LETTERATURA TEDESCA
JOHANN WOLFGANG VON GOETHE
GOETHE: LA VITA
Francoforte:
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Goethe nasce a Francoforte sul Meno, città repubblicana, il 28 agosto 1749.
Goethe è considerato da molti il più importante uomo di lettere proveniente dalla Germania. E' uno
degli ultimi scrittori ad essere considerato classico. E' stato uno scrittore, poeta e drammaturgo. Il
suo magnum opus è il “Faust”, opera alla quale lavorò per oltre sessant'anni.
Goethe fu l'originario del concetto Weltliterature (letteratura mondiale) derivato dalla sua
approfondita ammirazione e conoscenza per molti capisaldi della letteratura mondiale.
Ebbe notevole influenza anche sul pensiero filosofico del tempo, in particolare sulla speculazione di
Hegel, Schelling e successivamente Nietzsche.
Primogenito di Johan Caspar (doctor juris e consigliere imperiale), figlio di un sarto, e di Katharina
E. Textor, nasce il 28 agosto 1749. Nel 1750 nasce la seconda figlia, C. F. Christiana, la sua
compagna di giochi dell'infanzia; gli altri cinque successivi figli moriranno infatti in tenera età.
Il grosso dell'istruzione la ricevono in casa (ha una libreria di circa 2000 libri.), sotto la direzione
del padre. Entrano a contatto con il mondo della lettura e imparano divertendosi. Impara a leggere e
a scrivere il tedesco, il francese, l'inglese e un poco di ebraico. Privatamente, studierà anche il latino
e un poco di greco. Prende lezioni di disegno, impara l'arte della calligrafia, studia pianoforte e
imparerà anche la scherma e l'equitazione. Studia anche l'italiano (il padre era stato in Italia nel
1740 per 8 mesi e aveva scritto, in un italiano approssimativo, un diario di viaggio “Viaggio per
l'Italia”). A Francoforte sul Meno c'erano tantissimi commercianti italiani (come la famiglia
Brentano). E' forte anche la presenza di maestri di italiano presso le famiglie più ricche e colte.
Goethe ebbe un maestro di italiano, il maestro Giovinazzi, monaco scappato dalla Puglia.
Scoppiata la Guerra dei Sette Anni nel 1756, i francesi conquistano Francoforte il 1º gennaio 1759 e
in casa Goethe s'installa il luogotenente francese; con le truppe francesi si accompagnano attori e
cantanti e Goethe assiste per la prima volta a recite di alcune tragedie francesi e alle commedie di
Molière, oltre a opere e intermezzi musicali, fino alla partenza dei francesi.
Da Lipsia e Dresda a Francoforte:
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Goethe studia giurisprudenza a Lipsia, considerata una piccola Parigi, terminati gli studi subirà
una grande crisi che lo terrà tra la vita e la morte. Fase in cui si confronta con letture di alchimisti
e pietisti (religione alternativa al luteranesimo, formano circoli “pietatis” con il simbolo della
capanna → religione del cuore vs religione di pietra o luteranesimo). Questo porta ad un
proliferare di letteratura epistolare → cultura della sensibilità → Klopstock. I caratteri
dell'illuminismo tedesco sono diversi da quelli degli altri paesi europei: elemento inconscio della
natura, culto della sensibilità → questi due elementi daranno origine al romanticismo. Fortissimo
interesse nei confronti della natura. RES COGITANS: natura in divenire. NATURA GENIO: come
unità psicofisica (componente che interagisce con la ragione e con l'intelletto) e come DAIMON.
Ormai diciassettenne, è tempo per lui di frequentare l'Università: il padre sceglie per lui gli studi di
diritto a Lipsia e così, il 30 settembre 1765, Johann parte da Francoforte per quella città bella e
moderna.
A Lipsia s'inserisce senza difficoltà nella frivola vita di società, così diversa da quella conservatrice
e patriarcale di Francoforte; ha una relazione con una ragazza del posto.
Fra il febbraio e il marzo del 1768 si reca a Dresda, visitando le collezioni d'arte raccolte nella città
e viene a conoscenza della tragica morte di Winckelmann, che egli apprezzava molto.
Una malattia, un'infezione polmonare, lo convince a chiudere un'esperienza che egli stesso già
riteneva non più sopportabile: così, il 28 agosto 1768 ritorna a Francoforte senza aver concluso
nulla. Da Strasburgo a Francoforte:
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A quel tempo esistevano solo 4 tipi di Università: filosofia, giurisprudenza, medicina e teologia
(unica facoltà gratis, tutti gli scrittori tedeschi meno abbienti frequentavano teologia). Non erano
ammesse le donne. In questo senso è da ricordare la figura di Kleist, che portava a lezione sua
sorella facendola travestire da maschio. A quel tempo aveva anche una fidanzata a cui raccontava
ciò che aveva appreso. Nelle sue lettere ribadiva che sarebbe stato molto importante inserire le
donne negli studi. Con il ritorno della buona salute, viene anche il tempo di riprendere gli studi
universitari; a Strasburgo potrà imparare bene il francese e studiare in un'Università di cultura
tedesca: così, partito nel 1770, giunge a Strasburgo. Qui si fa molti amici. Visita con due amici
l'Alsazia e la Lorena. Conosce e subisce l'influenza di Herder, letterato e filosofo già noto.
Legge con interesse i romanzi inglesi e s'interessa a un personaggio storico di fantasia destinato a
fama immortale, Faust. Ha un'impegnativa relazione con Friederike Brion. Finiti gli studi, saluta
Friederike e ritorna a Francoforte.
Francoforte:
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Il 28 agosto 1771, proprio il giorno del suo ventiduesimo compleanno, Goethe ottiene il permesso
di esercitare la professione di avvocato, che però abbandonerà da lì a quattro anni. Continua a
scrivere, in quegli anni che annunciano lo Sturm und Drang.
Wetzlar:
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Nel maggio 1772, dietro consiglio del padre, Johann si trasferisce nella cittadina di Wetzlar, dove è
istituita la Corte imperiale di giustizia, un tribunale presso il quale si inscrive come praticante.
Naturalmente non si occuperà di faccende legali.
Francoforte:
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L'11 settembre 1772 Goethe lascia Wetzlar. A Francoforte, riceve da Kestner (amico conosciuto a
Wetzlar) la notizia che il comune amico Jerusalem si è ucciso il 30 ottobre; vi è tutto l'intreccio del
prossimo romanzo “I dolori del giovane Werther”.
Weimar:
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Il 7 novembre giunge a Weimar come precettore del diciottenne Carlo Augusto, duca di Sassonia –
Weimar – Eisenach.
Nel 1776 Goethe è membro del Consiglio segreto, successivamente viene nominato Consigliere
segreto. Sarà poi nominato anche ministro.
Italia:
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Gli anni che vanno dal 1776 al 1788 furono segnati dall'amicizia-amore con Charlotte von Stein.
Dal 1786 al 1788 intraprenderà il famoso viaggio in Italia cambierà radicalmente la vita dello
scrittore tedesco.
Weimar:
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Nel 1788 torna in patria, si avvicina lo scoppio della Rivoluzione Francese.
Tutte le idee degli illuministi entrano in una grande crisi. Cambia il modo di rappresentare la realtà:
visibile e invisibile. Da prendere in considerazione la figura di Novalis che era un ingegnere
minerario, ma anche uno scrittore tedesco romantico. E' autore della rivista “Atheneum”. Pone
particolare attenzione al notturno, all'occulto.
Tornò a Weimar dove trovò una fredda accoglienza. Rinuncia a quasi tutti gli incarichi
amministrativi.
L'insieme degli eventi chiuse Goethe in una sorta di isolamento sociale, ma soprattutto spirituale.
Morì nel 1832 a Weimar. Le sue spoglie si trovano ancora oggi a Weimar.
IMPORTANZA STORICA DI GOETHE
L'importanza di Goethe nel XIX secolo fu enorme. Per molti aspetti, fu l'iniziatore di molti concetti
e idee che sarebbero col tempo divenuti familiari a tutti.
Era affascinato dai minerali e dalla mineralogia (il minerale goethite prende nome da lui). Come
filosofo e scrittore fu una delle figure chiave della transizione dall'Illuminismo al Romanticismo.
GERMANIA: CONTESTO STORICO – CULTURALE
La Germania al tempo di Goethe era ancora frammentata, composta da staterelli, che avevano
religioni diverse. L'unificazione fu preceduta da tre guerre. Successivamente si riunì tutto sotto il
secondo Reich.
Nel 1700 Federico II di Prussia ebbe alla propria corte Voltaire e tanti altri grandi illuministi, oltre
che perseguitati politici e religiosi.
Continuava ad esistere il granducato di Weimar, che nel 1700 ebbe un grandissima importanza:
centro di scambi e di cultura.
Questi stati avevano carattere assolutistico-feudale, erano contro l'unificazione, che prevedeva una
città come capitale, inoltre avviarono una forte lotta contro la centralizzazione del potere.
In Germania il cattolicesimo e il luteranesimo (proclamò il diritto di tutti a leggere e interpretare, a
proprio modo, i testi sacri) posero ostacoli all'unificazione. Lutero riscrisse la Bibbia in tedesco,
fino a quel momento circolava la “Volgata”, testo scritto da S. Girolamo a cui aveva accesso solo
chi conosceva il latino, e ad interpretarla era la Chiesa. Lutero impiegò quasi 20 anni a riscrivere il
testo in dialetto tedesco-sassone (non c'era l'unificazione della lingua). In Germania c'erano molti
dialetti, in alcuni posti si parlava perfino francese. Questi testi in dialetto si diffusero, ed aumentò
l'alfabetizzazione della popolazione. Non ci fu solo la figura di Lutero su questo panorama, ma
anche quelle di Zwingli, Calvino e tanti altri movimenti eretici.
Nel 1524 i contadini si sollevarono contro i loro governanti perché credevano che la libertà che
proclamava Lutero riguardasse anche loro. Queste insurrezioni furono represse nel sangue. La
libertà, di cui parlava Lutero, è da intendersi come libertà interiore.
Nasce il principio del “cuius regio, etius religio”: se il sovrano si affidava al cattolicesimo, lo stato
era da considerarsi cattolico.
Lo stesso meccanismo si espanse in tutto il territorio tedesco, chi proclamava altre religioni era
costretto a spostarsi.
Il 1700 viene considerato come il periodo che dette inizio alla letteratura tedesca moderna.
Nella seconda metà del secolo abbiamo un'innovazione alla quale partecipa anche Goethe: dagli
anni '70 parte lo Sturm und Drang (tempesta e assalto e\o angoscia) → frase intraducibile.
Il movimento è rappresentato da giovani scrittori come Goethe e Herder. Quest'ultimo proveniva da
Riga, e si era trasferito a Strasburgo.
GOETHE: OPERE
I DOLORI DEL GIOVANE WERTHER
“I dolori del giovane Werther” è un romanzo epistolare di Goethe pubblicato nel 1774. Il “Werther”
appartiene all'età giovanile di Goethe ed è considerato opera simbolo del movimento dello Sturm
und Drang, anticipando molti temi che saranno propri del romanticismo tedesco.
Il romanzo è composto da una serie di lettere che il protagonista invia al suo amico Guglielmo
(Wilhelm) nel corso di 20 mesi (la storia è ambientata nel 1771 – 1772). Il romanzo epistolare era
un modello narrativo molto diffuso nel Settecento, usato da molti scrittori come Richardson,
Rousseau, ma Goethe introduce un'importante innovazione perché riporta solo le lettere del
protagonista, non quelle degli altri personaggi, a differenza di quanto avveniva nei romanzi degli
autori citati; quindi il romanzo epistolare assume la forma di romanzo di confessione intima, quasi
del romanzo-diario.
WERTHER: Per la stessa struttura del libro, tutto ruota intorno al personaggio di Werther, di
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cui, pur non comparendo una descrizione esplicita, si crea un'immagine completa già dalle lettere
iniziali, prima dell'incontro con Charlotte (o Lotte). Il giovane è colto e raffinato, ma dimostra ben
presto le due caratteristiche che gli impediranno di inserirsi veramente nella società: una decisa
insofferenza verso le convenzioni sociali che limitino l'individuo e la capacità di farsi totalmente
rapire dai sentimenti. Werther è un giovane di agiata famiglia borghese, dalle grandi capacità
letterarie e artistiche, pieno di slanci passionali e accensioni sentimentali.
Il personaggio di Werther ci appare come un'anima innocente, che non per niente riesce a trovarsi a
suo agio con i bambini, completamente avulsa dalla routine che invece in qualche modo è
percepibile in Albert e anche in Lotte.
Il fatto che Werther non cerchi a tutti i costi di attirare Lotte a sé, dettaglio che può colpire il lettore
moderno, può essere interpretato come estremo gesto d'amore: egli sa che Lotte ha bisogno di
tranquillità e di certezze, lui non vuole essere un impedimento alla sua realizzazione. In questo si
dimostra quindi molto lontano dal titanismo romantico a cui si è tentato di accomunarlo: nonostante
una buona consapevolezza di sé e dei propri pregi emersi fin dall'inizio del libro, Werther non si
ritiene un animo superiore inadatto a questo mondo, ma più che altro riconosce la propria sconfitta,
la propria nullità davanti ad un sentimento totalizzante.
ALBERT: rappresenta il ceto borghese, le sue convenzioni, la routine, i luoghi comuni, la
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razionalità, ma raramente è descritto con toni negativi, anzi più volte Werther dimostra la sua stima
per un uomo saggio, calmo, fedele e orgoglioso della sua famiglia, che riesce a mostrarsi come un
solido punto di riferimento per la moglie, tanto da rendersi indispensabile, nonostante alcune sue
carenze dal punto di vista affettivo.
Albert è l'esatta antitesi di Werther.
Non si esalta per l'animo artista di Werther, non ne approva gli slanci emotivi, critica aspramente la
visione del suicidio come atto di estrema libertà, e soprattutto non riesce a comprendere realmente il
sentimento che lega Werther e la moglie.
Può sembrare che il dramma di Werther sia esclusivamente sentimentale, privato: in realtà l'amore
infelice del giovane assume un significato più profondo. L'amore impossibile per una donna già
destinata al matrimonio con un altro è il modo concreto in cui si manifesta una crisi sociale,
l'impossibilità da parte del giovane intellettuale di inserirsi nel contesto della società. Pur essendo
borghese di nascita Werther non può identificarsi con la sua classe perché, in quanto artista, è
portatore di valori antagonistici, inconciliabili con essa: il culto della bellezza disinteressata, lo
slancio passionale che respinge ogni calcolo, ogni misura razionale, ritenuta arida e mortificante. La
classe borghese frena e ostacola l'artista, poiché i valori e i sentimenti di cui è portatore possono
sconvolgere gli assetti e equilibri della società.
A questo conflitto con la classe di provenienza se ne affianca poi un altro, quello con l'aristocrazia,
che nella Germania di fine Settecento è ancora la classe egemone, nonostante il peso economico,
sociale e culturale ormai assunto dalla borghesia. Anche la nobiltà in nome dei vecchi pregiudizi di
casta, respinge il borghese Werther (come testimonia l'episodio del ricevimento presso il conte, da
cui il giovane viene scacciato). Pertanto nell'impossibilità di inserirsi in alcune delle classi che
dominano la scena sociale, Werther si trova completamente sradicato, escluso dalla società (per
questo si trova così bene tra i contadini, artigiani).
Proprio perché è un'intellettuale e un'artista, Werther è un'essere diverso dalla norma, eccezionale,
per un verso superiore, perché dotato di intelligenza più alta e di sensibilità infinitamente più acuta,
ma per altri versi inferiore al resto della società proprio per gli stessi motivi, che lo rendono inadatto
alla vita pratica, alla realtà quotidiana. L'intelligenza e la sensibilità sono il suo privilegio ma anche
la sua condanna. Per questa sua irriducibile diversità non può amare normalmente sposarsi,
diventare buon padre di famiglia e posato e rispettato cittadino. Il matrimonio, nella cultura
borghese di quest'età, è il segno per eccellenza dell'avvenuta maturazione del giovane, del suo
equilibrato e utile inserimento nella società. L'esclusione dall'amore felice e dal matrimonio diviene
allora metafora di un più generale sradicamento sociale ed esistenziale.
Col Werther si affacci nella letteratura europea un tema di sconvolgente novità, la tragedia moderna
dell'artista, ignota alle epoche precedenti: una tragedia che è la conseguenza e l'ascesa
dell'affermazione sempre più decisa della classe borghese, che per la sua stessa natura nega i valori
artistici del bello e tende ad emarginare l'artista come essere improduttivo e parassitario e a ridurre
l'arte a una merce tra le altre sul mercato. Il romanzo di Goethe centra il problema. Il conflitto di
Werther (sensibilità artistica come privilegio e condanna che esclude dalla società) sarà fissato in
un'allegoria poetica straordinaria da Baudelaire nel 1857, nella poesia “L'albatros” (“il poeta è
simile al principe delle nubi [all'albatros] che frequenta la tempesta e si ride dell'arciere; esiliato sul
suolo, in mezzo agli scherni, le sue ali di gigante gli impediscono di camminare”).
NATURA: Werther all'inizio della vicenda presenta uno stato d'animo tranquillo e sereno.
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Questa serenità proviene dal contatto con la natura: attraverso la contemplazione del paesaggio
idillico avviene una fusione mistica con il creato. Werther è rapito come in una vertigine e gli
sembra che l'universo intero entri nella sua anima, che diviene “lo specchio dell'infinità di Dio”. Si
tratta di una religiosità non certo tradizionale, ma piuttosto di tipo panteistico, che cioè identifica la
divinità con il tutto e la vede presente in ogni cosa. Il culto della natura è un grande tema
settecentesco, e trova l'espressione filosofica p
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