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Die Aufklärung

Frühaufklärung ca. 1720 – 1750 - Spätaufklärung ca. 1750 – 1800

Nel 1784, un Wochenschrift, dedicato ai ceti sociali più colti, indice un concorso a cui si poteva partecipare mandando la risposta alla domanda: "Was ist Aufklärung?" La risposta più brillante fu quella di Immanuel Kant: "Aufklärung ist der Ausgang des Menschen aus seiner selbstverschuldeten Unmündigkeit". In linguaggio giuridico, la "Unmündigkeit" è quello stato di minorità in cui il soggetto non ha voce in capitolo (r Mund – mündig – unmündig). Nel caso dell’Illuminismo, lo stato di minorità indica l’incapacità da parte dell’uomo di servirsi autonomamente della propria ragione senza essere condizionato da istituzioni come la Chiesa o lo Stato; è una colpa propria dell’uomo perché egli possiede la ragione (e Vernunft) e la maturità, ma non il coraggio di pensare e prendere le decisioni autonomamente. L’Aufklärung ci fa rendere conto di questa incapacità e ci aiuta a superarla. Kant scrive: "Sapere Aude", cioè "abbi il coraggio di sapere", di usare la ragione autonomamente. Tale discorso si riferisce, in particolare:

  • Pietismo: ai dogmi diffusi dalla Chiesa per contro, con l’Illuminismo si diffonde il Pietismo (fondato da Spener), movimento religioso contro ogni tipo di dogma ed ortodossia, che cerca di esplorare la dimensione prettamente spirituale all’interno di ogni uomo e di renderlo autonomo spiritualmente ed intellettualmente. Si rivalutano, quindi, i sentimenti e la sensibilità umani e nasce una vera e propria Empfindsamkeit. Sensibilità e sentimento diventano la base per l’agire morale.
  • Alla politica autoritaria portata avanti dallo Stato esisteva ancora il Sacro romano impero (s Heilige Römische Reich) con il suo modello strettamente feudale. Con l’Illuminismo si compie, anche se molto lentamente, il passaggio dalla società feudale a quella illuminatoborghese e lo Stato assume come modello quello dell’assolutismo di Federico II di Prussia.

Kant continua la sua argomentazione e indica come figura centrale dell’Illuminismo Federico II di Prussia, noto per la sua grande tolleranza religiosa e per il suo modello di Stato rigidamente organizzato; tuttavia, tale scelta è molto discutibile poiché la cultura tedesca si sviluppò indipendentemente dal sovrano di Prussia. Viene invece indicata come simbolo dell’epoca la figura di Lessing, responsabile dei profondi cambiamenti sociali e culturali del tempo e degli sforzi di emancipazione della borghesia.

Contesto storico

La Guerra dei Trent’anni ebbe in Germania conseguenze devastanti: il paese si trovava in una situazione di generale arretratezza (e Rückständigkeit, e Verspätung) poiché era suddivisa in una miriade di stati e staterelli, circa 1762, che formavano il Sacro romano impero con a capo l’imperatore (che apparteneva alla famiglia degli Asburgo) mancava una costituzione e un’identità unitaria. Gli stati (reami) più grandi erano la Sassonia, la Boemia, il Baden e la Prussia. Quest’ultima, in particolare, era riuscita a superare questa crisi generale attuando una politica di immigrazione che accoglieva gli ugonotti francesi all’interno del suo territorio. Si diffonde, così, in Prussia un pensiero fortemente illuminato che introduce nella politica i concetti di ragione, cultura ed umanità: ora il bene dello Stato è fondato sul benessere materiale dei cittadini. E è il primo ad accogliere queste innovazioni: sostituisce il motto del re francese Ludovico XIV "Lo Stato è mio" con "Ich bin der erste Diener meines Staates" – assistiamo alla prima forma di assolutismo illuminato. Il sovrano illuminato porta avanti una serie di riforme intente a migliorare la vita dei propri cittadini: abolisce la tortura e la caccia alle streghe, costruisce case di accoglienza per orfani e vedove, promuove riforme agrarie attraverso cui si sancisce la fine della servitù della gleba e attraverso cui si introducono nuovi metodi e prodotti per la coltivazione, raddoppia il numero delle università.

Un tale apparato statale, orientato su razionalità ed efficienza, richiedeva ora la collaborazione e il sostegno di nuovi collaboratori: funzionari dell’amministrazione, della giustizia e professori costituivano la nuova classe borghese emergente che contribuì a creare una coscienza sociale autonoma contro la società feudale.

Aufklärungsgesellschaften

Oltre alle riforme dello Stato, furono soprattutto le Aufklärungsgesellschaften ad avere un forte influsso sulla società del tempo. Si trattava di forme associative attraverso cui veniva diffuso il sapere e la cultura borghese:

  • L’Accademia (a cui apparteneva Leibniz) si occupava di scienze pratiche come le scienze naturali, la tecnica e la storiografia.
  • La Deutsche Gesellschaft promuoveva la lingua e la poesia tedesca. Membro dell’associazione era Gottsched, che affermava: "Così come i potenti re della terra riconoscono quale massima istanza solo Dio e la spada, così gli eruditi riconoscono come massima istanza solo la ragione e una più efficace penna".
  • Le Società patriottiche che volevano aiutare lo Stato nello sforzo di incrementare il benessere dei cittadini. Ad esempio, diffondevano le Moralische Wochenschriften, riviste in cui erano scritti brevi racconti con un tedesco semplice e chiaro che erano diretti al pubblico femminile per consentire di uscire dall’ignoranza e dal pregiudizio.

Le Società erudite rappresentano il primo microcosmo sociale che realizza una forma organizzativa democratica; in più, loro scopo era quello di influenzare le decisioni statali sulla base dell’operosità e della virtù borghese – parliamo di Volks- o Populäraufklärung. Tuttavia, si trattava comunque di una forma sociale organizzata parallela a quella dell’ordine feudale ancora largamente diffuso (non dimentichiamo le parole di Kant: "Ragionate quanto volete, ma ubbidite"), perché i luoghi per un libero incontro ed una libera discussione erano ancora troppo rari.

La diffusione dei salotti si ebbe in Germania soltanto verso la fine del ‘700: i Caffè, che in Inghilterra erano già molto frequenti, si trovavano in Germania tutt’al più in città libere o marittime come Amburgo. Per il resto rimaneva veramente difficile trovare uno spazio per discutere liberamente al di fuori delle Società di eruditi. Iniziarono, così, a nascere le prime logge massoniche in cui è possibile accennare alla sfera politica senza temere ripercussioni da parte del sovrano: esse offrono l’ideale di una perfetta società borghese che si può realizzare solo di nascosto e che per Lessing diventa il modello di un Illuminismo realizzato. Rimane il fatto che questi non sono affatto luoghi in cui si riuniscono tutti i ceti sociali, ma soltanto la buona società (e in ciò risiede il motivo della grande influenza che ebbe in certi momenti la massoneria sullo Stato assolutista).

Contesto culturale

Originariamente, l’Illuminismo nasce in Francia come fenomeno filosofico grazie alle opere di René Descartes; in Germania si diffonde, anche se con un po’ di ritardo, grazie all’opera di Leibniz "Monadologie" del 1714. Le monadi sono quelle unità, concluse in sé e senza finestre, sostanze semplici e indivisibili, che sono in armonia con loro stesse e con le altre e che rispecchiano il grande insieme dell’universo. Con questo concetto Leibniz supera l’idea di separazione tra anima e corpo (e Seele und r Leib), poiché essi sono parti della stessa unità. Ogni cosa ha il suo posto nel mondo stabilito dalla ragione divina, perfino il male, e il nostro mondo è il miglior mondo possibile. Nasce un nuovo interesse per la natura e per tutto ciò che è "terrestre". Questa rappresentazione dell’armonia del singolo e del tutto costituisce la base dell’ottimismo illuminista che vedeva tutti i problemi come riconoscibili e risolvibili, tutte le contraddizioni superabili grazie ad un ritorno razionale a quell’armonia solo apparentemente distrutta.

I successori che divulgano il pensiero di Leibniz anche tra il pubblico meno colto sono Thomasius e Wolff: figli di pastori protestanti, insegnano all’università di Halle, in Sassonia. Thomasius tenne lì la prima lezione in tedesco (tutte le altre erano in latino).

Illuminismo tedesco

L’Illuminismo tedesco viene portato avanti soprattutto dal Protestantesimo, dottrina nata in seguito alla Riforma protestante di Martin Lutero del XVI secolo, dottrina priva di dogmi e che rispecchiava lo spirito illuminista (Lutero si ribella alla Chiesa di Roma e permette ai principi di allargare il loro potere rispetto a quello dell’imperatore fondando tanti nuovi stati e non si ha più unità nazionale). All’interno del Protestantesimo, nasce la nuova corrente del Pietismo.

LEIB: corpo animato, dotato di anima – der Leib Christi
KÖRPER: il corpo in generale
VERNUNFT: la ratio
VERSTAND: ciò che esercita la ratio

Johann Christoph Gottsched (1700-1766, Leipzig)

Il primo Illuminismo si rivolge principalmente alla poesia, poiché essa sembra essere la più fruibile fra le arti e soprattutto quella più adatta a trasmettere contenuti morali e pedagogici. A questo scopo era però necessaria innanzitutto una radicale riforma del concetto di poesia e della prassi poetica: Gottsched è l’iniziatore di questi sforzi riformisti. In Germania, la situazione storico-politica dell’epoca aveva ostacolato la formazione di una lingua unitaria. Gottsched manifesta una forte tendenza a tradurre i termini della poetica in tedesco con l’intenzione di recuperare e riformare la lingua, ad esempio poetica = Dichtkunst. A tal proposito, scrive "Versuch einer Critischen Dichtkunst vor die Deutschen", definendo lo scopo generale dell’arte come "prodesse et delectare", cioè insegnare dilettando: il lettore deve essere divertito e attraverso questo divertimento deve ricevere insegnamenti morali. Gottsched pone l’accento soprattutto sulla difesa delle regole della poesia e sull’imitazione della natura quale suo principio base perché le regole della natura coincidono con i principi della ragione, la letteratura deve rispettare la mimesi (o imitatio): non deve ridursi né a puro prodotto di fantasia né a mera riproduzione o copia della realtà, ma deve attenersi all’ambito del verosimile e del probabile per non sconfinare nell’incredibile.

A causa della sua predilezione per la letteratura francese, Gottsched entra in polemica con i teorici di Zurigo Bodmer e Breitinger che si battevano soprattutto per affermare in Germania le opere di Shakespeare e Milton. I due partono da un concetto di poesia più fortemente sensualistico dal punto di vista della ricezione estetica. La poesia ha un carattere decisamente illusionistico, il cui obiettivo è l’inganno dei sensi: il meraviglioso non deve essere solo consentito ma addirittura auspicato. L’imitazione non si rivolge più soltanto agli oggetti della natura, ma agli effetti della natura sull’anima. Il mondo delle passioni mostra una realtà in cui il poeta deve trovare un linguaggio della sensibilità che sia in grado di toccare gli affetti del lettore.

Teatro

Gottsched si occupa anche di teatro: è il primo ad offrire un’alternativa al teatro rozzo del ‘700 (rozzo perché lo scopo era quello di deridere i borghesi o i contadini). Egli lotta per l’affermazione di un teatro di livello letterario superiore, le cui caratteristiche sono:

  • Il concetto di teatro quale mezzo per diffondere ideali morali secondo il principio della mimesi come probabilità – le scene riprodotte sul palco sono scene verosimili e devono proporre comportamenti negativi, quindi da criticare, o comportamenti positivi, quindi da imitare e applicare nella vita di tutti i giorni. Il teatro deve far riflettere e indurre lo spettatore a modificare il suo agire morale.
  • Essere un teatro in prosa culturalmente elevato, distinto dal teatro d’improvvisazione che è il teatro lirico di corte.
  • Il rifiuto delle tre unità di spazio, tempo e azione di Aristotele.
  • Avere delle regole razionali, quindi naturali (ragione=natura) ispirandosi al classicismo francese e alla sua tragedie classique di Racine, Corneille e Molière.
  • Partire dalla teoria prescrittiva dell’estetica per creare regole teoriche da applicare alla prassi.

Insieme alla compagnia teatrale di Caroline Neuber, Gottsched riesce a compiere il primo passo verso una riforma del teatro: traduce in tedesco opere teatrali di autori francesi e le porta sui palchi tedeschi. Nella prefazione al dramma "Der sterbende Cato", Gottsched annuncia il suo intento riformatore del teatro e mostra in maniera esemplare la sua concezione di tragedia: di fronte alla sconfitta della Repubblica da parte di Cesare, Catone si uccide per difendere il suo onore e la sua libertà – attraverso l’ammirazione del coraggio stoico di Catone si deve indurre il pubblico a migliorare la propria condotta di vita, si deve orientarlo moralmente.

Lessing muove una critica sulla concezione del teatro di Gottsched dicendo che sarebbe stato auspicabile se Gottsched non si fosse mai impicciato di teatro, poiché i suoi presunti miglioramenti o riguardano piccolezze di poco conto oppure sono veri e propri peggioramenti. Egli non voleva tanto migliorare il teatro, ma quanto essere il creatore di un teatro nuovo, un teatro francesizzante senza preoccuparsi se questo fosse stato adatto al modello tedesco. Solo cinque anni dopo la pubblicazione di queste affermazioni polemiche avvenne il cambiamento di orientamento dal classicismo francese alla letteratura inglese più libera da regole.

Christian Fürchtegott Gellert (1715-1769, Leipzig)

Gellert aveva il centro della sua attività a Lipsia, dove insegnava filologia all’università. Dà un importante contributo alla letteratura poiché scrive un romanzo con tratti biografici che si configura come un romanzo di formazione, un Bildungsroman, dal titolo "Das Leben der schwedischen Gräfin von G.", la cui storia ruota intorno alla crescita personale del personaggio, cioè intorno alla sua Bildung.

Scrive anche delle Fabeln, dal carattere didattico e morale, in versi nella forma della Lehrgedicht (poema didattico), le quali possiedono sempre un intento morale dettato separatamente dalla voce dello scrittore. Il maggior successo lo ottengono le "Fabeln und Erzählungen" che rendono l’autore un vero e proprio scrittore popolare, destando persino l’interesse di Federico II. Il contenuto ruota intorno ad insegnamenti di saggezza morale in situazioni quotidiane; inoltre non si rivolgono soltanto ad un ristretto gruppo di eruditi, ma ad una più vasta cerchia di lettori borghesi che comprende anche le donne sagge. La favola diventa un mezzo di conoscenza intuitiva, in quanto essa riunisce in sé brevità, facilità di comprensione e insegnamento.

Anche Gellert si occupa di teatro: intorno al 1740, accanto alla tragedie classique compare la comédie larmoyante (definita ironicamente da Lessing "weinerliches Lustspiel", cioè commedia piagnucolosa) che rappresenta un primo passo verso una fusione di generi, un avvicinamento della commedia alla tragedia. Gellert fu il primo a scrivere questo tipo di forma teatrale e ad inserirla nel suo dramma giocoso "Die zärtlichen Schwestern", opera che divenne il simbolo di questo nuovo genere, il cui intento era quello di dare dignità alla commedia.

Gotthold Ephraim Lessing (1729-1781, Kamenz, Schlesien)

Lessing, come molti pensatori illuministi, proviene da una famiglia di pastori protestanti. Suo padre, però, non è solo un pastore protestante, ma è anche un Magister facente parte del ceto degli eruditi. Questo significa molto per lui, perché si interessa già da subito alla cultura e, in più, viene mandato a studiare in un collegio principesco in cui è iniziato ad un’educazione umanistico-erudita. Successivamente, studia Teologia a Lipsia, ma non conclude gli studi perché cerca in tutti i modi di realizzarsi come giornalista e autore libero.

In compagnia del cugino si trasferisce a Berlino, dove insieme a lui pubblica la prima rivista tedesca di teatro "Beiträge zur Historie und Aufnahme des Theaters", profilando già il superamento del teatro francese e la sua simpatia per quello inglese e, addirittura, spagnolo. Diviene presto un influente e temuto critico. Si trasferisce, poi, ad Amburgo dove lavora come drammaturgo presso il teatro nazionale; lì fonda anche una casa editrice, ma tale progetto fallisce e, a causa del suo disastro economico, decide di accettare l’impiego di bibliotecario presso la corte di un duca da Wolfbüttel.

La sua idea di teatro nazionale è racchiusa in alcune sue lettere scritte tra il 1759 e il 1764 intitolate "Briefe, die neuste Literatur betreffend" e nella sua opera "Hamburgische Dramaturgie", una raccolta di recensioni sulle opere teatrali viste ad Amburgo. Lessing e i suoi amici introducono un nuovo stile nella considerazione dell’arte. I suoi scritti teorici sviluppano le loro concezioni partendo dal continuo confronto con la singola opera e dalla discussione (Streitschrift) con la concezione di altri critici. Illuminismo significa anche "cultura della polemica", vale a dire il piacere del confronto pubblico, della provocazione polemica, per avvicinarsi maggiormente, nella discussione, alla verità attraverso una reciproca correzione.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/13 Letteratura tedesca

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