Letterature comparate a.a. 2018-19: programma del corso
La comparatistica è un fenomeno non solo letterario ma soprattutto culturale, dove per culturale possiamo intendere non tanto e non solo la cultura di una nazione ma anche altre forme classiche di produzione artistica (cinema, pittura, scultura…).
La parte monografica: il viaggio come tema letterario e fenomeno culturale
L'Odissea: Il viaggio archetipico nell'immaginario occidentale
Quanto l’Odissea sia fondamentale è chiaro non solo nella cultura occidentale ma anche dai rifacimenti numerosi che ne sono stati fatti, rifacimenti che non riguardano solo la ripresa pari pari della storia di Ulisse ma anche ogniqualvolta entri in gioco l’archetipo del viaggiatore, dell’uomo che viaggia, come ad esempio nel poema Ómeros, di Derek Walcott, ambientato nei Caraibi. Perché aveva ambientato la sua storia in un contesto da Odissea? Walcott rispondeva che chiunque fosse cresciuto nella tradizione occidentale, ogni volta che vede una vela attraversare il mare, pensa all’Odissea, ad Ulisse. Questo per spiegare come il mito dell’Odissea ritorni sotto varie forme, anche forme molto semplici: ad esempio, anche i video games riprendono storie omeriche.
Il Grand Tour dal Rinascimento al Novecento
Il passaggio fondamentale dal punto di vista storico-sociale-culturale avviene a metà ottocento circa, quando il viaggio diventa meccanico, globale e diventa fenomeno di massa. È un cambiamento epocale. È esattamente il tipo di viaggio in cui noi siamo nati e cresciuti e che continuiamo a fare. Il nome che troveremo è quello di Thomas Cook, fondatore dell’omonima agenzia di viaggi, la prima agenzia di viaggi moderna. Cook ha per primo l’idea di viaggi organizzati legati alla tecnica, alla tecnologia che allora aveva il treno; comincia con piccoli viaggi in Inghilterra e, via via, diventano sempre più turistici e per primo organizza viaggi intorno al mondo.
Il giro del mondo in ottanta giorni di Jules Verne
Parla del giro del mondo esattamente negli stessi mesi in cui Thomas Cook, per la prima volta, organizza un giro del mondo come quelli che possiamo fare oggi. A quel tempo erano navi, piroscafi, battelli mentre oggi usiamo l’aereo. Il concetto è quello di sfruttare i nuovi mezzi meccanici per fare quello che una volta si faceva con mezzi non meccanici (a piedi, cavalli, carrozze, navi a vele). Quello che cambia è il tempo: nel momento in cui l’uomo comincia ad avere più velocità a disposizione, ha sempre meno tempo per il viaggio per cui il viaggiatore del grand tour non aveva il biglietto di ritorno (tornava quando tornava oppure non tornava ma sicuramente il tempo aveva una dimensione diversa: era un tempo che andava riempito a misura d’uomo, cioè il viaggio durava finché il viaggio non aveva compiuto la sua funzione). L’Odissea ha alla base il nostos, cioè il ritorno: il viaggio di Ulisse è un viaggio di ritorno. Ogni vero viaggio presuppone un ritorno, un ritorno con conoscenza maggiore o con conoscenze acquisite.
Camera con vista di Forster
È un titolo turistico, è qualcosa legato al viaggio di massa. Si chiede una camera con vista quando si è in un albergo dove ci sono diverse camere e la camera con vista ha un prezzo maggiore rispetto alle altre. Con Camera con vista siamo nella Firenze di inizi Novecento, con il flusso enorme dei viaggiatori britannici, viaggiatori che viaggiano con il Baedeker che è una guida turistica. È la prima famosissima guida turistica: al tempo non si viaggiava senza baedeker. Camera con vista è un grande romanzo di un grande autore del modernismo, del circolo di Virginia Woolf. Quest’opera incide molto anche sull’emancipazione femminile: il libro esce nel 1908, in un’epoca in cui le donne non avevano ancora il diritto al voto.
Cuore di tenebra di Conrad
Viene pubblicato nel 1902. La vicenda si riferisce al viaggio di Conrad in Africa nel 1890. Siamo di fronte ad un tipo di viaggio che tocca un aspetto di enorme importanza nella storia mondiale perché il colonialismo ha toccato tutto il mondo. I critici hanno scritto che l’esperienza del colonialismo tocca direttamente o indirettamente almeno il 75% della popolazione mondiale. Cuore di tenebra tocca direttamente il tema del viaggio coloniale. Si tratta di un viaggio circolare: comincia a Londra e torna a Londra. Un altro aspetto importante è che il viaggio, quasi sempre quando è un’esperienza formativa, agisce su due coordinate: quella sincronica perché si viaggia nel presente e quella diacronica perché si viaggia, attraverso il tempo, nel passato, con la consapevolezza del passato, a volte con l’incubo del passato.
Con Kerouac e Chatwin ci spostiamo nel secondo novecento
Possiamo considerarli dei romanzi molto più vicini a noi nel tempo e nella consapevolezza del viaggio. On the road ha cambiato un certo modo di scrivere ed è un bell’esempio di romanzo picaresco. Il romanzo picaresco è uno dei generi di romanzo più importanti, di successo ed è una delle forme di viaggio con una storia alle spalle molto forte, è un viaggio popolare, è un viaggio dal basso, è l’antitesi del grand tour perché il grand tour era gentilizio mentre il romanzo picaresco è il romanzo dell’outsider per cui, ad esempio, nel novecento è il viaggio in autostop o con passaggi rubati ai treni.
On the road
È un po’ passato di moda perché ha avuto un tale impatto, per tutta la beat generation, sul modo di scrivere e di rappresentarsi (cinema, televisione…), che è diventato un luogo comune per cui quella che era la novità forte negli anni ’50, quando è uscito il libro, non è più così sconvolgente oggi, lo diamo per scontato ed è diventato un luogo comune. On the road è diventato emblematico fin dal titolo: “Sulla strada” è la storia di viaggi, dalla costa atlantica a quella del Pacifico negli Stati Uniti, di un gruppo di giovani della beat generation. Una delle varianti interessanti non è il fatto che sia un viaggio di giovani (perché la maggior parte dei viaggiatori del grand tour era giovane, dai 18 ai 30 anni) ma perché questo è un viaggio di giovani fatto con mezzi di fortuna ma anche di giovani come nuova categoria sociale: non più il giovane che deve diventare un adulto il prima possibile ma quel tipo di gioventù che si crea dopo la seconda guerra mondiale in cui si crea proprio la categoria dei giovani. Nel caso di On the road i giovani sono in viaggio, sono in netta antitesi con l’establishment.
In Patagonia di Chatwin
Chatwin non è mai stato un mito, non ha mai avuto alle spalle un movimento di portata enorme come la beat generation però è molto interessante. Perché parte per la Patagonia? Perché è l’angolo più remoto, l’angolo meno turistico che ci sia, quindi, è l’angolo in cui il viaggiatore, che ha nel dna il viaggio avventuroso può trovare più spazio. Anche qui il concetto di tempo non ha un biglietto di ritorno: non è chiaro dal suo romanzo quanto ci sia stato (forse più di 6 mesi) ma comunque il tempo è enormemente dilatato, è un tempo che è tanto diacronico quanto sincronico. Il libro di viaggio che ha più ricordi del passato (citazioni anche di libri del Cinquecento, di Darwin) è proprio il libro di Chatwin che è il più moderno, il più vicino a noi negli anni, è per almeno metà composto da brani che vengono dal passato, tutti integrati con il viaggio che Chatwin sta facendo. In Patagonia va sulle orme di Darwin e gli ideali di Darwin ritornano anche nel romanzo di Chatwin.
Letteratura comparata, letterature comparate, comparatistica
In inglese Comparative literature, talvolta abbreviata come Comp. lit., è la disciplina che studia i rapporti tra le letterature in diverse lingue. Letteratura comparata, letterature comparate, comparatistica è la stessa cosa: letteratura comparata andava molto tempo fa, poi si è usato letterature comparate perché poneva l’accento sulle varie letterature. I sostenitori della letteratura comparata dicono che loro considerano un concetto di letteratura ampio che include varie espressioni nelle lingue nazionali. Il termine comparatistica ha il vantaggio di non porre l’accento solo sul termine letteratura. In tempi recenti, la comparatistica si è sviluppata in molti altri settori per cui oggi si usa il termine comparatistica per cose molto diverse tra di loro che una volta non avrebbero fatto parte di questi studi: fino agli anni 50 circa, la comparatistica era intesa in senso quasi esclusivamente letterario, quindi, si faceva comparazione tra testi letterari di varie lingue. Come sempre, ci sono le eccezioni: una delle eccezioni più cospicue è costituita da uno dei grandi comparatisti italiani che è Mario Praz il quale si segnala soprattutto per un testo in cui la letteratura propriamente detta viene messa a paragone anche con le arti visive: questo testo è La carne, la morte e il diavolo nella letteratura romantica. Negli anni ’40, scrive La crisi dell’eroe nel romanzo vittoriano. In entrambi i testi fa discorsi letterari sempre con un riferimento costante alle arti visive: non solo pittura ma anche scultura, artigianato di alto livello. L’opera di Praz è talmente popolare e innovativa che ha un successo in tutto il mondo, in particolare nel mondo anglosassone dove se ne fa subito una traduzione con il titolo Romantic Agony che è diventato la definizione critica di un certo tipo di sensibilità romantica. Il punto è che fino a Praz il romanticismo era indagato e studiato soprattutto in base al rapporto uomo-natura, crescita dell’uomo attraverso la natura e il fanciullino (ma, in realtà, sappiamo che non era così perché la poesia romantica, anche attraverso questi temi, andava anche al fondo dei problemi). Praz, negli anni 30, scrive questo libro dicendo che il romanticismo è anche la carne, la morte e il diavolo, cioè è anche macabro, tratta anche temi di una sensualità e di una depravazione notevole ed evidenzia il lato oscuro del romanticismo che è poi l’altro lato della natura umana, in uno studio che è comparatistico in senso letterario (tiene conto delle letterature di tutta Europa) ma che è anche comparatistico nel senso più ampio (include fortemente anche le arti visive, in alcuni casi anche il ballo, la danza).
Lo sviluppo della comparatistica negli Stati Uniti e in Italia
Negli Stati Uniti sono fioriti dipartimenti di comparatistica. Se gli Stati Uniti sono un melting pot, un crogiuolo di razze e di lingue diverse, è abbastanza chiaro che il problema comparatistico si pone in modo molto forte. In Italia, i primi insegnamenti di comparatistica risalgono all'inizio degli anni ottanta, e furono impartiti da Paola Mildonian a Venezia e Armando Gnisci a Roma. Un monumento a quell'approccio è il saggio Mimesis: il realismo nella letteratura occidentale di Erich Auerbach, una ricapitolazione delle tecniche del realismo in testi di diverse letterature su un arco di duemila anni. Questo approccio è ancora prevalente negli insegnamenti di letteratura comparata in Italia. Auerbach è una pietra miliare negli studi comparatistici. Fanno parte della letteratura comparata gli studi sulla traduzione, la tematologia, lo studio dei generi letterari, l’imagologia (studio delle immagini), i gender studies, il rapporto tra letteratura e le altre arti, le storie letterarie comparate.
Erich Auerbach e il metodo comparatistico
Auerbach, filologo tedesco, ottiene la cattedra di filologia romanza a Marburgo, dove succede all'altro grande critico stilistico Leo Spitzer, un altro dei padri fondatori della comparatistica moderna. La composizione del libro è veramente un romanzo in sé perché lavora a Istanbul e in Turchia senza biblioteche e archivi a cui era abituato. Quindi, diventa un vero e proprio viaggio nella sua memoria. L’opera Mimesis, pubblicata nel 1946, articola in venti saggi intesi a mostrare i vari modi di rappresentare la realtà nella letteratura europea occidentale durante le varie fasi del suo svolgimento, dalle origini, nell'antica Grecia, fino al XX secolo. Un altro testo fondamentale è di Ian Watt, The rise of the novel (in italiano, Le origini del romanzo borghese, 1957), un discorso sulla nascita e sul realismo. Watt fa un discorso incentrato sui primi scrittori realisti, cioè gli inglesi, i creatori del romanzo moderno (Richardson, Defoe (Difò), Fielding: i tre grandi romanzieri del Settecento inglese, i creatori del romanzo moderno). Il romanzo moderno si identifica con il realismo. Watt fa un discorso che è comparatistico anche nel momento in cui esamina il concetto di realismo e per farlo si serve non tanto di testi letterari ma di testi filosofici, economici, diari, cioè non di romanzi né di opere letterarie. Traccia un discorso interessante sul realismo: mostra come il concetto di realismo sia tutt’altro che univoco. Per noi, il realismo moderno nasce come realismo fattuale. Watt mostra come questo tipo di realismo nasca con la scienza moderna, con la tecnologia, con la produzione e riproduzione industriale dei prodotti, quindi con un’attenzione precisa alla cosa di per sé. Ad esempio, dice che i romanzi di Defoe sono realistici perché indicano la latitudine, la longitudine dei posti, dei viaggi. Il realismo geografico, la precisione è l’ultima cosa di cui gli scrittori elisabettiani si preoccupano. La necessità di precisione nasce con il romanzo moderno (il novel), con il Robinson Crusoe, nel 1719.
Auerbach prende in esame una serie di testi che vanno dall’Odissea a Virginia Woolf: Odissea, Satyricon di Petronio, Tacito, Medioevo (la Chanson de Roland), Francesco d’Assisi, Divina Commedia, Decamerone, Montaigne, Shakespeare, Cervantes, Moliere, Voltaire, Stendhal, Flaubert, Zola, Woolf, Proust. È un metodo che spazia per impostare il discorso sul realismo. Il realismo è un tema meno concreto rispetto al viaggio. Il modo con cui Auerbach, comparativamente, lo illustra, è concreto. Qual è il metodo? L’analisi dei testi. È un’analisi testuale che ha una metodologia da microscopio. Ad esempio, la cicatrice di Ulisse è un episodio del ritorno di Ulisse a Itaca. Auerbach fa notare come narrativamente l’episodio sia di un realismo estremo, cinematografico. La nutrice sta lavando i piedi e le gambe al viandante sporco e nota una cicatrice con un disegno particolare per cui non può aver dubbi: è la cicatrice che Ulisse si fece in una partita da caccia, ancora ragazzo. È tanto sorpresa che il bacile con l’acqua che ha per lavare, le cade dalle mani e l’acqua scende. Abbiamo una visione dell’episodio che è cinematografica. A quel punto, Omero parte con un flashback abbastanza lungo sulla partita di caccia inserendo anche notazioni di tipo mitologico sulla caccia, sugli antenati di Ulisse; apre un quadro che è tutt’altro che realistico. Questo, secondo Auerbach è un esempio di un tipo di realismo misto che troviamo nell’Odissea. Il discorso poi prosegue sempre attraverso testi conosciuti dalla tradizione occidentale, in varie lingue, incluso il latino. È un discorso che è molto ampio da un lato e, dall’altro, è esaminato al microscopio. È un metodo comparatistico di straordinaria efficacia e funziona se si ha una conoscenza molto estesa.
I tre grandi nomi della comparatistica
- Spitzer
- Auerbach
- Curtius
Curtius si occupa sia di moderni che di antichi. È ricordato soprattutto per la sua Storia della letteratura latina nel Medioevo, che è un passaggio attraverso le epoche e le lingue. La grande opera di Curtius tocca un aspetto di estrema importanza: è utile per eliminare una serie di preconcetti in favore delle letterature nazionali e a sfavore della letteratura comparata. La grande opera di Curtius sul medioevo latino e sulla latinità mette in evidenza un fatto spesso trascurato: Curtius mostra come nel Medioevo il latino operasse su un’area che è quella europea e come certi topoi, certe forme letterarie, certe figure retoriche, certe figure metriche agissero in senso transnazionale. Questo ci può far riflettere in 2 modi:
- Il primo è di tipo storico: noi siamo abituati a considerare le letterature in senso nazionale (es. in Italia studio la letteratura italiana…) e siamo abituati a considerare le letterature nazionali come un grande dato di fatto. Da un punto di vista storico, però, la cosa non ha un valore assoluto. Le letterature nazionali sono legate ad una lingua ma anche agli stati nazionali. Per cui, per un arco di tempo molto più lungo rispetto a quello delle letterature nazionali, l’Europa ha conosciuto, ad esempio, una letteratura greca che andava dalla Turchia alla Francia, alla Spagna e al centro-nord Europa, una letteratura latina che aveva avuto una diffusione perfino superiore (dalla Germania all’Africa del nord, dal Portogallo alla Romania), un Medioevo che conosceva un tipo di cultura e di società transnazionale. Nel Medioevo abbiamo una lingua, il latino, che tutto il Medioevo parla e che usa anche per motivi pratici (giurisprudenza, medicina, critica letteraria, università). Tutto, nel Medioevo, si svolge in latino. Nel Medioevo abbiamo il sistema feudale, diffuso in tutta Europa, abbi...
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