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Letteratura tedesca mod. B

Appunti di letteratura tedesca basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Calzoni dell’università degli Studi di Bergamo - Unibg, facoltà di lingue e letterature straniere, Corso di laurea in lingue e letterature straniere moderne. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Letteratura tedesca docente Prof. R. Calzoni

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reduce che torna dalla guerra e quali sono le certezze sulle quali può ricostruire

la sua identità. Poesia manifesto del kahlschlag – cosa ci rimane, oggetti

essenziali, semplici, i minima di adorno, cose più importanti sono sì il piatto, il

bicchiere su cui è stato inciso il nome ma soprattutto il prezioso chiodo con il

quale ha inciso il nome. Chiodo strumento di scrittura prezioso, tanto da essere

nascosto, cartone che sta tra lui e la terra, ciò che ama di più è la mina della

matita, che di giorno scrive i versi che ho pensato di notte. In chiusa ancora un

inventario degli oggetti presi n rassegna. Poesia sintetica e semplice da un

punto di vista grammaticale e stilistico, ci parla di ciò che è accaduto dalla

prospettiva del reduce. Solo chi aveva vissuto in prima persona la shoah

sembrava autorizzato a parlarne, tema quindi abbastanza marginale, coscienze

dei tedeschi verranno svegliate da adorno.

Poesia della natura e dell’impegno - Brecht

Accanto alla poesia assoluta, del kahlschlag e della shoah, questi due sono altri

due generi. Due tendenze diverse che convergono molto spesso in Brecht

nella sua poesia tarda. Egli rappresenta autore rappresentativo già della Rep di

weimar, col suo teatro. Nel momento in cui il nazismo sale al potere comincia

una lunga peregrinazione attraverso l’europa diventa oppositore critico al

regime di Hitler. Durante il terzo Reich non è in Germania ma va in esilio. È un

esilio che ha determinate tappe, che riguardano una serie di luoghi del nord

dell’europa, che poi ritroviamo all’interno delle sue composizioni: svendborger

gedichte 1934 e finnische epigramme 1941. Una volta rientrato nella Germania

dell’est, rappresenta il vero scrittore di sinistra, che contribuisce in modo

decisivo alla rifondazione culturale della Germania dell’est. Direzione del teatro

berliner ensemble luogo di maggiore rappresentatività della DDR, vi si insedia

invitato dal socialismo a diventare padre fondatore della Germania orientale.

Qui pubblica serie di poesie buckower elegien. Reduce intellettuale della

Germania, quando Brecht rientra riemerge sempre un’ossessione tale che

brecht stesso lo chiama imbianchino Hitler, formula che poi è diventata

famosa, riferendosi alle sue velleità artistiche, non aveva talento, poteva fare

imbianchino ma non pittore. Riferimento all’orrore per i discorsi

dell’imbianchino, Brecht ci fa capire chela poesia della natura, che non abbia a

che vedere con la storia, non gli interessa e non dovrebbero essere coltivata

dopo la shoah. Unico stimolo è quello che viene dato dall’orrore per i discorsi di

Hitler. Poesia dell’impegno politico, non cede mai a quell’entusiasmo per il melo

in fiore, ma si occupa di storia. Consapevolezza che il passato era tanto

rielaborato per la DDR, gli ideali quindi da celebrare erano quelli

dell’antifascismo, tendenza che poi si allontana sempre più rispetto alla

tematizzazione della guerra e della shoah stessa.

Gunter Kunert

Poesie pubblicate nella DDR, poi viene scacciato e si rifugia nella BRD. Poesia

che esprime scetticismo nella possibilità dell’uomo di imparare dal passato,

non impara dai propri errori, soprattutto quelli che l’hanno portato nel baratro

della seconda guerra mondiale. Immagine apocalittiche della natura, che è

incurante di quanto è accaduto, ma dietro la quale si nasconde sempre l’orrore

della guerra. Lirica dialogica, due voci che dialogano, ci porta nel suo

immaginario poetico in cui forte rimbomba il ricordo della morte. Autore che

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scrive poesia cifrata, intellettuale, ci parla nella sua raccolta delle minacce

caratterizzate dal progresso e del fatto che il progresso l’ha portato alla

barbarie. Deve abbandonare la DDR perché inviso al socialismo.

Peter Huchel

Liriche magico-naturalistiche mondo della magia bianca e nera, poesie che

sono caratterizzate da una forte tendenza al pessimismo, per cui DDR lo

manda in occidente perché era sempre pessimistico. Poesia significativa, della

natura, si intitola Exil è stata pubblicata nel 68 e è apparsa nella raccolta giorni

contati del 72. Ci mostra come la realtà intrisa della storia recente non può mai

sfuggirgli, anzi la natura che cresce rigogliosa è espressione di un mondo

travolto dalla guerra, abitato da ombre, la natura è un mediatore tra il mondo

dell’aldilà e mondo terreno. Può mettersi in contatto con le vittime della storia

e imparare qualcosa da esse. Esilio che tende tematizzare sia legato a

un’esperienza non di resistenza politica durante il dodicennio nero, ma esilio

dalla vita di chi è scomparso. Parla in silenzio ossimoro, nel vento le persone

scendono verso la valle e ci parlano, provenienti da un passato che non passa.

Emergono una serie di termini che provengono da tematica religiosa,

comunicazione tra il mondo dei vivi e quello dei morti. Karl krolow e Wilhelm

lehmann poesia della natura che è sempre una natura nella quale la storia si fa

sentire.

Non affrontavano mai la poesia dopo auschwitz tema fondamentale della

poesia della memoria. Shoah evento inedito, la 1 guerra era stata scritta e

richiamata nella letteratura, mentre per la shoah si partiva da una stunde null.

Tutto andava ricreato e riscritto. Evento di confronto con la seconda guerra ma

non affrontava in nessun modo auschwitz e la shoah. Adorno pensava sia a

BRD che DDR quando lancia il suo precetto scrivere poesia dopo auschwitz è un

atto di barbarie, vuole stimolare gli scrittori a scrivere sulla Shoah, vuole

rompere la scrittura dell’oblio che stava avvolgendo la shoah. Nella Germania

della ricostruzione gli autori tedeschi anche del gruppo 47 non stanno

affrontando la Shoah, scrittori già attivi ma che non avevano tematizzato.

Guther Grass autore già attivo e che si rese conto dell’importanza del

precetto di adorno, non come un divieto ma come un’offerta, una richiesta che

veniva da adorno nei confronti della cultura dell’epoca. In un suo famoso

discorso che tiene a Francoforte nel 89 che si intitola schreiben nach auschwitz

racconta quale sia la reazione degli autori al precetto di adorno. Appartenevano

alla generazione di auschwtiz come se fossero stati colpevoli. La situazione a

cui si trovavano dinnanzi era particolare, ci parla di alcuni autori fondamentali

che appartengono alla poesia dopo auschwtiz scritta da autori di origine

ebraica, alcuni avevano vissuto l’internamento e ebrei che erano riusciti a

fuggire o a restare protetti da tedeschi che gli avevano salvato la vita. Tra le

prime che scrive poesie, pur essendo fuggita in Norvegia è

Nelly Sachs

Scrittura della shoah e messa a tema della shoah. Già dal suo esilio norvegese

che raggiunge da Berlino dove era nata inizia a affrontare il tema. Ciò che

emerge è orientamento religioso della sua poesia, si richiama alle immagini

della Bibbia, sua poesia come unica preghiera dedicata a coloro che non sono

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sopravvissuti, coloro che sono i veri testimoni. Tema indicibilità della shoah non

possa essere testimoniata fino all’ultimo (ich bin zeugnis ablegen bis zum

letzen di klemperer). Vive con profonda inquietudine la sua sopravvivenza, si

sente colpevole, emerge in tutte le sue raccolte poetiche che ci riportano

ambito del dialogo con chi non è sopravvissuto. Poesia che cerca dialogo e

confronto coi sommersi dalla storia, e che cerca di ritrovare quella

testimonianza vera e assoluta della shoah che sarebbe stata la sua ossessione

in vita. Temi la sabbia, la morte, riemergono nella poesia il coro dei superstiti, si

confronta col coro dei sommersi, coro che non viene percepito come se i salvati

abbiano già avuto le ossa intagliate dalla morte, in quanto appartenenti al

popolo ebraico hanno subito la persecuzione e hanno toccato la morte benché

non siano ancora morti come i sommersi. Dialogo nutrito dalla simbologia

biblica della polvere dove è stata e porta la stella (di David). Sentimento di

colpevolezza per essere sopravvissuta alla shoah. Sachs vinse anche il nobel;

tematizzare la storicità della shoah, quella voluta da adorno, per il fatto che

negli anni in cui lei si occupa dall’esterno della Germania un altro autore

importante è

Paul Celan

Risposta al precetto di adorno. Ci riporta nella simbologia affine a sachs nella

sua poesia. Sabbia simbolo della caducità della vita umana, correlativo

oggettivo della vita che scivola via veloce dalle nostre mani, è anche

un’allusione alla cenere in cui sono stati ridotti gli ebrei, esce dalle urne in cui

sono custoditi i resti. A differenza di sachs aveva vissuto la persecuzione in

prima persona; nasce antschel cambia il suo cognome perché sembra tedesco,

ma nasce in Romania a Czernowitz, all’interno di una famiglia rumena della

minoranza tedesca. Viene internato in un campo di lavoro con i genitori che

muoiono. Si suiciderà a Parigi lasciando una produzione letteraria che ha

rappresentato una risposta al precetto di adorno, che si sarebbe dovuto

ricredere proprio ascoltando la poesia di Celan. Todesfuge, poesia in cui la

shoah è rappresentata attraverso una lirica senza precedenti, riprende di per

se un’intera tradizione tedesca e ebraica nel tentativo di scrivere poesia dopo

auschwtiz. Era già stata pubblicata in rumeno ma poi quando appare nella

raccolta la ritira dal mercato, dicendo che c’erano una serie di refusi e di

volerla rielaborare, seconda opera che è papavero e memoria che ci riporta nel

contesto del ricordo (papavero nella tradizione antica greca simbolo della

memoria) capace di tematizzare la shoah da una prospettiva individuale che

diventava collettiva fino a diventare culturale. Aspetti tutti presenti in

todesfuge, è fuga della morte, è la fuga musicale, genere tipicamente tedesco

che sfrutta per corrodere dall’interno la tradizione tedesca, la fuga è un coro

doppio di due gruppi che dialogano intorno al tema. Nella poesia due gruppi

distinti, i nazi e gli ebrei parlano dell’esperienza nel campo di concentramento:

vittime e carnefici, fuga musicale il cui tema è auschwtiz.

Campo in cui due voci si rispondono attorno a 2 temi fondamentali: morte e

amore. Titolo scelto per denunciare la degenerazione dei generi musicali

durante il nazismo e entartete kunst. Tutta la drammaticità della poesia emerge

dall’ossimoro con cui si apre la poesia. Nero latte dell’alba, ossimoro, anafora,

ripetizione ossessiva che dà un ritmo ossessivo alla poesia. Metafora che vale

per la morte Der Tot. Come gli ebrei bevono la morte? Prima strofa pronunciata

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dagli ebrei, vittime che parlano dall’interno del campo e che sono intenti a

scavare una tomba nell’aria dove non si sta stretti, ovvero che finiscono

nell’aria bruciati dai camini. Inutilità del lavoro degli ebrei nei campi di lavoro,

altamente logoranti ma inutili, fatto per rendere la morte più veloce. In

parallelo a questa scena, degli ebrei che muoiono in continuazione, abbiamo

poi la seconda immagine del kapò nel campo. Un uomo abita in una casa e

gioca con delle serpi (interpretazione ermeneutica cioè testuale), vuol dire

gioca col male e gioca con la doppia runa delle ss che ha sulla divisa, che ha il

simbolo proprio del serpente. Scrive mentre si fa buio verso la Germania,

collocazione geografica, non siamo in Germania che è a ovest rispetto a dove

siamo cioè Romania. Scrive i tuoi capelli d’oro margarete, (Anselm kiefer dedica

quadri alla todesfuge) tema dell’amore ovvero il tedesco che scrive una lettera

d’amore dedicata alla Germania, fatta di individui indefiniti (Ein Mann), tipo

donna ebraica e tedesca nel caso di margarethe che è la donna amata dal

Faust, la donna tedesca per antonomasia alla quale questo Mann scrive.

Dall’altro lato con un parallelismo (figura retorica, stesso schema retorico,

cambiando alcune parole) con sulamith che è la moglie di re salomone, quindi

donna ebraica per eccellenza; i suoi capelli sono di cenere. Troviamo tutta la

violenza della shoah. Poi quest’uomo lo scrive e esce fuori davanti alla casa e

splendevano le stelle, fischia ai suoi cani e nello stesso modo fischia agli ebrei

e gli incita a scavare una tomba nella terra. Ordina suonate e adesso si balla.

Tradizione secondo la quale i KZ erano konzert Lager, come veniva fatto

credere. Poesia si basa su ripetizione di immagini, variazioni di temi che si

sviluppano in un crescendo ossessivo della fuga musicale, il dialogo si insegue

a ritmo sempre più serrato. Da wir trinken sie, il gruppo di ebrei dice wir trinken

dich (ti beviamo morte). Dalla terza strofa eroe di ordini dati dal nazista:

scavare e scavare le tombe occupate da loro stessi e estrai dal fianco la spada

e la leva verso il cielo, i suoi occhi sono azzurri, ordina di mandare più giù le

zappe e di suonare ancora. Verso di condanna: la morte è un maestro tedesco.

La morte è qualcosa che arriva dalla Germani e attraverso questa poesia ci

ritorna. Condanna la colpa dei tedeschi. Morte impersonificata dal Mann, che

grida suonate più dolcemente, dice più a fondo le zappe, più a fondo i violini,

che andate nel fumo dell’aria, così troverete una tomba tra le nuvole. La morte

è dominante e pervasiva ovunque. Poi chiaramente detto che la morte è un

maestro tedesco dall’occhio azzurro e ci regala una tomba nell’aria. Gioca con

le serpi e sogna. (Possibilità di immaginazione per gli ebrei all’interno del

campo, burattini nelle mani dei kapò).

Questa poesia venne Letta già nel 51 durante una riunione del gruppo 47,

nasce nel 47 per riformare da capo la letteratura tedesca, leggevano spesso

capitoli delle loro opere es Grass. Quando celan legge la todesfuge i vari

presenti manifestano una serie di dubbi sull’astrattività della poesia, lontana

dagli ideali del realismo e soprattutto quello che goll sosteneva sul diventare

semplici. Questa todesfuge, di cui non viene capita la portata, pare troppo

complessa, in realtà la critica moderna ne vede una Guernica della letteratura

tedesca, uno dei maggiori esempi di poesia nach auschwtiz. La poesia stessa

(“senza possibilità di essere uguagliata”), già nel 54 chi riconobbe nella

todesfuge la possibilità di uscire dalla stanza degli orrori fu lo steso adorno.

Adorno aveva lanciato il suo processo, tenne una serie di conferenze a

Francoforte sulla metafisica, lo stesso adorno si dovette pubblicamente

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ricredere. Una coscienza del dolore che aveva reso possibile a celan scrivere la

sua poesia, che ce l’aveva, e doveva esprimerla nell’arte e nella poesia, questo

suo verdetto non poteva essere del tutto vero e accettato, c’era chi aveva

diritto di esprimere il proprio dolore. Passaggio dalla barbarie all’impossibilità di

un’arte serena, nella quale non è più possibile trascendere da quanto accaduto

nei campi, tutto porta la traccia di auschwitz. In dialettica negativa dice che

parlava una lingua articolata, una poesia quella che adorno vuole la lingua

della todesfuge, contrario alla poesia assoluta di Benn, trova in celan

quell’occasione che stava cercando, nella lirica di celan esiste la possibilità di

dire l’indicibile e l’inesprimibile davanti ai quali la scrittura si trovava muta.

Testimonianza bis zum letzen.

Nei titoli delle raccolte di celan la ricerca della parola capace di dire

l’inesprimibile è il suo obiettivo. Spazio di transito, tra due luoghi diversi, di

soglia in soglia, la grata di parole, divisione chec’è nei confessionali, grata

luogo dell’interstizio, oppure la svolta del respiro, momento tra inspirazione e

espirazione, un attimo l che non si può cogliere ma che esiste, è la rosa di

nessuno, abbandono di qualcosa nei confronti di una realtà più grande,

rosa=amore. All’interno di queste poesie, paul celan cerca di tessere un dialogo

per dare una tomba ai suoi genitori, che non sapeva dove piangere. Profondo

amico di nelly sachs che parla della sua poesia come di cristallini angeli di

lettere, valenza religiosa. Weggebeizt, ricostruire la vera testimonianza della

persecuzione, irraggiungibile e difficile, crepaccio nel tempo al cui fondo esiste

la testimonianza che è un cristallo di respiro, immagine inconcepibile.

La poesia dopo auschwitz deve avere un obiettivo pedagogico, concretezza

delle immagini della todesfuge sfuma sempre più verso il silenzio, l’oscurità in

cui non solo chi è morto nei campi è caduto, ma quella nella quale la vita del

singolo sprofonda senza lasciare traccia viva della propria sopravvivenza. Paul

celan arriva a immagini poetiche che erano già presente in papavero e

memoria, ma queste immagini vengono rese più complesse e astratte, e sono

sempre dominate dall’oscurita, alla quale la parola poetica risprofonda, asse

portante è amore, unica ancora di salvezza all’oscurità in cui la vita di ciascuno

sprofonda. “Mille e mille tenebre di un discorso gravido di tenebre” insignito del

premio buchner (buchner autore più potente X innovazione del periodo tra

1813-1837, rivoluzionare le opere teatrali dell’epoca, svolta che riguarda un

teatro fatto di personaggi veri che vengono portati in scena. Buchner preis è

uno dei premi letterari che esiste ancora oggi), nel discorso di ringraziamento

“Il meridiano” prende posizioni a proposito della lirica dopo auschwitz,

ricollegandosi alla figura di Lenz, buchner scrive 3 opere teatrali e una novella

che si intitola Lenz. Il Lenz è il resoconto della vita di uno scrittore di nome

Lenz, dello Sturm und drang, che viveva a weimar e che goethe conosceva, e

che “al 20 di gennaio andava attraverso i monti”. Lenz è impazzito e decide di

lasciare weimar per andare a vivere su un monte, gesto di Lenz che si sposta,

Paul celan coglie emancipazione del personaggio che si svincola dalla corte di

weimar, diventa correlativo oggettivo della civiltà stessa che si emancipa e

abbandona la civiltà e raggiunge una situazione di inciviltà- ciò che colpisce

celan è che emancipazione di Lenz avviene il 20 gennaio, giorno della

conferenza di Wannsee (1942, eichmann e i kapò decidono la endlosung), inizio

della caduta dell’uomo nell’inciviltà, nell’oscurità, progressivo abisso.

Ricorsività della data che interessa celan perché ciascuno di noi ha un 20

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gennaio, giorno di profonda rottura, di trauma, valore collettivo e culturale. Paul

celan tematizza la data in “tubingen, janner” a tubingen visse holderlin che

visse in una torre perché pazzo, janner forma antica di januar,nel 61 viene

pubblicata, è una delle liriche più importanti per far risorgere la parola poetica

dopo auschwitz. È più complessa, astratta, rivolta al silenzio e all’oscurità, ma

c’è anche possibilità di redenzione per l’umanità, legata all’avvento di un

messia, un uomo nuovo che potrebbe salvare l’umanità. Ripropone figure

tipiche della tradizione tedesca, (holderlin), forme tipiche tedesche (verso

libero), all’interno della cultura tedesca per svelare dal suo interno le ricadute

della shoah, ma essendo di origine ebraica non può che essere di confronto.

Capace di porsi sul crinale tra le due culture, della soglia, della grata di parole,

sempre in bilico tra due realtà. Ha integrato cultura tedesca e ebraica e

cercando una sintesi tra le due.

Tubingen, janner

Un luogo è una data, un luogo della memoria, connotato dalla presenza di

holderlin e nel quale lui si muoveva tra una realtà che gli era diventata

estranea, era stato rinchiuso e ripeteva “Pallaksch, Pallaksch” risposta che

dava sia per si che per no, non ha senso. Situazione di oscurità nella quale ci

stiamo muovendo, occhi che non vedono più la realtà come la vedevano prima,

ricordano le torri di holderlin a tubingen, ricordano un enigma, non ha supporto

dello sguardo. (Freud, ricordi di copertura, falsi, il nostro inconscio li deve

costruire per sopportare un dolore che sarebbe insopportabile). Occhi resi cechi

dalla storia, il ricordo può essere finto e si collega con holderlin e alla sua follia

mentale. Inabissanti parole, che si abissano, parole di speranza che annunciano

avvento di un messia, congiuntivo esortativo (kaeme), se questa figura

nascesse, anche questo patriarca potrebbe confrontarsi col mondo dopo

auschwitz, potrebbe soltanto balbettare continuamente. Impossibilità di dire

fino in fondo questo periodo, il dolore causato dai tedeschi, il messia si

troverebbe dinnanzi a una realtà che non gli darebbe la possibilità di parlare.

Nell’ultima fase della produzione dell’autore il buio ha reso quasi impossibile

testimoniare sulla e la shoah. Chi l’ha vissuta è disturbato dallo spettro della

Shoah, come Lenz e holderlin erano sempre disturbati dallo spettro della follia.

Celan ci dice che le sue poesie sono incontri, un rimpatrio, un ritorno a casa

che è oscura, silenziosa, ma anche della morte, coinvolge sia la testimonianza

della shoah, sia una possibilità di ritornare in un altro mondo, offeso e

danneggiato dal nazismo. Paul celan si è suicidato, impossibilità di sopravvivere

alla shoah stessa.

Luoghi della memoria

Alcuni luoghi emergono già all’interno della poesia di celan come luoghi della

memoria, spazi del ricordo, legati a eventi storici che non hanno esitato a

entrare nell’immaginario del secondo dopo guerra. Importante capire cosa è un

luogo della memoria e quali tipologie possiamo categorizzare. Monumemoire,

jacques derrida, in glas usa questo termine per indicare lo spazio mentale in cui

vengono involontariamente preservati i ricordi di un evento. (Come la selezione

dei ricordi, i ricordi di copertura, senza oblio l’uomo non potrebbe vivere,

sovrascrivere i ricordi, memoria simile alla lavagna magica in cui scriviamo e

cancelliamo quotidianamente, le tracce che rimangono sono i nostri ricordi).

Pierre Nora ha pubblicato una raccolta che si intitola les lieux de memoire, Nora

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distingue tra tre tipologie diverse:

- Luoghi materiali: i musei, i monumenti, gli archivi e le biblioteche. Spazi

fisici costruiti nei quali prevale la relazione della memoria con la storia. Sono la

materia di cui è costituita la storia stessa. Campi di concentramento, di

battaglia, commemorativi, i monumenti- denkmal (congiuntivo esortativo:

ricordati). Memoria rimanda a un episodio collettivo, vissuto da un’intera

nazione. Jan assmann, secondo lui i luoghi della memoria possono diventare dei

mnemotopi (luoghi della memoria), spazi fondativi per la costruzione della

memoria identitaria. È necessario ricordare per non ripetere gli stessi errori,

sempre funzione pedagogica.

- Luoghi simbolici: non sono fisici ma hanno a che vedere col tempo del

ricordo, non hanno materialità ma sono legati alle ricorrenze, agli anniversari,

al tempo del calendario (espressione di Paul ricoeur), che è scandito da una

serie di eventi. (Es. cammino di Santiago, il 20 gennaio del 42, 27 gennaio

giorno della memoria) Walter Benjamin dice processo di rimemorazione,

esistono luoghi della memoria di tre tipologie, individuali collettivi e culturali,

gli stessi aspetti della memoria, quando la memoria individuale è condivisa

diventa collettiva, l’insieme delle collettività del ricordo costituisce la memoria

culturale. Commemorazione ha obiettivo di ricordare l’evento e mantenerlo

vivo, ma ha anche valore diverso a seconda del gruppo sociale che si riferisce a

quell’evento.

- Luoghi funzionali: compito di riattivare il ricordo attraverso messe in

scena, libri, film, installazioni, teatro, esposizioni, non c’è luogo fisico ma la

scrittura, che è custode della memoria culturale. (draussen Vor der tur di

Borchert, Beck che è rimpatriato si trova davanti alla porta delle persone che

sono rimaste a casa mentre lui era stato mandato nella guerra, i suoi compagni

tutti uccisi, dramma del reduce, messo in scena e rappresentato nella forma

del radiodramma, ricordare il trauma di chi aveva vissuto la guerra al fronte).

Mettere in evidenza la performatività del ricordo. Pietre d’inciampo, compaiono

lungo i marciapiedi, si legge il nome di chi abitava e dove è stato ucciso, effetto

straniante e obiettivo di ricordare la shoah. Libri lei lo sapeva e lei ha mai visto

Hitler, due testi di Walter kempowski come volumi d’inchiesta, risposte

protocollate durante il secondo dopo guerra intervistando i tedeschi per la

strada, dicendo solo lei lo sapeva? Tutti capiscono immediatamente a cosa si

riferiva, ma quasi tutti negano, il lettore è invitato a confrontarsi con questi

ricordi e a prenderne parte. Lei hai mai visto Hitler, posizione dei tedeschi,

quasi tutti percezione secondo la quale hitler era figura positiva, chi l’aveva

visto l’aveva vissuto nella quotidianità degli eventi. Dipendenza psicologica dei

tedeschi da questa figura carismatica. Kempowski ha anche dedicato opera in

10 volumi echolot, eco scandaglio, sonda Marina, che genera suoni per

scandagliare le profondità marine. Diario collettivo della guerra, per scrivere

queste opere mette annunci sui giornali di oggetti relativi alla seconda guerra

mondiale, raccogliendo ciò che gli veniva spedito organizza il diario collettivo,

realizzazione coro babilonico della memoria. Film Shoah (1985) del regista

lanzmann che si è avvalso della testimonianza di chi ha vissuto la shoah

(vittime, carnefici, fiancheggiatori). Auschwitz luogo emblematico e sacro per la

cultura delle vittime, ma ci sono anche città emblematiche e controversi come

Berlino, Dresda, Amburgo, Londra e coventry memorie differenti legate a

specifici eventi. Moglie di assmann, Aleida, scrive un libro sul confronto tra i

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passati tedeschi, 4 tipologie di memoria:

1. Vittime, dolore condiviso, non ricadono solo gli ebrei ma anche i tedeschi

morti al fronte e quelli che sono morti o abbandonare tutto ciò che avevano

durante i bombardamenti

2. carnefici, coloro che hanno fatto le azioni, kapò nazisti ecc

3. Perdenti

4. Vincitori, coloro che hanno vinto, ma anche i carnefici perché hanno

bombardato, hanno ucciso i tedeschi al fronte

Discorso sulla memoria coinvolge una serie di Stati d’animo, parla 3

stabilizzatori della memoria: l’emozione, il simbolo e il trauma. Ogni ricordo si

sedimenta in noi se è legato ad un’emozione, altrimenti ricade nell’oblio, deve

anche essere simbolo di qualcosa, se non simboleggia più niente non esiste

ricordo vivo, un trauma incide nella nostra memoria un evento. Auschwitz

luogo depositario delle memorie, delle vittime, e dei carnefici, (auschwitz= tutti

i campi), ha assunto nella scrittura una serie di significati differenti a seconda

del gruppo sociale della memoria che si è riferito ad esso. Luoghi della

memoria sono fragili e possono essere facilmente dimenticati o profanati

quando non esiste più testimonianza diretta di chi ha vissuto il campo.

Rapporto della testimonianza coi luoghi della memoria e campo di

concentramento -> difficoltà ad ottenere testimonianza vera della shoah da

parte di celan, testimoniare fino all’ultimo la shoah è impossibile.

Consapevolezza anche di primo levi, concetto molto complesso ma importante

per capire come avvicinarsi a auschwitz e alla sua memoria. “Zona grigia”

spazio in cui si snoda la lunga catena di congiunzione tra vittima e carnefice,

da i “sommersi e salvati” citazione di cui se ne appropria Giorgio agamben,

filosofo, zona grigia luogo dove non si riesce a distinguere che è colpevole e chi

è vittima. Sonderkommando vs. Musulmano(lagersprache), difficoltà della

testimonianza, distinzione tra vittime e carnefici. Musulmano, definito così

perché era ebreo ricoperto di stracci, Colui che continuava a ripetere

un’espressione indecifrabile, dentro le quali primo levi riconosce la

testimonianza della shoah, quel suo balbettare che non ha senso,

incomunicabilità della shoah. Agamben formula la sua teoria secondo la quale

la testimonianza è costituita da coloro che sono morti, la shoah è

intestimoniabile, indicibile, è talmente grande e vasta che non si può

presentare. Testimone integrale o radicale, colui cha ha vissuto la shoah fino in

fondo e non potrà mai testimoniarla, rispetto al testimone.

Peter Weiss

Origine ebraica, riesce a fuggire mentre sua sorella no, nel 65 inaugura “teatro

documentario”, una delle risposte date dalla letteratura tedesca per

rappresentare la cultura tedesca nella sua complessità L’istruttoria, oratorio in

11 canti , istruttoria termine del tedesco giuridico, oratorio accezione

musicale, il cui grande esponente era stato Bach, musica religiosa scritta

suonata e cantata nei refettori dei chiostri, coro di ringraziamento, peter weiss

si riappropria della cultura tedesca più profonda Come celan; canti richiamo

alla divina commedia di Dante, modello a cui i ispira per comporre la sua

istruttoria. Offre luogo legato alla topografia del campo di auschwitz, costruito

e rappresentanti come un teatro attraverso le testimonianze dei vincitori

perdenti vittime e carnefici. Ricostruire il tribunale di Francoforte che aveva

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celebrato i processi di auschwitz tra il 63 e il 65, dopo processi di Norimberga e

a Gerusalemme, contro i criminali sopravvissuti ai processi, e che non erano

stati ancora giustiziati. Weiss partecipa perché giornalista. 11 canti in cui

struttura la sua istruttoria, essere ambientati in 11 luoghi diversi, struttura

inversa rispetto alla divina commedia, struttura discendente nell’orrore del

campo di auschwitz stesso. Scene ci portano all’interno di luoghi della memoria

del campo che hanno significato diverso a seconda del testimone che ne parla.

Weiss scrive e trascrive testimonianze che sono sia degli internati sia di chi

aveva compiuto la shoah stessa. Costruisce 11 canti “canto del lager”. Canto

successivo è quello immediatamente dopo fa riferimento esplicitamente a due

figure dandogli nome e cognome. Testimonianza di attori che saranno

individuati solo col numero, Testimone 1,2,3. Canto dell’ufficilae schlark di cui ci

viene descritto il suo atteggiamento durante il processo di negare la realtà dei

fatti.

Peter weiss prospettiva documentaria, tendenza della letteratura tedesca del

secondo dopoguerra. Letteratura che nasce e si sviluppa grazie a weiss che

porta in scena l’istruttoria, fonte sono i processi di auschwitz (63-65) a cui

partecipa e prende appunti, istruttoria= bozza del verbale di un processo, di

una riunione. Portare in scena le voci dei testimoni diretti della shoah. Weiss

era stato costretto a lasciare la Germania e aveva vissuto la shoah come un

sopravvissuto che si sente colpevole di ciò, sensazione di colpevolezza che

alimenta la sua produzione letteraria, 11 canti che ricordano la divina

commedia, ci portano sempre più al centro del male, shoah pozzo che scende

sempre più verso il male (più si scende più i gironi ospitano peccatori che

hanno commesso peccati sempre più gravi, in fondo c’è il diavolo). Sorta di

forma musicale dell’oratorio, ogni canto ci porta sempre più vicini alla

sofferenza assoluta, ogni canto ci porta vicino alla testimonianza vera sulla

shoah. Chi è il vero testimone, può testimoniare auschwitz fino in fondo,

solamente chi ha subito la persecuzione finto alle estreme conseguenze. Dolore

che riguarda tutti e che vuole esprimersi. Testimoniare la shoah è necessario in

modo pedagogico. Erziehung, educazione dopo auschwitz, umerziehung ri

educazione, gli alleati a voler portare in scena peter weiss, perché secondo loro

è allineata alla ri educazione del popolo tedesco, momento di confronto della

coscienza collettiva tedesca con la barbarie di auschwitz e del terzo Reich.

Mettere in scena attraverso un luogo funzionale della memoria un luogo

materiale della memoria, attraverso il racconto di chi l’ha vissuto, il resoconto

su auschwitz non è frutto della sua fantasia o della sua trasposizione poetica, è

solo ciò che è stato detto dalle vittime e dai carnefici durante i processi di

Francoforte. Testimonianze delle vittime e dei carnefici, un oratorio in cui tutti

parlano di quanto accaduto, le voci si sovrappongono, le testimonianze sono

delle vittime, dei carnefici e dei fiancheggiatori che appoggiarono col loro

silenzio lo sterminio. Testimoni non sono mai indicati col loro nome ma col

numero, stato di testimonianza collettiva, esperienza del singolo vale per tutti

gli internati, e lo stesso vale per gli imputati che non hanno nome o cognome,

ma sono indicati solo con “imputato”. Weiss porta in scena semplicemente

l’aula del tribunale, come risultato abbiamo il fatto che solo ciò che viene detto

è importante, ciò che viene detto e non viene detto, che rimane tra le righe

delle testimonianze, silenzio profondo, il fatto che chi ha vissuto fino in fondo

non può più parlare. Alternanza tra testimoni, imputati e giudici. Ci viene

22

spiegato come si è compiuto il viaggio, che durava in media 5 giorni, “carro”

trasporto del bestiame, si guardava fuori inconsapevoli della destinazione che

si stava per raggiungere. Descrizione dell’approdo a auschwitz, treno che si

ferma e comincia a essere “rastrellato”, cominciano a scaricare i bagagli,

vengono tolti i beni più preziosi e i vestiti, inizia la selezione, donne e bambini

vs uomini. Luogo della memoria intriso di morte, l’odore è già quello dei corpi

bruciati, del fumo dolciastro, cielo rosso di sangue. Da un punto di vista

musicale l’oratorio: testimonianze si collegano a quella precedente, si prosegue

la narrazione, il canto, ne emerge una sorta di coro di diverse voci. Testimone 4

ricorda il momento della selezione, ora di cristo nel momento del giudizio, kapò

nazista che col dito compie la selezione, si sente Gesù cristo che può dare la

vita o la morte durante il giudizio universale. Sistema concentrazionario è

basato su una serie di falsi, auto della croce rossa finte che nascondono il fatto

che i soggetti verrano portati alla morte, qui entra la testimonianza n 5,

haftling significa prigioniero. Interviene il giudice e l’imputato che si dichiara

innocente. Testimone 6 interviene, costruzione della memoria legata a un luogo

come auschwitz è complessa, memoria opera attraverso diverse e complesse

strutture in cui devono convergere diversi quadri sociali, non esiste solo la

memoria individuale ma esistono diverse memorie collettive. Ricadute sulla

cinematografia, dalla prospettiva documentaria sono nati esperimenti legati

alla shoah film del 95 di claude lanzmann “Shoah” che ha viaggiato in Polonia

filmando una progressiva discesa nell’abisso di auschwitz, è costruito

attraverso il montaggio di testimonianze legate a auschwitz. Ci fornisce un

quadro complessivo su auschwitz e sul suo funzionamento, triplicità della

memoria: ebrei (vittime), tedeschi (carnefici) e polacchi (fiancheggiatori). Ne

emerge un quadro difficile che dimostra come la reggenza nazista sia riuscita a

nascondere lo sterminio sotto la normalità, serie di eufemismi per descrivere la

realtà della guerra.

W.G Sebald

Nasce in Baviera in un piccolo paese che abbandonerà per lavorare come

lettore all’università di Manchester, comincia la sua carriera letteraria che è

parallela a quella di docente universitario. Si divide tra pubblicazione

accademiche e narrativa fondata sulla relazione tra scrittura e immagine,

corredato da un ampio apparato iconografico di quadri ecc che confermano ciò

che raccontano, documentano quello che è stato, la realtà può essere

falsificata anche attraverso la pittura e la fotografia, ruolo della fotografia era

svolto dai dipinti, bloccano il tempo, fermano una frazione di un tempo

irripetibile, oggetto quasi magico che riapre una porta sul passato e sulla

memoria, soggettività e duplicità della fotografia che riemerge nella narrativa

di Sebald, che dimostrano come la sua opera sia un tentativo di salvare

dall’oblio la vita dei singoli, la scrittura è l’immagine debbano vivere e

cooperare per salvare la memoria dell’oblio. Attraverso le sue narrazione

incentrate attorno a figure singole, la cui esperienza nella storia tedesca del

900 diventa esperienza collettiva che coinvolge aspetti della memoria culturale

europea.

- Gli emigrati, 4 persone che sono stati travolti dalla storia del 900 il primo

è il suo insegnante delle elementari ebreo che subì la shoah e si suicidò. Zio di

Sebald, un pittore famoso che vive a Manchester e ci riporta nell’ambito della

23

persecuzione.

- Gli anelli di Saturno

- Austerlitz esce nel 2001 in cui sebald muore in un incidente d’auto, ci

mostra la parabola di un bambino austerlitz, che attraversa il destino della

Germania nazista dalla quale riesce a sopravvivere. Sebald lo incontra, è

adulto, Jacques austerlitz, è un architetto che vive a Londra, si incontrano

casualmente a Anversa nella sala dei passi perduti della stazione. È un 50enne

che ha un passato incredibile, cresciuto in Inghilterra ma nato a Praga e origini

ebraiche, portato in Inghilterra quando era un bambino con uno di quei treni

speciali che rappresentavano l’ultima possibilità di salvezza per i bambini ebrei.

I suoi genitori lo mettono su questo treno affinché fosse adottato in Inghilterra

e si salvasse, cosa che riesce. È convinto di non essere un bambino

particolare, ma di essere rimasto nato lì, quando deve fare il primo esame

scolastico la maestra gli dice di scrivere il suo vero nome. Da lì ricostruzione

del passato di questo ragazzo, processo complesso che si fonda sul racconto di

quello che sanno i suoi genitori, riesce arrivare a Praga e a conoscere la balia

che l’ha seguito nei primi anni di vita. Sa che la madre è stata portata nel

campo di Theresienstadt che esercita fascino per gli studi sulla shoah, luogo ai

margini dell’impero austro ungarico, che esiste ancora oggi, era un ghetto nel

quale gli ebrei venivano selezionati, 44 gli aguzzini di Hitler scelsero per

realizzare il più grande “fake” incaricarono Gerron di fare un documentario

all’interno di Theresienstadt (siedlungsgebiet = luogo di trasferimento). Kurt

Gerron è internato con la moglie al quale gobbels promette la libertà se avesse

fatto il film. Gli viene chiesto un lungometraggio il cui primo titolo è Hitler

regala una città agli ebrei, terra promessa, messa in scena di una quotidianità

normale che gli stessi ebrei recitano. Distribuita in Germania è mostrata ai

tedeschi, per dimostrare che gli ebrei erano stato ricollocati in una città dove

potevano vivere in modo dignitoso. Austerlitz guarda il lungometraggio per

vedere se vede la madre, è convinto di averla vista ma in realtà non è lei. Serie

di vite singole che hanno ruotato intorno a austerlitz. Nel suo nome evoca tre

cose: omofono imperfetto di auschwitz, ricordo storico della battaglia dei tre

imperatori di austerlitz del 1805 in cui Napoleone vince su imperatori, stazione

di Parigi d’austerlitz dove partivano i treni dalla Francia. Serie di tracce, es

traccia napoleonica è legata alla concezione della storia che ha un suo inizio

proprio in quella battaglia, in cui l’uomo prevarica la natura, incapacità di

convivere nella natura in modo armonico. Tecnica che si dimostrerà antagonista

principale dell’uomo stesso da austerlitz a auschwitz, storia di progressivo

allontanamento dalla natura e incremento tecnologico. Confronto con

Theresienstadt che è spazio della memoria collettiva europea. Luogo

identificativo dell’animo umano di costruirsi una serie di fortezze attorno per

non provare il dolore. Theresienstadt ha struttura a stella, quasi destinato a

ospitare la popolazione ebraica, custodisce un segreto con cui austerlitz si

confronta, con i luoghi in cui la madre è stata. Città caratterizzata da un senso

di abbandono, oscurità nella quale è sprofondato il ricordo della shoah.

- Vertigini, sentimenti

Ci parla della memoria culturale europea attraverso una serie di viaggi a luoghi

fondamentali della memoria europea, reise literatur, incontra personaggi che

hanno delle storie incredibili alle spalle.

STORIA NATURALE DELLA DISTRUZIONE

24

Memoria europea e memoria individuale di Sebald stesso. Guerra aerea,

distruzione della Germania sotto i bombardamenti prime cose che Sebald

ricorda della sua infanzia. Nasce nel 45, primi ricordi cumuli di macerie che

caratterizzavano la sua realtà. Autore ci porta nella sua memoria, nel suo

passato, e ci racconta della sua infanzia. Sebald ci parla del fatto che il ricordo

dei bombardamenti fosse legato ai cumuli di macerie che vedeva da bambino.

(In vertigini ci dice che nei cinegiornali, invenzione di goebbels, di propaganda,

macerie erano circostanze naturali della città, vedeva cumuli dappertutto.

Questione legata alla letteratura e alla rappresentazione della guerra aerea nel

suo volume che nasce come una serie di lezioni di poetica all’università di

Zurigo nel 97. Viene pubblicata originariamente nel 99, storia naturale

distruzione anche titolo delle lezioni di poetica che tenne all’università,

obiettivo proporre ragione convincente della distruzione fatta dagli alleati sulla

Germania. Necessità di scrivere in modo realistico dei bombardamenti,

consapevolezza che nel secondo dopo guerra le tendenze letterarie non

avevano mai rappresentato in modo convincente la distruzione della Germania

sotto i bombardamenti. Tendenze letterarie secondo dopo guerra: Realismo

magico sdoppiamento reale per non affrontare sofferenza e trauma, realismo

(letteratura delle macerie, del Kahlschlag), documentarismo, sperimentazione.

Non descrivono mai in modo compiuto il momento della distruzione. Dibattito

intorno alla guerra aerea che ha coinvolti autori e intellettuali che erano in

accordo- del tutto in disaccordo. Documentarismo: alexander kluge. Sin

dall’inizio Sebald gli fa riferimento, soprattutto per la sua grande capacità di

avere reso è constatato il fatto che la guerra aerea non sia mai stata una

traccia di dolore di cui si è parlato nella storia della letteratura tedesca. Sebald

punta il dito contro l’oblio in cui è caduta la distruzione della Germania,

campagna di distruzione della Germania dal 42 al 25 aprile del 45 l’aveva

ridotta in un campo di macerie. Evento diventato un tabù, del quale non si

poteva parlare della guerra aerea perché chi aveva distrutto la Germania stava

governando il paese. Quando cade il muro, la Germania riprende il proprio

potere, da Zurigo Sebald accusa, ritorna in Germania solo due volte per breve

tempo, ritrova una nazione volta a dimenticare e ricostruire. Nel momento in

cui cade il muro di Berlino primo problema che si pone è di ricostruire identità

nazionale comune, processo di costruzione identitario che nel caso di ex BRD e

DDR deve essere a partire dall’ultimo momento in cui sono stati uniti cioè

dodicennio nero (1989-2005) tentativo di rifondare dal passato comune, dagli

errori commessi nel passato condiviso. Boom di pubblicazioni relative al

passato nazista, e alcuni hanno cominciato a tematizzare guerra aerea nel

2003. Der Brand di Friedrich, esce nel 2003, è uno storico che decide di

confrontarsi con questo episodio. Als feur Von Himmer fiel, stabilizzare il ricordo

dimenticato per anni, processo che ha corso il rischio di trasformarsi in un culto

delle vittime, rendere le celebrazioni quasi un’equiparazione alle vittime della

shoah.

26 aprile

Narrativa e saggistica, storia naturale della distruzione è un saggio critico,

opere narrative come austerlitz, vertigini… Sempre rapporto tra parola e

immagine. Sinergia tra testo e fotografia, che è sia uno strumento che aiuta la

memoria a ricordare il passato, sia un documento che nasconde una serie di

25

insidie per la memoria stessa e per la storia, ma la fotografia può anche essere

falsa. Anche all’interno di storia naturale..il rapporto viene problematizzata, la

scrittura per Sebald parte sempre da una memoria che è mediata dalle

immagini dei ricordi che noi abbiamo, considera la scrittura come una

descrizione di immagini, bisogna visualizzare qualcosa prima di raccontarlo. Per

sebald il ricordo delle notti di bombardamento è stato trasmesso attraverso

immagini depositate nelle mente di chi ha vissuto gli eventi, si sono depositati

in modo differente, autori hanno narrato, descritto la guerra aerea da una

prospettiva diversa, che dipendeva dalla sensibilità diversa che questi autori

avevano, una serie di correnti letterarie che hanno raccontato la distruzione

della Germania da prospettive diverse, il realismo magico, il realismo, il

documentarismo e la sperimentazione. Soprattutto la prospettiva

documentaristica è da seguire per il trauma della guerra aerea,

particolarmente quello di alexander kluge. Correnti diverse tra loro, ma che

hanno dovuto fare i conti con la congiuntura storica secondo la quale la

Germania aveva perso è divisa in due parti, rendeva la scrittura del dolore

tedesco qualcosa di complicato. Tutti gli autori che appartenevano a Germania

dell’ovest, nell’est il tema della guerra aerea era da considerarsi già superato e

i temi che si affrontavano, da una prospettiva controllata dal partito, censura,

linee guida agli scrittori, il tema da affrontare era quello dell’approdo nello

stato socialista, ovvero una scrittura che doveva confrontarsi con la realtà dello

stato socialista, per dimostrare quanto fosse bella e antifascista. Nella DDR i

russi avevano interesse a strumentalizzare i momenti di commemorazione, per

metterli contro il blocco occidentale, furono organizzate commemorazioni ma

non con la volontà di voler ricordare chi era scomparso, ma con l’obiettivo di

colpevolizzare gli inglesi e gli americani, di modo da creare sempre più una

distanza tra BRD e DDR. Nella DDR la questione della guerra aerea divenne qui

un tabù, ma ciò vale anche per la BRD secondo Sebald, con la sola eccezione di

alexander kluge e nossack (solo per un’opera), non sono riusciti a tematizzare

in modo convincente la guerra aerea.

Sebald affronta tematica tra letteratura e guerra aerea da una prospettiva che

vede in primo luogo i romanzi del realismo magico: la città oltre il fiume di

kasack e nekya (doni che venivano portati agli dei nell’oltretomba da chi

moriva secondo l’antichità greca) e die kathedrale di de mendelssohn, ma

anche vergeltung di gert ledig. I primi due sono particolarmente significativi

perché escono nel 47. Nella prima sezione di storia naturale parte da una

considerazione che riguarda questi romanzi, paradossale perché la morte dei

tedeschi sotto i bombardamenti avrebbe dovuto rappresentare lutto, perdita,

eppure tra gli esempi che ricerca c’è ne sono pochi che rappresentano questo

tabù della guerra aerea. Oltre ai testi del realismo magico, prende in

considerazione altri tre. 1 parte più generale, 2 letteraria, 3 più personale

perché scritta dopo le lezioni tenute a Zurigo, ricapitola aspetti del suo sviluppo

personale, rispondendo alle critiche che gli sono state mosse. Le prime

testimonianze relative alla guerra di bombardamento sono raccolte anche in

queste tre opere:

- Alexander kluge, geschichte und eigensinn, serie di indagini che kluge ha

condotto e poi montato in un grande collage

- Enzensberger, Europa in trummern raccolta di testimonianze oculari dal

44 al 48. In questo testo convergono una serie di testimonianze oculari

26 che Sebald trova utile per condurre la sua critica attorno alla dubbia

rappresentazione letteraria della guerra di bombardamento.

- Alfred Doblin, schicksalsreise, resoconto del viaggio della famiglia Doblin

dall’ascesa di Hitler fino al rientro in Germania, perde un figlio, parla delle

difficili condizioni della famiglia in esilio, ma delle sue impressioni quando

rientra. Descrizione di individui che in mezzo alle macerie si

comportavano come se nulla fosse. Realtà come condizione naturale delle

città in cui vivevano.

Ricordo di cui non si doveva parlare, tacita intesa che ha reso la guerra aerea

un tabù nella memoria collettiva tedesca. Bombardamenti sulle città tedesche.

Giudizio di Sebald che sceglie i testi volutamente per tralasciarne altri.

Vergeltung di ledig rappresenta in modo convincente la situazione del dopo

guerra. Segreto non confessabile a chi era rimasto in Germania durante la

guerra. Sebald si avvale della testimonianza di nossack, la fine, che appare nel

48 e che ci descrive secondo Sebald in modo documentaristico le fasi

dell’attacco aereo su Amburgo del luglio del 43. Testimonianza diretta di

nossack che vive lì nei giorni del bombardamento, amburgo fu rasa al suolo

durante l’operazione millenium, nossack si trovava nelle colline fuori Amburgo

quindi assiste dall’esterno. Ci racconta della sua volontà di tornare a Amburgo

dopo il bombardamento, per avere i propri diari, flusso di persone

sopravvissute che abbandonano la città, sfollati, in silenzio e ciò sembra

anticipare il silenzio che avrebbe avvolto questo tema. Silenzio sinistro che ha

avvolto la tematica, tabù della memoria che sembra avere caratterizzato tutta

la letteratura del secondo dopo guerra secondo Sebald. Autori abbiano

nascosto il ricordo attraverso strategie linguistiche e retoriche, silenzio sinistro

caratterizza gran parte della scrittura tedesca successiva alla seconda guerra

mondiale.

Opere del realismo magico: nekya innalza la realtà a livello mitico, Amburgo

sotterranea che sembra rappresentazione dell’oltretomba dell’antica mitologia.

Forma di rappresentazione della realtà nella quale convergono elementi legati

al mondo della magia e al meraviglioso insieme di eventi sovrannaturali che

non hanno nulla a che vedere con un trauma o un dolore. Tutte le opere del

realismo magico innalzano la realtà della distruzione a un livello magico. Alle

città viene sempre corrisposto un doppio in cui o vivono regole magiche in cui

la vita continua una volta che è stata interrotta sulla terra, o visione mitologica

della realtà che non trasmette alcun trauma, anche la religione ha un ruolo

importante perché aiuta a sopravvivere e a rielaborare il lutto. Die stadt Inter

dem strom, Amburgo che vive ancora dopo la distruzione. Sebald dice che sono

opere descrittive, che non problematizzando la realtà in cui si sono trasformate.

Testo del 78 feuersturm über hamburg, opera descrittiva e compilatoria,

rappresentazione pseudo documentaria della distruzione, non veritiera. Che

doveva mitigare il ricordo e rendere la descrizione un qualcosa di innaturale,

rielaborato nella coscienza collettiva, nel 1978 i tedeschi sembravano come

una comunità che pareva uscita da quella guerra senza particolari danni

psicologici. Tedeschi bravi nell’anestetizzare la memoria. Normalità della vita

quotidiana, aspetto della banalità del male. Perfetto meccanismo di rimozione

del passato, tacito segreto condiviso. Sebald punta il dito contro i tedeschi

dicendo che le loro energie psichiche sono state convogliate introno alla

ricostruzione, allo sviluppo economico, ma mai intorno a un ricordo del passato,

27

nei confronti di del quale si è preferito rilegarlo ai margini del discorso. Silenzio

che Sebald critica costantemente. Rimozione della coscienza collettiva è stato

fondamentale fin dal primo momento successivo a i bombardamenti. Romanzi

del realismo magico hanno un limite, cioè in alcuni momenti crede a una

rappresentazione della distruzione che p riconducibile alla volontà di

nascondere i fatti, anche opera di nossack riconducibile a un romanzo lemurico

cioè romanzi che hanno a che vedere coi morti, visita nei regni degli inferi,

realtà parallele, che trascendono la realtà oggettiva dei fatti.

Documentarismo

Rappresentazione consapevole della guerra aerea. Sebald parte da un opera di

kluge, l’incursione aerea su halberstadt, città natale di kluge, prospettiva

documentaria anche perché kluge colloca una serie di immagini della

distruzione, tra queste immagini ve ne sono alcune di rilievo perché non vere,

altre città tedesche non halberstadt. Sinergia tra parola e immagine

fondamentale. Emerge un’oepra in cui la descrizione della memoria individuale

diventa qualcosa di collettivo, emblema, sintomo di quanto è avvenuto in tutta

la Germania. Collettività della memoria, in cui Sebald coglie specificità e

importanza della testimonianza. Cerca di spostare le macerie per proiettare un

film, secondo episodio due donne che si trovano sulla torre di avvistamento,

dopo aver comunicato che i bombardieri stavano arrivando, non se ne vanno

ma continuano raccontare ciò che sta avvenendo anche quando la torre cade,

terzo episodio fotografo che mentre cadono le bombe continua a fotografare

ciò che sta accadendo, incurante. Gran parte dei tedeschi, secondo uno

psichiatra americano, soffrono di una vera e propria rimozione del trauma.

Cittadina diventa caratteristica di oblio, rimozione che caratterizza tutta la

popolazione tedesca. Assenza nella letteratura di rappresentazioni convincenti.

Carattere discontinuo. Diari di Victor klemperer, archivio della memoria

linguistica del terzo Reich, testimonianza di incapacità dei tedeschi di scrivere

in modo convincente, particolarmente critico su klemperer per ciò che

concerne momenti in cui descrive bombardamenti di Dresda, paralisi delle

proprie capacità di scrittore, sovraccarico mentale e emotivo die tedeschi che

avrebbe condotto alla loro paralisi, troppo trauma troppo dolore -> testimoni

mezzi ciechi, paralizzati. Reck in tagebucher ricorda come alla stazione di

Monaco avesse visto sfollati che vagavano trasportando un corpo carbonizzato

di un bambino, secondo Sebald relitto di un passato da non voler accettare.

Colonne di profughi tema affrontato da nossack e da altri due autori: dagerman

e zuckerman, due giornalisti che hanno scritto una serie di resoconti per

giornali svedesi e inglesi, tedeschi vittime di mutismo, volontà dei tedeschi di

ripiegarsi su se stessi, distogliere lo sguardo dalla realtà, emerge anche da

testimonianza esterna la volontà di parlare di quanto è accaduto in modo

convincente. Caratteristiche che si ritrovano anche in nossack. Storia della

crudeltà umana dalla scimmia al bombardiere, opera di zuckerman, che

realizza una serie di documentari. Sebald costruisce opera che si basa anche

sui vincitori, anche zuckerman dice a Sebald che vorrebbe scrivere una storia

naturale della distruzione, ma non può perché fa troppo male, esempio di

memoria collettiva che si fonda sulla memoria individuale. Trauma deve essere

problematizzato.

II sezione di storia naturale della distruzione

28

Sebald sottolinea la centralità degli studi sociologici, psicologici e antropologici,

legati al trauma. Una storia naturale della distruzione debba occuparsi dei

profughi, e del loro istinto di fuga e di ritorno, insiste parlandoci della fine di

nossack in cui viene ampiamente descritta la volontà dei tedeschi di tornare

nella città bombardata. Volontà rende i tedeschi simili a assassini desiderosi di

tornare sul luogo del delitto. Non si vuole rielaborare il trauma ma solo ritornare

nella speranza che ciò che è accaduto in realtà non sia mai accaduto.

Reisesuch, smania di viaggiare, caratteristica che Sebald vede, e che boll ha

rappresentato come tipica dei cittadini della BRD. Irrequietezza che diventa

virtù cardinale dei tedeschi, e che ha reso una descrizione della realtà dei

bombardamenti veloce, irrequieta, scrittura veloce frammentaria, che ha

sorvolato su certi aspetti. La fine di nossack fa uso di espedienti retorici per

non parlare di altri episodi. Momento in cui nossack parla della natura e insetti

che imperversano nelle città bombardate. Realismo nella descrizione che

raggiunge tratti del documentarismo. Sebald riconosce che queste descrizioni

sono espedienti per evitare di descrivere i corpi accatastati tra le macerie,

nascondere la descrizione vera e propria. Descrizione della guerra aerea che

subisce il fascino del realismo ma che non arriva mai al documentarismo, resta

sempre al di qua tramite una serie di convenzioni linguistiche.

Realismo

Boll, letteratura delle macerie, adesione a ciò viene professata nella stazione di

Francoforte che i mercoledì organizzava pomeriggi letterari invitando autori del

epoca. Boll legge un suo documento che si intitola proprio adesione alla

letteratura delle macerie. La letteratura doveva trattare i temi delle macerie

interiori e esteriori. Letteratura di guerra, del reduce e delle macerie. La sua

generazione era stata definitiva come letteratura delle macerie. Boll si

inserisce in modo continuo nell’esperienza del gruppo 47, luogo di incontro

privilegiato della letteratura tedesca di una nazione che non aveva più il suo

centro. Propone una serie di testi fondamentali relativi alle tre tematiche del

reduce, delle macerie e della guerra. Nel momento in cui Boll inizia a scrivere è

un reduce che aveva vissuto al fronte e ritorna in Germania dipingendo una

serie di personaggi. Esperienza indiretta dei bombardamenti, nel romano der

engel scwieg pubblicato postumo nel 92. Romanzo legato a Colonia che è quasi

sempre il centro delle sue opere, nel momento del suo bombardamento. La

popolazione non era pronta. Boll pubblica una serie di opere intorno alle quali

c’è un testo che è biliardo alle nove e mezza, romanzo generazionale in quanto

racconta storia di una famiglia dalla fine della prima guerra fino alla

ricostruzione nei confronti della quale Boll è sempre stato critico, secondo lui

senza rielaborazione del passato, miracolo economico poggia su basi fragili.

Romanzo che esce nel 1959, anno di significato per la letteratura tedesca, si

colloca la svolta del romanzo tedesco, in cui avviene un mutamento all’interno

della letteratura tedesca stessa. 4 romanzi fondamentali a:

- Biliardo alle nove e mezza

- Halbzeit

- Congetture su jakob

- Il tamburo di latta, blechtrommel di gunther Grass. Romanzo per cui ha

vinto il premio Nobel, primo momento di confronto della Germania col

dolore subito e inflitto. Volle rispondere al quesito di adorno relativo alla

barbarie dopo auschwitz. Autore della Germania che accoglie subito la

29 sfida della letteratura nach auschwitz. serie di raccolte di poesie che ha

obiettivo di ricostruire la propria vita. Grass comincia a sentire una vera

poetica, e capisce che può aiutare non solo lui ma la lingua a uscire dagli

stereotipi propri della lingua del III Reich, abbandonare gli idilli, la poesia

assoluta. Vuole andare oltre il verdetto di adorno. Prospettiva ironica di

raccontare la storia nella letteratura, è legata una tradizione del picaro

spagnolo, si avvale di un’esperienza letteraria esterna del don Chisciotte.

Gli scrittori del gruppe 47 si sentivano come bambini che si erano scottati

le dita. Figura di un nano deforme oskar che è protagonista del tamburo di

latta. È nato sapendo già tutto, sa già che ha destino borghese. Decide

che una volta nato non crescerà più, compie gesti sacrileghi nei confronti

della chiesa e della politica, attraverso il suo tamburo grazie al quale

poteva intervenire nella storia. Prospettiva vera, non lineare, obiettivo

disturbare i grandi eventi che hanno scandito la storia della Germania.

Sorta di alter ego dell’autore. Racconta la storia dalla prospettiva dei

dimenticati. Parlare delle vittime, dei perdenti, le bugne che la gente

vuole scordare perché una volta ci ha creduto. Nel discorso che si intitola

“continua nella prossima puntata” dice che vuole dare voce a chi non ha

possibilità di esprimersi.

Tematizza no il passato nazista da una prospettiva nuova, messa a tema della

shoah e degli altri aspetti del prisma della seconda guerra mondiale. Difficoltà

di raccontare e di raccontare il trauma e il dolore.

3 maggio

Oscar forse stato concepito con lo zio, mamma si chiama Agnes e la nonna

Anna bronski, donna intenta a coltivare patate. Connotazioni sessuali molto

forti. Serie di scorribande notturne contro la religione cattolica e la morale. Con

il suo tamburo di latta, giocattolo preferito di Oscar. Piccolo Oscar è anche

assassino, perché fa errori, vero padre muore mentre si ingozza, lo zio muore

perché nella posta dove lavora stanno per arrivare i russi e il piccolo Oscar

induce lo zio a ingoiare il suo distintivo per non farlo trovare, zio muore

soffocato. Disturba la storia, col suo tamburo partecipa a una parata nazista e

trasforma la marcia nazista in un valzer che tutti ballano. Possiede anche un

urlo che distrugge i vetri, durante la notte dei cristalli partecipa a ciò

spaccando le vetrine. La storia non la possiamo guidare, possiamo intervenire

al suo interno per deformarla. Fondamentale anche per la questione della

morale e della religione. Grass vince Nobel e premio letterario principe delle

Asturie in cui ripercorre la storia del picaro nella tradizione letteraria, e il ruolo

della storia e il nazismo. Nasce in una famiglia cattolica di cui diffida molto,

“tanfo della chiesa cattolica”, Oscar fa pipì in chiesa sulla statua della

madonna, Oscar, col nome di Gesù, diventa capo di teppisti che fanno

scorribande a Danzica. Dissacrante e Grass deve andare in tribunale per

difendersi per vilipendio dell’onore e della religione. Chiesa cattolica nn ha

preso posizione ferma contro il nazismo; perbenismo dei tedeschi durante il

nazismo.

Nel romanzo gatto e topo, Grass è andato in tribunale per vilipendio contro la

religione e il costume pubblico, e contro la Germania stessa. Mostra come di

fatto la pericolosissima sovrapposizione tra ordine politico e religioso è tale da

non rendere possibile a chi viveva in quel epoca di decidere da che parte

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lingue e letterature straniere moderne
SSD:
Università: Bergamo - Unibg
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher MartinaRadaelli di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura tedesca e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bergamo - Unibg o del prof Calzoni Raul.

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