First lesson: la dialettica tra bene e male
La dialettica fra bene e male non ha dei confini ben definiti. La religione del manicheismo si è mossa su un privilegio esclusivo di ricerca della spiritualità, con la ricerca del corporeo e della spiritualità. La cultura occidentale non è stata capace di distinguere in modo preciso il bene e il male come è stato fatto in Oriente con lo Yin e lo Yang, ma si è privilegiato l'accezione divina. Il termine 'manicheo' oggi significa dualista, con confini molto rigidi.
Il turning point nelle riflessioni settecentesche
Il turning point delle riflessioni settecentesche sarà l'idea del piacere del male, un ossimoro che viene con 'A paradise lost' di Milton, in cui per la prima volta la figura di Satana appare come angelo caduto e prende corpo in modo estremamente sensuale, di forte impatto. Anche il linguaggio è iconico e rende molto bene l'idea di questo diavolo. Questo è il momento della svolta, una svolta eclatante che sarà anche un punto di non ritorno, il male prenderà sempre più campo nelle rappresentazioni letterarie.
L'ossimoro e il periodo Barocco
L'effetto dell'ossimoro è un effetto voluto, si vuole creare contrasti stilistici molto originali, di forte impatto. Per questo trova il suo successo nel Barocco, viene usato per dare forma a una realtà che altrimenti non verrebbe svelata, è un punto di tensione, che seduce. Lo stesso termine 'ossimoro' è un ossimoro, perché viene dal greco e significa ottuso e acuto. Marino scrisse un'intera ottava basata sull'uso di ossimori, come 'celeste inferno'.
Il Satana di Milton della seconda metà del Seicento cade come un fulmine a ciel sereno, questo è il periodo dell'Europa nella Controriforma, c'è una forte questione morale che vede una separazione netta fra vizio e virtù; i modelli di rappresentazione dell'identità artistica, pur oscillando fra questi due principi contrapposti, vedono comparire i primi dubbi letterari, come il teatro elisabettiano e giacomiano in Inghilterra con la figura dei villains, fino a 'A paradise lost'. Poi troviamo il teatro francese di Corneille e Racine.
Le differenze culturali tra paesi
Ci saranno grandissime differenze fra i vari paesi che si accentueranno poi con la Rivoluzione Francese: la rivoluzione ideologica avverrà sempre in Francia e Germania, non succederà invece in Inghilterra, più conservatrice. Il piacere del male in Blake sarà positivo, ci sarà un capovolgimento dei contenuti del male, un sì alla vita e alle gioie del corpo che portano alla gioia dello spirito, fonte di una positività che non è possibile in Francia.
Il ruolo del male nella conoscenza
Se con Blake ci sarà un ribaltamento dei contenuti. In senso cristiano si parlerà di colpa e peccato, con una prima forma di scissione nel Settecento fra etica e conoscenza, con la possibilità di sganciarsi dalle considerazioni del male sempre legate all'idea di colpa. Fra Francia e Inghilterra si vedranno delle differenze anche per una differenza di idee per quanto riguarda il concetto di natura. Il Settecento è un periodo di rotture e aperture verso la modernità.
Fino al primo decennio del Settecento in Germania nelle università si studia in latino, in Francia si tagliava la testa ai reali, in Inghilterra si parla di 'sexual revolution', di femminismo, si predica il sesso libero. Il male diventerà positivo e renderà il potere del male come un valore e non un disvalore, nel Settecento si sviluppa un'idea di conoscenza per la conoscenza, che verrà fuori con la filosofia sensista ed empirista, che analizza l'uomo nella sua corporeità. Si analizza l'uomo a partire dai sensi, dal corpo, ci sono studi scientifici come la fisiognomica (oggi la consideriamo pseudoscienza).
Dopo secoli bui sul corpo dell'uomo, ci sarà finalmente un'analisi a partire dal corpo, c'è bisogno di conoscerlo. Questo è ciò che sta alla base anche della nascita del libertinismo, non si può fare a meno di indagare il corpo. Si cercherà quanto di divino si può trovare nel corpo dell'uomo, soprattutto in Blake con una visione positiva. La Rivoluzione francese in alcuni paesi verrà vista con terrore, come una proiezione fantasma, niente di concreto, c'è lo spettro inquietante di questo periodo storico.
Il saggio di Bataille e la letteratura
Il saggio di Bataille sarà un testo molto rivoluzionario per l'idea del male. Offre un'idea della letteratura come un materiale autentico, proprio dell'uomo, che mette in discussione ogni forma di convenzione. La letteratura è in grado di mettere in discussione le convenzioni attraverso l'analisi del male, e serve a raggiungere la consapevolezza in senso costruttivo. Il bene è il moralismo politico, per raggiungere la coscienza e quindi la libertà serve invece spostarsi verso il male. La tensione verso la libertà può avvenire solo attraverso la conoscenza.
Nella letteratura del male troviamo anche Bouliard, che definisce la struttura post Borgia come una rivoluzione sessuale mancata, dato che la grande apertura ha portato verso l'effimero, ed una grande tensione sessuale e politica, e parlerà anche della macchina, tema molto caro all'Ottocento. L'associazione fra male e piacere è ossimorica. Il piacere è masochistico, sadico. In Francia il piacere del male si muove attraverso la forma epistolare.
Il male nella letteratura
Di male si è sempre parlato nella letteratura; personaggi come il cattivo ad esempio nel teatro sono sempre esistiti, come testimoniano i saggi di Montaigne del '500. La svolta del male come piacere è quello del Satana di Milton, il '700 è il periodo in cui si consolida questo ossimoro. I saggi di Montaigne sono importanti per descrivere la natura umana anche in senso ironico, c'è voglia di esplorare la libertà e la verità. Dietro Montaigne c'è uno scetticismo, che mette tutto in dubbio.
Nel '700 ci sono trasformazioni di ogni tipo, forti rotture, scetticismo, ma anche desiderio e profezia di ricomposizione delle fratture in unità più alte. È il secolo della filosofia, che si diffonde in modo capillare fra la gente. Convivono due discorsi, apparentemente in contraddizione: da una parte uno materialista, a cui fanno riferimento le idee illuministe, che ricerca le leggi della natura e del corpo e cerca di riprodurle; una che cerca di ricostruire ciò che l'illuminismo ha spezzato.
L'uomo macchina e l'elettromagnetismo
Nel 1748 si sviluppa l'idea dell'uomo macchina, che riduce uomini, piante e animali a molle, creando bambole che riproducono la fisiologia umana. Altri studi importanti saranno quelli dell'elettromagnetismo e mesmerismo, che si riallacciano alla tradizione alchemica. C'è un connubio fra alchemismo e realtà che dà trionfo a una nuova letteratura, si aprono grandi zone d'ombra con questa luce data dalla scienza.
Si comincia parlando dal corpo fino ad arrivare allo spirito, le zone d'ombra evidenzieranno le differenze fra materia e spirito. C'è un collasso dell'io che si concretizza nell'immagine del doppio (es. Frankenstein di Mary Shelley). Nelle rappresentazioni letterarie gli autori lavorano su aspetti che danno piacere al lettore, che noi adesso però riconosciamo come schizofrenici. È importante analizzare la cronologia delle opere.
La scissione fra etica e conoscenza
Dal punto di vista del pensiero si mette in atto in certi momenti la scissione fra etica e conoscenza in nome della libertà, tragica e gioiosa, perché la dicotomia fra bene e male era inserita in un contesto etico e ideologico tradizionalmente cristiano. Vediamo un progressivo autonomizzarsi del male sul bene, mentre prima non si potevano scindere. C'è la pulsione verso un sapere critico, secolarizzato, che comincia a staccarsi dall'epica per legarsi alla natura umana.
Nel '700 si indaga l'uomo nel fisico e nello spirito, ci si chiede se la sua natura è buona o cattiva (Rousseau, mito del buon selvaggio). Sganciandosi da un'idea religiosa, l'uomo è obbligato quasi a studiare se stesso e il mondo che lo circonda. Nel '700 dopo il sensismo e l'empirismo Locke e Hume portano l'attenzione sull'uomo, che si comporta come un bambino, l'uomo non si fida di quello che gli dicono: si inizia a studiare dal corpo e dai sensi, c'è una tendenza ad analizzarlo come finito.
Libertinismo e letteratura erotica
Non a caso è questo il periodo in cui la letteratura si riempie di immagini sensuali ed erotiche, poi occorre spostarsi verso passioni e sensazioni. Cominciano a fioccare saggi sull'uomo, il più importante è quello sull'intelletto umano di Locke, 'An essay concerning human understanding' (1690). La mente dell'uomo alla nascita è una tabula rasa che si riempie con l'esperienza, l'apprendimento avviene attraverso l'esperienza e con la formulazione di idee semplici, anche Frankenstein nasce come tabula rasa - questo saggio influenzerà nel '700 tanti filosofi illuministi come Berkeley e Hume, che segnano il passaggio da un discorso razionalista ad uno basato sulle passioni.
La ragione e la passione offrono all'uomo alcune certezze, come quella di essere sicuro della propria coscienza. Hume dirà che la ragione deve essere schiava della passione. Personaggio fondamentale sarà quello di Kant, un Giano bifronte, perché con il suo illuminismo getta già le basi per l'idealismo e la separazione fra etica ed estetica. Si fa un grande passo verso l'assenza di un fine nell'esercizio dell'estetica.
L'illuminismo di Kant
Kant auspica la maggiore età dell'uomo, lo libera dalla minorità intellettuale dovuta a secoli di superstizione e lo vuole liberare da quella passività in cui l'uomo stesso si è costretto per paura. Tutto ciò viene scritto nell'opera “Cos'è l'Illuminismo?”, dove condensa tutto questo periodo. L'uomo deve saper usare l'intelligenza in modo critico, senza dover dipendere dalle idee degli altri, sotto un punto di vista religioso è una forte innovazione.
Si parla di individualismo, che si lega all'assolutismo illuminato. Si radicalizza a partire da questo l'idea di colpa, difficile da espiare. Nel saggio la conoscenza non è peccato e non è colpa, si parla allora di amoralità, ci si libera della morale, ci può essere l'errore ma non la colpa. Questo arriverà all''800 fino a Nietzsche. Il senso della libertà del conoscere si rafforzerà con il Romanticismo, dove però emergerà anche il senso di colpa legato ad un fattore puramente religioso.
Rappresentazioni del male e la società
Molte rappresentazioni del male sono progressiste, attraverso immagini come il serpente, come a simboleggiare che la liberazione della conoscenza fa paura. Il Settecento è il secolo del crollo dell'aristocrazia, quindi si può parlare di bene e male anche a livello di classi sociali. La classe borghese ricerca attenzione letteraria, c'è una momentanea decadenza dell'aristocrazia a livello politico, ci si chiede se c'è un rapporto inverso fra questo e la libertà sessuale, dato che i libertini sono per lo più aristocratici. A livello di personaggi della letteratura emergono i villans, i gotici, i masnadieri, i libertini e i diavoli.
Il libertinismo e la morale cristiana
Il libertinismo ha avuto a che fare con la morale cristiana. Rivalutando l'immoralità libertinista gli si è dato però un valore positivo, considerando il libertinismo non immorale ma amorale. Il termine libertino è stato coniato da Calvino in termine negativo, i calvinisti erano gli oppositori dei libertini. Il libertinismo non è un movimento, c'è una base ideologica comune, ma c'è anche chi vive il libertinismo. I libertini non hanno senso di colpa, vogliono solo esprimere la verità nel corpo umano, anche nelle fantasie più scabrose.
Le radici del libertinismo
Alla base del libertinismo del Settecento c'è quello del Seicento, con anticlecarismo, opposizione all'establishment, temi cari alle religioni come l'immortalità dell'anima, la negazione dei miracoli. Sicuramente i libertini furono libertini più per principio che per altro, specula per basi razionali e rifiuta qualsiasi morale, se non principi basati sulla ragione e su leggi della natura, distruggono tutti i dogmi.
Spesso questa critica sfocia nell'ateismo e in un moderato deismo, per cui alla visione del Dio cristiano, persona, viene sostituito un Dio come regolatore dell'universo. Le radici del libertinismo vengono da molto lontano, nella Roma antica, in Ovidio, Catullo, Petronio e soprattutto Pietro Aretino.
Il pensiero libertino
Il pensiero libertino fa da ponte fra Rinascimento, con l'esaltazione di natura e uomo su punto di vista razionale, e Illuminismo. Caratteristica dei libertini sarà l'astensione dal giudicare. Il libertinismo del Seicento era legato alla crisi, con il crollo della scolastica e dell'Aristotelismo. Opera importante sarà il Don Juan di Molière, un gentiluomo, da bravo libertino, un uomo colto e raffinato, tendenzialmente aristocratico e per lo più ateo. Don Giovanni ha lasciato una donna per sedurne altre, solo per il gusto di farlo. Don Giovanni è un monito per chi tradisce la morale. L'opera suscitò grande scandalo, soprattutto negli ambiti ecclesiastici.
Nel Settecento i libertini amano definirsi 'spiriti forti', esprits vers, la forza emerge rispetto ai deboli che continuano a vivere nella superstizione, tralasciando la verità. È morte chi riesce ad uscire dalla minorità intellettuale. Pensavano che le masse potevano essere assoggettati, ma lo spirito libero si differenziava proprio per questo.
Illuminismo e romanzo epistolare
Nell'illuminismo nasce il romanzo, specchio della nascente mentalità borghese, funziona come spazio per analizzare la natura umana. Nella seconda metà del Settecento si afferma in romanzo epistolare, come figlio della retorica e della sincerità, del cuore che parla al cuore, perché attraverso la lettera cerchiamo la verità. È un luogo di scambio, di conoscenza, della vita emotiva di chi scrive, viene a configurarsi come luogo di verosimiglianza con un grado spiccato di veridicità.
Emerge uno scambio a senso unico, perché sappiamo solo il punto di vista di chi scrive, ma cambia il ruolo del lettore, che si ritrova nelle esperienze di questo romanzo, sa che si tratta di finzione. Gli esempi maggiori sono due romanzi, le Relazioni Pericolose e Fanny Hill. Fanny non si sottrae all'uomo e al piacere della carne, ma comunque non riesce a rifuggire al matrimonio; le Relazioni pericolose sono importanti per lo studio della vendetta e dell'animo umano. Lo scrittore in realtà scrive questo libro per far riflettere sulla società, con una forte critica per genere. Ci interessa soprattutto per l'aspetto estetico dell'opera più che per il contenuto.
Il romanzo si incentra sui ruoli della società, sulle maschere, una delle protagonista viene sfigurata dal vaiolo ed è costretta a nascondersi, perché vive imprigionata in un ruolo che non può più interpretare. La società vive nascosta negli inganni, il libertinismo vuole conoscere la natura umana, i libertini hanno il potere intellettuale e lo vogliono esercitare con l'inganno. Il ruolo di ingannatrice sarà però fatale per la protagonista. I due protagonisti hanno un perfetto autocontrollo, si capisce anche dal modo in cui Valmont gestisce la parola. Emerge poi la virtù femminile, c'è un dualismo ancora forte fra opposti. Il lettore è il voyeur per eccellenza, è colui che sa tutto. La sua però è una posizione che oscilla, sia da parte del mittente che del destinatario. Il piacere è molto grande per delle sevizie altrettanto forti.
Lettere Persiane e la distanza
Con le Lettere Persiane si smette di spostare in modo volontario tutto ciò che viene identificato nel male verso un luogo geograficamente o temporalmente lontano. Il sadismo è procurato dalla distanza, dato che ci vuole del tempo per ricevere questa lettera, ma c'è del piacere in questo dolore dell'attesa. La distanza rende il destinatario completamente impotente, il destinatario rimane frustrato, non può reagire nell'immediato. La lettera è stiletto, che affonda con è chi legge. Le lettere sono di addio di un suicidio, una tradizione del Settecento che viene ripresa da Ovidio.
Fanny Hill e la tradizione libertina
Fanny Hill è del 1749, è un inno alle gioie del sesso. Lo scandalo sarà immenso. Cleyland è un personaggio oscuro, si sa che era un intellettuale perché recensiva libri, passa del tempo prima che questo libro acquisti dignità letteraria. La tradizione libertina in questo caso va ad unirsi al novel inglese. Ricalca la tradizione pornografica di una giovane che scrive lettere a una donna più anziana delle sue avventure. Scrive solo due lunghe lettere dove racconta il susseguirsi delle sue avventure erotiche, ci interessa quindi non per la forma epistolare quanto per il contenuto. Fanny va dalla campagna, dove vive come orfana, alla città, per lavorare come prostituta. Perderà la sua verginità con un uomo del quale si innamora, ma questo non le impedisce di giacere con altri. Lei non si fa prostituta per necessità, è diversa dalla Pamela di Richardson che è vittima del suo padrone.
Testo critico: Baudrillard
Baudrillard: Nasce sulla scia di quello di Bataille. Riflette sulle conseguenze mancate sulla rivoluzione sessuale negli anni '60. Fanny Hills: Storia spregiudicata perché la protagonista agisce per denaro. C'è un abisso fra Fanny Hills e Moll Flanders: sono due prostitute che si approcciano in due maniere completamente diverse al loro lavoro. Charles è il primo amante di Fanny e in una lettera ripensa al suo corpo nudo. Per lei, arrivare al matrimonio è sul punto di...