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Letteratura tedesca 2 – Pirro (a.a. 2015-16)

Informazioni del corso

Lezioni: Martedì 14:30-16:30, Mercoledì 08:30 – 10:30

Ricevimento: Martedì 12:00

Email: maurizio.pirro@uniba.it

Materiali del corso

06/10/2015 - Dispense Inkarta - Capitoli sull’800 del manuale edito dalla casa editrice Utet curato da Marino Freschi (Letteratura tedesca 1 aa. 2015-2016 → Storia della Civiltà letteraria tedesca. A cura di Marino Freschi. Vol. I. Torino (UTET) 1998, pp. 281-537 (Parte terza: “Dall’Illuminismo all’Età classico-romantica”))

Testi sulla letteratura secondaria

  • Schiller – Sulla poesia ingenua e sentimentale
  • Stifter – Pietre colorate
  • Gotthelf – Il ragno nero
  • Fontane – Effi Briest

(Anche fotocopiati, si possono non portare il giorno dell’esame)

Coordinate

  • Movimenti letterari
  • Autori
  • Grandi avvenimenti storici e sociali nel corso dell’Ottocento nei paesi di lingua tedesca

Excursus storico dalla rivoluzione francese all'unificazione della Germania

1789 - Rivoluzione francese. In Germania tentativi rivoluzionari di carattere giacobino privi di sostegno.

1806 - Fine Sacro Romano Impero (durato dal 965 al 1806 e denominato Primo Reich, era ormai concretamente inesistente da tempo, adesso viene definitivamente abolito anche dal punto di vista formale). Il dominio napoleonico conosce la sua massima forza: è il momento in cui nei paesi di lingua tedesca si fa forte la necessità di organizzare una reazione efficace nei confronti del dominio napoleonico.

1815 - Congresso di Vienna. Napoleone è stato sconfitto e le forze di coalizione (stati che si erano uniti per porre fine al dominio francese in Europa) ridiscutono i confini degli equilibri europei. Sconfitta del regime napoleonico. Si discutono le questioni politiche del territorio → Ha inizio il periodo della Restaurazione in tutta Europa: si cerca di restaurare l’ordinamento politico e internazionale preesistente alla Rivoluzione Francese, ossia l’ordinamento feudale dell’Ancient Régime.

1848 – Anno di rivendicazioni costituzionali in Europa e oltre l’Europa. Per i Paesi di lingua tedesca, convenzionalmente, il ’48 segna la fine della Restaurazione. Nel marzo del ’48 (Vormärz) ha luogo la rivoluzione borghese, un tentativo maturo di rivoluzione della sede istituzionale degli stati tedeschi a Francoforte che propone addirittura la creazione di un Parlamento; questo tentativo viene però stroncato dalla reazione dell’assolutismo asburgico. Il processo di unificazione della Germania è comunque ormai avviato.

1871 – Nascita del 2o Reich (1871-1919): nuova organizzazione statale rispetto al 1o Reich (che va dal 962 al 1806, avuto cioè all’epoca del Sacro Romano Impero). Col 2o Reich si ha la nascita dello stato nazionale tedesco. (Il 3o Reich si avrà dal 1933-45 con la Germania nazista).

Movimenti storico letterari

  • Weimarer Klassik (1786-1805) autore Schiller (1759-1805)
  • Romanticismo (1799-1835)
  • Biedermeier (1815-1848 circa) e Vormärz (1830-1850: clima di particolare eccitazione e di disordine sociale antecedente la fallita rivoluzione del 1848: i moti del 1848, detti anche rivoluzione del '48 o primavera dei popoli furono un'ondata di moti rivoluzionari borghesi che sconvolsero l'Europa nel 1848 e nel 1849) (autore: Stifter)
  • Realismo borghese (1848-1890) (Fontane, autore principale): bürgerliche Realismus
  • Naturalismo (1880-1900) e Simbolismo (1890-1920)

Caratteristiche dei paesi tedeschi tra la seconda metà del ‘600 e tutto il ‘700

Questo periodo storico per i paesi tedeschi si sviluppa lungo due assi paralleli e contrapposti; è infatti possibile una netta divisione tra gli aspetti storico-sociali che caratterizzano questi anni e gli aspetti di natura culturale.

Nel 1871 nasce lo Stato nazionale tedesco → la Germania perciò viene vista come verspätete Nation (nazione in ritardo). La Germania (come l’Italia) arriva molto in ritardo rispetto alle grandi potenze europee (Inghilterra e Francia si costituiscono come stati nazionali molto prima con la rivoluzione industriale). Il ‘700 è il secolo della cultura borghese, dello sviluppo culturale della borghesia in un po’ tutta Europa. In Germania deve misurarsi con un ritardo delle condizioni sociali, economiche e dell’organizzazione politica.

Sviluppi storico-sociali

La causa primaria di questa condizione di arretratezza è la Guerra dei trent’anni (1618-48) svolta in campo neutro come era allora il territorio tedesco (non “stato tedesco” perché non esisteva ancora). La Germania è un territorio frammentato in piccoli stati, formalmente autonomo e paralizzato dalla propria insignificanza politica e militare a causa della mancanza di uno stato centrale.

  • Dal punto di vista economico, questa guerra è militarmente la prima guerra moderna: l’economia tedesca è di tipo agricolo e la distruzione dei territori causa una grave crisi economica. Essendo la Germania un paese prettamente agricolo, vengono meno le fonti materiali indispensabili per il sostentamento.
  • Dal punto di vista politico, con la pace di Vestfalia, la frammentazione territoriale già presente viene sancita e istituzionalizzata. Nei confini dell’attuale Germania vi erano ben 400 Stati autonomi e allo stesso tempo incapaci di governarsi, ognuno con moneta e ordinamento giuridico diversi. Passare da uno staterello all’altro prevedeva addirittura il pagamento di tasse; tutte queste circostanze rendevano improbabile un qualsiasi sviluppo.

Nei paesi più forti vi erano già i primi fermenti di produzione industriale, inizia il passaggio dall’economia rurale (feudale) a quella urbana, in cui si cominciano a produrre beni, oggetti (questa differenza sostanziale nella produzione segna il passaggio dalla condizione premoderna a quella moderna). L’aristocrazia è completamente esclusa da questa radicale trasformazione che invece è frutto esclusivamente della borghesia (cambiano le classi che gestiscono i processi economici, le forme di produzione economica) che però è frenata ancora dall’arretratezza sociale e politica.

Lo sviluppo di un’economia borghese (basata sulla produzione di oggetti, a differenza di quella feudale che si basava solo sullo sfruttamento della terra e di chi vi lavorava da parte dei proprietari terrieri) è praticamente impossibile in Germania poiché tale economia si basa non solo sulla produzione di oggetti, ma anche sull’abilità di vendere e quindi di far circolare la merce (DINAMISMO DELLE MERCI). Tutto ciò era impossibile tra gli stati tedeschi.

Livello culturale

Alla forte arretratezza economica, politica e sociale si contrappone una forte emancipazione culturale. La borghesia cresce e si evolve dal punto di vista ideologico, matura, cosciente dei propri valori morali e spirituali. Questa forza ideologica è però frenata dalla debolezza sul piano sociale, non può esercitare la sua forza nell’ambito della prassi. La classe borghese diviene sempre più forte sul piano della consapevolezza dei propri valori e dal punto di vista culturale, ideologico e sempre più debole dal punto di vista pratico, sociale, economico. La borghesia non ha per questo anche lo spazio d’azione per abbattere la monarchia.

Secondo una definizione di fine ‘800, la Germania rappresenta un tipico caso Kulturnation vs. Staatsnation (è una dialettica, contrapposizione, asimmetria tra il piano della prassi e della cultura). Friedrich Meinecke (1862-1954) individua come forme possibili di identità, modelli fondamentali delle comunità la Kulturnation e la Staatsnation, cioè una comunità può basarsi sullo Stato: sulle istituzioni, sulle leggi, sul sistema amministrativo, sulla burocrazia efficiente, ossia su strutturale materiali (es. Francia e Inghilterra); oppure può basarsi sulla Kultur: su una dimensione identitaria immateriale ma ugualmente operante perché forma legami tra gli elementi all’interno di una comunità. In Germania la comunità statale si basa su un fondamento ideologico, culturale (es: la lingua).

La borghesia in Germania definisce la propria identità sul piano culturale, la trasferisce sul piano simbolico, immateriale della produzione culturale. Il ceto borghese nei paesi più forti non solo vuole controllare l’economia ma vuole anche governare e affermarsi sul piano politico. È per questo che tutta la letteratura tedesca tra ‘700 e ‘800 si basa sul concetto di Compensationstheorie: la borghesia ha delle aspettative, dei bisogni, vuole produrre, accumulare profitto e incrementarlo, vuole che all’accrescere della sua forza economica corrisponda una equivalente forza politica e vuole cambiare le condizioni economiche e politiche. In Germania, per tutto il ‘700, la politica e l’economia sono invece nelle mani di un’aristocrazia arretrata, rozza, conservatrice, ostile ai primi fermenti dell’Illuminismo però ha il pieno controllo delle fonti economiche e degli strumenti politici. La letteratura → forma sostitutiva rispetto all’ostilità, immaturità e insufficienza della prassi, costituisce un modo alternativo rispetto alla realtà. Gli autori contestano il proprio tempo. La letteratura tedesca nasce da questa opposizione e da quest’uso compensativo, la classe borghese compensa il ritardo trasferendo i propri bisogni sul piano simbolico della produzione culturale.

Il ‘700 è il secolo della cultura borghese. Questa capacità di produzione culturale della borghesia si misura a vari livelli sulla storia della cultura tedesca del 18° secolo. La cultura in Germania assume dunque un forte valore identitario (assente nella cultura francese o inglese del ‘700), la borghesia investe tutte le capacità culturali per tentare di separare in modo netto le proprie intenzioni rispetto a quelle dell’aristocrazia; questo è fondamentale per la borghesia tedesca perché vuole avvalersi di questo accreditamento di sé come classe nuova, di rottura i cui modelli radicali sono nuovi e inconciliabili con la classe aristocratica. Gli intellettuali usano la letteratura per definire se stessi e per imporre un modello alternativo rispetto alla prassi, non vanno d’accordo col proprio tempo, lo contestano e lo compensano con valori morali.

La produzione letteraria nel '700 e '800

Tutti gli scrittori del ‘700 e ‘800 sono tutti borghesi o figli di pastori luterani (il luteranesimo sostiene che l’identità dell’individuo si manifesti dal suo operare concreto). Le opere sono forme di risposta alla condizione di paralisi sul piano sociale, politico, economico (della prassi). Motivati da questi principi, questi scrittori compensavano la sensazione di impotenza pratica con la letteratura.

Il risultato di questa condizione è una letteratura ricca di giudizi negativi da parte degli autori che contestano fortemente il tempo a loro contemporaneo. Questa priorità di contestazione della letteratura borghese si sviluppa su diversi piani:

Intensificazione dei contenuti borghesi

Le opere letterarie di questo periodo sono prodotte da scrittori borghesi per un pubblico borghese, Lo scrittore più rappresentativo di questa rottura con la tradizione è senz’altro Lessing (1729-1781), che dà vita al “bürgerliches Trauerspiel” (“dramma borghese”).

[La parola Trauerspiel era stata coniata a tavolino in Germania nel ‘600; in questo secolo, in cui si afferma una cultura nazionale tedesca, vengono coniate parole ex novo per affermare un’identità linguistica nazionale. Tali parole vengono create da radici germaniche e sostituite a quelle di origine greco-latina usate sino ad allora: la parola Tragödie viene rimpiazzata da Trauerspiel (Trauer = lutto; Spiel = play), che letteralmente significa “messa in scena del lutto”]

Il dramma borghese si basa sulla sistematica inflazione della Ständeklausel (=norma dei ceti) della tragedia tradizionale, che consisteva in due norme:

  • I personaggi della tragedia, essendo quest’ultima considerata il genere più importante in assoluto, dovevano far parte della classe sociale più elevata, ossia re e principi, personaggi potenti che difendono o aspirano a rafforzare il proprio potere;
  • Il linguaggio con cui rappresentare queste vicende doveva essere altrettanto illustre, aulico, letterario, artificiale. Questo stile sublime conferiva una voluta e intenzionale distanza dalla lingua parlata della gente comune.

Nel ‘700 queste norme vengono rovesciate. Per quanto riguarda i PERSONAGGI, Lessing non rappresenta più vicende di potenti ma di borghesi; il MODO in cui si esprimono è il linguaggio parlato dal pubblico che ha un riscontro concreto, fisico, negli individui che assistono alla rappresentazione (è proprio per raggiungere in modo immediato il pubblico che gli autori borghesi del ‘700 spesso scelgono il teatro come mezzo di rappresentazione delle loro opere). La vera rivoluzione del dramma borghese riguarda però i CONTENUTI: non si parla più di politica ma di fatti di vita quotidiana (amore, famiglia, ecc).

Nascita del mercato editoriale

Lessing non solo inventa un nuovo modo di fare teatro, ma modifica le strutture concrete del teatro proponendo un’emancipazione di queste: i letterati non dipendono più dal sostegno delle due istituzioni, quali l’aristocrazia e la chiesa, classi di committenza che avevano sempre orientato l’attività degli artisti anche dal punto di vista ideologico, riducendoli ad esecutori di opere pensate e consumate nello spazio ristretto della corte. Gli scrittori borghesi si liberano da questo controllo e cominciano a vivere di proventi della loro attività, ossia ricavi effettuati dalla vendita delle loro opere: a metà ‘700 nasce il mercato editoriale. Forme e contenuti sono ormai liberi da vincoli, rispecchiano i bisogni e i gusti di un pubblico omogeneo (anche dal punto di vista culturale, c’è omogeneità tra chi scrive e chi legge). Abbandonata la corte, gli autori del ‘700 cercano un luogo nuovo in cui fare teatro. Lessing è promotore di un tentativo rivoluzionario, quello di costruire ad Amburgo un Nationaltheater finanziato da borghesi e imprenditori (no nobili). Tuttavia, dopo solo un anno, il tentativo fallisce e il teatro viene chiuso perché le sue fondamenta erano ancora troppo deboli stando ai fattori politico-sociali.

Il romanzo come espressione della totalità

Il genere letterario che più incarna gli sviluppi legati alla nascita del mercato editoriale è il romanzo, che d'altronde a metà ‘700 si diffonde in tutta Europa. Questo genere permette una vicinanza tra le vicende narrate nei romanzi e il pubblico di destinazione sia per quanto riguarda il contenuto, i fatti narrati, il COSA, ma soprattutto per quanto riguarda COME i fatti vengono narrati.

Il vero carattere rivoluzionario è infatti il complesso di valori, l’ideologia che anima i protagonisti dei romanzi borghesi, che auspicano a realizzare se stessi nella totalità delle proprie capacità e attitudini. Il romanzo del ‘700 narra una sola storia, basata sulla capacità del personaggio di affermarsi come individuo indipendentemente dai limiti esterni, dalla sua nascita e condizione economica. I personaggi sono valutati per ciò che sono intimamente, devono esprimere senza restrizioni la propria identità complessiva: di qui il concetto di ganzer Mensch.

La letteratura è l’unico ambito che permetta all’uomo questa realizzazione totale di sé. Al contrario, la società, privilegia lo sviluppo di competenze parziali (questo pensiero può essere considerato l’elemento di unione tra ‘700 e ‘800). Schiller (1759-1805), ad esempio, andrà contro la rivoluzione industriale perché secondo lui ostacola la realizzazione della totalità: ogni operaio compie sempre la stessa singola operazione che si rivela priva di legami col prodotto finito. Siamo dunque di fronte ad un autore borghese che contesta uno sviluppo tipico della borghesia come lo sviluppo industriale e lo contesta sulla base di un argomento prettamente borghese: ciò accade perché ad un certo punto la borghesia ha tradito la sua ideologia originaria, preferendo dinamiche di accrescimento economico.

L’universale-umano e il ruolo dell’arte

(allgemein=generale,menschlich=umano)

L’aggettivo allgemeinmenschlich rappresenta un concetto fondamentale per gli autori tedeschi del ‘700, ossia la continua ricerca di forme destinate ad esprimere un senso di universale umanità. Tra ‘700 e ‘800 l’obiettivo dell’arte in Germania e in Europa è trovare un linguaggio universale che possa rivolgersi a tutti gli uomini, indipendentemente da differenze razziali, economiche o religiose.

Tra ‘500 e ‘600 nasce tra i giuristi l’idea che esista una sorta di diritto naturale (das Naturrecht), secondo cui gli esseri umani sono possessori di alcuni diritti per il semplice fatto di essere al mondo: si tratta di diritti fondamentali (Grundrechte).

Il ‘700 trasferisce questi principi sul piano della cultura e dell’arte. È importante sottolineare che, nel guardare la condizione umana, l’ottica preilluministica privilegiava l’osservazione delle differenze tra gli individui, quindi del particolare (prima del diritto naturale i destinatari dei diritti venivano identificati sulla base delle caratteristiche, sociali, religiose ecc.). Dal ‘700 si comincia a cercare ciò che invece unisce gli individui, l’universale. Questo importante compito è affidato all’arte.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/13 Letteratura tedesca

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Terryy6 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura tedesca II e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bari o del prof Pirro Maurizio.
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