Indice pag.dal '300 al '900
Contesto storico: panoramica della storia tedesca
1 - Primo espressionismo (1907-1914) 71 - Jakob van Hoddis 10
o Das Galgenlied (con traduzione) o Das Weltende (con traduzione)Concetto e ruolo di metropoli 131 - Georg Rimmel (sociologo) 132 - Paul Hatvan (critico) 133 - Ludwig Meidner (pittore) 134 - Georg Heym 14
o Der Gott der Stadt (con traduzione) o Berlin VIII (con traduzione)15 - Secondo espressionismo (1915-1925): Bertol Brecht e il teatro aristotelico 16 (drammaturgia e teatro aristotelico, obiettivi, attori)
o Die Dreigroschenoper (L’opera da tre soldi)18 (teatro politico, personaggi, temi, riferimenti biblici, elementi epici, musica, metateatro) - Die Neue Sachlichkeit (1925-1933) 211 - Alfred Döblin 22
o Berlin Alexanderplatz22 (analisi del sottotitolo, concetto di epos, livelli narrativi, titoli, temi, stationen drama) - Letteratura della DDR (1943-1990) 251 - Lutz Seiler 25 intervista con l’autore.
o Die Zeitwaage (Il peso del tempo):26 2 - Erich Kästner 29
o Fabian. Geschichte eines Moralisten (Fabian. Storia di un moralista)29 (analisi del titolo, temi, obiettivi, lingua) 3 - Christa Wolf 32
o Der geteilte Himmel (Il cielo diviso)32 (personaggi, struttura, parole chiave, prefazione, titolo)
Contesto storico: dal '300 al '900
Panoramica della storia tedesca
'300- metà '500: Berlino faceva parte della Lega Anseatica, die Hanse, una lega di commercianti unitisi per facilitare gli scambi con l'Est (Scandinavia, Russia). La sede centrale della Lega era Lubecca e tutte le città che ne facevano parte hanno tutt'oggi la targa preceduta da una H (Lubecca: HL, Hansestadt Luebeck; Brema: HB, Hansestadt Bremen etc.). Tuttavia, era Berlino il principale centro commerciale, assieme a Cölln (da non confondere con Köln, Colonia), nei pressi di Berlino. Già alla fine del '400 i due centri insieme contavano 8,000 abitanti.
- 1413: a Berlino e Cölln sale al potere il principe elettore Federico I, della casa degli Hohenzollern, che diventeranno re di Prussica e unificheranno il Paese nel 1871. I principi elettori eleggevano l'imperatore dell'impero tedesco (Sacro Romano Impero fino al 1806, quando Napoleone lo smantellò) ed in tutto erano 7 (4 con potere temporale e 3 con potere religioso).
- 1451: il figlio Federico II gli succede e fa di Berlino-Cölln la sua residenza ufficiale.
- 1535: diventa principe elettore del Brandeburgo Gioacchino II, ricordato per 3 motivi:
- Divenne protestante e impose al Brandeburgo il protestantesimo come religione ufficiale, mentre Lutero predicava nell'est. Fu una rivoluzione importante perché nel Sacro Romano Impero tedesco la religione ufficiale era il Cattolicesimo e con il suo provvedimento metteva in discussione il principio di infallibilità del Papa, quindi la sua autorità politica, in favore di quella dei sovrani territoriali tedeschi. Non tutti però accettarono la nuova religione e sia i cattolici che i protestanti si organizzarono in leghe, tra cui scoppiò una guerra che durò 30 anni (dal 1517, quando Lutero affisse le sue Tesi sulla porta della chiesa del castello di Wittenberg, fino al 1555, con la firma della Pace di Augusta, con la quale si stabilì che il sovrano potesse scegliere e imporre la religione ufficiale). Il protestantesimo fu pertanto dichiarato religione ufficiale, decretando il rafforzamento del potere temporale di Gioachino II che riuscì a staccarsi da Roma;
- Costruì il maestoso Schloss Köpenick, dove morì nel 1571. Fu fatto saltare dai tedeschi nel 1950 e fu sostituito dal Palazzo della Repubblica a sua volta demolito tra il 2006/2008.
- Costruì il Kurfürstendamm, uno dei principali viali di Berlino che gli permetteva di raggiungere a cavallo il castello di caccia che aveva fatto edificare nel Tiergarten.
- 1618-1648: guerra dei 30 anni, che coinvolse anche Francia e Svezia. Dopo di essa, si comincia a parlare di epoca moderna per la Germania, seppur ancora divisa in 200 stati.
- 1640-1688: sale al potere Friedrich-Wielhelm, protestante, che si trova a fronteggiare il post-guerra e la terribile carestia che decimò la popolazione. Si pose il problema del ripopolamento per rimettere in moto l'economia. Una soluzione venne dalla Francia, dove in quegli anni gli Ugonotti erano perseguitati e fuggivano in Germania. Friedrich-Wielhelm creò sul confine campi di smistamento, per accogliere questo prezioso potenziale umano.
- 1685: con l'editto di Potsdam la posizione di questi rifugiati venne ufficialmente regolamentata e vennero concessi loro privilegi importanti, come la cittadinanza immediata, l'esenzione da tasse nei primi anni di insediamento, sovvenzioni per le loro ditte, la tutela della loro lingua e culto religioso ecc… Sebbene non mancarono attriti con la popolazione locale, i francesi Ugonotti si mostrarono ottimi cittadini, tanto che Bismark affermerà che i migliori tedeschi furono i francesi. La loro fedeltà al sovrano tedesco non venne meno neanche quando Napoleone (tra 1806-1808 e 1812-1813) entrò in Germania: la maggior parte di loro infatti restò fedele al sovrano tedesco.
Nel processo di integrazione degli Ugonotti rimaneva però il problema della lingua: la loro lingua ufficiale era il francese, venendo da uno stato unitario come la Francia era. La Germania al contrario non era unitaria, bensì composta da un agglomerato di piccoli stati e città-stato senza una lingua franca, comune. Tuttavia, la lingua tedesca, seppur diversificata nelle varie zone, era l'unico elemento identitario della popolazione tedesca, che però non riusciva a svilupparsi e a imporsi come lingua standardizzata, anche a causa della concezione che gli intellettuali avevano di essa ( e che si protrasse fino al '700) e cioè che fosse una lingua rozza, del popolo, non colta, non degna della cultura raffinata. Quando però nel '600 in Italia viene fondata la Crusca, sulla sua scia cominciano a nascere anche in Germania le prime scuole di lingua: si cerca di espungere termini stranieri perché si comincia a far strada l'idea secondo cui anche il tedesco è una lingua nobile. Infatti, i grammatici tedeschi avevano colto il potenziale vitale del tedesco come lingua dalle infinite radici, che si compone e scompone per esprimere tutto. Tuttavia, ci vorrà molto tempo: tra il '600 e il '700, dopo la pace di Westfalia, si afferma il francese come lingua di cultura (anche se il latino resta come lingua aulica), anche se veniva parlata solo dai colti e dai ricchi ugonotti - Solo a metà del '700 il tedesco riesce ad affermarsi come lingua della letteratura tedesca, che fiorisce in modo esplosivo negli anni '30-'50.
- 1688-1713: è al potere Federico III, che divenne presto Federico I in quanto ottenne dall'imperatore asburgico che Berlino-Brandeburgo divenisse un regno con la promessa che i regnanti della Prussica avrebbero eletto un imperatore asburgico. Federico I però non divenne Re di Prussia, ma Re in Prussia, poiché Brandeburgo era solo una parte della Prussica; fu comunque un inizio importante perché gettò le basi per il Regno di Prussica che nell'800 sarà il centro dello Stato tedesco. Federico I modificò urbanisticamente Berlino per farne la residenza reale e capitale del regno, con una monumentalistica impressionante, basti pensare agli arsenali e ai castelli che videro la luce sotto il suo dominio.
- 1713-1740: il suo successore, Friedrich-Wielhelm I, però non voleva saperne di cultura, anche perché le casse dello Stato piangevano. Il "re soldato" improntò dunque il suo governo sulla riduzione della cultura e dei mecenatismi a favore dell'esercito militare: egli inaugurò l'esercito prussiano secondo un reclutamento forzato, alla cui base c'erano qualità fondamentali e inalienalibi, quali disciplina, ordine e obbedienza, proprie di ogni soldato: non si considerava vicario di Dio sulla terra, ma padre della nazione che in quanto tale sapeva cosa fosse meglio per la collettività, la quale doveva sottostare ad ogni sua decisione. Non essendoci tuttavia caserme per l'esercito, alloggiava i soldati nelle case dei civili, quindi la compenetrazione tra mondo militare e civile fu subito molto forte e rimase nella storia del Paese: la stessa disciplina dei militari era applicata anche ai civili, in un clima di forte austerità protestante [NB. Se nel 1709 su 55,000 abitanti c'erano 5,000 soldati, nel 1755 su 100,000 abitanti i soldati erano ben 26,000].
- 1740-1786: gli succede il figlio Friedrich der Große(II), che riaprì le porte alla cultura, all'arte e alle scienze, pur non rinnegando la tradizione militare istituita dal padre:
- Effettuò molte conquiste, facendo della Prussica, al 1786, una delle più grandi potenze europee.
- Fu un grande intellettuale illuminista che voleva portare l'Aufklärungo (l'Illuminismo, appunto, da klären, chiarire) anche nel suo regno. Esorta l'individuo non solo a usare l'intelletto, ma anche a percepire e sfruttare la propria libertà di pensiero contro l'oscurantismo della Chiesa. Invece in Germania si afferma l'idea dell'Io, del soggetto come entità autonoma in un contesto sociale. L'individuo va però istruito per sviluppare le sue potenzialità: l'uomo fosse "perfettibile", ossia degno di vivere in mezzo ad altri secondo norme morali da introiettare - tolleranza (religiosa) - filantropia - cosmopolitismo. Abolì la tortura: secondo lui il fine non giustifica i mezzi. Invitò Voltaire a Potsdam più volte ma quando egli comprese la politica imperialista del re, non accettò più inviti.
Friedrich der Große era pur sempre un uomo di potere, militare, seppur incline alle belle lettere, tanto che scrisse un libello sullo stato della letteratura tedesca, demolendola completamente e risparmiando un giudizio positivo solo a pochi autori (Kästner fece una tesi su questo testo).
- 1788-1791: venne costruita la Brandenburger Tor, la porta di Brandeburgo, che doveva celebrare le conquiste di Friedrich der Große.
- 1871: si giunge alla riunificazione e si avvia un periodo di costruzioni che riempie Berlino di grande monumentalità, sul modello classico, tanto che venne soprannominata der Athenan der Spre: si pone come centro culturale europeo retoricamente molto forte. Si forma così lo Zweite Deutschreich, unificato da Wielhelm I e Wielhelm II secondo il modello della monarchia costituzionale. Fu corresponsabile dello scoppio della I guerra mondiale in quanto il suo desiderio di fare della Germania una grande potenza di mare preoccupò non poco l'Inghilterra. Il 18 novembre 1918 fuggì in Olanda alla proclamazione della Repubblica Tedesca.
'800-'900: era dell'espressionismo ed è qui che esplode la percezione della metropoli:
- Crescita demografica, masse operaie, più industrie, ma anche più criminalità (il cinema espressionista rende bene questi elementi, come l'opposizione forze dell'ordine-criminali; vedi pag.13)
- 8 maggio 1945: per la Germania finisce la II guerra mondiale e viene spartita in 4
- 1949: nascono i 2 stati con le due capitali, Bonn per la Germania ovest e Pankow (sobborgo berlinese) per la Germania est
- Notte del 13 agosto 1961: viene eretto il muro di Berlino
- 9 novembre 1989: cade il muro di Berlino
- 3 ottobre 1990: riunificazione
Primo espressionismo (1907-1914)
L'espressionismo, nato in Francia in pittura, trova ampio spazio a Berlino che presto ne diventa oggetto, soprattutto nella lirica espressionista. In realtà, l'espressionismo era affiancato da molti altri movimenti, come futurismo, cubismo, surrealismo, dadaismo, tutte correnti artistiche figurative, letterarie e anche musicali. Ciò che però rese esplosivo l'espressionismo, ciò che impressionò, fu il fatto che questa corrente non fa distinzione tra le varie arti, ma è un fenomeno comune a tutta la dimensione artistica, tanto che molti scrittori furono anche disegnatori, pittori, illustratori, scultori e viceversa.
Scopo: il fattore comune è la voglia di rinnovamento nell'espressione, di uscire da una norma vigente da secoli secondo cui l'arte imita la natura: infatti non sono scuole, sono movimenti, non accademici e in perenne trasformazione, rifiutando quindi l'imitazione fedele della natura. C'è la volontà insomma di appropriarsi di un metodo nuovo per rappresentare la realtà.
Perché questa esigenza? Tra fine '800 e inizio '900 i mezzi espressivi non erano più percepiti come adeguati per raccontare la realtà, in continuo mutamento: si stava perdendo quel senso forte dell'Io, la sua univocità. L'oggettività di una impressione non è sempre possibile quindi l'individuo perde la solidità della certezza delle sue impressioni e il processo di scissione è inevitabile, non c'è più coesione interna nell'individuo, che è in crisi.
Allo stesso modo il mondo che cambia perennemente perde la sua intellegibilità, è un mondo sfuggente (e non è un caso che in questi anni la psicoanalisi di Freud fiorisce, che Max Plance fonda la teoria dei quanti, che Niels Bohr scopre che l'atomo non è più indivisibile nel modello atomico del sistema solare, che Einstein fonda la teoria della relatività e del tempo come 4° dimensione e come curvatura dello spazio, che Jung elabora la terrai dell'inconscio collettivo e degli archetipi e così via).
Ma allora come esprimere una tale realtà? Infatti si parla di Sprache Krisi, di crisi del linguaggio perché si percepisce che le parole sono consumate dal tempo, hanno perso anch'esse il contatto con il loro senso originale.
Il filosofo Lucack (si pronuncia Lucach) scrisse "La teoria del romanzo" nel quale sostiene che nel mondo antico il mondo era percepito come un tutt'uno e l'uomo, perfettamente integrato in questo mondo, non faceva nemmeno distinzione tra soggetto e oggetto; ma questa distinzione è inevitabile per la Storia, che procede per scissioni. Quindi Lucack sostiene che il romanzo tenta di ricostruire quella totalità perduta perché l'uomo è transzendentale Obdachlosigkeit, ossia privo di protezione trascendente, vittima di una insicurezza esistenziale in cui il mondo non ha più senso o se ce l'ha non lo si trova più.
Ecco il motivo per cui nascono correnti come l'espressionismo, che vuol dire dar voce in maniera dirompente a emozioni silenti, all'Urschrei, all'urlo primigenio della creaturialità dell'uomo cioè che ha perso certezze e deve urlare il suo dolore esistenziale.
Le principali correnti espressioniste sono 2:
- Di matrice mistico-cosmica (eternisti), che tenta di risacralizzare il mondo.
- Di matrice secolare, attivistico-rivoluzionaria (attivisti) che tenta di trovare un senso all'esistenza con maggiore pragmatismo: la II guerra mondiale aveva acuito questa insensatezza ma come tutte le apocalissi portò qualcosa di buono perché l'apocalisse è il passaggio obbligato per la rinascita, a essa segue la palingenesi. Quindi espressionismo significa anche spogliare l'uomo di tutti quegli orpelli che si erano sovrapposti all'essenza dell'uomo e dell'espressione eliminare tutto ciò che oscura la vera essenza dell'uomo nel tentativo di definire e di ridare dignità all'essenza dell'uomo non tanto intendendo l'uomo come Io, ma come facente parte di un tutto, in un Io-Noi.
Come avviene ciò formalmente, a livello letterario? I tre principali generi sono:
- Epica: l'espressionismo si avvale principalmente di questi 2 perché sono quelli in cui l'espressione diretta e verace del mondo è maggiore: si può giocare con punteggiatura, esclamazioni, interrogativi, punti di sospensione, tutti elementi che esprimono in maniera diretta e vivace.
- Teatro
- Lirica
Le due principali riviste espressioniste erano:
- Der Sturm (1910)
- Die Aktion (1911)
Gli espressionisti prediligono le visioni soggettive che si autonomizzano rispetto alla realtà, attanagliate tra caos, urlo e geometria, componente essenziale perché al caos occorre trovare un comun.
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