il Paraguay che ha acquisito elementi delle due regioni per cui si tratta di una zona culturalmente mista in cui si parlano anche lingue di frontiera soprattutto nella zona delle tre frontiere ovvero a nord dell’Argentina.
  • Regione del Caribe (Cuba e Antille), territorio culturalmente omogeneo dal clima molto fertile, è un luogo di snodo dove si impiantarono le principali piantagioni di caffè, tabacco e zucchero. Comprende la Colombia che è una zona intermedia. La componente indigena scompare a causa della tratta degli schiavi che faceva base in quelle zone.
  • Un’altra zona intermedia è il Venezuela in cui c’è stata una grandissima migrazione a causa della sua ricchezza di risorse naturali. Qui verranno sterminati gli indigeni a metà dell’800 a causa delle migrazioni.
  • Zona del Centro America, che comprende i territori del grande impero maya (Panama, Honduras, Costa Rica, Guatemala, Salvador e Nicaragua). C’è un’area intermedia occupata dal Messico a nord dell’impero azteca.

Ai tempi della colonizzazione la valle della Patagonia venne usata come barriera naturale per separare le terre barbare da quelle civilizzate. La conquista va da nord verso sud.

Lingue indigene

Le lingue indigene erano più di mille prima dell’arrivo degli spagnoli e almeno la metà di esse erano mute. Queste lingue erano parlate da più di 100mila individui.

Le tre lingue più importanti erano:

  • Quechua parlato in Perù, Bolivia, Ecuador, nord Argentina e sud Colombia.
  • Aymara parlato in Bolivia, Chile e Perù del sud.
  • Guaranì parlato in Paraguay, Argentina, Bolivia e Brasile.

Ci sono anche due lingue meno parlate ma con una grande importanza culturale che sono il Maya (Guatemala, Messico del sud, Belize e Honduras) e il Nahuatl (lingua dell’impero azteca parlata in Messico e El Salvador).

Popoli

Possiamo classificare i popoli seguendo tre categorie:

  • Presenze (indigeni) nell’area del Messico, del Centroamerica e delle Ande. Qui sopravvivono le culture precedenti alla conquista. Problema dell’indio (culture amerindiane come Inca, Maya e Azteca).
  • Assenze (europei) nell’area del Rio De La Plata. Questione della desaparición: strategia politica che consiste nel fare sparire cittadini pericolosi per lo stato come il Gaucho. Ci sono migrazioni (verso Argentina e Paraguay legati alla zona di Sondrio) e costruzione di un’identità.
  • Congiunzioni (africani) nell’area caraibica e in Colombia. Si vede l’influenza della diaspora africana e il problema del negro.

Tutte le categorie sopracitate portano alle unioni ovvero l’insieme di elaborazione e rielaborazione dell’identità americana.

Darcy Ribeiro è un brasiliano del secolo scorso che scrisse “As Americas e a civilizacao” ovvero “l’america e le civiltà”. Individua in questo libro 3 tipologie di popoli:

  • I testimoni ovvero i discendenti delle civiltà precolombiane di Messico, Bolivia, Perù, Ecuador e alcune zone del Chile, dell’Argentina e del Guatemala.
  • I trapiantati ovvero antiche colonie di popolazioni basate sull’agricoltura legati anche ai flussi migratori verso Argentina, Brasile, Uruguay, Chile e Venezuela.
  • I nuovi ovvero i nati dalla fusione di gruppi umani forzati come nelle piantagioni di caffè, cacao e zucchero (Caraibi, Brasile e Colombia).

Esiste anche una quarta categoria composta dai popoli emergenti ovvero popoli che sono riusciti a consolidarsi in una nazione forte, emergendo da un passato di isolamento e di colonizzazione.

Lezione 3: 28 febbraio 2018

L’avventura di Colombo nelle Americhe

Colombo ermeneuta (l’ermeneutica è la scienza che studia il senso): la sua visione delle Americhe è un’immagine filosofica e culturale del suo tempo. Tutti questi modelli sono soltanto modi di organizzazione del reale.

3 agosto 1492: Parte da Palos con le 3 caravelle e il 2 ottobre dello stesso anno sbarca a San Salvador. Il 15 marzo 1493 chiude il suo viaggio a Palos.

La Juana (Cuba) e La Española (Haiti) sono le terre rinominate da Colombo attraverso il proprio bagaglio che gli permette di organizzare il mondo.

Il suo obiettivo primario era quello di trovare una nuova rotta atlantica per giungere nelle Indie, attraverso il mar tenebroso. Colombo voleva insediarsi e prendere possesso di alcune delle rotte commerciali dell’oceano atlantico per giungere nelle Indie.

Aveva sbagliato i suoi conti però tra l’Europa e le coste orientali dell’Asia. Calcola male la posizione dell’equatore e della distanza con il Giappone e inoltre non si accorge che c’è un altro continente nel mezzo tra Indie e Europa. Lui fa tutti questi calcoli erronei che sono causati dalla staticità del medioevo che non permetteva la scoperta di cose nuove ma rimaneva fissa su ciò che la chiesa ed i libri affermavano.

Colombo crede che si possa accedere ai testi interpretanti le grandi narrazioni:

  • La Bibbia: Secondo la mentalità medioevale di Colombo tutto ciò che è scritto corrisponde a ciò che esiste. Il nuovo non è concepibile.
  • Imago Mundi di Pierre d’Ailly: È una grande descrizione del mondo ispirata ad Aristotele, Seneca e Tolomeo. Si evidenzia come l’Asia si estenda oltre i confini tracciati da Tolomeo, la presenza di animali esotici, pietre preziose, avventure fantasiose, animali mitici come grifoni e draghi; si tratta di terre ricche e fertili che devono essere conquistate. L’immaginazione supera sempre la realtà.
  • Naturalis Historia di Plinio: È un testo che fa riferimento a tutto il rinascimento, ad antropologia, zoologia e medicina.
  • Aeneas Sylvius di Papa Pio II.
  • Historia Rerum Ubique Gestarum di Papa Pio II: Qui vengono raccontati i territori inesplorati dell’Asia con riferimenti agli abitanti pacifici, gentili ma anche bellicosi di quelle terre.
  • I Viaggi di Marco Polo: È un riferimento classico di Colombo in cui si trovano informazioni della società, della politica e dell’economia. Si parla anche del regno dei Gran Khan ovvero di leggende che vengono date come realtà, il paradiso terrestre, voci misteriose e tutta una serie di miti che entrano nella testa di Colombo.

Colombo è un marinaio che parla una lingua franca, il Levantisco (mix di francese, portoghese e spagnolo).

Nel medioevo i testi erano tutto e Colombo leggendo tutti i testi sopracitati si crea un suo immaginario. Ciò che ancora deve essere scoperto viene immaginato e quindi elementi di cognizione scientifica del reale vengono mischiati alla fantasia.

Colombo parte con queste premesse e inizia a muoversi in un territorio che verrà fortemente assimilato alla sua concezione, ma in realtà scopre un nuovo continente. La scoperta diviene un’attività intransitiva e lui ha un atteggiamento di riproduzione e non di apertura alla novità. La scoperta non è quindi un mezzo ma un fine perché lui sa già cosa sta andando a scoprire. Colombo non ha un atteggiamento empiristico ma finalistico, perché non negozia ma applica una serie di idee alla realtà che si trova davanti agli occhi.

Colombo non ha attenzioni per gli uomini ma per la natura che trova.

La firma di Colombo

La firma di Colombo è un crittogramma che dice molto su di lui e sulla sua visione del mondo. Questo crittogramma è stato interpretato diverse volte e qui troviamo l’esempio di interpretazione di Aldo Agosto. Questa firma ha la forma di una piramide che rimanda a una determinata tipologia di divisione degli ambiti: in cima troviamo la divinità e subito sotto i re cattolici che sono la rappresentazione di Dio.

Nella sua firma è racchiuso il suo scopo: ci dice qual è la funzione del mondo attraverso le tre S in cui si incarna Dio. La sua funzione è quella di unire le 3 grandi religioni del mondo (cristiani, mori e giudei) sotto l’unica religione depositaria del vero ovvero la religione cattolica. La X è la traslitterazione di Cristo, che è destinato a fare scendere lo spirito santo su quelle 3 religioni. Ferens è il portatore di Cristo e l’unione delle 3 religioni attraverso le evangelizzazioni.

Lezione 4: 1 marzo 2018

La carta de Colón annunciando il descubrimiento

All’interno di questa lettera vi sono molti elementi che mostrano l’approccio con l’altro, l’inaudito. Partiremo dall’immaginario europeo per poi andare verso una visione più americana. Tra il 1492 e il 1498 Cristoforo Colombo compie 3 viaggi:

  • Nel primo viaggio arriva in America ed esplora le Bahamas e Cuba.
  • Nel secondo viaggio arriva sino ad Haiti (La Española) e Repubblica Dominicana, per poi arrivare in Puerto Rico e Jamaica.
  • Nel terzo viaggio arriva sino alle coste del Venezuela.

Il primo destinatario di questa lettera è Luis De Sant’Angel (procuratore dei re cattolici). Già all’inizio si vede la struttura piramidale, la stessa della sua firma: il re, la regina e il procuratore stanno sotto “Nuestro Senor”. C’è anche un elemento euforico che è la gran Victoria. Nella lettera ci sono anche piccole indicazioni di viaggio (33 Dias desde canarias a indias, pur sapendo di aver sbagliato i calcoli continua ad affermare il suo obiettivo primario ovvero il raggiungimento delle Indie: forte mentalità medioevale).

Ermeneutica della conquista: Colombo trova “muy y muchas islas con gente sin numero..” = PSEUDOPRETERIZIONE ovvero affermazione di qualcosa attraverso l’uso di una negazione. La utilizza per esprimere l’enormità di quel popolo, ma così ne cancella l’identità. Colombo non trova le parole per esprimere questa realtà, ed allo stesso tempo la sta negando.

Discorso del possesso: “he tomado posesión por sus altezas” attraverso tutti i sigilli reali che sono “pregón y bandera extendida”. Il popolo che abita quelle terre non è considerato umano. Questa terra non viene nemmeno esplorata ma considerata subito come un vuoto da riempire (Gorman la definisce spazio inventato).

L’atto di dare un nuovo nome a tutte le isole che Colombo incontra segue perfettamente l’immaginario cattolico e lui se ne frega della tradizione di quelle isole. Ad esempio l’isola Guanahani viene rinominata San Salvador. Descrizione di La Juana (Cuba) e La Española (Haiti): Colombo fa un confronto tra queste nuove isole e le isole europee. Quando non si conosce qualcosa lo si compara a qualcosa di conosciuto (comparazione dell’ignoto al noto). Viene fatta una comparazione con Tenerife che è il luogo più esotico della Spagna, anche se questa nuova isola offre molto di più ed è molto più bella.

Colombo sottolinea il fattore climatico: a novembre in Spagna fa freddo ma lì no. Ci sono alberi verdi, in fiore e con mille frutti. Ci sono uccelli e piante mai viste prima, è come un richiamo all’immaginario del paradiso terrestre. Questa missione non potrà fare altro che portare vantaggi alla corona spagnola. Colombo sottolinea inoltre la fertilità della terra e la presenza di miniere di metalli con gruppi di persone che lavorano a queste miniere (quindi una popolazione che abita quelle terre). Di conseguenza prendendo possesso di quelle terre si prende possesso anche della popolazione che le abitano.

Il pensiero di Colombo va al di là del solito immaginario coloniale, perché si trova davanti ad una terra fertile e abitabile. Già in questa prima lettera si rende conto di ciò, e pensa ad un disegno di spostamento della popolazione spagnola considerando questi territori come un avamposto oltre oceano. Queste popolazioni inoltre non oppongono nemmeno resistenza all’invasione. Oltre alle miniere ci sono anche fiumi pieni di oro e moltissimi minerali. Colombo descrive inoltre la nudità di uomini e donne come Adamo ed Eva nel paradiso terrestre.

Colombo afferma che si trova davanti a popolazioni buone, (non sono armati e non sono fatti per avere armi, non perché non predisposti fisicamente infatti sono alti e possenti, ma sono paurosi e temono la potenza spagnola). Hanno solo armi appuntite e rudimentali che non utilizzano nemmeno. Colombo sottolinea la prestanza fisica di queste persone per via del progetto coloniale che ha in testa. Non può infatti descriverli fisicamente deboli perché servono agli spagnoli per il lavoro manuale e vuole mostrarli anche come temerari. Li descrive anche come popolazioni generose perché offrono loro tutto ciò che gli viene chiesto; questo è un errore di Colombo perché non sa distinguere il valore d’uso e il valore costitutivo (per esempio per quelle popolazioni un bicchiere rotto o un pezzo di piatto o un ago erano di estremo valore a differenza degli europei che considerano di valore metalli preziosi come oro e argento e i soldi). C’è un atteggiamento intransitivo perché gli spagnoli applicano la loro visione della realtà su di un mondo differente appena scoperto, senza indagare su quale sia la realtà.

Disincontro culturale e verticalità delle culture: Colombo pone la sua lingua in primo piano. Difende anche questo scambio di oggetti e cerca di renderlo equo per fare sì che questi indigeni si affezionassero e diventassero poi cristiani (evangelizzazione). Vengono quindi relegati gli indigeni a un livello di inferiorità come se fossero delle bestie. Nel momento in cui Colombo afferma che questi soggetti sono naturalmente disposti a convertirsi in cristiani, che non conoscono “ninguna seta ni idolatria salvo que todos creen que las fuerzas y el bien estan en el cielo”.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/06 Lingua e letterature ispano-americane

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