Genesi dell'opera
La Nascita della Tragedia (NDT), spesso indicata come il punto d'inizio della filosofia di Nietzsche, rappresenta, invece, il punto di arrivo di una lunga riflessione sul tragico e la tragedia, come testimoniano frammenti, bozze e appunti, assieme ai contenuti rivelati nella sua corrispondenza. Dal punto di vista cronologico, l'opera si colloca nei due anni di permanenza a Basilea (1869–1872), che coincidono con la profonda amicizia con Richard Wagner e la moglie Cosima, con le conversazioni presso la loro residenza a Tribschen, elementi d'influenza molto forti.
Nel 1864, Nietzsche commentò l'Edipo Re di Sofocle, dimostrando un'originalità di pensiero vivace, anticipando molte delle idee che si ritroveranno nel futuro dell'autore. Tra l'autunno del 1867 e la primavera del 1868, Nietzsche redasse un appunto dal titolo I tre tragici greci, dove ricostruisce lo sviluppo del genere tragico in declino, da Eschilo a Euripide: Nietzsche si contrappone all'idea aristotelica secondo la quale Euripide stava sulla vetta della forma tragica, considerando il declino e paragonandolo a una pianta che appassisce.
Nel 1869, nelle vesti di professore a Basilea, Nietzsche si concentra sulla tragedia greca, tenendo due corsi nel suo primo semestre, sulle Coefore di Eschilo e sui poeti lirici: in entrambi i casi, la componente di riflessione etico-filosofica, risulta piuttosto assente. Nel gennaio e febbraio del 1870, Nietzsche tiene due conferenze, durante le quali analizza la tragedia greca come opera d'arte totale e la decadenza della tragedia a causa di Euripide e Socrate.
- 18 gennaio 1870: Conferenza Dramma Musicale Greco, tenutasi nell'Aula del Museo di Basilea. Confrontata la natura della tragedia greca con le altre esperienze di teatro (tragedia francese, dramma tedesco, dramma di Shakespeare e opera lirica). La forma greca viene definita da Nietzsche come la più naturale e istintiva. Era un Gesamtkunstwerk, una tipologia di opera completa, comprendente musica, poesia, pittura, architettura, danza, recitazione, ecc. Ciò significa che gli antichi poeti dovevano essere esperti di tutto ciò: la musica, in particolare, aveva un ruolo determinante. Stimolava, infatti, la catarsi, accompagnando i sentimenti e le sensazioni provocate dalla rappresentazione.
- 1 febbraio 1870: Conferenza Socrate e la Tragedia. In questo caso Nietzsche analizza la crisi della tragedia, risalente a Eschilo e Sofocle, i quali puntarono più all'aspetto recitativo, piuttosto che a quello corale-cantato puro e originario. Con Euripide, la decadenza si marca, grazie anche all'influsso di Socrate: la tragedia greca perde gli aspetti di immediatezza e naturalità, diventando pura e semplice dialettica messa in scena.
Nel 1870, soggiorno sulle Alpi Svizzere, prima di partire come volontario per la guerra franco-tedesca. La visione Dionisiaca del Mondo, saggio in quattro parti mai pubblicato, ma donato in unica copia a Cosima Wagner per Natale. Il tema principale è la contrapposizione tra concetti di apollineo e dionisiaco, intesi come principi artistici in contrapposizione tra loro. Apollineo = sogno; dionisiaco = ebbrezza. L'artista è colui in grado di unificare i due principi.
La prima vera stesura della Nascita della Tragedia risale al soggiorno a Lugano del 1871: Nietzsche cerca di unire i due nuclei tematici fino ad allora separati (apollineo/dionisiaco, morte della tragedia per colpa del socratismo), intitolando il suo trattato Origine e scopo della tragedia. Un trattato estetico. Con una prefazione a Richard Wagner. In questo primo abbozzo di NDT, era contenuto il Frammento di Lugano, nel quale si trovavano redatte non solo teorie di origine estetico-filosofiche, ma anche politiche: Nietzsche nella stesura definitiva decise di eliminarle.
Nel 1871 Nietzsche, dopo aver inviato al suo editore Engelmann una copia dello scritto, il cui titolo era divenuto Musica e tragedia. Una serie di considerazioni estetiche, dalla quale non ricevette risposta, decide di stampare privatamente 30 copie del trattato, col titolo Socrate e la Tragedia Greca. Il testo in questione è riportato tra i capitoli 8 e 15 di NDT e non ha molto a che fare con la conferenza del 1870.
È solo dalla seconda metà del 1871 che Nietzsche si concentra sulla stesura del proprio libro, fino a consegnarlo all'editore Fritzsch di Lipsia, con un titolo definitivo: La nascita della tragedia dallo spirito della musica.
Struttura dell'opera
La prima edizione uscì nel 1872 col titolo La Nascita della tragedia dallo spirito della musica, della quale fu ripubblicata una seconda edizione corretta, uscita nel 1878 tramite l'editore Ernst Schmeitzner di Chemnitz (la vecchia casa editrice era fallita). Nel 1886 uscì la terza edizione, col titolo Nascita della tragedia ovvero grecità e pessimismo, alla quale furono unite Tentativo di Un'autocritica per sostituire la premessa per Wagner.
Per la prima edizione di NDT Nietzsche si occupò anche della parte estetica del libro, scegliendo come copertina un'illustrazione realizzata da Leopold Rau: l'immagine rappresenta Prometeo liberato dalle catene. L'opera è suddivisa in 25 capitoli e due più ampie parti ben amalgamate tra loro: nella prima parte, Nietzsche ripercorre l'origine dell'arte greca fino alla tragedia. Nella seconda parte viene analizzata l'ipotesi di una rinascita della tragedia, grazie al lavoro di Richard Wagner.
Analisi dell'opera: Prefazione per Richard Wagner
NDT ha una breve prefazione iniziale indirizzata a Wagner, al quale Nietzsche dedica il libro: l'autore tenta di immaginare la reazione del musicista e amico, nel momento in cui riceverà il testo. Viene accostata la stesura del saggio La visione dionisiaca del mondo al saggio su Beethoven, pubblicato da Wagner: secondo Nietzsche entrambe le opere sono state scritte fra i terrori e le grandezze della guerra franco-prussiana. Nella Prefazione, Nietzsche dichiara il proprio debito nei confronti del musicista, dal quale è stato ispirato, e ammonisce i lettori, sottolineando la tematica portante dello scritto: l'arte e la sua relazione con la vita.
Nel Tentativo di un'autocritica (presente a partire dalla terza edizione del 1886), Nietzsche giudica il proprio libro come incomprensibile. Nietzsche introduce le due categorie fondamentali, apollineo e dionisiaco, come elementi determinanti per la storia dell'arte, presentando, inoltre, il proprio lavoro, come un contributo essenziale alla scienza estetica. La presentazione di un lavoro come trattato sulla scienza, seppure estetica, viene contraddetta nell'immediato dalla presentazione di un metodo fondato sull'intuizione e la sicurezza immediata, scaturita dall'intuizione stessa. L'importanza assegnata all'intuizione, sancisce così una rottura col metodo storico della filologia, alla base degli studi ottocenteschi, o, se vogliamo, è il primo passo per una rifondazione dello studio: non uno sguardo razionale e distaccato, bensì un approccio simpatetico per cogliere l'essenza di questi fenomeni antichi, a partire dalla tragedia greca.
Per argomentare la tesi che il sogno costituisce un mondo artistico di stampo apollineo, Nietzsche riporta testimonianze antiche e moderne, come i Maestri cantori di Norimberga di Wagner, dove Hans Sachs il cantore rappresenta il sogno e la creazione poetica. La fonte antica citata da Nietzsche è invece il De rerum natura di Lucrezio, tra i versi 1169-1182, dove il poeta evoca il tempo in cui gli uomini, in sogno, raffiguravano gli dei. L'elemento di originalità di Nietzsche è la caratterizzazione del sogno come parvenza (Schein), elemento per il quale il sogno apollineo corrisponderebbe al mondo come rappresentazione, l'ebbrezza dionisiaca al mondo come volontà.
Nell'immaginario religioso greco, Dioniso, figlio di Zeus e Semele, era il dio del vino, l'amico per superare il dolore e giungere così a un'estasi di unione con la divinità. L'esperienza dionisiaca è estatica e corrisponde alla separazione della consapevolezza dalla volontà di Schopenhauer: essa è il risultato della combinazione di due diversi effetti psicologi, la sensazione di orrore e di rapimento estatico. Col dionisiaco si disintegra l'individualità, quella sottomessa al tempo, allo spazio e alla causalità: essendo tutto ciò pura illusione, viene così a disintegrarsi la percezione di se stessi.
Per quanto riguarda la modernità, secondo Nietzsche la musica di Beethoven rappresenta l'espressività musicale dionisiaca, realizzando, così, l'effetto del dio: vengono meno i legami soggettivi e si ottiene un senso di congiunzione con l'unità originaria, la natura nella sua purezza.
Per quanto riguarda l'arte, come troviamo nella teoria estetica sviluppata nella NDT, troviamo una contrapposizione tra apollineo e dionisiaco, di due forme artistiche: quella figurativa, apollinea, e quella non figurativa, la musica, cioè dionisiaca. Tuttavia, questo dualismo estetico e metafisico, non è stato inventato da Nietzsche: già in Platone, nelle Leggi, concepiva Apollo e Dioniso come divinità della creazione artistica, ai quali associava ritmo e armonia musicale, senza contrapporre il contrasto tra arti figurative e non. L'opposizione di questo tipo è stata concepita e postulata da Johann Joachim Winckelmann in Storia dell'arte dell'antichità, dove ha utilizzato le categorie di apollineo e dionisiaco, per configurare due ideali di bellezza greca differenti. Per il dionisiaco inteso come simbolo di un atteggiamento estatico, ha sede la Germania, in un periodo tra classicismo e romanticismo, dominato da Goethe e Hölderlin per la poesia; nel campo della filosofia, con Schlegel, troviamo la prima formulazione dell'antitesi tra apollineo e dionisiaco, ai quali si associano la riflessività del primo e la divina ebbrezza del secondo.
Man mano che gli studi proseguivano nel panorama culturale tedesco dell'Ottocento, si giunse alla diffusione dell'analisi di apollineo/dionisiaco, anche al di fuori degli studi specialistici: Michelet, storico, il pittore Bonaventura Genelli, con il suo quadro Dioniso tra le Muse.
Nietzsche poteva poggiarsi su una tradizione molto ampia, di analisi e studio in questo senso, della polarità apollineo/dionisiaco: ciò che lui è riuscito a fare, è stato assorbire ed elaborare tutte le ramificazioni in una concezione originale, facendo leva sulla dimensione artistica dei due aspetti dell'arte. Nietzsche analizza il modo tramite il quale apollineo e dionisiaco si manifestano concretamente nell'attività artistica, a partire dal caso dell'arte greca presa come esempio storico. Nietzsche poggia su un'argomentazione basata sul principio aristotelico dell'arte come imitazione della natura, nonostante ciò, tuttavia, considera Aristotele come un teorico che spiega i meccanismi di funzionamento della tragedia senza coglierne, però, l'essenza.
L'epoca di Aristotele è dominata dal socratico, non c'è spazio per il criterio dell'illusione naturalistica: Euripide ha ucciso la tragedia, secondo Nietzsche, per aver iniziato a imitare il tragico anziché viverlo.
Agli archetipi del processo imitativo – sogno ed ebbrezza – Nietzsche fa corrispondere l'artista del sogno, apollineo, e quello dell'ebbrezza, dionisiaco; esiste poi la sintesi delle due istanze, l'artista della tragedia greca. Viene, poi, affermata la superiorità del dionisiaco greco su quello barbarico-orientale, basato per lo più sulla frenesia e la bestialità dei simpatizzanti, interessati semplicemente alle feste fatte di vino e sesso.
Nietzsche parla della musica dionisiaca, sottolineandone la forma espressiva propria del dionisiaco, in grado di provocare spavento e orrore, a differenza della plasticità apollinea.
- Apollinea: cetra, in grado di produrre suoni solo accennati (tranquillità, pacatezza)
- Dionisiaca: aulòs, strumento a fiato in grado di esprimere violenza sconvolgente del suono (agitazione, impulsività)
Nietzsche sposta poi l'attenzione sul ditirambo dionisiaco, il canto corale dei culti dionisiaci con l'aulòs come accompagnamento: qui musica, ritmica, armonia e danza producevano un effetto di estasi e rapimento composto da:
- Alienazione di sé
- Unità con la natura
- Scatenamento delle pulsioni che producono simboli
La guida che intonava il ditirambo dionisiaco, come racconta anche Aristotele, probabilmente interpretava il dio che raccontava le proprie vicende, mentre il coro, danzando, le rappresentava drammaticamente. Vi sono, però, poche testimonianze in merito circa il ditirambo arcaico. Nietzsche intende analizzare in maniera genealogica la cultura apollinea, per arrivare alle radici più antiche: la religione Olimpica ha al proprio centro Apollo, considerabile come il padre di quel mondo. Quello che manca a questa religione, è il non riconoscere come valori la moralità o la santità, il non avere tutti i valori predicati dalla religione cristiana e dalla tradizione spirituale occidentale. L'impulso al dionisiaco insegnò a sopportare l'esistenza con tutto il soffrire insito in essa, si sviluppò una capacità di trasfigurare l'esistenza in forma artistica o religiosa, da renderla accettabile e desiderabile.
Il dolore degli dei e degli eroi omerici diventò, così, un aspetto accettato e inseguito: la cultura apollinea è, in sostanza, riuscita a realizzare il proprio effetto creando un senso di armonia e consonanza tra uomo e natura. Tuttavia, l'apollineo ha segnato la fine di una lotta veloce che ha debellato via via la precedente concezione mitico-religiosa, fondata sugli esseri mostruosi. L'epos omerico è il picco della cultura apollinea, nel quale si tocca la vetta dell'ingenuità.
La massima di Sileno è stata assunta da Nietzsche come emblema del pessimismo greco: è probabile che la massima sia riconducibile alla teologia delfica, ed è citata nell'Iperione di Hölderlin, una delle letture preferite di Nietzsche.
Nietzsche vede in Sileno il depositario di una cultura e di una mentalità greca pura, fondata sul pessimismo e opposta alla successiva corrente razionalistica-socratica. Nietzsche, per descrivere il mondo ellenico, utilizza la parola ingenuità, un concetto fondamentale della condizione estetica tedesca, utilizzato – e in riferimento a – Friedrich Schiller, che distinse tra poesia ingenua (presuppone una relazione tra uomo e natura, è spontanea) e poesia sentimentale (armonia uomo/natura rotto).
Nietzsche recupera la categoria di ingenuo, sostituendola con l'apollineo, dall'altro lato, invece, critica il metodo di intendere l'ingenuità della poesia omerica: l'ingenuità apollinea è qualcosa da intendere come risultato di un processo fatto di lotte e sofferenze. Nietzsche, tuttavia, dimostra di non credere a un'epoca ingenua in cui si sia realizzato spontaneamente il rapporto armonico tra l'uomo e la natura, da intendersi, sempre, come una conquista culturale. Viene ripreso, così, il tema del sogno per chiarire il concetto di artista ingenuo-apollineo: si tratta, infatti, di uno stato naturale che ripropone come base metafisica per l'arte e la cultura del sogno. Il sogno è privilegiato, più importante della veglia poiché espressione dell'apparenza e dell'illusione.
-
Riassunto esame Letteratura tedesca, prof. Crescenzi, libro consigliato Nietzsche, Gentili
-
Riassunto esame Istituzioni di etica, Prof. Lijoi Federico, libro consigliato La nascita della tragedia, Nietzsche
-
Riassunto esame Storia della filosofia -, prof. Fornari, libro consigliato La nascita della tragedia greca, Nietzsc…
-
Riassunto esame Storia della filosofia - nascita della tragedia in Nietzsche, prof. Fornari