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Letteratura Tedesca I - Dall'Illuminismo al Tardo Romanticismo Appunti scolastici Premium

Appunti di letteratura tedesca basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Paleari dell’università degli Studi di Milano - Unimi, facoltà di lettere e filosofia, Corso di laurea in lingue e letterature straniere. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Letteratura tedesca docente Prof. M. Paleari

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Aufklärung

Immanuel Kant – Was ist Aufklärung? (1784) → un'uscita dell'uomo dalla propria minorità

imputabile a se stesso (selbst verschuldeten Unmündigkeit) [pag. 1 antologia]

motto dell'illuminismo→ Sapere Aude, osa conoscere. Abbi il coraggio di servirti della tua

ragione, di essere libero (→ emancipazione dalla chiesa e dallo stato)

3 concetti cardine: 1 – emancipazione

2 – libertà individuale

3 – società

→ Importanza di fare un uso pubblico della propria ragione → gli intellettuali iniziano ad occuparsi

della società ≠ visione individualista

Nasce in Francia e Inghilterra e si sviluppa in ritardo anche in Germania.

[ Descartes (1596-1650) (cogito ergo sum) , J. Locke (1632 -1704) (empirismo) ]

Ragioni del ritardo in Germania:

1- Guerra dei 30 anni (1618 – 1648) che porta alla frammentazione del paese in piccoli staterelli in

cui si viveva come in un feudo (ordine sociale di stampo medievale)

2- I primi sovrani ad aprirsi all'illuminismo furono Giuseppe II e Federico II d'Austria che tentarono

a lungo un processo di secolarizzazione (separazione rigorosa stato/chiesa) ma trovarono forti

resistenze (z.b. La nobiltà di campagna che aveva paura di perdere il potere)

Josephinismus vs forze conservatrici

Federico II vs Junker (proprietari terrieri) e pietisti.

3- le opere di Leibniz e Cartesio in francese vengono tradotte solo negli anni 20 del 1700

4 - anche gli altri teorici dell'illuminismo tedesco sviluppano le proprie teorie in ritardo:

J.C. Gottsched → opere più importanti ca 1730

G.E. Lessing → opere più importanti ca 1750

I. Kant → Kritik der reinen Vernunft (Critica della ragion pura) 1781 → quando viene

effettivamente teorizzato l'illuminismo tedesco.

TERMINE AUFKLÄRUNG:

aufklären = rischiarare, utilizzato per la prima volta nel 1691 nell'opera “Der teutschen Sprache

Stammbaum und Fortwachs oder teutsche Sprachschatz” di K. Stieler

Il termine nella sua accezione metaforica deriva dal Discorso del metodo (1637) di Cartesio

“comprendere i giudizi in maniera talmente chiara e distinta da non poterli mettere in dubbio”

geistlich erhellt → illuminato nello spirito

Gottsched → “il significato del termine Aufklärung lo conosce chiunque abbia imparato a

riconoscere attraverso occhi che vedono la differenza fra chiaro e scuro, Licht und Finsternis.

[…] appena viene portata la luce le questioni werden sichtbar”

Kant → unterscheiden zwischen ciò che ci viene imposto per via dogmatica e ciò che si può

provare

Lichtenberg → (scettico della Aufklärung) “si parla molto di illuminismo e si desidera più luce ma

a cosa serve se le persone non hanno gli occhi e chi li ha li chiude di proposito” → non fa che

rinforzare la teoria kantiana di minorità.

Il termine viene utilizzato per indicare l'epoca e il movimento storico nella Geschichte der

Philosophie di Hegel che in una lezione universitaria usa Aufklärung e Rationalismus come

sinonimi, considerando il primo come mero razionalismo dogmatico e privandolo di molti altri

aspetti, come la corrente dell'Empfindsamkeit o “cultura degli affetti” di Hölty e Klopstock.

PERIODIZZAZIONE DELL'EPOCA

1) Frühe Aufklärung → 1720/1730 – 1750 (Rationalismus di Wolff)

2) Hochaufklärung → 1750 – 1780 (Sensualismus/ Empirismus)

3) Spätaufklärung → 1781 – 1790 (Kritizismus)

1) Frühe Aufklärung

C. Wolff, Leibniz → filosofi della razionalità, nuovo modo di pensare e di fare letteratura

Gottsched → autore, nelle sue opere troviamo la logica deduttiva che il lettore/spettatore deve

intendere tramite l'intelletto

2) Hochaufklärung

Diventa complementare alla ragione anche l'atto percettivo, degli affetti.

Lessing → diatriba con Gottsched

J.J Bodmer, J.J. Breitinger (svizzeri) → trattati sulle categorie del “possibile” e del “meraviglioso”

che sottolineano il genio poetico in azione ( ≠ Gottsched)

Klopstock → tendenza dell'empfindsamkeit (culto dell'amicizia, unione mistica individuo/divinità,

si rifa alla Nouvelle Eloise di Rousseau)

3) Spätaufklärung

Kant → Kritik der reinen Verkunft, Kritik der praktische Vernunft, Kritik der Urteilskraft

( Critica della ragion pura, Critica della ragion pratica, Critica del giudizio) → sintesi fra

razionalismo ed empirismo grazie alla teoria della conoscenza → possiamo conoscere i soggetti

attraverso la razionalità (z.b. causa/effetto) ma le facoltà percettive possono mutare a seconda delle

situazioni (z.b. Se sono in un determinato spazio/tempo)

Tratti in comune alle tre fasi:

1) Zentralität der Vernunft (ragione)

2) Das Ziel der Erziehung des Menschen (liberazione dell'uomo dalla superstizione, dalla schiavitù

→ letteratura ha uno scopo pedagogico)

3) Neue wissenschaftliche Methode (sviluppo del sapere, idea del progresso)

4) Secolarizzazione

ASSOLUTISMO ILLUMINATO

fine 600 → grandi rivolgimenti in campo politico: ascesa del Brandeburgo, principe Friedrich

Wilhelm crea un esercito stabile, centralizza l'amministrazione e riduce il diritto della nobiltà di

influire sull'imposizione delle tasse.

Brandeburgo indebolisce la posizione della Svezia nel nord della Germania annettendosi nel 1657 il

ducato della Prussia orientale.

Sotto il governo di F. Wilhelm la capitale Berlino ebbe un notevole sviluppo urbanistico e la sua

politica mercantilistica che favoriva l'insediamento degli stranieri portò molti ugonotti francesi in

Germania.

Primi decenni del 700 → ruolo preminente dell'Austria è fuori discussione.

Con la fine della guerra dei 30 anni la controriforma aveva definitivamente vinto in Austria e il

paese era tornato quasi completamente al cattolicesimo, spesso costretto → espulsione dei

protestanti che non cedono alla conversione, annientamento di una cultura paragonabile per portata

al genocidio Hitleriano.

Arretratezza della civiltà letteraria austriaca in buona parte ricondotta a questo processo di

inflessibile separazione cattolici/protestanti che continua nel Settecento attraverso la censura.

PIETISMO E ILLUMINISMO

Negli ultimi tre decenni del 1600 acquistano grande risalto due personalità che non operano

direttamente nel mondo della letteratura ma danno impulsi essenziali: C. Thomasius e G.W.

Leibniz. → comune appartenenza alla Germania sudoccidentale protestante opposta alla Germania

controriformista.

Il Pietismo ha nutrito un'avversione verso la cultura di corte accusandola di favorire più gli artifici

che l'autenticità del sentimento e l'introspezione religiosa, e ha contribuito a rafforzare l'antitesi tra

sincerità del cuore e menzogna della forma che nella cultura tedesca del Settecento è diventata

luogo comune e anticipazione della ben nota antitesi Kultur/Zivilisation.

Ad Halle in Prussia furono fondate istituzioni di beneficenza (orfanotrofi, educandati, scuole) che

coinvolsero gli strati sociali più bassi e diventarono un modello per tutta la Germania al punto che il

pietismo deve essere considerato anche nella storia della pedagogia con inevitabili riflessi sullo

sviluppo linguistico e storico-letterario del tedesco.

Il Pietismo non fu affatto un fenomeno pacifico né accettato senza contrasti: il termine stesso

nacque come ironica definizione di chi non faceva altro che parlare di “pio” e “pietà” → le

avversioni non furono poche, soprattutto tra coloro i quali aderivano ormai alla nuova scienza, al

diritto naturale e alla filosofia razionalistica.

Il Brandeburgo è contrassegnato come realtà assai poco omogenea e priva di solide radici,

caratterizzata da una singolare mescolanza di moderno e medievale, progresso e reazione, libertà

dello spirito e assoluta obbedienza.

Thomasius difende i diritti del tedesco come lingua del tutto abilitata agli studi invece del latino,

ma era ben conscio del fatto che il tedesco del suo tempo soffrisse ancora di notevoli mancanze

espressive. Riferimenti analoghi anche nei testi di Leibniz.

L'influsso di Leibniz sulla cultura tedesca non si esercita dunque solo nel campo delle idee a

contatto con le sue opere filosofico-matematiche bensì più concretamente anche nell'attenzione alla

letteratura contemporanea, nonché nel proposito di rilanciare il mondo intellettuale con cui

intrattiene rapporti molto intensi.

Il vero maestro dell'illuminismo tedesco diventa però l'alunno di Leibniz, Christian Wolff (1679 -

1754), della cui filosofia è considerato spesso il divulgatore. Diventa anche importante per aver

scritto il suo sistema nella lingua madre creando una lingua filosofica tedesca che raggiunge già in

lui inaspettate possibilità espressive permettendo ai suoi scritti una penetrazione capillare nel paese.

Trasmette una profonda fiducia nella ragione; la filosofia ha lo scopo di illuminare lo spirito umano

in modo da rendere possibile all'uomo l'uso del proprio intelletto. Wolff identifica l'attività

intellettuale con il raggiungimento della felicità offrendo una motivazione potente per chiedere la

libertà di pensiero e la liberazione dalla tradizione.

Egli ha creato un metodo di analisi razionale, un metodo dimostrativo – deduttivo applicato a tutti i

campi anche non scientifici, vede il mondo come una macchina comprensibile creata da Dio che ha

assegnato all'uomo il dovere di sviluppare la sua ragione e la sua abilità professionale, teme i

sentimenti come veicolo dell'irrazionale. Il compito del filosofo è per lui quello di ordinare lo

scibile e perciò tratta ampiamente e con severità logica tutto il campo della conoscenza umana. Kant

lo ha lodato per aver dato l'esempio di come si deve sviluppare una scienza servendosi di

definizioni chiare.

Lo stile nuovo si afferma solo dopo un lungo periodo di transizione durante il quale deve convivere

con i modelli culturali del passato → ad es. B.H. Brockes passò da un iniziale interesse per il

marinismo (gusto letterario caratterizzato da un insistente e banale preziosismo descrittivo e

metaforico) a una rivoluzionaria apertura verso la pubblicistica dell'Illuminismo inglese.

Dal 1721- 1748 apparvero i nove volumi della sua grande raccolta di versi Irdisches Vergnügen in

Gott (diletto terreno in Dio) in cui l'osservazione del giardino, dei campi, la considerazione sugli

elementi naturali vogliono essere un inno rivolto a Dio. L'intera opera ha uno scopo didattico e

rappresenta il raggiungimento della gioia nel contemplare la natura con la riflessione, non l'ascesi o

l'estasi.

La “natura operante” presuppone anche l'opera dell'uomo, ossia la sua partecipazione attiva, perchè

il bene abbia sempre il sopravvento.

La lirica di Brockes accanto a questioni di carattere teologico e filosofico contiene i germi della

posteriore lirica sulla natura con un potenziamento straordinario del lessico tedesco. Brockes è

definito infatti un “Naturlyriker”.

Kirschblüte bei der Nacht → “Ich sahe mit betrachtende Gemüte” → con l'anima assorta sono

rimasto a guardare → betrachten ha significato di osservare e riflettere.

Figura più problematica e destinata a suscitare l'interesse dei filosofi fu lo svizzero A.Von Haller

che nella sua duplice veste di poeta e scienziato ha scritto poesia concettosa, attenta alla descrizione

della natura ma anche all'inquietante problema del male e della salvezza dell'uomo in un mondo

inteso secondo la filosofia di Leibniz come il migliore possibile. I grandi temi da lui trattati sono

quelli della scienza oppure paesaggi alpini ritratti in tutta la loro solennità.

Nel poema Die Alpen si forma un'immagine della natura ben diversa da quella di Brockes: senza

dubbio più sublime che bella e soprattutto opposta nella sua maestà alle carenze dell'interiore

mondo dell'uomo. Ora il metro con cui superare il mondo delle passioni è nella grandezza sublime

della natura, la sola capace di insegnare la virtù. In questa poesia di 49 strofe il fulcro è l'elogio alla

vita campestre idillica ≠ alla vita cittadina, in una sorta di invito alla vita semplice.

“E quando il raggio lontano sta già allungando le ombre

E la luce stanca di Febo tramonta nella quieta frescura,

ecco la mandria sazia, pregna di latte,

ritornare con nostalgico muggito verso le usate stalle.

La pastora saluta il marito prima ancora di scorgerlo;

i bambini folleggiano in lieto sciame intorno a lui.

Spremuta la dolce schiuma delle mammelle,

la coppia concorde si siede al parco desco.

Il desiderio e la fame danno sapore a ciò che la semplicità ha preparato,

finché il sonno e l’amore li accompagnano, abbracciati, al loro giaciglio”

Tutto è idillico, il mondo umano e animale si fondono in armonia, nell'ultimo verso la coppia di

pastori è felice nella povertà.

Quella di Von Haller è una “Lehrgedichte”, una poesia con intento pedagogico. Questo è ben

visibile nell'opera Über den Ursprung des Übels dove notiamo i violenti contrasti tra l'idillio della

terra svizzera, descritta dettagliatamente, nella sua scintillante bellezza, e il groviglio oscuro

dell'angoscia umana.

“Il mondo è creato per la felicità dei suoi cittadini,

Un bene comune anima la natura,

e tutto porta traccia del bene più alto.”

→ natura come bene comune → si riconosce traccia della divinità

J.C.Gottsched “praeceptor Germaniae” (1700-1766)

Professore di poesia e filosofia all'università di Lipsia, scrittore.

“Beyträge zur kritischen Historie der deutschen Sprache” (1732 – 1744) → rivista

Le riviste di Gottsched hanno un tono severamente polemico.

“Deutsche Schaubühne nach den Regeln und Exempeln der Alten” (1741 – 1745)

“Versuch einer critischen Dichtkunst” (1730) → saggio di poetica critica che ebbe un grande

successo. Seguendo Wolff vuole dimostrare come le leggi della dimostrazione deduttiva valgano

anche per la dottrina della poesia e le “belle scienze”.

La natura è bella di per sé, quindi l'arte deve semplicemente imitarla.

Gottsched in quest'opera distingue tre diverse forme di mimesi poetica (dichterische

Nachahmung)

1) Beschreibung

Natura descritta in maniera chiara tanto che sembri di averla davanti agli occhi.

2) Nachahmung durch das Gespräch

Imitare tramite il dialogo dei personaggi che interagiscono sulla scena.

3) Fabel (intreccio)

Riprodurre la realtà ma anche rappresentare diverse valenze di significato tramite l'uso della

metafora e dell'allegoria.

L'espressione deve essere il più semplice possibile per renderla vera, corretta e vicina alla ragione.

Von Tragödien oder Trauerspielen: (Tratto dal Versuch einer critischen Dichtkunst)

[pag. 3 antologia]

Il poeta sceglie un “teorema” (Lehr-Satz) morale che vuole fissare nella memoria dei suoi spettatori

in modo efficace. Per farlo inventa una trama di carattere generale, da cui risulti chiara la verità

della sua Lehr-Satz → intento morale e didattico

Quindi (procedimento di tipo causale → chiarezza) cerca nella storia delle persone note a cui sono

accaduti avvenimenti simili e da queste trae i nomi per i suoi personaggi conferendo importanza

all'opera.

Rispetta la “Ständeklausel” ossia la clausola dei ceti per la quale i personaggi devono essere solo di

origine nobile, i ceti più bassi appaiono solo nella commedia in quanto meno aulica.

Ne inventa poi le circostanze per rendere verosimile l'intreccio principale, creando poi per

deduzione anche episodi minori. Poi divide tutto in 5 atti pressapoco lunghi uguali e ordinati in

modo tale che la parte che viene dopo si sviluppi a partire dalla precedente → no flashback

Prende ad esempio le opere di Corneille e Racine (autori francesi del 1600) nelle quali i personaggi

agivano secondo la ragione. Rispetta le tre unità, non deve esistere il surreale o meraviglioso perchè

non diverte, non si capirebbe e non insegnerebbe nulla.

Gottsched rivolge tutto il suo razionalismo contro le trasgressioni etiche ed estetiche al buon gusto e

all'intelletto. Nelle sue riviste troviamo frequenti argomentazioni che entrano nel merito dello stile,

dei modelli francesi da seguire e poi del teatro, vero grande interesse di Gottsched.

Le sue riviste morali diventano anche un organo di critica letteraria e cominciano a diffondere l'idea

di una grande riforma della letteratura. Gottsched subì nel corso del secolo attacchi violenti specie

da parte di Lessing, da cui ebbe origine il discredito della sua figura durato per tutto l'Ottocento.

Gottsched era in stretto contatto con i coniugi Neuber che erano a capo dei “comici di corte” di

Dresda e che riformarono sensibilmente la vita teatrale tedesca secondo il modello francese.

La riforma del teatro operata da Gottsched con regole e testi esemplari non può essere disgiunta

dalla generale aspirazione del tempo a un nuovo teatro unitario che indusse i comici vaganti a

realizzare una figura di attore più stabile e professionalmente qualificata.

Nella Versuch einer critischen Dichtkunst egli riproduce come cappelli introduttivo l'Arte Poetica

di Orazio nell'originale e in traduzione; e anche dalla Poetica di Aristotele ricava qualche elemento

di base come il principio per cui l'invenzione poetica deve seguire più la verosimiglianza della

verità. Da tutto ciò deriva un ideale di poesia fortemente didattica, capace di imitare passioni

umane, vizi e virtù e spoglia di ogni tensione stilistica. Gottsched porta a conseguenze estreme la

riduzione della poesia al tono quotidiano e prosaico. Spogliata dell'alto stile e della metaforica

maestosa, la poesia auspicata da Gottsched diventa strumento illuministico con cui suscitare nel

pubblico il buon gusto controllato dall'intelletto e dalla ragione. Il cattivo gusto comprende sia gli

interessi della plebaglia affascinata dalle farse dei comici vaganti, sia i preziosismi e le indecenti

raffinatezze del maestoso codice aristocratico. Questo non implica comunque un attacco di carattere

politico della nobiltà la cui autorità assoluta non viene messa affatto in discussione.

Gottsched critica la nascente lirica della natura di Brockes e Von Haller proprio per la sua nuova

forma di descrizione e per quel lessico così ricco di suggestioni.

Egli rimane perplesso anche davanti ai germi di una drammaturgia borghese e della cosidetta

comedie larmoyante (Trauerspiel) che insisteva sulle lacrime e la commozione.

In questo atteggiamento si vede la distanza tra il primo Illuminismo della Lipsia gottschediana e

l'Illuminismo dell'età di Lessing che saluta favorevolmente l'avvicinarsi di tragedia e commedia

perchè tali contaminazioni tolgono qualcosa alla maestà tragica e aggiungono dignità alla scurrilità

comica. Lessing auspica il colmarsi di quel solco di divisione al quale Gottsched era rimasto fedele.

Gottsched tramanda e realizza nello Sterbender Cato (1732) il dramma da lui inteso come modello

di drammaturgia regolare (universale per il messaggio morale e pateticamente misurata), propensa

più alla virtù romana esemplificata da Catone morente che alle eroiche declamazioni sulla vanità e

sull'infelicità umana. La Deutsche Schaubühne divenne un punto di riferimento per la prassi teatrale

del primo Illuminismo anche in seguito alla stretta collaborazione tra Gottsched e le compagnie di

comici in Sassonia.

Non minore fu la sua importanza nella creazione di un linguaggio letterario moderno. Le sue idee

riguardo una lingua tedesca finalmente rappresentativa al di sopra dei dialetti e dei regionalismi

(Grundlegung einer deutschen Sprachkunst – Fondamenti di una linguistica tedesca) s'imposero

anche in Svizzera, in Baviera e in Austria.

LEIPZIG- ZÜRCHER- LITERATURSTREIT (Gottsched vs Bodmer/Breitinger)

Anche in Svizzera si diffusero riviste di contenuto morale → Discourse der Malern (1721 – 23)

di J.J. Bodmer e J.J Breitinger, che formarono un sodalizio lavorando concordemente sulle stesse

tematiche → problemi della società di allora, formazione culturale delle donne, scuola, governo.

Zurigo, città piccola, non aveva un illustre tradizione culturale, i letterati avevano una formazione

teologica ma sotto l'influsso del pensiero illuministico spostarono i loro interessi verso la letteratura.

Bodmer divenne uno dei primi storici di lingua tedesca che accolsero i suggerimenti metodologici

di Montesquieu e Voltaire. Di grande forza innovativa fu anche il suo interesse per la letteratura

medievale, considerata fino ad allora barbarica e rozza.

Il suo contributo più importante alla letteratura tedesca si situa in campo estetico e di teoria della

letteratura → posizione antagonistica a quella di Gottsched nonostante entrambi partissero dagli

scritti di Wolff.

1732 Bodmer pubblica una prima traduzione del Paradise Lost di Milton, stimolato anche da

motivazioni politiche. ( Milton = testimone lotta politica radicale contro l'ortodossia religiosa +

sistema assolutistico) → grande apertura verso la letteratura inglese fondamentale per lo sviluppo di

quella tedesca.

Gottsched non apprezzò affatto il poema religioso di Milton la cui evocazione miracolosa di uno

scenario trascendente (angeli, diavoli, creature fantastiche) era in pieno contrasto con l'ideale

classicistico da lui perseguito.

Gottsched → considerato pedante e privo di impronta personale

Per difendere i valori poetici dell'opera di Milton:

Breitinger pubblica due volumi della sua Critische Dichtkunst (1740)

Bodmer, nello stesso anno: Critische Abhandlung von dem Wunderbaren in der Poesie

Il pensiero centrale consiste in un ampliamento del concetto di imitazione della natura →

attribuiscono al poeta il compito di evocare la realtà esistente ma anche quella possibile, virtuale. Il

lavoro della fantasia e immaginazione ha la funzione di catturare l'attenzione dei lettori rendendo

visibile e comprensibile un mondo da cui altrimenti l'uomo medio rimane escluso. → anticipano

quasi il culto del genio che diventerà centrale nello Sturm & Drang.

Secondo Bodmer un'opera è tanto più riuscita quanto è sviluppata la forza immaginativa

(Einbildungskraft) dell'autore e la sua forza di convinzione sensibile (sinnliche Überzeugungskraft)

Il fondamento della mimesi non è più la realtà bensì il Welt im Kopf, la fantasia che crea poetische

Gemälde (dipinti poetici) per il lettore con lo scopo della Gemütserregung → risveglio dell'animo.

Secondo Breitinger, oltre a quanto soprastante, bisogna creare un Mögliche Welt basato sul bello,

il grande, il meraviglioso e sottolinea l'importanza del processo creativo, l'atto di creazione

estetica.

BIPOLARISMO AUSTRO-PRUSSIANO

± 1740 sistema politico europeo entra in un periodo di forte instabilità → problemi dinastici casa

asburgica, situazione concorrenziale in campo coloniale Francia/Inghilterra.

Carlo VI d'Austria vuole far accettare la Prammatica sanzione assicurando la successione dei suoi

possedimenti e del trono alla figlia Maria Teresa. Nel 1740 muore e il nemico più temibile diventa

Federico II di Prussia appena salito al trono.

Le sue gesta militari gli diedero una fama straordinaria traformatasi quasi in mito. Frequentava

assiduamente i più importanti rappresentanti dell'Illuminismo francese (Voltaire soggiornava presso

la corte). Aveva un rapporto difficile con il tirannico padre Federico Guglielmo dalla profonda

religiosità pietistica che gli impartì un'educazione rigida improntata al senso del dovere e della

disciplina militare.

Quando ascende al trono Federico II prende alcuni provvedimenti che fanno ben sperare in una

radicale apertura della Prussia al pensiero illuministico. L'ascesa al trono di Maria Teresa gli offre

subito un'occasione per servirsi degli strumenti di potere ereditati per assicurare a sé la gloria e alla

Prussia un ruolo politico più consistente in Europa. Nel 1740 invade improvvisamente la Slesia

austriaca dando inizio alla Guerra di Slesia (1740 – 45) conclusasi con la Pace di Dresda con la

quale l'Austria dovette cedere quasi l'intera regione. Ma nella successiva guerra dei sette anni

(1756 -63) l'Austria ebbe l'appoggio di Francia, Svezia e Russia e Federico II fu sconfitto. Venne

salvato dalla morte dalla Zarina russa, il cui successore era ammiratore di Federico e gli concesse la

pace isolando militarmente l'Austria → ha perso definitivamente il ruolo determinante nel gioco di

potere europeo → nuovi padroni sono Russia e Prussia.

Federico non fa nulla per eliminare i diritte feudali, la società prussiana conserva una struttura

rigida che garantisce agli Junker (nobili agrari) un ruolo preminente nell'esercito e nella burocrazia.

Federico II → esempio di despota illuminato del Settecento → rende indipendente il sistema

giudiziario dall'amministrativo, abolisce tortura, inizia codifica del diritto. Professa il tipico deismo

degli illuministi francesi e inglesi permettendo la libera manifestazione di ogni forma di critica

antireligiosa ma inflessibile verso la critica politica.

Per Maria Teresa d'Austria Federico è avversario politico ma anche eretico ateo libertino che

minaccia i valori dell'Europa cristiana → progetta annientamento protestanti, lettura libri eretici

considerata alto tradimento, ma non vuole cacciare eretici perchè indebolirebbe troppo il paese

quindi li manda verso il confine sudorientale. Intraprende una serie di riforme, riorganizza

l'esercito, ridefinisce il diritto civile, entra in vigore una base di codice penale.

Il successore, Giuseppe II sale al trono nel 1780 e introduce riforme che scuotono il vecchio sistema

dalle fondamenta. Sogna uno stato forte e centralizzato ma per farlo deve infranger e il potere delle

classi privilegiate, abolisce il diritto delle diete regionali di decidere sulle tasse,nonchè la pena di

morte e la tortura.

Josefinismus → insieme delle riforme nello spirito dell'Illuminismo, Giuseppe si sente responsabile

per il benessere del popolo ma non intende affatto concedergli il potere.

Ritiene necessario il controllo dello stato sulla chiesa soprattutto per quanto riguarda gli aspetti

economici.

1780 → editto di tolleranza, concede ai protestanti quasi tutti i diritti dei cattolici e anche agli

ebrei vengono concesse novità (scegliere dimora, università)

Pochi istituti d'istruzione superiore sono solo per nobili, né Maria né Giuseppe (per motivi diversi)

intendono chiamare insegnanti dall'estero → ritardo dello sviluppo letterario in Austria.

Empfindsamkeit (1740 – 1760, termine coniato nel 1769)

Metà del 700 → illuminismo tedesco subisce una metamorfosi → Empfindsamkeit o Gefühlskultur.

Declino del razionalismo wolffiano riconducibile all'indebolimento del patto borghesia/stato

assoluto. → il dirigismo statale frena lo slancio imprenditoriale sottraendo alla “ragione dall'alto” la

sua veste di garante dello sviluppo economico.

Empfindsamkeit → tentativo della borghesia di di crearsi un mondo autonomo all'interno della

società gerarchica tipica dell'assolutismo.

L'introspezione religiosa si trasforma in analisi psicologica e il culto dei sentimenti ineffabili rivela

ambigue oscillazioni fra religioso, erotico ed estetico.

Conscia di poter svolgere un ruolo di maggiore peso nella vita sociale e culturale la borghesia tende

ad aprirsi a forme di cultura di di società molto più evolute → apertura alla letteratura inglese →

modelli di un rapporto nuovo individuo/natura e con se stesso che si iscrivono in un ambito di

poetica del sublime.

Il nuovo culto della sensibilità intimistica secolarizzata che scopre i valori dell'amicizia, l'infinità

della natura, e si entusiasma di fronte alla propria ricchezza interiore, conquista uno spazio

spirituale non occupato dalla cultura aristocratico-feudale.

L'individuo si volge verso quelle esperienze interiori che per il loro carattere sentimentale si

sottraggono ad ogni tentativo di razionalizzazione.

Questo è anche un primo tentativo di contrapposizione alla negatività dell'esistenza borghese

soggiogata al grigiore delle esigenze economiche.

Esperienza → elemento centrale della teoria cognitiva e conoscitiva → EMPIRISMO

Emancipazione del pensiero dai metodi scolastici per condurlo ad un'autonomia sperimentale → il

genere del Bildungsroman esemplifica concretamente il processo di apprendimento che passa

attraverso il rapporto contraddittorio di un individuo con la realtà sociale.

Il sentimento morale ha la sua sede metaforica nel cuore, da dove dirige le azioni umane verso il

bene. Il cuore nutre spontaneamente un amore generale per tutta l'umanità, una compassione

caritatevole per il prossimo e un sentimento di tolleranza.

Pur evitando interventi di carattere politico si rafforza nella letteratura tedesca l'impegno contro gli

abusi sociali e politici.

Il ruolo centrale attribuito al sentimento non accresce però la tolleranza verso tutto ciò che viene

tradizionalmente classificato come cupidigia dei sensi. Il conflitto virtù/vizio viene interiorizzato e

sviluppa una dinamica violenta che conduce spesso all'autodistruzione come nel caso dell'Emilia

Galotti di Lessing.

Alle origini dell'empfindsamkeit si trova C.F.Gellert che stimola un rinnovamento della commedia

tedesca attraverso l'apertura ai modelli della comédie larmoyante francese e sentimental comedy

inglese.

Secondo Gellert non si trattava più di esporre i vizi e difetti dei protagonisti borghesi alla derisione

(come in Gottsched) bensì l'azione drammatica doveva soprattutto commuovere il pubblico e

renderlo partecipe di un più profondo sentimento di umanità che si manifesta anche nelle lacrime

versate sul sublime trionfo della virtù pagato spesso con una dolorosa rinuncia.

L'attività economica e le norme etiche appaiono ora inconciliabili e anche la vita famigliare,

depositaria di rapporti sociali improntati ad amore, compassione e disinteresse materiale, corre il

pericolo di essere fagocitata dalla sfera economica.

La lirica di questo periodo si raggruppa in due grandi tendenze complementari, distinte per il

diverso modo di reagire alla prosaicità della vita borghese.

Da un lato i poeti anacreontici che si rifugiano in un artificioso locus amoenus di amore, amicizia e

vino che si ispira alla tradizione poetica antica di Anacreonte.

Dall'altro la severa poesia del Sublime che di fronte a un cosmo vissuto nella sua terrificante

grandezza e infinità esalta la forza dell'anima umana che sa resistere a questo confronto.

L'idea del Sublime diventa il valore di riferimento per la poesia “seria” in modo specifico per l'ode.

La poesia del Sublime ha fatto ricorso ai metri antichi e al verso libero per sottolineare il suo rifiuto

deciso di ogni ornamento, come la rima, che potrebbe frenare lo slancio verso l'infinito.

F.G. Klopstock (1724 – 1803)

E' il massimo esponente del periodo dell'Empfindsamkeit e della poesia del Sublime.

All'età di 23 anni si distingue per le sue doti linguistiche, l'anno successivo pubblica i primi tre canti

de Der Messias. La fama di questo poema religioso si diffonde rapidamente in tutta la Germania.

Klopstock accetta l'invito di stabilirsi a Copenaghen dove il re danese gli assicura un generoso

sostentamento permettendogli di terminare il Messias → poema in esametri di venti canti che rivela

l'influsso della grande epica di Milton ed evoca la redenzione dell'umanità a opera di Cristo.

Klopstock seguendo l'esempio di Milton proietta le verità teologiche della vita di Gesù in una

dimensione cosmica trasformando la sua vita in una lotta bene/male, cielo/inferno.

La poesia lirica di K. (rivoluzionario salto di qualità nella storia letteraria tedesca) realizza in modo

compiuto il valore del sublime che si oppone al bello. Fonte del sublime è il terrore, che sconvolge

l'animo più di ogni altra passione. L'elemento sadico implicito viene collegato con l'autorità e il

potere assoluto, inteso come sovrano ma soprattutto come Creatore. Davanti alla sua grandezza

l'uomo sente terrore e profonda ammirazione.

Klopstock ha sviluppato tutto un rituale poetico per mettere in scena il trionfo della ragione e

dell'armonia sull'irruzione dell'irrazionale e del terrore.

Nell'inno in versi liberi Frühlingsfeier (1759) egli ha espresso questo complesso sentimento.

Questo inno costruisce una sintesi di scienza e religione per illustrare a un pubblico illuminato i

meccanismi poetici che generano l'esperienza del sublime. L'io lirico si immerge nella natura per

venerare il creato in umile ubbidienza → soggettivismo legato alle suggestioni religiose.

I strofa → “Anbeten, tief Anbeten!” → adorazione che lo porta ad uno stato di estasi, unione intima

e personale con il paesaggio.

II strofa → “solo una goccia in un grande secchio” → immensità del creato

“goccia sgorgata dalla mano dell'Onnipotente”

III e IV strofa → elenco delle creazioni di Dio, fascio di luce che è diventato il Sole.

V strofa → domande retoriche “Chi sono io?” → qual è la mia funzione all'interno del creato?

Ripetizioni incalzanti → coinvolgimento del lettore.

Il Dio che si rivela nelle meraviglie della natura è un padre benevolo che, sebbene severo e giusto,

pensa come il principe illuminato al bene dei suoi sudditi. Terrore che la natura incute → stimola

sottomissione nei confronti di un essere superiore.

Klopstock ha definitivamente distrutto le norme poetiche di Gottsched degli anni '30 → estetica

emozionale vs linguaggio poetico razionalistico e verosimile gottschediano.

Klopstock → elaborata struttura ipotattica, frequenti iperbati, stile alto che ripudia termini

colloquiali → sforzo per sottrarre la poesia alla sfera del quotidiani e trasportarla in una dimensione

sacrale.

Ma i suoi legami con la tradizione protestante determinano l'immissione di forti elementi biblici

(primitiva magia del linguaggio metaforico che deriva dall'introduzione del dattilo e dell'anapesto)

e la predominanza del carattere profetico dei suoi inni e odi.

Il culto dell'amicizia e l'amore serafico asessuato (temi dominanti dell'Empfindsamkeit) avevano la

funzione di creare uno spazio al di là della lotta lacerante che nelle società borghesi opponeva i

singoli soggetti economici.

Klopstock si prefigge di restituire alla realtà tutta la sua carica emotiva. Il poeta deve mirare alla

rappresentazione di quel drammatico incontro fra la propria interiorità e il mondo (ma ≠ da poesia

come esperienza individuale perchè la poesia per Klopstock deve elevarsi al di sopra della pura

individualità per parlare nel nome di tutti)

Die Sommernacht (1756) [ pag. 2 antologia] di Klopstock è costruita su un apparente paradosso.

Evocando l'incontro con la natura l'io lirico si nega il piacere che potrebbe trarre dalla sua bellezza

poiché tale godimento sarebbe possibile solo in compagnia degli amici che sono invece morti

prematuramente → nobiltà dell'anima che rinuncia al facile piacere

Il tono serafico che distingue le poesie d'amore di Klopstock si contrappone consciamente ai moduli

anacreontici di un amore realizzato.

G.E. Lessing (1729-1781)

Lessing è il simbolo del libero scrittore, è innovatore del teatro, critico letterario, esteta..

Ritiene che letteratura e arte siano indispensabili per l'umanizzazione della società.

Nasce in una famiglia protestante, il che contribuì alla sua formazione culturale (seppe interpretare i

testi greci e latini e li mise in relazione con la sua epoca, come successivamente fece Schiller)

17.Brief aus Briefe, die neueste Literatur betreffend (1759 – 65)

Tratta da un'opera saggistica che riguarda il teatro dell'epoca.

La 17esima lettera è una diretta risposta a Gottsched, infatti nell'introduzione sostiene che nessuno

degli autori della “Bibliothek der schönen Wissenschaften und freien Künste” potrà negare che il

teatro tedesco debba gran parte del suo primo miglioramento al Professor Gottsched → “questo

nessuno sono io, lo nego assolutamente, i suoi piccoli miglioramenti sono solo piccolezze o veri e

propri peggioramenti.”

Il teatro tedesco prima di Gottsched era di pessima qualità, ma lui come ha cercato di migliorarlo?

Incominciò a tradurre dal francese per trasferire i loro modelli al teatro tedesco a cui però non si

adattavano. Insomma non ha voluto migliorare il teatro tedesco ma crearne uno nuovo

francesizzante. Secondo Lessing avrebbe dovuto prendere a modello Shakespeare e apportare le

dovute modifiche → “perchè un genio (persona di talento per natura che non si perde in

perfezionismi artistici) può essere stimolato solo da un altro genio.”

Hamburgische Dramaturgie (1767 – 1769)

Opera che raccoglie le recensioni di carattere (anche) poetologico di Lessing nel periodo in cui

cominciò a lavorare per l'Hamburgische Nationaltheater.

A. Concezione del genio

“Agire con intenzione è ciò che innalza gli uomini nei confronti di creature minori; poetare con

intenzione, imitare con intenzione è ciò che differenzia il genio dai piccoli artisti, che poetano solo

per poetare, che imitano solo per imitare.”

“È vero, il genio comincia a imparare con delle semplici imitazioni; si tratta di esercizi […] alla

creazione e allo sviluppo dei suoi personaggi principali il genio collega intenzioni ulteriori e più

grandi; l’intenzione di insegnarci quello che dobbiamo fare o meno.” → equilibrio fra regole e

genio.

B. Concetto di mimesi (Nachahmung)

“ Il dramma è realtà interpretata” → non più mera imitazione naturalistica

C. Teoria dei caratteri misti (Theorie der gemischte Charaktere)

Per Aristotele era importante la presenza di personaggi di diversi ceti sociali nelle opere per

raggiungere l'effetto del “tragico” → Lessing riprende i caratteri dalla realtà con le loro sfumature e

li definisce psicologicamente → ≠ Gottsched che limava le personalità a scopo didattico.

Per Lessing i personaggi poetici non interessano per la loro singolarità storica (come per Gottsched)

ma in quanto caratteri tipici nei quali l'individuale è elevato all'universale.

Questa insistenza sul carattere è espressione del desiderio storico della borghesia di ottenere il

riconoscimento della propria dignità da parte della classe al potere.

La virtù è per Lessing l'espressione della natura umana al di là dei condizionamenti sociali. La

compassione dello spettatore sarà più profonda verso un personaggio a lui somigliante e, anche se si

rivolge a un re, considera in lui l'uomo piuttosto che il ruolo sociale. → critica nei confronti di un

sistema sociale dominato ancora dall'assolutismo.

D. Catarsi → purificazione dello spettatore che guarda una piece.

Per Aristotele nella tragedia le peripezie e il pathos creano nello spettatore “elos e phobos” (lamento

e paura) portandolo alla catarsi.

Gottsched traduce i due termini con “schrecken und mitleiden” a cui si deve aggiungere il

Verwunderung (ammirazione) per raggiungere la catarsi.

Lessing invece li traduce con “Furcht und Mitleid” (timore e compassione) perchè lo spettatore non

si spaventa per ciò che succede al personaggio, bensì teme possa succedere anche a lui, giungendo

alla catarsi.

“L'uomo che ha compassione è l'uomo migliore” → lo scopo della tragedia per Lessing è allargare

la nostra capacità di provare compassione che nasce nel vedere la sfortuna dell'eroe e di

conseguenza riflettendo su noi stessi → scopo educativo del teatro.

Conclusione di questo processo catartico è una eticità laica che si basa sul comune senso di

umanità. All'arte in generale Lessing attribuisce il compito di umanizzare la società; il sentimento

può così assumere un ruolo preminente nella sua teoria estetica in quanto inteso come

manifestazione del senso morale.

Drammi modello di Lessing e Gottsched

Sia Lessing che Gottsched propongono un dramma modello che presenti le loro idee teoriche di

catarsi, ecc.

Gottsched → Der sterbende Cato (1732)

Rispetto rigoroso delle 3 unità, Catone è eroico, saggio e coraggioso che difende l'idea della

Repubblica ma lotta per la propria libertà d'animo messa a rischio dal potere. → battaglia morale

tipica del periodo (dramma statale, pubblico vs dramma privato)

Lessing → Philotas (1759)

Non rispetta le 3 unità, non c'è l'eroe classico. Il protagonista è un 18enne che perde la battaglia,

viene catturato dai nemici che gli offrono un patto che lui rifiuta e per mantenere integra la sua

moralità si suicida. Dramma di autodeterminazione, non c'è l'eroismo della tragedia classica.

Lessing non era di certo un patriota, preferiva considerarsi un cittadino del mondo. Era ben

consapevole delle conseguenze funeste che la guerra austro-prussiana stava portando, e nel dramma

critica una concezione dinastica che conosce solo le proprie ragioni di gloria e potenza senza tenere

minimamente conto della miseria provocata da esse.

Emilia Galotti (1772)

E' la tragedia più famosa e decisamente più antitirannica di Lessing. Con la critica all'assolutismo

che egli avanza in quest'opera si allontana dall'ottimismo del primo Illuminismo che aveva riposto

la sua fiducia nella possibilità di umanizzare il potere assolutistico.

Consta di V atti, i temi sono:

- conflitto morale pubblica/privata

- conflitto borghesia/nobiltà

- conflitto padre/figlia

Il motivo centrale è ripreso dalla Virginia di Tito Livio (ragazza di famiglia plebea, insidiata da un

patrizio corrotto al quale non cede e alla fine viene pugnalata dal padre per preservarne l'onore.)

Lessing traspone questa trama nel ducato di Guastalla (Parma) nel suo 1700.

Il ducato rappresenta un piccolo stato-signoria per riflettere la situazione tedesca.

Le tre unità non sono rispettate, si applica la teoria dei gemischte charaktere e quella della mimesi

della realtà (per gli spunti vedi sotto) → è un dramma moderno e illuminista (Emilia riflette

spesso sui fatti.)

Trama:

Emilia è una borghese insidiata dal principe Ettore Gonzaga (personaggio inventato ma verosimile)

che morirà per mano del padre Odoardo per salvaguardare la dignità della famiglia. Emilia era stata

promessa in sposa al conte Appiani che amava sinceramente, e il padre era d'accordo perchè

Appiani è nobile. Gli altri personaggi sono la contessa Orsina, amante di Gonzaga, Marinelli il

consigliere senza scrupoli che organizza il rapimento del conte Appiani che poi verrà ucciso per

impedirne il matrimonio e il pittore Conti che fa un ritratto di Emilia da dare a Gonzaga come

“consolazione”.

Lessing critica il calcolo politico del mondo cortese che ha in Marinelli il suo perfetto e

disinteressato rappresentante. La passione che ha sopraffatto il principe porta a conseguenze nefaste

poiché le sue azioni non sottostanno al controllo di alcuna istanza superiore.

Lessing prende spunto dalla realtà → l'opera gli fu commissionata dal duca di Braunschweig

Carlo I per il compleanno della moglie. La contessa Orsina sarebbe dunque l'amante del duca.

Anche un episodio realmente accaduto viene ripreso nell'opera → il duca aveva venduto 5700 dei

suoi sudditi agli inglesi che necessitavano soldati contro le colonie americane.

L'Emilia Galotti è un bürgerliches Stuck → bürgerlich ha duplice significato di “privato” e

“borghese”. Privato per quanto riguarda il conflitto interiore di Emilia che teme di cedere alle

lusinghe, e borghese per il desiderio del padre di vederla diventare nobile sposando Appiani.

[vedi estratto pag. 4]

Emilia ha appena incontrato Ettore per la prima volta in chiesa e lui (profanando il luogo) la segue e

la approccia. Durante tutta l'opera Emilia non pronuncerà il suo nome, riferendosi a lui con “er” o al

massimo “der Prinz”.

Emilia dice “Ich habe keinen Willen” → con Ettore ma con sua madre che le vieta di parlarne al

padre temendo la sua ira → il padre “confonderebbe l'oggetto innocente della colpa con il

colpevole”. Ma verso la fine del dramma il carattere di Emilia cambia e sarà lei a prendere la

decisione finale.

Nathan der weise (1779)

“dramma dell'umanità e della tolleranza”

Questo dramma è una risposta alla disputa fra Lessing e il pastore Göze. Quest'ultimo condannava

l'atteggiamento tollerante di Lessing nei confronti delle idee deiste considerate allora ancora

eretiche. Lessing aveva pubblicato fra il 1774 e il 1778 i Fragmente eines Unbekannten, ovvero

frammenti di un manoscritto del professor Reimarus di radicale critica deistica a ogni religione

rivelata. Reimarus evidenziava le contraddizioni rinvenute nei Vangeli sulla resurrezione giungendo

alla conclusione che gli scritti biblici non potevano essere opera di Dio in quanto troppo

contradditori.

Lessing si colloca al centro fra i due estremi: introdusse un'ottica storica nella considerazione dei

testi sacri secondo la quale nessun racconto sacro contiene la prova di un'unica e univoca

rivelazione, ergo tutte le religioni hanno la stessa dignità.

Nel 1778 i Fragmente furono censurati → anno successivo pubblica Nathan der weise.

L'opera è scritta in blankvers giambici a 5 piedi non rimati (su esempio Shakespeariano) .

E' considerato un “dramatisches Gedicht” a metà fra commedia e tragedia → ha un lieto fine.

Trama:

Nathan è un ebreo che vive a Gerusalemme negli anni delle crociate (ebrei vs musulmani vs

cristiani) e ha perso moglie e 7 figli arsi vivi nella persecuzione. Non vuole però vendicarsi perchè

ogni violenza è inutile. Adotta senza spiegarne il motivo Recha, nipote del sultano musulmano

Saladino, di madre cristiana. La ragazza riunisce in sé le tre religioni. Viene salvata da un cavaliere

templare cristiano di cui poi si innamorerà. Nathan si reca dal sultano per concedergli un prestito

ma Saladino è convinto della superiorità del musulmanesimo e il primo gli risponde con una

parabola ad intento didattico. Con questa riuscirà a far capire al sultano che tutte le religioni hanno

lo stesso valore. Quando il sultano viene infine a sapere di Recha e nota l'umanità con cui è stata

cresciuta decide di ospitare lei e il padre a palazzo. Recha e il cavaliere cristiano si scoprono essere

fratelli → lieto fine con l'unione delle tre religioni.

Dal dramma si deduce anche che esiste una stretta connessione fra tolleranza religiosa e ideali

mercantili. L'atomismo degli interessi non diventa infatti distruttivo finchè l'individuo resiste alla

hybris di elevarsi su tutti gli altri.

Ringparabel (parabola degli anelli, fulcro della trama e svolta essenziale)

Ripresa dal Decameron di Boccaccio (III novella, I giornata)

Un uomo morente non sa a quale dei tre figli dare il suo anello magico che ha il potere di spronare

chi lo possiede ad agire in modo da rendersi grato a Dio, allora ne fa fare due copie e li consegna.

Ognuno dei tre figli crede di avere l'originale e litigano; la disputa finisce davanti ad un giudice che

si dichiara incapace di emettere una sentenza perchè “chi decide è al di sopra di me”.

I tre anelli sono le tre religioni e l'uomo non può decidere quale sia quella vera; la vera fede si

dimostra solo con le buone azioni. Litigio fra fratelli rappresenta le faide religiose, alla fine nessuno

dei tre anelli è vero perchè i fratelli non credono al loro valore → la religione non ha senso se non

viene vissuta e sentita, è attraverso il proprio comportamento che l'uomo dà dimostrazione della sua

appartenenza divina.

La struttura dell'opera è divisibile in:

1. ESPOSIZIONE → morte parenti Nathan, adozione Recha

2. SVILUPPO → esposizione dei pregiudizi (sultano, cavaliere templare che critica Nathan)

3. SVOLTA → parabola degli anelli che porta alla catarsi

4. RALLENTAMENTO → dettagli sulla vita di Nathan in una sorta di flashback

5. SOLUZIONE → amicizia sultano e Nathan, ma anche cavaliere e Nathan → pace religiosa.

[vedi estratto pag.6 ]

Laokoon: oder Über die Grenzen der Malerei und Poesie (1766)

In questo scritto di carattere estetico, Lessing condanna la poesia della natura basata sul

descrittivismo poiché in contrasto con un parametro essenziale della poesia: lo sviluppo all'interno

dello spazio temporale. Uno stimolo determinante per quest'opera gli viene leggendo

J.J.Winckelmann che accosta le diverse arti con la giustificazione che tutte ubbidiscono ad

un'unica legge etico-estetica (la sua “nobile semplicità e pacata grandezza” → vedi dopo)

Lessing protesta contro queste conclusioni e cerca di dimostrare nel suo Laokoon che poesia e arti

figurative si servono di mezzi espressivi diversi e sottostanno di conseguenza a regole artistiche

proprie. Lessing privilegia le arti discorsive verbali e fra esse in particolare la “poesia drammatica”

poiché più adeguata alla diffusione degli ideali illuministici di emancipazione umana.

J.J.Winckelmann (1717 – 1768)

Winckelmann, uno dei fondatori dell'archeologia classica, aveva un forte entusiasmo per l'arte

greca, un'ottima conoscenza delle lingue antiche e una reazione di rigetto del Pietismo che

mortificava i sensi e infiacchiva ogni accenno a un pur misurato edonismo.

Trasferitosi a Roma, potè occuparsi della collezione vaticana nella quale crede di riconoscere

monumenti greci originali. L'arte greca gli si rivela quale modello insuperabile di ogni creazione

umana. Winckelmann descrive l'esemplarità dell'arte greca come il prodotto di felici condizioni

sico-naturali come il clima mediterraneo, culturali come l'educazione comunitaria e soprattutto

politiche, ovvero la democrazia della polis che favorisce la libertà di pensiero → proietta nella

Grecia dell'età periclea l'ideale di un sistema politico che è l'esatto opposto dell'oppressione tedesca.

La bellezza artistica nasce dall'unione armoniosa di espressione e significato. Winckelmann esclude

quindi la rappresentazione di passioni sfrenate che accentuerebbero a dismisura l'elemento

espressivo. Nella sua opera Gedanken über die Nachahmung der griechischen Werke (1755) egli

propone un ritorno all'eterno modello dell'arte greca improntato ad una “nobile semplicità e una

pacata grandezza”. Anche i dolori più grandi sono espressi senza distorsioni del viso perchè l'anima

del raffigurato rimane anche nel dolore imperturbabile come “la profondità del mare sotto la

superficie burrascosa”.

Winckelmann ha influenzato profondamente il gusto estetico del suo tempo, creando un nuovo

entusiasmo per l'arte antica e un ideale artistico che fa di lui uno dei padri del Classicismo tedesco.

C.M. Wieland (1733 - 1813)

Molti autori settecenteschi hanno passato una fase giovanile impregnata di Pietismo dalla quale si

sono poi distaccati. Cristoph M. Wieland ha vissuto in forma drammatica lo scontro tra tradizione

pietistica e spirito illuministico. Cresciuto all'interno di una famiglia pietistica, scrive da giovane

poesie all'insegna della Empfindsamkeit che tradiscono l'influsso di Klopstock. L'incontro con il

pensiero illuministico francese e tedesco di Voltaire e Wolff gli apre le porte di un mondo in forte

contrasto con il suo ambiente familiare.

Di grande importanza per il suo sviluppo interiore ma anche per la sua futura carriera diventa il suo

amore platonico-letterario per la cugina Sophie von La Roche.

Wieland comincia un'intensa attività letteraria attirando l'attenzione di Bodmer che lo invita a

Zurigo e gli fa da mentore per diversi anni. Il sodalizio poetico si scioglie e per sottrarsi alla

presenza ingombrante di Bodmer, nel 1755 Wieland ritorna in Germania dove si vede coinvolto in

una situazione politica caratterizzata da litigiosità e grettezza intellettuale dovuta in buona parte ai

conflitti religiosi.

Gradualmente Wieland matura una visione scettica della realtà che gli permette di assumere la

posizione di osservatore ironico. Egli è comunque troppo illuminista per approvare il puro istinto →

cerca equilibrio fra virtù e piacere, la ragione non deve negare i diritti dei sensi ma nemmeno

rinunciare al proprio predominio.

Nei dieci anni trascorsi a Biberach nascono le sue opere più importanti; Wieland è diventato ormai

uno spirito urbano e aperto a tutta la tradizione letteraria europea.

Si promuove difensore dei diritti della natura proclamando la legittimità del piacere erotico e

deride chi si abbandona a estremismi ideologici che gli sembrano un atto di violenza nei confronti

della natura umana, vittima di una millenaria oppressione.

L'opera più impegnativa di questi anni è il romanzo psicologico e insieme politico Geschichte des

Agathon (1766) subito ammirato da Lessing.

Wieland si pone all'inizio di una tradizione letteraria che dominerà il romanzo tedesco fino alla

seconda metà dell'800 → scrive il primo vero Entwicklungsroman / Bildungsroman.

Tema di questo genere narrativo è l'evoluzione compiuta dal protagonista fino alla sua maturazione

di uomo e cittadino. Wieland si rifiuta di rappresentare l'uomo come dovrebbe essere. L'unica verità

che si può chiedere ad un'opera d'arte è che tutto si accordi con l'andamento del mondo [vedi

premessa al romanzo pag. 12 antologia] e che i caratteri non siano arbitrari ma “tratti

dall'inesauribile riserva della natura stessa”. Anche l'ambientazione è realistica, e Wieland tiene

così tanto alla verosimiglianza del suo romanzo da scrivere nella premessa che la storia è stata tratta

da un antico manoscritto. Il protagonista deve “essere degno di essere fatto conoscere” ovvero

dev'essere a tutto tondo e complesso.

Trama

IV sec. a.C, Grecia: Agatone critica il materialismo cortese di Ippia che nega l'esistenza del buono e

riconosce nel piacere l'unico reale valore. Ippia riesce a corrompere l'idealista Agatone servendosi

della bellezza travolgente di Danae, che lo seduce e finge di amarlo. Il piano non riesce però perchè

quest'ultima si innamora sinceramente di lui e abbandona la sua vita dissoluta. L'amore fra i due

rappresenta l'unione di sensualità cortese e sensibilità del cuore borghese.

Quando però Agatone viene a sapere della scommessa, da idealista, si trova costretto a fuggire e

finisce a Siracusa alla corte del tiranno Dionisio che cerca di moralizzare ma fallendo → rende

evidente l'impotenza della ragione illuminata nei confronti di una realtà pietrificata (assolutismo).

Si ritira allora a Taranto dove soggiorna da Archita, figura del saggio illuminato, e si dedica agli

studi. Archita è detto sostenitore di una “filosofia pratica”; egli lascia “le speculazioni a Platone per

seguire le semplici verità che il sentire comune può raggiungere e la ragione rafforza”. Egli

racchiude in sé tutte le virtù di uomo e cittadino: è amato dal popolo e dai suoi figli, tanto che anche

Agatone troverà in lui un “protettore, un amico, un padre.” In casa di Archita regna l'armonia e

l'ordine, anche i servi non sono schiavi, vige un'educazione libera e morale, e la correttezza dei suoi

figli e servitori dimostra come fossero orgogliosi di un padre e signore così umano e rispettoso.

Agatone viene da Archita descritto come un uomo dalle capacità fuori dal comune che ha molto da

lavorare per il proprio miglioramento e la propria compiutezza.

Durante un viaggio Agatone rincontra Danae e i due rinunciano all'amore per vivere in perfetta

armonia nella repubblica ideale di Taranto.

Nel finale, dopo che Agatone ha raggiunto la maturità pubblica e privata, l'autore ringrazia i lettori e

spera che siano diventati più saggi o migliori → scopo dell'opera.

Il narratore è onnisciente, spesso difende il protagonista e la trama è in ordine cronologico.

Si evince il profondo interesse antropologico di Wieland che si interessa del destino dell'uomo,

delle dispute filsofiche, dialoghi sulla moralità e necessità sociale del “giusto agire”.

Geschichte des Agathon è un romanzo a protagonista unico (Innere Biographie) in cui Agatone

anela alla conoscenza di se stesso, e anche l'impegno politico ha la tradizionale doppia accezione di

pubblico (volto alla vita nella società) e strettamente privato (maturazione personale).

Sophie von La Roche (1731 - 1807)

I consigli artistici di Wieland contribuiscono a fare di Sophie una scrittrice di successo. La sua

opera Geschichte des Fräuleins von Sternheim (1771) segue in molti tratti il modello di

Richardson.

La Roche introduce nella letteratura tedesca uno stile epistolare perfettamente aderente alla realtà

psicologica, ed esso si rivela uno strumento utile e atto a rispecchiare tutti i complessi tormenti

interiori di un'anima ripiegata su se stessa. La storia ha una funzione pedagogica: dimostrare come

una giusta educazione permetta di affrontare anche un destino avverso senza soccombere

moralmente.

Trama

Sophie, la protagonista, racconta la sua vita nelle lettere all'amica Emilia. Nata in campagna in una

severa famiglia pietista, rimane orfana e deve trasferirsi dagli zii in città che sono corrotti e senza

valori, e la vogliono mandare alla corte per farla divenire l'amante del principe. Lei si rifiuta e sposa

Lord Derby, che lei crede essere sincero ma che l'aveva solo ingannata. Allora Sophie si vede

costretta a tornare in campagna per espiare il suo errore attraverso un continuo esercizio di impegno

sociale. Questo processo di purificazione la premia con un marito sincero, Lord Seymour, con il

quale corona il suo sogno di avere una famiglia e fonda una scuola cristiana per ragazze.

Nelle lettere [vedi pag. 11 antologia] risulta evidente il contrasto fra la “tranquillità di campagna” e

il “nuovo mondo” che è la corrotta città. Lei si sente estranea ad un mondo che bada solo alle

apparenze e la copre di lusinghe sul suo aspetto esteriore. Viene sottolineata inoltre la cosiddetta

differenza tra le leggi della natura e quelle dell'uomo: “dalla vite esce sempre l'uva, da un uomo

saggio e giusto talvolta esce un figlio immorale” → Lord Derby.

Il finale dimostra l'intento pedagogico dell'intera opera, infatti la protagonista stessa apre una

scuola per ragazze povere per applicare i frutti della sua educazione e maturazione.

La Roche viene apprezzata dalla critica moderna in quanto “ mette in evidenza il dilemma della

donna borghese nel 1700 definita come persona in quanto persona virtuosa e non autonoma come

individuo senza un uomo.” Gottingen Hain

L.H.C. Hölty (1748 – 1776) e il :

Nel 1772 alcuni amici con aspirazioni poetiche fondarono a Gottingen un'associazione letteraria

detta Gottingen Hain che ebbe nel Musenalmanach (rivista) il suo organo ufficiale. Essi

riconoscevano in Klopstock il loro maestro, dimostravano una forte sensibilità per la realtà

popolare e si presentavano come una repubblica di eruditi all'interno della quale vigevano

fratellanza e sincerità ≠ concorrenza economica del nascente capitalismo.

I membri del gruppo dovevano incontrarsi regolarmente per leggere e discutere insieme, e il più

importante rappresentante fu Hölty. Egli, come Klopstock, dominava nelle sue odi già i metri

antichi alla perfezione ma rispetto al suo maestro si nota la tendenza ad un maggiore intimismo

borghese che si rispecchia anche nelle scelte linguistiche più vicine al linguaggio parlato.

Delude spesso per la mancanza di vera forza espressiva: il presentimento di una morte precoce

rafforzò in lui un amore spassionato e melancolico per le bellezze del mondo, la cui evocazione

avviene però spesso in modo convenzionale e all'interno di schemi retorici e culturali ben noti.

Hölty sottopone però i motivi della sua lirica a una sorta di straniamento: anche quando canta la

natura primaverile e l'amore, un velo di melanconia smorza i colori vivaci e attutisce i sentimenti.

La realtà viene vissuta come sospesa fra promessa e rinuncia → onnipresenza della morte sparge

sulle poesie una rassegnazione che assume spesso un carattere quasi idilliaco.

Die Maynacht (1774, riprende la Sommernacht di Klopstock) [pag.2]

Riprende da Klopstock il lessico dell'Empfindsamkeit, il titolo, la tematica del dolore dell'io poetico

a causa della solitudine, ma la sintassi di Hölty è molto più semplice (frase principale è al IV verso)

perchè il suo scopo non è più quello di elogiare la natura, ergo non si serve di uno stile altisonante.

Sturm und Drang

Sturm und Drang → 1776, dramma di Klinger (benchè il titolo originale fosse Wirrwarr)

Il primo termine si riferisce alla natura di carattere tempestoso, il secondo ai moti dell'anima.

Schlegel fu il primo ad utilizzare il termine per descrivere il movimento.

Lo Sturm und Drang viene visto come tendenza di reazione alla rigidità e al razionalismo

dell'Aufklärung.

Il movimento è periodizzato in tre fasi:

1) Frühphase (1758 – 1768) → percepita come opposta al contemporaneo Illuminismo

2) Kernphase (1769 – 1776)

3) Spätphase (1777 – 1789)

1) Troviamo J.G.Hamann (1730 -1788) che dopo una crisi esistenziale si dedica totalmente alla

letteratura e affronta la lettura della Bibbia da cui trarrà spunto per le sue opere a partire dal 1758.

2) Le figure principali sono J.G. Herder e J.W. Goethe, anche loro hanno una crisi di carattere

personale che li porta alla scrittura sturmunddranghiana.

Per Herder nello specifico nel 1768 smette di essere pastore, si reca a Nantes in nave e durante il

viaggio stende il Journal meiner Reise im Jahr 1769 in cui definisce “un nuovo io” ossia l'artista

genio.

Goethe invece negli anni della Kernphase si trasferisce da Lipsia dove studiava giurisprudenza a

Francoforte per via di una malattia e lì si avvicina agli scritti pietisti che danno importanza al

rapporto divinità/individuo e gli danno conforto nella sua malattia.

Ma nel 1770 guarisce e comincia a dare importanza all'individuo che si forma da sé.

Nello stesso anno va a Strasburgo dove incontra Herder, e l'anno successivo nel 1774 pubblicherà

Die Leiden des jungen Werther.

La Kernphase si conclude nel 1776 quando Goethe si trova alla corte di Weimar e anche Herder

viene chiamato.

3) L'ultima fase è caratterizzata dagli scritti ultimi di Herder (Trattati su Ossian), dal primissimo

Urfaust di Goethe e dagli scritti di Schiller come il dramma Kabale und Liebe (1782)

Lo Sturm und Drang si conclude nel 1786 (Goethe va in Italia) o nel 1789 (Schiller pubblica Die

Künstler)

Contenuti dello Sturm und Drang:

- interesse per la natura in relazione con l'esperienza del soggetto

- interesse per l'esperienza sensoriale come per l'Empfindsamkeit

- figura del Selbsthelfer ossia l'uomo che rende conto solo a se stesso ed è indipendente

- figura del genio (è in grado di creare seguendo regole proprie, non imita la natura bensì ne crea

una fittizia, era già stato menzionato da Lessing quando si riferiva a Shakespeare.)

Genio nello Sturm und Drang (Hamann vs Herder)

1) Haman vede nel genio la continuazione dell'attività divina di creazione; è guidato dallo “sguardo

profetico”, si distacca dalle leggi della logica, si affida alle forze irrazionali della sua interiorità che

gli permettono un “atto di chiaroveggenza”. Sono gli impulsi irrazionali che emergono dall'oscurità

dell'anima, non ancora addomesticati dalle convenzioni razionali, ad aprirci uno squarcio

nell'impenetrabile mistero divino.

Nella sua opera Sokratische Denkwürdigkeiten (1759) dallo stile volutamente oscuro e

frammentario paragona il genio al Daimon socratico (ispiratore, profeta) in grado di creare non

un'opera d'arte bensì una “profezia secolarizzata”. Il linguaggio usato dal genio è quello delle

immagini divine della Bibbia.

Nel 1762 uscì invece Aesthetika in nuce. Eine Rhapsodie in Kabbalistischer Prosa” in cui “in

nuce” indica che si tratta di un abbozzo e “rhapsodie” indica un componimento che non segue

regole, così come il genio sturmunddranghiano.

In quest'opera Hamann afferma: “I sensi e le passioni non parlano e non intendono che attraverso

immagini. Nelle immagini è contenuto tutto il tesoro della conoscenza e della felicità umana.”

2) Herder affronta il tema del genio in tre delle sue opere:

In Fragmente über di neuere deutsche Literatur”(1767) si rifa a Lessing indicando Shakespeare

come genio, ma la natura creata dall'autore è vista come sorgente vivificatrice dove egli si

esprime, non come luogo dove regna razionalità.

In Über den Ursprung der Sprache (1771) sottolinea quanto la lingua del genio sia essa stessa il

genio. Nel 1773 conia il termine Volkslied tradotto dall'inglese popular song. Nel Volkslied Herder

riconosce la genialità degli artisti tedeschi. Alla poesia popolare si chiede da un lato semplicità

delle forme espressive accessibili a tutti e dall'altro uno specchio delle esperienze sociali, spirituali,

collettive del popolo intero. Nel culto della poesia popolare vi è però presente anche un elemento

politico-sociale in quanto rivendica polemicamente uno spazio culturale altro dal mondo cortese.

In Von deutscher Art und Kunst (1773) Herder critica la poesia d'arte degli intellettuali Illuministi

che “pensano e rimuginano solamente” senza vedere né provare sentimenti. “Abbiamo pensato con

artificiosità così a lungo che ora ci riuscirebbe a malapena un libero sviluppo”.

La poesia secondo Herder doveva diventare espressione dell'uomo inteso come unità psico-fisica e

quindi includere la totalità delle proprie esperienze.

La ribellione sturmunddranghiana di Herder si rivede anche nel suo sogno di un intervento politico

ispirato addirittura a un ideale democratico-popolare, in quanto l'autore era dichiaratamente ostile

al centralismo monarchico.

Il manifesto dello Sturm und Drang e gli autori principali:

Il Prometheus (1773) di Goethe è considerato il manifesto del movimento. Si tratta di un inno a

versi liberi che contiene un riferimento autobiografico: Goethe paragona la ribellione di Prometeo

alla sua poesia che mette al centro il soggetto. [per analisi vedi pag. 22 antologia]

G.A. Bürger è considerato un autore minore ma la sua ballata Lenore diventa un successo.

Egli era stato inoltre redattore del Musenalmanach del Gottinger Hain per più di 15 anni → anche

in Lenore si trovano caratteristiche tipiche del gruppo come il linguaggio popolareggiante.

[vedi pag. 15 antologia] Lenore è una ballata per via delle figure retoriche di suono, l'importanza


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Ange(:

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lingue e letterature straniere
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Ange(: di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura tedesca e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Paleari Moira.

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