Biedermeier und Vormärz 1815-1848
Tale intervallo di tempo, è sicuramente un periodo contraddittorio per quella che non era ancora una vera e propria
Germania e, inoltre, un periodo di transizione tra Romanticismo e Realismo, di difficile denominazione, ciò dovuto
anche alle diverse vicissitudini storiche.
Quadro storico-politico e sociale: Nel 1789 la Germania (ovviamente non ancora Germania, poiché non esisteva
ancora) aveva vissuto la Rivoluzione Francese con un atteggiamento in evoluzione: i primi romantici avevano salutato
con un certo fervore la R. Francese, sostenendo gli ideali di libertà, fraternità e uguaglianza propri della rivoluzione;
quando, però, Napoleone adottò una monarchia dittatoriale e si appropriò di territori tedeschi, ciò si tramutò in
risentimento contro la Francia, sentimento anti-francese che peggiora con la Befreiungskriege (“guerra di liberazione”
o “campagna di Germania”), quando i membri della Sesta coalizione combatterono nel 1813 una serie di battaglie in
Germania contro Napoleone liberando così molti stati tedeschi dalla dominazione del Primo impero francese, facendo
emergere un forte sentimento patriottico.
La campagna tedesca concorse alla sconfitta definitiva di Napoleone nella Battaglia di Waterloo del 1815.
Ancor prima che Napoleone fosse sconfitto, nel 1814 si tenne a Vienna il congresso internazionale di Vienna,
protrattosi al 1815, a cui parteciparono le potenze che sconfissero la Francia di Napoleone nella battaglia di Lipsia del
1813 cioè Inghilterra, Austria, Prussia, Russia e ad esse si unì anche la sconfitta cioè la Francia. Esso aveva lo scopo di
ridisegnare l’ordine europeo distrutto dagli uragani Rivoluzione francese e Napoleone, riportando ove possibile
l’Europa alla situazione prerivoluzionaria (restaurazione dell’Ancient regime) secondo un principio di legittimità, ossia
riportare al proprio trono quei sovrani spodestati e, quindi, azzerare le conquiste della rivoluzione francese e
ripristinare un sistema di tipo feudale-assolutistico e, inoltre, secondo un principio di equilibrio, venne creata la
cosiddetta Santa Alleanza (die Heilige Allianz) tra l’Impero austriaco, vale a dire la potenza più forte dell’Europa
centrale dopo la sconfitta di Napoleone, l’Impero zarista russo e la Prussia militarmente sempre temibile, misura
preventiva controrivoluzionaria che si basava sul principio dell’assolutismo e sulla religione cristiana come principio
comune dei membri e sulla volontà di reprimere qualsiasi idea liberale e anti-cristiana.
Le conseguenze del controllo instaurato dall’alleanza furono disastrose per lo sviluppo della Germania. Il ministro
austriaco Metternich riunì i paesi di lingua tedesca in un’unica organizzazione, il Deutscher Bund, la «Confederazione
tedesca», che era composta da 41 Stati, poi 38, con a capo la Prussia e l’Austria, dove la prima vantava di maggiore
densità territoriale, basata sul modello assolutistico sancito dalla Santa alleanza, che rappresentava, quindi, il crollo
del sogno di uno stato nazionale tedesco in quanto i piccoli stati si trovavano, senza alcuna identità, satelliti dalle due
rispettive potenze: per gli stati prussiani, il re di Prussia non accordò ai suoi sudditi che una rappresentanza provinciale,
senza autorità politica; l’ Imperatore d'Austria lasciò sussistere un assolutismo oscurantista e poliziesco., L’opposizione
borghese e liberale, animata dal desiderio di unità territoriale nello spirito delle libertà costituzionali, si raccolse
nell’associazione politica segreta detta Junges Deutschland, «Giovane Germania», sorto a Berna nel 1834 per opera
di un gruppo di rivoluzionari ispirati dal modello della Giovane Italia fondata tre anni prima dal patriota italiano
Giuseppe Mazzini. Questo gruppo di ribelli caratterizza parte dell’ideologia di questi tre decenni: ad essi infatti si
contrappongono i borghesi del Biedermeier, caratterizzati invece un sentimento pessimistico e di rassegnata
accettazione di quello che era il nuovo sistema segnato dal C. di Vienna, per cui una sorta di fede “apolitica”. Il termine
Biedermeier, è composto da due elementi, l’aggettivo “bieder” che significa “semplice”, “sempliciotto” unito a uno dei
cognomi tedeschi più diffusi, Meier e apparve per la prima volta nella rivista Fliegende Blätter nella metà dell’800
all’interno del quale viene presentata la figura del Biedermeier, povero e mediocre maestro svevo di campagna,
limitato e per questo soddisfatto, con l’intento di creare una macchietta popolare, parodia della piccola borghesia
cittadina, molto
conservatrice, solita a chiudersi in casa per evitare qualsiasi dibattito esterno, politico o filosofico e saggiamente
consapevole della rinuncia alla felicità, per cui il termine nasce da una forma di critica verso quel quietismo ideologico
della borghesia; a partire dal ‘900 questo dà convenzionalmente nome a questo periodo storico e venne esteso alla
letteratura del periodo e anche ad uno stile di arredamento minimalista. il piccolo borghese e precisamente prende
nome dal povero e mediocre maestro svevo Biedermeier limitato e per questo soddisfatto, per cui nasce da una forma
di critica verso quel quietismo ideologico della borghesia, soliti di chiudersi in casa per evitare qualsiasi dibattito
esterno, politico o filosofico e saggiamente consapevoli della rinuncia alla felicità.
Questo periodo è inoltre caratterizzato da un assetto economico-sociale di tipo agrario-artigianale e
un’industrializzazione tardiva e di scarsa qualità, a causa della frammentazione della Germania dovuta alla continua
rivalità tra l’Austria e la Prussia, ma che faceva leva sullo sfruttamento dei lavoratori tutto ciò in concomitanza ad un
boom demografico che rendeva ancora più difficile la situazione.
A partire dal 1833 assistiamo inoltre alla creazione della Zollverein ossia l’unione doganale dei 38 stati della
Confederazione, allo scopo di ridurre la competizione interna. Questo determinò un incremento
dell’industrializzazione e di conseguenza il rafforzarsi del capitalismo industriale che iniziò ad integrarsi, insieme alla
classe commerciale, alla vecchia aristocrazia. Dalla Zollverein venne esclusa l’Austria, dove gli Asburgo erano contrari
allo stato unico, e questo contribuì ad aumentare l’egemonia della Prussia all’interno della confederazione.
La crescente industrializzazione condannò ovviamente allo sfruttamento e alla miseria le fasce più deboli della
popolazione (contadini, operai, artigiani e piccoli imprenditori).
Questa situazione di alimentò ancora di più quelle spinte rivoluzionarie dei borghesi liberali per cui alla lotta per i diritti
borghesi, esclusi politicamente dal nuovo sistema feudale, si aggiunse la questione sociale per la tutela della quarta
classe. La situazione politica tedesca fu minata a partire dagli anni ‘30 quando la borghesia liberale tedesca
rinforzarono la loro spinta rivoluzionaria, spinti di quelle rivolte scoppiate in Francia (rivoluzione di luglio a Parigi) o
per esempio la rivolta dei polacchi contro la dominazione russa: in alcuni stati si rivelò di successo, riuscendo ad
ottenere una costituzione ma in generale ognuna di queste manifestazioni di protesta vennero represse fisicamente o
con gli atti di censura degli scritti dell’omonimo gruppo di scrittori (per esempio Heine), accusati di attaccare la
religione cristiana e l’ordine sociale del popolo tedesco, in ogni caso la censura non era però sempre funzionale (poteva
succedere per esempio che uno scritto potesse essere messo a bando in Sassonia ma liberamente pubblicato in
Prussia, e viceversa). Nel 1848 si assiste al definivo fallimento dei moti rivoluzionari borghesi, grazie anche
all’intervento della Santa Alleanza, le cui potenze alleate si fornirono assistenza reciproca nella repressione delle
rivolte e la Prussia approfittò della situazione per allargare la sua area di influenza e di predominio spingendosi verso
le regioni occidentali e meridionali della Germania; l’Austria invece fece un passo indietro sul controllo della
confederazione per concentrarsi sulle crescenti richieste di indipendenza nazionale da parte momento iniziò a ritirarsi
gradatamente dall’area centro-europea per concentrarsi sulle rivendicazioni nazionaliste delle etnie slave presenti
nell’impero asburgico.
Nel 1848, anno della rivoluzione borghese fallita in Germania, fu pubblicato il Manifesto del partito comunista
(Kommunistisches Manifest), che costituisce la base del futuro socialismo, che terminava con la frase <<Proleteriat
alle Laender, vereignit euch!>>
Quadro filosofico e letterario: Tale situazione di instabilità ebbe ripercussioni anche sul panorama letterario del
periodo, tutto tranne che proficuo nel panorama mondiale, a differenza invece del Romanticismo, e si ha quasi una
stasi, eccetto i casi di Büchner e Heine. Inoltre, le condizioni di povertà non incoraggiavano economicamente alla
professione di scrittore libero.
In campo conservatore, letteratura del Biedermeier è caratterizzata, come da denominazione, da un immobilismo,
quietismo e una chiusura dell’individuo in sé stesso rispetto ai problemi del tempo e dalla ricerca di un impossibile
ritorno ad un passato. Essa si presenta come opposizione al Romanticismo, in particolare al soggettivismo romantico,
considerato da questi come estremo, per questo parodizzato.
Le caratteristiche di questo movimento infatti sono:
Weltschmerz, malinconia dolore cosmico e depressione, concetto sorto nella filosofia di Schopenhauer, secondo cui
l’uomo non faceva altro che seguire il suo principio di sopravvivenza come principio universale del mondo e dell’uomo
e da qui non poteva che derivare cattiveria, dolore e contesa e si oppone alla filosofia del contemporaneo Hegel,
sostenitore invece del Weltgeist ossia lo spirito universale che regge il mondo e che permette l’evoluzione della la
storia universale, processo evolutivo che avviene per stadi, verso stadi sempre superiori e termina con la vittoria della
libertà assoluta. A questo si aggiunge. L’arte come fuga dal dolore cosmico si osservava già negli autori del
tardo romanticismo (R. di Jena), quando però con la Restaurazione crollò la fiducia nella possibilità di cambiare il
mondo, il Weltschmerz tardo-romantico sfociò nella disperazione per la rivoluzione fallita. A ciò si aggiunge la
Zerrissenheit, ossia la lacerazione interna;
predilezione per l’«idillio» che rappresenta la condizione indispensabile per la felicità dell’uomo, che si realizza
prettamente all’interno delle mura domestiche e quindi in una forma sociale caratterizzata dalla devozione verso la
sacralità della famiglia, prettamente di forma conservatore-patriarcale, e quindi rispetto del capofamiglia, osservanza
delle usanze, delle leggi e dei precetti religiosi e fonte di ordine, tranquillità, armonia, esente dalle passioni e dagli
eccessi, all’interno della quale l’individuo può quindi dedicarsi per esempio alla scrittura e alla lettura. All’interno
dell’idillio I rapporti sociali extra-familiari sono coltivati all’interno di una cerchia di amici accuratamente selezionati
(famiglia e amici = microcosmi) con cui non si cede mai ad attività passionali, bensì si condividono gli interessi artistici
e letterari e si effettuano attività dignitose (come una semplice gita in campagna). Per cui l’idillio è sintetizzabile come
devozione per le piccole cose;
dalla condivisione di interessi artistici e letterari si evince la concezione dell’arte del Biedermeier come esperienza
corale e non individuale, da qui l’opposizione al soggettivismo romantico;
Stillvergnügt che fa riferimento a quell’immobilismo e quel quietismo dell’ideologia Biedermeier dato da una
soddisfazione illusoria, infatti Still = silenzio, immobile; vergnügt = fröhlich, ma nel senso di soddisfatto, per cui
soddisfatto del non esprimersi
Literarische Gattungen:
Belletristik: genere di intrattenimento per cui un prodotto letterario di semplice comprensione e fruizione (gialli per
esempio).
Publizistik: forma di mercato editoriale che comprende calendari, riviste, giornali, diffuse presso gli alfabetizzati.
Questi contenevano storie, liriche, proverbi, modi di dire, ricette, poesie o filastrocche ed erano molto curati dal punto
di vista grafico (erano dotate di immagini per es.); la funzione era quella di risollevare la crisi del momento attraverso
un po' di sollievo e spensieratezza.
Dorfgeschichten (J. Gotthelf, Annette Dröste-Hülshoff): novelle campestri ambientate per lo più nelle compagne o
villaggi. Questo genere si afferma contrapponendosi al romanzo sociale che inquadrava la realtà esclusivamente nel
campo focale del borghese, delle sue consuetudini e dei suoi bisogni. A questo genere apparteneva Annette von
Droste-Hülshoff, una delle poche protagoniste femminili della letteratura tedesca.
Romane: in questo genere si iscrive E. Mörike, uno degli autori Biedermeier più conosciuti accanto a Stifter, con il suo
Maler Nolten (Il pittore Nolten), il quale, sotto l’influenza del Wilhelm Meister di Goethe, si presenta come un romanzo
di formazione che narra dell’artista Nolten, il quale non resiste al richiamo di una vita libera e senza legami e finisce
per abbandonarsi alla sensualità e all’erotismo, anziché dedicarsi al proprio talento, e finisce per avere un crollo
nervoso.
Novellen und Erzählungen: a tale genere si iscrive A. Stifter (austriaco), quietista per eccellenza, il quale, sconvolto e
impaurito dall'insurrezione, condanna ogni forma di violenza e promuove di contro l'educazione al bene e reputa
inammissibile che i ceti più bassi si battano per migliorare la qualità della vita. Stifter si occupa anche di educazione,
scrive articoli sul ruolo dell'educazione ed egli stesso fu insegnante privato presso la famiglia di un cancelliere
austriaco. Tra i racconti che ebbero più successo pubblicati nel 1853 troviamo Bunte Steine (Sassi colorati), nel cui
prologo Stilter formula la teoria del sanftes Gesetz (la legge mite dell'ordine naturale) secondo cui l'intero creato è
regolato da una legge che lo mantiene in perfetto equilibrio, calmando ogni eccesso e ogni tempesta umana al suo
interno trova una risoluzione. Sostiene inoltre che la vera grandezza si conquista attraverso la saggezza e in questo
risiede il ruolo del poeta, come educatore all'umanità. Il racconto ritrae poi una società utopica e patriarcale, elemento
tipico del Biedermeier. Nella fase ultima della sua produzione pubblica un romanzo storico verso gli ultimi anni della
sua vita, con un intento pedagogico e morale. Infine nel 1868 si ammala e compiendo un gesto inaspettato in quanto
uomo saggio, religioso ed equilibrato, si toglie la vita e ciò gli costò la caduta nel dimenticatoio, in quanto la gente ne
risultò scandalizzata, anche perché qualche anno prima si era suicidata anche la figlia adottiva. Molte sue opere hanno
caratteristiche molto vicine a quelle del realismo.
In campo liberale, invece, troviamo una letteratura in contrapposizione alla letteratura intimista del Biedermeier, in
quanto, nonostante le persecuzioni e la repressione della censura, politicamente impegnata, liberale e di critica al
vigente regime assolutista (essi aspiravano per lo più all’unificazione tedesca e ad una rappresentanza parlamentare)
e alla situazione sociale e di conseguenza antitesi dell’apoliticità del Biedermeier. Questa letteratura prende il nome
di Vormärz, ma non fa riferimento ad una corrente o gruppo letterario, bensì si tratta di un termine coniato a posteriori
da Franz Grillparzer con cui ci si riferisce a una realtà politica colma di ondate rivoluzionarie conclusa che ne concerne
e che va dal 1830 (rivoluzione di Parigi) fino al fallimento dei moti del '48 e di conseguenza tale termine ingloba anche
quella produzione letteraria prodotta in tale intervallo temporale, che a sua volta si colloca all’interno del macro-
periodo storico-letterario tedesco convenzionalmente definito Biedermeier.
La letteratura dei liberali del Vormärz non ha un programma poetico-letterario e fu produttrice per lo più di liriche,
canzoni politiche semplici, orecchiabili e retoriche, per esempio in questo periodo si ha con Fallersleben la
composizione dell’inno nazionale tedesco, trent'anni prima che la Germania si ritrovasse unificata in un ambiente
liberale. Si aggiungono, inoltre, brevi appelli, volantini critici e pungenti che venivano agevolmente diffusi tra il popolo
attraverso volantini e manifesti, meno controllabili dagli organi di censura o inseriti all'interno di riviste, con la
complicità degli editori.
In campo liberale si ascrivono, inoltre, scritti dello Junges Deutschland ossia quella scuola letteraria formatasi in
Germania dopo la rivoluzione parigina del luglio 1830, gruppo che non ha però nulla a che fare con l’omonima società,
semplicemente si situano entrambi all’opposizione della politica della restaurazione. Il gruppo si fondano sull'operato
di tre scrittori, Heine, Laube e Gutzkow, autori di una produzione più definita e di qualità elevata e non più semplici
forme di propaganda come quelle che si ascrivono nelle produzioni del Vormaerz, per questo considerabili una
categoria letteraria a sé stante. Inoltre, nonostante di base via sia la stessa ideologia politica, a differenza dei liberali
rivoluzionari dell’omonimo gruppo, gli intellettuali della Giovane non sfociano mai in un intervento politico concreto
che superi la sfera letteraria, le loro rivendicazioni politiche sono infatti più vaghe. In un certo senso, però, egli sono
ugualmente considerabili rivoluzionari poiché fautori di un nuovo concetto di arte e di letteratura concreta che ha il
compito di trattare i problemi della realtà contemporanea e di creare una coscienza politica e un orientamento
politico,
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