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ESTRATTO DOCUMENTO

– –

non può vivere senza di lei già a pensato di suicidarsi si è affidato senza

crederci al consigliere si trova ad inseguire il suo modo d’essere dilemmatico

così come la sua parola è sfuggente = idea sintattica e retorica che Tasso ha

dei versi = il parlare disgiunto attraverso il chiasmi

fatelo perché germondo è mio e vostro

- perché egli vi ama e vi merita

-

ALVIDA 1685

non capisce

- basti che è vostro amico altro non chiedo

- senso del verso racchiuso in un solo verso

- perché la donna deve avere come amici solo chi il marito stima tali

- elencazioni con le virgole = polisinteto

- per lei è eccessivo l’amore che germondo ha per me

-

TORISMONDO

io ho fiducia e speranza nel vostro amore

- scaccia la memoria acerba dell’odio e del dolore che non turbi questo

- giorno lieto

e non turbi il vostro cuore e il vostro aspetto

-

ALVIDA

la mia volontà è la stessa vostra

-

TORISMONDO

il nostro amore sia capace di estinguere tutti gli amori

- e nessun odio estingua questo amore

-

SCENA V

prima scena significativa dove Alvida comincia a capire a causa dei doni

- che germondo le invia

– – figure simboliche d’amore –

corona suo ritratto in vesti svedesi arco

- –

con freccia corona che aveva vinto in norvegia alla giostra

ora lei capisce che lui la ama e l’ha amata in tutti questi anni

- piomba nella confusione mentale

- deve parlare con Torrismondo

-

MESSAGGERO

questi doni manda a voi regina il mio re e vostro servo

- che pone + in alto il servire d’amore

- nonostante egli abbia fatto tremare tutti i popoli

- tutto è iperbolico, anche se lui è così fote piega il capo al gioco d’amore

-

V 1715

ALVIDA

sua immagine scolpita in una gemma preziosa

- non si sa se sia più preziosa l’immagine scolpita o l’arte di chi l’ha lavorata

- come posso ricambiare questi doni

-

SCENA VI

inizia il primo svelamento

lei riconosce la corona che aveva vinto il vincitore della giostra che doveva

vendicare il fratello

lei ricorda anche la battaglia del fratello

chi vedo io? sono io ma non con il mio costume, né goto né norvegese

- e perché mi ha raffigurato così, con me che pesto corona e elmo?

- dall’altra parte c’è un Leone coronato (germondo) sottoposto al potere

- dell’amore ha un intreccio fatto di mirto e palma

è un opera mirabile ma sono simboli d’amore

- basta guardare la corona che riluccica come il sangue

- io riconosco e ricordo il tempo e il luogo

- – –

nutrice non capisce bene non ricorda non riconosce la corona

alvida ricorda il fratello giovanissimo a cui aveva cucito vestiti di seta e

- –

giovanissimo era andato in guerra per la prima volta va nella guerra

– –

dove loro norvegesi erano alleati dei danesi e fu ucciso a questo

avvenimento succede la giostra in quanto il padre cerca un cavaliere

tanto valoroso da vendicare il figlio

– eliminato nel ‘700 –

inserto molto lungo quando la scrive si sovrappone il

- registro eroico a quello tragico

quindi tutte le descrizioni della Liberata rifluiscono anche qui

- narra combattimenti e la vittoria di germondo che vince prende la corona e

- se ne va

V 1831

nessuno seppe chi era ne fu mai + visto

- io mi ricordo bene che lei capisce subito che lui si è innamorato di lei

- e a lei nemico a causa della fortuna in quanto appartenente al fronte

- avverso

ora riconosco corona e pregio

- –

osò quindi esporsi sfidare la morte in norvegia

- e se non era lui da chi ha preso questa corona, e se era sua perché ora

- me la manda??

cosa vuole significare questo manto, la gemma scolpita?

-

nutrice

linguaggio sempre accomodante

- non so ma il tempo nasconde tante cose e altre ne rivela

- forse allora si era innamorato di te ma ora non sarà + così

-

alvida

ma questi doni allora sono da amante o da amico

- chi dei due mi sta sottoponendo a una prova

- devo tenere questi doni o rimandarli indietro

- e se li conservo li devo nascondere

- devo parlare o tacere

- tutto il linguaggio poetico è fatto di interrogativi, che hanno la funzione di

- non chiarire tutto e dare un senso sfuggente

costruzione artificiosa = pezzo di bravura = virtuosismo

-

nutrice la rasserena

prima erano i sogni ad agitarti

- ora da sveglia ti immagini nuovi fantasmi

- accettate i doni

-

REGINA

costruita come la nutrice

- vuole semplificare tutto

- e dice anche noi abbiamo tanto oro e pietre da poter ricambiare

- ATTO IV

- si entra nella catena di agnizioni

- consigliere:

- contrappone la pace e la guerra

- premessa ampia per dare una motivazione alla richiesta che sta per fare

- motivazione di carattere politico e militare

- poiché bisogna auspicare la pace tra questi popoli da sempre in guerra

- forse la cosa migliore sarebbero delle doppie nozze

- così anche l’amicizia potrebbe esser rinsaldata

- finge di non sapere la promessa tra gli amici

-

V2076

due regni già sono uniti

- oggi T deve sposar Alvida e voi sposate Germonda

- è vero che è bella ma è ancor + opportuno che voi la sposiate

- ancora figura retorica: per toccare le corde patetiche immagina questo

- –

nord come un'unica patria come se la terra parlasse attraverso il

consigliere invocando una pace duratura

pace che non si può legare solo all’amicizia che è un vincolo che può

- essere reciso ma legandolo a vincoli parentali

germondo

la nostra amicizia è così vera grande costante

- che ha stretto in modo così forte 2 re mentre erravano

- che altre nozze non la farebbero + salda

- nulla potrebbe accrescerla

-

V2140

il mio amico ama me meno di quanto io lo ami

- non permetterò che anche la mancata promessa recida questa amicizia

- fino a quando lo spirito guerriero amerà………

- ora un nuovo patto non può attraverso me rompere quelli antichi

- e se lui attraverso le nozze con Alvida può stare in pace io sono contento

- pensa ai motivi politici

- per lui io mi metto da parte

- la vera amicizia può rendere il mare agitato o quieto il cielo …….

- io mi posso trovare in qualunque situazione

- ma la vera amicizia può o darmi alvida

- o spegnere tutte le fiaccole dell’amore

- e io acconsento

- io accetto qualunque decisione del re

- che mi disciolga dal patto che avevamo o no

-

22/03/2007

Torismondo riesce a sapere che lei non è la sorella

raccontata la sua storia

FRONTONE è il nome del servo del re dei goit

che porta la bambina lontano dal regno

dopo essere stata allevata in una grotta/palazzo dalla nutrice madre di

rosmonda

frontone ha rccontato tutto il rapimento

mentre portava la bambina in danimarca

navi norvegesi li hanno catturati

alvida/rosmonda come la falsa sorella

si trova in una nave rapita viene li portata

frontone è poi sottratto a questa cattura dalli navi gote

a capo di una nave dove era alvida era uno dei due fratelli che ora arriva

come messaggero per annunciare la morte del re di norvegia

da qui viene riconosciuto

agnizione

capisce che rosmonda non è la sorella ma lo è alvida

in questa parte sta seguendo l’edipo re

dorismondo e indovino –

qui per il messagero annuncia la morte del padre come in edipo da qui si

capisce

stessa funzione strutturale

agnizione

atto IV SCENA V

messagg dice che il padre è morto

figura retorica =

messaggero non vuole rispondere perché aveva rapito la bambina

v 2661 parallelismo struttura simmetrica

ATTO V

coro ha qui la forma di ballata

trasformato dai poeti dello stilnovo in un componimento d’amore

– –amicizia –

mentre le canzoni hanno un carattere + grave sapienza amore

qui canto sulla condizione umana vita che si scioglie come il ghiaccio e la

neve

si apre con una scena alvida e nutrice

esattamente come la prima scena

ora non + paure e presagi ma conferme di presagi

scene mai viste esistono solo per convenzione

T le chiederà di chiamarlo fratello ma questo sappiamo tacitamente che

avviene tra un atto e un altro

il patto convenzione tra lettore e scena = l’azione continua

QUINTO ATTO

in genere è il + bello

versi più limpidi e brevi

LAMENTAZIONE

lei entra in uno stato di costernazione

non ha + il padre pensa l’abbia tradita

non può + fidarsi di TORISMONDO che

di fronte a nulla bisogna pensare al suicidio dice la nutrice

2825

alvida prima argomentazione è sul crollo dei valori e l’onore

 giuramenti vedi i tanti quadri dedicati

poi ammette che la vera cosa che conta è il tradimento di Torismondo

 

tradimento colpa > anche di chi uccide vedi Dante inferno

considerazioni del tasso oltre la tragedia ma relativa alla sua visione del

rapporto tra gli stati

anafora 2838 io non gli piaccio io sola

2846 –

regina dice che ormai tutti i fatti sono accaduti ma ciò

io stessa io stessa figura retorica raddoppiamenti

2889 –

quasi blasfemo amore signore della propria anima

se amore morendo mette fine a tutto allora anche l’anima deve morire

i piccoli soliloqui finali

servono a introdurre la scena madre = narrazione catastrofe

differenza con romeo e giulietta

qui non li vediamo –

tutto è ricostruito e riportato dal cameriere testimone dei discorsi diretti

2950

attacco convenzionale

è morto il re tutto è perso

che ne sarà di noi

te dobbiamo rivolgere l’eterno pianto perché abbiamo perduto

o patria oggi a

il re

tasso recupera qui i modelli classici

non lo fa raccontare alla regina ma avrebbe dovuto dare spazio alle sue

reazioni –

qui il coro è impersonale concentra attenzione su racconto del messo

puntato sul suicidio dei due amanti

uso di inizio della fine da principio al mio dolore

inizia racconto catastrofe –

linguaggio patetico: pieno di settenari quinari

narrazione basata sulla restituzione del pathos

a lei nulla importa dell’essergli sorella

lui la bacia in punto di morte

anche quando decide di seguirla la chiama anima mia NON sorella

uso eccezionale di versi brevi

3012

anadiplosi?? stesso nome che si ripete a fine e inizio verso

assonanza ripetizioni nelle vocali a- ma

consonanza stesso suono consonanti

come se le parole venissero legate

secondo la tradizione del teatro classico le parti cruente non si vedono mai in

scena ma spesso i corpi si vedono dopo

parole che deve trasmettere non i significati ma che deve far vedere = parlare

attraverso i tableaux = ipodiposi controllare = vista interna 3 secoli dopo

croce parla di arte in vista

1° FINALE del contenuto = storia d’amore

ma essendo un contrasto tra amore e amicizia manca ancora questo finale

nell’800

la cultura tedesca deve trovare le sue radici nel medioevo

onda lunga inversione di tendenza

nitche 

catone si suicida per dissenso con cesare

Torrismondo muore da eroe idem

si trafigge con la destra il petto senza parlar

gli eroi muoiono con delle massime =

che tutti possano togliere la vita a qualcun altro

ma che nessuno possa togliere a qualcun altro la scelta della morte

riassunto scena V

germondo sente piangere

forse è successo un agguato – l’unico nemico di TORISMONDO è se stesso

ma non ci sono nemici esterni

il cameriere gli da la lettera e la legge – idealità dell’amicizia

espediente che attraverso la lettura del testamento

fedele alla parola data rimane eroe

FINALI MULTIPLI

può essere un atto interpretativo

ultima ballata della fine del testo?

inizia a metà dell’atto V

ma in realtà il finale

ma questo racconto non chiude la tragedia (con la morte di T e A)

il seguito è che il racconto riguarda la storia dei due

ma oltre i protagonisti abbiamo altri personaggi

– –

es. Regina agnizione scopre la realtà

la lettera che l’amico gli ha lasciato

Germondo legge

assume il regno di gozzia

lo sostituisce come figlio per la regina madre

similarità con ambleto nel concludersi dove l’arrivo di fortebraccio racconta la

storia per non far commettere gli stessi errori

qui la differenza è che il dolore è un fatto privato e non politico

ma i personaggi non sono privati MA politici

quindi l’epilogo del suicidio – ci si aspetta il messaggio finale

– non può mettere a repentaglio l’unità del regno

dolore morte

né l’importanza di questo

dolore terribile ma lo spettatore sa che tutto NON è perduto

assumerà un ruolo e uno stato ancora più grande

mancano lezioni del 19 e 26 marzo fino al 30

aminta secondo atto

scena del satiro

v 776

ci sono vari accenti dall’accento molto forte

nella quarta e nella sesta sillaba

per essere endecasillabo ci deve essere come sopradetto

considerazione ironica

contrapposizione con l’epoca di pace e florente dell’oro

qui troviamo una considerazione amara

favola pastorale per quanto bucolica fa + volte riferimento alla realtà vera

della società della seconda metà del ‘500

v 780

discorso cambia repentinamente livello

parla di chi ha inventato l’amore venale

inserti di riferimento della realtà

torna a rivolgersi a se stesso

nesso amore morte qui intesa come violenza

pg 41 dafne

schermaglia quasi amorosa con tirsi (dafne sempre seducente)

va letto come il trasferimento del comportamento mondano

inserto dei comportamenti cortesi galanti riflessi nel dramma

cosa dafne ha notato di Silvia

836 uccider piacendo

tirsi

la natura insegna anche agli animali

ma una persona esperta come dafne (che fa quasi da madre a silvia)

potrebbe insegnare

dafne

sottopone un dubbio

non capisce se silvia è semplicetta (vedere termini diminutivi)

riferimento all’Isoletta belvedere sul po’

la città è invece ferrara

li ha visto silvia

859

l’ha vista vagheggiar bearsi di se stessa poi

raddoppiamento vicino nello stesso verso insieme insieme

anafora quando inizia e poi chiude un verso

867-868 enjembement

confronto donna fiore

io mi orno di voi perché nel paragone io possa sembrare molto + bella di ogni

fiore

875 chiasmo rosso rossore

dafne espone teoria su come un uomo debba essere

cioè sfacciato 

osi domandi solleciti importuni rubi susseguirsi di verbi in

crescendo=climax

tasso si proietta in tirsi

auspicando di realizzare il suo amore in quanto ancora giovane

tirsi dice che anche chi rifugge l’amore non è che non provi le gioie di venere

ma lo vive senza l’amaro

per tasso infatti l’amore è sempre velato di malinconia di qualche ombra

1024

scena III

aminta ha ancora il progetto di morire

e attraverso questa morte infondere la pietà a silvia

1068

endecasillabo diviso in 3

= odi di tosto

ignuda ripetuto 3 volte

1074

suono aspro

1075 enjambement

poi c’è una delle rare rime

qui infatti prevalgono endecasillabi e settenari

1085 anafora

AMINTA da ormai la sua visione dell’amore

non può vivere senza questo sentimento oltre la figura di lei

TIRSI

se in fondo lei vuole essere presa con la forza così va fatto

aminta è combattuto non sa se assecondare tirsi

vanno verso la fonte dove è silvia

1140

CORO

schema + altri versi sciolti

coro tutto sull’amore

contrapposizione con quello insegnato filosoficamente=platonico

o quello usato dalla poesia selvaggia pastorale

spesso l’amore si esprime anche nelle contraddizioni nel dir confuso

anafora = spesso

in base al codice narrativo di allora

attraverso il dialogo tra tirsi e il coro che raffigura i pastori

all’inizio tasso cerca sempre di creare meraviglia e stupore

prima dell’accaduto si rivolge alla natura

che ha fatto le donne belle in apparenza ma con l’anima non corrispondente

all’esterno

1201 

temo del mal di aminta artificio che il verso ci imprime

la pianta dai rami + bassi si era prestata per legarle le gambe

1250

aminta tira un dardo al satiro ora finalmente la può guardare

si scusa con lei per doverla toccare per slegarla

la delicatezza di aminta ben rappresentata

1286 io appartengo a diana = castità

CORO

lui cercava di non guardarla per impedir che lei si nascondesse

lei appena slegata fuggì

fugge perché vuole dare il merito a se stessa di essersi liberata

sapendo che lui non l’avrebbe mai potuta seguire

SCENA SECONDA

aminta è vivo perché dafne è riuscito a bloccarlo mentre si vuole conficcare

una freccia nel petto

NERINA altra ninfa di Diana

vede nel bosco il velo di silvia la crede morta

ma il velo è stato preso da belve feroci

aminta così vuole uccidersi buttandosi da una rupe

nel mentre silvia arriva e commossa si innamora di lui

MA i due sulla scena non si incontreranno mai

riflessione del tasso è proprio sul mancato incontro

sull’amore che porta più dolore che gioia

1345

quelche vedesti nella bella nuda

il corpo che hai visto sarà il premio della speranza

se abbandoni l’idea di morte e cerchi di vivere sperando

1417 cruci

parallelismo con regina

il dolore non uccide ma tiene in vita

ora la mano che è ancora viva può dargli la morte

1428

CHIASMO amaro fine

fine amaro

1442

troppo ho atteso

troppo intendo parallelismo con Re TORISMONDO

CORO

dice che in nessun caso bisogna uccidersi

che l’amore può anche vivere in modo infelice se c’è la fedeltà

riprende la tematica dell’inizio di cui nel prologo si fa cenno

già la fedeltà è pienezza

il seguace dell’amore non deve uccidersi

il poeta d’amore trova la gloria cantando dell’amore

ideale dell’amore che deve escludere la morte

controcanto

1530

assonanza M morte M aminta

endecasillabo accento deve cadere nella penultima sillaba

per essere canonico deve avere un accento o sulla quarta o sulla quinta

sillaba

1551

gli ho visto rivolgere verso se stesso una freccia

né si pentiva mentre cercava di uccidersi

e ci sarebbe riuscito se non gli fermavo il braccio

1571

a volte il conteggio delle sillabe dipende dalla lettura

qui per ottenere undici sillabe si deve o leggere la dieresi e leggere quindi la

sinalefe o senza dieresi – non li legge nel conto l’ultima sillaba

parola sdrucciola a fine verso

Silvia

metamorfosi e acquista silvia lo stesso modo di esprimersi di aminta

1600

tu figura retorica

raddoppiamento se ripetuto di seguito

pianto tuo…….. rafforzamento della T

1611

verso dai molti accenti e molte pause

conteggio sillabe qui un po’ anomalo

dafne

fa serie di considerazioni sulla potenza dell’amore

come l’ape ferisce e poi muore

così è successo ad aminta

è morto e ha trafitto silvia

se tu sei diventato solo spirito nudo

guarda come silvia piange

tu che eri amante in vita sei ora amato nella morte

1670

nunzio racconta

vede passare aminta nel bosco molto turbato e scuro

gli chiede di seguirlo per farlo testimone del suo gesto

ma accorgendosi delle intenzioni si rivolge agli Dei per impedirgli il suicidio

si capovolge a testa in giù si getta dal precipizio

così il suo cadere in giù è l’annuncio metaforico di quella che sarà la sua

ascesa

in quanto quando silvia saprà della sua morte lo amerà capovolgendo la

situazione

1750

ora che si è accorta di amarlo dovrebbe seguirlo

 lui l’avrebbe voluta ma non gli fu data ora lei la vorrebbe usare per

fascia

suicidarsi

1810

se fino ad ora vissi solo pensando a me in modo feroce

ora voglio vivere per ammirare il suo cadavere

coro

a parte il primo

è tutto sull’amore

sono quasi sempre endecasillabi e settenari

NON hanno forma di canzone

preludio al ribaltamento finale

l’amore unifica cielo e terra

atto V

finale del dramma pastorale

commistione del genere comico e tragico

così definito come la commistione di questi due generi

non intendendo ciò che finisce bene

non è fatto solo di personaggi alti

 riferito al fatto che in fondo c’è il paradiso = lieto fine

Dante Commedia

a fine ‘500

ci si rifà alla commedia partendo dai teatri greci e latini

commedie di Plauto rappresentato già 100 anni prima in volgare

il dramma pastorale

nell’idea del dramma ci può essere l’idea di dissolvere e accostare la

separazione tra tragico e comico

qui

tragico l’amore di aminta? che tenta per 2 volte di uccidersi?

è

ma che si ribalta in un finale lieto

tutto questo atto narra questo

il pastore anziano saggio che narra tutto l’accaduto

prima dialogando con il coro

1 considerazione generali sull’amore inteso in modo celeste e platonico

l’amore interviene benefico nel momento della massima disperazione

così nel momento in cui lui è nella massima caduta l’amore è intervenuto

facendolo salire al massimo di ogni felicità

ideologia cattolica

gli ultimi saranno i primi

+ sei stato infelice + felicità avrai

in modo generale uscendo dalla corte di ferrara

se ad aminta è accaduto questo forse anche a me può accadere

un fascio di rami sporgeva come fosse un tessuto

che lo feriscono ma lo salvano

sviene fanno chiamare un medico

sopraggiunge silvia

respirazione bocca a bocca

si ricollega con il bacio iniziale dato sul labbro inferiore per la puntura dell’ape

ultimo coro

sempre sull’amore sempre endecasillabi e settenari

io non so se l’amaro che costui a provato

può essere ricompensato dalla felicità presente

i suoi finali non hanno mai una felicità piena

se tutto deve essere così doloroso

noi vorremmo un amore meno travagliato

coro

alla fine confronto tra un amore senza tanto dolore

o uno molto alto e troppo felice da troppi dolori

il commento è quasi di filosofia morale

non più rivolta solo alla storia specifica

abbiamo quindi un lieto fine MA condito di una leggera amarezza e

malinconia

anche sulla natura dell’amore

giovedì 12 aprile 2007

METASTASIO

questo melodramma ci interessa perché si inserisce perfettamente nella

-

tendenza del lieto fine

che riguarda anche il dramma pastorale

- stiamo volutamente escludendo la commedia

- insieme all’aminta (dramma pastorale) questo melodramma sono generi

-

nuovi questo testo stiamo già negli anni ’30 del ‘700

quando leggiamo

- il melodramma ha già 100 inizia nel ‘600

- il melodramma del ‘700 con apostolo zeno e con metastasio questo

-

genere viene riformato

il libretto aveva importanza rispetto alla musica

- questa riforma rigurada tutto il teatro

- commedia = goldoni

- melodramma = metastasio

- tragedia = alfieri

- ma questa riforma del primo ‘700 va riferita al teatro così come si era

-

configurato nel corso del ‘600

quando sempre meno si compongono tragedie

-

accademia dell’arcadia

decadimento dal barocco

riforma dell’arte

- per la prof. nel ‘600 non proprio caduta di arresto – ma il fatto che non si

-

sia + andati avanti nella composizione delle tragedie e commedie è dovuto al

 –

legame corte teatro che favorisce generi + leggeri ballate opere in

musica ecc….

nascendo poi il professionismo delle compagnie e degli attori professionali

-

che recitano per guadagnare

quando gli autori non compongono + le compagnie non hanno + nuovi

-

repertori

gli attori si attivano per scrivere loro nasce la

-

commedia dell’arte

fenomeno del tutto italiano che ha spostato nel ‘600 il teatro dalla parte dei

-

cominici = attori

e quello musicale dalla parte dei cantanti

-

inizio ‘700

tentativi di rinnovamento = progetto di riformare il teatro

- quel teatro di comici e cantanti appare una decadenza

- supremazia del teatro francese che nel ‘600 ha il massimo splendore

- mentre nel rinascimento l’italia era stata la patria di arte e letteratura

- gli italiani si sentono defraudati dai francesi che impongono il loro teatro

- faranno da modello in inghilterra e in italia

- –

repertorio di Molière Racin

- si alternano canovacci + tragedie e commedie

- alcuni letterati in italia hanno speso la loro vita scrivendo testi o

-

intervenendo nei dibattiti teorici per ribadire la necessità di riformare il nostro

– far privileggiare il teatro “regolare” del ‘500

teatro

es. Re TORISMONDO

- per questo rappresentato nel ‘700

- riadattato all’epoca e sul gusto francese

-

la clemenza di tito

rappresenta uno dei tanti testi in cui +è già attuata la riforma

- il testo letterario è di nuovo diventato importante

- come il dramma pastorale era stato contrastato a metà ‘500 in quanto

- 

genere impurio mescolanza di generi tragedia e commedia

anche il melodramma segue la stessa via

-

Metastasio

aveva il dono di improvvisare

- tra ‘600 – ‘700 molti sono i poeti improvvisatori

- notato a 10 anni da un letterato che scrive tragedie basate sulla legge

- capisce che dandogli un’educazione letteraria sarebbe diventato un

-

grande poeta

il padre era un umile commerciante viene invece mandato ad una scuola

-

molto importante – passioni dell’anima

a 13 anni legge cartesio

- trattato fondamentale per la sua capacità di penetrare nella psicologia dei

-

peronaggi

in pochi anni si crea così un grande bagaglio

- muore il padre adottivo nel ’18 che aveva vari amici/nemici

- va a napoli comincia a cercare un protettore

- conosce la cantante Bulgarelli detta la romanina

- che aveva cantato a venezia molti testi di Zeno

- scrivono così insieme il primo melodramma

- 1724 LA DIDONE ABBANDONATA

- 10 anni prima della clemenza di tito

- giro di 6 anni diventa notissimo dal ’24 al ’30

nel

- 

ha un successo straordinario quasi tutti cantati da lei

- 

17 …. Zeno lo chiama a Vienna

- avrà rapporto con arianne

- questo andare e venire questa committenza con vienna

- si poggia sul fatto che dopo la successione spagnola durata 200 anni

- sia milano che napoli si succede quella austriaca

-

passaggio a vienna =

scrive a pagamento

- 1637 melodrammi rappresentati in teatri gestiti da impresari

- alfieri accuserà metastasio di essere un poeta di corte

- lui amava questi sovrani ma non era il solo

- nel ‘700 c’è ancora l’ideologia del sovrano virtuoso

-

x gli italiani –

gli asburgo rappresentano il cambiamento rispetto alla cattolicissima

-

spagna

l’opposizione contro gli spagnoli spesso coincide con atteggiamenti

-

anticlericali

asburgo = incarnazione del mito ghibellino

- la figura imperiale rappresentava per dante (guelfo bianco) il valore dello

-

stato

fino all’800 torna questa cocezione ghibellina = importanza che viene dato

-

allo stato rispetto al predominio della chiesa

Giannone scrive nella storia del regno di napoli che la nazione napoletana

-

aveva una storia diversa dalle altre nazioni per le forti influenze avute dalla

chiesa

successivamente gli asburgo si riavvicinano alla chiesa ma nel primo ‘700

-

rappresentano questo cambiamento

francia e spagna potenze legate a roma assolutismo

- –

inghilterra austria potenze della libertà

-  illuministi vedono nell’inghilterra la patria della libertà

voltaire

-

italia

in realtà è monarchica = sovrano esecutore della legge

- 

la morte di catone

preferisce la morte piuttosto che sottoporsi a Cesare

- infrazione rispetto al lieto fine del melodramma

- questa morte sulla scena con un discorso in cui rivendica la libertà per un

-

individuo di uccidersi

finale che suscita tantissime critiche

- si scrissero anche le pasquinate su questo finale

- quando pubblica il libretto mette due finali

- in uno muore dietro la scena nell’altro sulla scena

-

1730 si trova già a vienna

tema non adatto a elogiare le virtù dell’imperatore

- già nel ’29 aveva scritto melodrammi in cui parla del sovrano

- dal ’28 i suoi libretti diventano esaltazione del potere imperiale

- questo libretto è scritto per il compleanno di Carlo VI come tutti gli anni

- in genere finiscono con una LICENZA

- diretto rapporto tra la figura del libretto Tito Vespasiano e Carlo V

- tito è una figura sicuramente positiva = la figura imperiale

- veniva dopo una successione di imperatori negativi

- è una figura militare = aspetto tipico per gli imperatori austriaci

-

melodramma e dramma pastorale

hanno come altro elemento l’amore

- qui nel finale è l’imperatore che può dare la felicità

- regna la clemenza o il perdono

- incarna il ritratto idealizzante di chi regna

- con la clemenza si è simili a Dio

- tanto grande è la clemenza quanto sovrumana è la possibilità di Tito di

- che è fatta non per motivi politici ma d’amore

perdonare la congiura

Trama

Sesto si innamora di Vitellia che odia e ama tito

- vorrebbe il potere sposare proprio tito che lo rappresenta

- sentendosi rifiutata utilizza la schiavitù d’amore di Sesto che pur

- la “delizia umana”

riconoscendo in tito

per amore cede alla congiura

- imperatore chiederà a Sesto di sposare la sorella Servilia

- non tanto perché la ama ma in quanto romana

- ma non ama né lui né il potere

- l’imperatore la ringrazia in quanto ha detto la verità in un ambiente in cui

-

tutti mentono 

Servilia Anio coppia che si ama e che tito leggittimerà a sposarsi

- Tito Sesto Vitellia = triangolo

- imperatore scopre la congiura

- ne comprende il motivo

- 

perdona tutti amando Sesto gli dona la donna amata Vitellia

- che è improvvisamente felice

- qui non dobbiamo cercare l’aspetto psicologico ma la funzionalità

-

simbolica dei personaggi

esempio per metastasio è CINNA o la CLEMENZA DI AUGUSTO

- rielabora e riscrive questa tragedia di Corneille

- in alcune letture si parla del rapporto tra il

-

dispotismo illuminato = illuminismo in rapporto con l’ideologia del sovrano

che spesso si facevano partecipi delle riforme proposte dagli illuministi

-

soprattutto nella seconda metà del ‘700

 100 anni prima con la clemenza d’augusto dimostra

Corneille

-

semplicemente il rapporto ancora fortissimo con la corte

melodramma

struttura canto musica

- testo che ebbe molto successo musicato anche da mozart

- recitativi alternanza di settenari e recitativi

-  –

arie spesso a fine scena e versi brevi ottonari quinari ecc….

- bravura del cantante era nell’aria = pezzo finale

- opera dell’800 sarà la conseguenza

- struttura in 3 atti recitativi arie +

- continuo mutamento di scene

- nel ‘700 costruiti molti teatri barocchi

- perfezionismo nell’acustica

- struttura molto profonda che consente alla parte posteriore di cambiare le

-

scene

spesso cambiamento di scena a vista va in direzione opposta a quanto

-

avviene nella tragedia

unità di luogo rispettata ma non le altre

- 13 scene nel primo atto

- 3 cambi di scena

- ognuno legato al cambiamento dell’azione

-

I ATTO

I SCENA

prima sequenza prima quarta scena

- interno appartamenti di vitellia

- qui la congiura NON è il plot

- ma è già stata stabilita prima

- qui serve solo a rendere + grandioso il progetto della clemenza

- lui mostra resistenze

-

II SCENA

dice

agno che tito a deciso di rinunciare a Verenice

-

III SCENA

Sesto e Agno

- agno chiede la mano a sesto di sua sorella

-

IV SCENA


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40

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AUTORE

ninja13

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in letteratura, musica e spettacolo
SSD:
A.A.: 2007-2008

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ninja13 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura teatrale italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Alfonzetti Beatrice.

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