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Il Faust (I Parte)

Faust è un personaggio realmente esistito, nonostante circa questo personaggio vi siano ben poche certezze. Egli visse nella zona del sud-est della Germania nell'età della Riforma e della scoperta del Nuovo Mondo: nacque infatti nel 1480 e morì forse intorno al 1540. Fu un avventuriero incurante delle regole, un imbroglione, un sedicente negromante ed alchimista, che riuscì persino a persuadere taluni delle sue straordinarie capacità, di modo da riuscire ad insegnare in ambiente accademico, spesso mischiando sapere fittizio e sapere accademico per rendere le proprie teorie più credibili. Non dobbiamo del resto dimenticare che a quei tempi la magia era materia di insegnamento accademico.

Si fece chiamare Georg Faust, e latinizzò il suo nome, che in tedesco significa ‘pugno’, dandogli invece il significato di ‘felice’, ‘benefico’. Si vantava di essere capace di ripetere i miracoli di Cristo, di realizzare i desideri umani e di conoscere la magia. Addirittura, di aver stretto col Demonio un patto firmato col proprio sangue. Egli riuscì dunque a persuadere non solo semplice gente del popolo, ma anche uomini di cultura: era probabilmente dotato di grandi capacità oratorie e sapeva come manipolare le menti a proprio piacimento.

Faust fu però davvero desideroso di conoscere: si dedicò intensamente alle scienze naturali e all'esoterismo. Probabilmente, un simile personaggio riuscì ad avere credito sia tra la gente del popolo che in ambiente accademico perché in Germania la diffusa riforma protestante era particolarmente sensibile alle questioni legate all'Aldilà, e ciò spiega in parte anche come tale figura, misteriosa e dunque già di per sé letterariamente affascinante, sia divenuta protagonista di numerosi racconti popolari e di piccole rappresentazioni teatrali, inizialmente solo da parte di compagnie di girovaghi. In particolare, nascono molte storie secondo le quali Faust avrebbe fatto un patto con il Demonio.

Faust diviene dunque ''Volksbuch'', una vera e propria leggenda popolare, in quanto le sue vicende hanno il carattere del mito, e si offriranno infatti anche ad opere di poesia e di teatro, prima e dopo la tragedia di Goethe. Nel 1587, ad opera di Spiess, compare il primo Faustbuch, che fissò la leggenda nei suoi tratti essenziali. Faust sarebbe astrologo, matematico e medico, stipulato un patto con Satana, egli avrà il Maligno al proprio servizio, in cambio dell'abiura della fede. Dopo un viaggio nel cielo delle stelle fisse, egli percorre l'Europa, incontra il Papa e il Sultano dei Turchi, fa apparire Carlo Magno, evoca Elena di Troia, ha con lei un figlio. Morirà dilaniato dalle grinfie di Satana. Successivamente un rifacimento del testo introdusse anche l'elemento dell'amore di Faust per una ragazza bellissima e povera, Margherita appunto. È questa, a grandi linee, la storia presente nei libretti incentrati sul Faust, spesso venduti alle fiere.

Fu sicuramente durante una fiera che Goethe bambino abbia comprato uno di questi libretti e abbia così conosciuto il personaggio. Nel 1589, lo stesso scrittore inglese Marlowe riprende la storia di Faust, assetato di conoscenza, per ottenere la quale vende la propria anima al Diavolo. Dopo il 1570 i luterani avevano infatti accentuato la dimostrazione delle conseguenze funeste delle tentazioni di onnipotenza e delle evocazioni diaboliche. Quello di Marlowe è infatti un dramma. Persino Lessing aveva intenzione di scrivere un dramma sul Faust, incentrato sul problema della conciliazione tra ragione e istinto corporeo: l'umanità e la scienza non potranno mai essere sconfitte dalle forze tentatrici sataniche, secondo Lessing. E sarà proprio l'idea lessinghiana di questo lieto fine, tipicamente illuministico, ad ispirare Goethe.

L'influenza del contesto storico e culturale

La cultura europea della seconda metà del '700, quella della giovinezza e maturità di Goethe, peraltro, si interrogava sulla magia e sui suoi rapporti con la religione e la scienza da un punto di vista assai diverso da quello che si era fissato nei secoli precedenti. Le pratiche magiche, astrologiche e alchimistiche erano infatti venute sempre più divergendo da quelle della conoscenza sperimentale della natura, eppure si continuava a guardare a quelle pratiche come a modi di pervenire ad una visione unitaria dell'universo e del suo rapporto con l'uomo, cui invece il sapere razionalistico illuministico sembrava aver rinunciato.

L'idea che ci fosse un rapporto tra sapere umano, pratiche occulte, magia e satanismo si rafforzò durante il Rinascimento, spesso in grande conflitto con la Chiesa. Ma fu proprio anche da queste ricerche che probabilmente prese avvio la scienza moderna e il ciarlatano è per questo alle volte inseparabile dall'uomo di scienza. Ciò è riscontrabile nella stessa opera di Goethe, quando Faust, all'inizio della vicenda, lamenta l'impossibilità di arrivare alla Conoscenza tramite la scienza e decide dunque di avvicinarsi alla magia.

Ancora, nel 1791 Klinger, sturmeriano, pubblica anch'egli un romanzo sulle vicende del Faust. L'opera di Goethe non rispetta, volutamente, le regole classicistiche, ed è un'opera che quasi sembra non essere stata scritta per il teatro: essa si oppone totalmente all'Ifigenia in Tauride, dalla costituzione quasi matematicamente perfetta. Il Faust è infatti, come già detto, opera sturmeriana. Il personaggio è parente del Gotz von Berlichingen, del Werther.

Ciò è vero soprattutto per la prima versione del Faust, chiamata 'Urfaust' (=Faust originale). Ma Goethe lavorerà per tutta la vita all'opera, che dunque, una volta completa, presenterà una ben determinata 'stratificazione'. Eppure esso diventerà emblema del classicismo. L'autore già nel periodo sturmeriano, precisamente nel 1775, leggerà alcune pagine dell'opera appena iniziata a degli amici. Porterà con sé l'opera lasciata in sospeso nel viaggio in Italia (1786-88).

Le diverse fasi di composizione

Stiamo ora parlando però della prima versione del Faust, dal titolo 'Urfaust', ossia Faust originale. Nella composizione dell'opera, è possibile distinguere quattro periodi:

  • Il primo ha inizio, come detto, nel 1768, quando Goethe ha vent'anni, e si conclude con l'Urfaust (1775).
  • Passano dieci anni, ed il secondo periodo va dall'epoca del viaggio in Italia alla pubblicazione, nel 1790, di 'Faust. Ein fragment'.
  • Passano sette anni, e tra il 1797 e il 1808 viene concluso 'Faust. Prima parte della tragedia'.
  • Nel 1825 Goethe inizia a scrivere la seconda parte della tragedia, che terminerà poco prima di morire, nel 1831.

L'Urfaust, terminato nel 1775, è un'opera altra rispetto al Faust che noi leggiamo. Non si dimentichi che quando l'autore scrive l'Urfaust sta attraversando il periodo poi definito 'quinquennio geniale' (1770-75): ha alle spalle l'amicizia di Herder, l'amore di Friederike Brion, il periodo dello Sturm und Drang, ha scritto le liriche di Sesenheim, il Gotz von Berlichingen, il Prometeo, e I dolori del giovane Werther.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/13 Letteratura tedesca

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