Letterature comparate
Utilizza un metodo che riguarda la relazione tra il particolare e il generale. Vuole analizzare un testo mettendolo in relazione a un contesto molto più ampio, così ampio che arriva a includere i movimenti letterari. Il rapporto tra teoria e testo è il tema della letteratura comparata: cioè riuscire a parlare di un testo in un contesto generale.
Filologia
È la ricostruzione di un testo, com'è stato scritto. Studieremo tre testi in particolare: “Soldati di Salamina” di Javier Cercas; “Sei personaggi in cerca d’autore” di Pirandello; e “Trilogia di New York” di Paul Auster. Il filo conduttore dei testi è il rapporto incrinato/forzato tra autore e personaggio. Anche il metodo è differente rispetto ad altri libri che anno riferimento alla relazione tra il particolare e il generale: si parte dal particolare per arrivare al generale = ossia dalla lettura del testo si ricava una visione singola della letteratura e successivamente la si mette in comparazione con un contesto più ampio della letteratura.
Modernismo, postmodernismo, post-postmodernismo
Modernismo
Termine che indica gli autori del primo ‘900 fino al 1945. (Alcuni autori: Pirandello, Svevo, Kafka, Wolf, Mann, Joyce…). Dopo la seconda guerra mondiale. In Italia arriva molto dopo rispetto ad altri paesi.
Postmodernismo
Secondo ‘900 (periodo ricco di cambiamenti). Con caratteristiche diverse del modernismo; ma il nome ci indica che qualcosa in comune c’è.
Post-postmodernismo
Anni 2000/2001. Non ha ancora un nome sedimentato nella critica (cioè non è riconosciuto/accettato). Ci sono ancora dei punti di contatto con il modernismo, ma si parla comunque di una nuova epoca e perciò ci sono delle differenze. Esistono molti modi per chiamarlo come: ritorno del reale o nuovo realismo.
Divisione del ‘900 in periodi
- 1900 -> Inizia il modernismo, chiamato anche il periodo delle avanguardie. Cambia radicalmente la forma della poesia e dell’arte, vengono distrutte tutte le certezze dalle avanguardie. Lo stesso succede nei romanzi, vengono completamente stravolti dal modernismo. Tutto questo perché la società muta radicalmente, cioè perde i suoi valori tradizionali, le sue certezze precedenti. La letteratura non è mai astratta ma è legata alla società.
- 1925 -> L’Europa è stravolta dai fascismi (Italia, nazismo in Germania, franchismo in Spagna). Gli scrittori subiscono tutto questo, le dittature condizionano ogni aspetto della vita compresa la letteratura e non lasciano libertà a scrittori, artisti di espressione. Continua la linea del modernismo ma è schiacciata dalle dittature che impediscono di parlare della realtà. Alcune figure si lasciano condizionare dal potere; altri autori invece cercavano di raccontare il vero della società però di nascosto al fine di aggirare la censura. La storia condiziona gli scrittori.
- 1945 -> Alla fine della seconda guerra mondiale cadono le dittature. In Italia esplode il neorealismo: la gente improvvisamente si sente libera di raccontare la verità sulla società, sulla loro vita e sulle loro esperienze. Nasce una nuova epoca, dove molti sentono il bisogno di raccontare la loro storia. Il neorealismo nacque in realtà nel 43 grazie al regista Visconti, che nel suo film inserisce scene e dialoghi molto realistici con ambientazioni degradate. Il film venne censurato. Ma esplode molto dopo. Dura pochissimo, è un momento di esplosione di verità attraverso il cinema, la letteratura e l’arte. Neorealismo= liberazione dalle dittature, ma è condizionato dalla fine del fascismo (se non ci fosse stato il fascismo non ci sarebbe stato il neorealismo).
- 1950 -> Periodo delle ideologie. Nel dopoguerra il mondo si radicalizza in due parti: il capitalismo (USA e paesi occidentali) e il comunismo (Unione sovietica e paesi orientali). Periodo di stallo in cui queste due parti erano sempre in conflitto: Guerra Fredda. Nei singoli stati e in Italia particolarmente c’è una radicalizzazione delle ideologie: da una parte chi sosteneva il capitalismo e dall’altra chi il comunismo; questo scatena conflitti interni. Caso particolare: L’Italia si trova al confine dei due mondi e qui si trovava il partito comunista più forte di tutto il mondo occidentale. Tutto questo si riversa nella letteratura: anche questa diventa ideologica = ciò significa che i romanzi e le poesie hanno ragione di essere soltanto come appartenenti a una certa ideologia. (Autori di questo periodo: Moravia, Pasolini, Calvino…)
- 1975 -> In America partiva il postmodernismo americano: inizia prima perché lì non c’era uno scontro aperto tra le due ideologie, c’erano solo pochi comunisti (in USA c’era la censura contro di loro). In questi anni esplode, inoltre, il capitalismo con tutte le sue aberrazioni. Prima (primi anni ‘900) il mercato soddisfava la domanda e i bisogni della popolazione; ma nel tempo si perde questa funzione perché tutti hanno tutto. La prima risposta del mercato fu quella di creare maggiori bisogni (bisogni indotti) per far credere alla gente che avevano bisogno di qualcosa; il secondo passaggio è quello dell’economia pulsionale (oggi è quella del fare shopping) che fa perdere il valore dell’oggetto e dà valore all’acquisto. Ciò fa perdere il contatto con il modo. Cambio di paradigma abbastanza radicale anche nella letteratura: si perde il significato dei personaggi all’interno della narrazione; i romanzi seguono e interpretano i cambiamenti della società. (Es: Thomas Pynchon è il primo grande autore del postmodernismo, Don DeLillo e Paul Auster).
- 1989-91 -> Il postmoderno entra anche in Europa in forme meno forti rispetto che in America. Arriva dopo perché la società cambia dopo. L’ultimo decennio del ‘900 si indica con il termine Pulp (in Italia si usa il termine Cannibale) in cui i caratteri del postmoderno assumono caratteri esagerati, la letteratura e il cinema perdono il contatto con la realtà.
- 2000 -> Epoca di grande euforia, in cui la letteratura e l’arte giocano su tutto (anche sulla morte). Wuming: collettivo di scrittori italiani che scrisse un articolo sulla fine del postmoderno con data dell’11 settembre 2001(attentato alle torri gemelle) -> quel giorno ha cambiato radicalmente il modo di intendere la letteratura. “Dobbiamo tornare a essere seri, tornare ad assumerci la responsabilità, a parlare della società e del mondo” scrivono così. I presupposti del modernismo continuano così come continua il consumismo. Però la letteratura reagisce in maniera diversa da prima: vogliono tornare a dare valore alle cose. Non è più un gioco la letteratura: torna a parlare del mondo reale in maniera seria senza più ironia.
Differenza tra postmodernità, postmodernismo e postmoderno
- Postmodernità: si intende un’epoca. Continua ancora oggi.
- Postmodernismo: si intende un insieme di teorie che si formano in questo periodo.
- Postmoderno: la ricaduta di queste ideologie nelle arti e nella cultura.
Cosa accade nel Secondo ‘800?
“Languore” di Paul Verlaine (poeta importante, nelle sue poesie ha consapevolezza delle cose che accadono) (1884): testo manifesto del Decadentismo. Nel testo fa un paragone con l’impero romano: parla della sua decadenza nel momento in cui arrivano i barbari; e paragona ciò con la decadenza del suo periodo. Verlaine costruisce un paragone tra la propria condizione con l’impero Romano nel momento della sua decadenza: a Roma si percepisce l’arrivo dei barbari, ma non si combatte, sono rassegnati. Si scrivono poesie senza valore che non hanno più presa sulla società, sono solo parole: ecco lo spleen di Baudelaire, questa noia, questo tedio. Alla fine dell’800 vi è la percezione che la realtà sia altrove rispetto alla scrittura dei testi. È un cambio radicale rispetto a prima, dove letteratura significa agire nella realtà.
Nel riassumere quello che succede alla fine dell’800 Foucault scrive: “le parole e le cose” dove cerca di capire nella società europea come è cambiato il rapporto tra le parole e le cose. La realtà del discorso è intrappolata dalla filologia = amore per le parole. Utilizza tre esempi, considerati i padri dell’800:
- Il primo libro del Capitale di Karl Marx (1887) è un’esegesi del <<valore>>
- L’intero Nietzsche, un’esegesi di alcune parole greche
- Freud, l’esegesi di tutte le frasi mute che sorreggono e scavano a un tempo i nostri discorsi apparenti, i nostri fantasmi, i nostri sogni e il nostro corpo.
Quindi la filologia, in quanto analisi di ciò che si dice nel profondo del discorso, è divenuta la forma moderna della critica.
Il Capitale di Marx
Riguarda la definizione della società: tutte le precedenti certezze vengono messe in discussione, anche la proprietà privata. Il comunismo cambia il modo di intendere la società.
Nietzsche
Mette in discussione l’uomo stesso e il suo comportamento in relazione con Dio (la religione). Nell’800 la presenza della religione è fondante per la società. Nel suo libro “La gaia scienza” del 1882: “avete sentito di quel folle uomo che accese una lanterna...non stiamo forse vagando come attraverso un infinito nulla?” (parte di un aforismo noto). Parla della morte di Dio. Cosa significa che Dio è morto? Non è semplicemente morto, ma è stato ucciso dall’uomo e ora l’uomo si deve sostituire a Dio. Sono informazioni molto destabilizzanti per l’epoca. Dice che l’uomo si è evoluto a tal punto da aver ucciso Dio ed essersi sostituito a lui: prima il destino e le azioni di ogni uomo erano gestite da Dio; ora l’uomo evolvendosi comincia a pensare che le sue azioni dipendono da lui, che la responsabilità è sua. Avanza l’idea borghese dell’uomo che si fa da sé. L’uomo non ha più bisogno di Dio, fa un processo di responsabilizzazione. L’altro elemento che lui inserisce nel suo aforisma è la Lanterna: cosa significa? Prima quando c’era Dio vivevamo alla luce che illuminava il mondo con il sole e tutti noi vedevamo bene grazie a questa luce; ora che Dio non c’è più viviamo nel buio dove ognuno di noi ha la propria lanterna e si fa luce per sé. Ogni persona con la sua lanterna ha una visione del mondo propria e non è detto che sia uguale per tutti.
Pirandello
Pirandello riprende da Nietzsche nel suo libro “Il fu Mattia Pascal” del 1904, la stessa idea del lanternino: con un'accezione diversa però da Nietzsche. Pirandello percepisce la morte di Dio come un pericolo, come un male. Essendo reazionario e un fascista era contrario a tutte le novità. Questa via nuova dell’uomo che si sente libero da ogni legame, dalla società opprimente e da Dio per Pirandello è effimera e bisogna tornare come prima. Pirandello era contrario alle novità; ma nonostante ciò aveva la sensibilità di capire quali erano le novità. “Il fu Mattia Pascal” è la storia di una persona che si libera dei legami che aveva precedentemente, però poi capisce che quella strada diversa non lo porta da nessuna parte e quindi torna indietro. La parabola del Mattia Pascal è ritornare a Mattia Pascal (rivedere la storia).
Freud
Mette in discussione l’Io nel suo libro “L’interpretazione dei sogni” del 1899 (ma scrive che è del 1900 perché vuole sottolineare l’idea di una nuova epoca). L’analisi freudiana si basa su come vengono raccontati i sogni; per lui sono importanti le parole.
Bisogna aggiungere anche il testo di Darwin “L’origine delle specie” => cambia radicalmente il pensiero anche in relazione alla Chiesa. Da una nuova visione dell’uomo: prima l’uomo era al centro creato a immagine e somiglianza di Dio (antropocentrismo), secondo Darwin l’uomo è un animale più evoluto degli altri e che discende dalla scimmia. Ciò crea una rivoluzione nel modo di vedere le cose. Darwin presenta qui il discorso della selezione naturale: cioè la legge del più forte = il più forte vive e il più debole soccombe e questo permette il miglioramento della specie. (da qui nascono le aberrazioni del nazismo, che prendevano queste teorie e le metteva in pratica sull’uomo dicendo che i punti deboli andavano eliminati).
Carlo Michelstaedter
“La persuasione e la rettorica” del 1913. Era la sua tesi di laurea che non riuscì mai a esporre perché si suicidò prima, all’età di 22 anni. Questo testo è molto importante perché determinò tanto nella diagnosi della società e dell’uomo di quel tempo. Usa due termini importanti:
- La persuasione = avere la vita in sé
- La rettorica = una teoria che costruiamo sopra la vita. Noi facciamo delle cose in modo spontaneo, istintivo, ma in realtà ci pensiamo mentre le facciamo, sappiamo che le facciamo.
Lui capisce che l’uomo si stava dividendo e stava andando sempre più verso la rettorica, secondo lui però bisognava trovare una via di mezzo.
Epoca di grandi scoperte e costruzioni
Nel 1889 viene costruita la Torre Eiffel: l'obiettivo è quello di arrivare a toccare il cielo. Negli stessi anni avviene il primo volo aereo dei fratelli Wright (1903). Nel 1895: invenzione del cinema: viene creato un altro mondo. Quindi ancora di più vi è la percezione di sostituirsi a Dio, ancora di più del volo o della Torre Eiffel, perché erano in grado di creare un altro mondo.
L'io e la percezione dell'io
Come cambia l’io? Nella teoria di Freud cambia il modo di vedere l’uomo. Cerca di interpretare cosa ci dicono i sogni. Parte dal presupposto che i sogni non sono visioni casuali, ma hanno ragione d’essere, cioè il nostro inconscio cerca di dirci qualcosa. C’è una parte dentro di noi che ci parla. Quindi che cos’è l’io? L’io è quello che so di essere, ma anche quello che non so di essere; quello che voglio consapevolmente, ma anche quello che non so consapevolmente. L’io è una serie di pulsioni interne che mi condizionano la vita. Non lo posso controllare totalmente, non è più razionalizzabile. Secondo Freud tutti i sogni sono desideri.
Derrida e “La scena della scrittura” (1971) è un riassunto dell’opera freudiana: non esiste più la semplicità del soggetto, il soggetto diventa una stratificazione di diversi impulsi. Non siamo più un soggetto unico è controllabile.
Questo comporta anche un cambiamento dell’arte. Il soggetto classico non si trova più. L’arte rappresenta anche l’inconscio: vuole rappresentare la parte dentro di noi. Es: Picasso, Boccioni, Dalí, Magritte.
La forma
Questo comporta anche un’innovazione delle forme: vengono condizionati di questi cambiamenti sociali. La forma tradizionale viene messa in crisi. Lavorare sulla forma è un discorso autonomo rispetto alla realtà. Anche l’idea tradizionale di poesia cambia (ricordiamo le avanguardie come il Futurismo. Autori: Marinetti, Apollinaire).
Nel romanzo succede la stessa cosa: ricordiamo ad esempio “L’Ulisse” di Joyce del 1922 => L’idea chiave del libro è il flusso di coscienza: un continuo succedersi di pensieri ed immagini che passano per la testa dell’io narrante, e noi non siamo in grado di distinguere ciò che viene fatto veramente da ciò che è solo pensato. Con l’Ulisse i romanzi cambiano radicalmente.
Il personaggio
Cambia la forma ma cambia anche il personaggio: cambia la concezione dell’uomo e quindi anche la condizione del personaggio. L’attenzione si sposta sull’io che è responsabile di sé stesso. Ad esempio Joyce nel suo romanzo mette al centro l’io narrante, cioè il personaggio.
Virginia Woolf nel 1924 scrisse “Mr Bennett & Mrs Brown” => Lo scopo dello scrivere un romanzo non è quello di dire qualcosa; ma seguire il personaggio, pedinarlo ovunque vada. I personaggi precedenti servivano per rappresentare i problemi della società (ricordiamo Verga; il verismo); ora i personaggi sono liberi. Questo perché il focus sociale passa dall’organizzazione sociale all’io. Cosa succede a un autore? I personaggi nascono attraverso una visione dell’autore, come se apparissero per magia, non sanno qual è il loro significato ma li seguono per tutta la storia.
Kafka “Metamorfosi” (1915) => il suo è un ragionamento sull’identità dell’uomo che è diversa da quella che solitamente intendiamo noi. La Metamorfosi parla di un uomo che la mattina si sveglia e diventa uno scarafaggio. Il punto per Kafka non è la trama o il genere; ma rapportarsi all’identità del suo personaggio. Kafka non racconta questo risveglio come qualcosa di terrorizzante come potrebbe essere per qualsiasi persona svegliarsi essendo trasformati in uno scarafaggio; lui la racconta con normalità, non vuole mettere paura. Gregor Samsa (il protagonista) si comporta in modo normale in una situazione anormale. Il punto di Kafka non è raccontare qualcosa di strano. Il punto è raccontare la normalità come qualcosa di terrorizzante; raccontare l’identità dell’io in modo terrorizzante. Quindi la trasformazione in scarafaggio è una grande metafora dell’identità dell’uomo. Kafka usa le allegorie vuote: le sue opere alludono a qualcosa ma non si sa benissimo a cosa, è un modo di rappresentare l’identità che non è ben definita.
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