Luci di Bohème
"Luci di Bohème" ("Luces de Bohemia" nel titolo della versione originale spagnola) è forse l'opera più conosciuta di Ramón María del Valle Inclán, scritta nel 1920 e rappresentata per la prima volta in Spagna solo nel 1970. L'opera infatti, al di là delle vicende del protagonista, è una critica feroce alla società e al sistema politico spagnolo del tempo. Alcune questioni di fondo (ruolo della Chiesa cattolica, situazione politica e situazione culturale) erano ancora ben vive nel tessuto sociale parecchi decenni dopo la morte di Valle Inclán ed erano state congelate, ma non dibattute o risolte, dalla dittatura franchista che si era venuta instaurando.
La vicenda
L'azione si svolge nello spazio di circa dodici ore, dal tardo pomeriggio di un giorno di fine inverno alle prime luci del mattino del giorno seguente. Il protagonista, Max Estrella, scrittore cieco in ristrettezze economiche, percorre i bassifondi di Madrid, accompagnato dal conoscente/agente letterario Don Latino de Hispalis, alla ricerca di un manoscritto venduto da Don Latino senza il permesso dell'autore. L'andirivieni per i quartieri malfamati sarà fatale a Max, che morirà d'infarto per il freddo e gli stenti senza aver potuto recuperare il manoscritto, ma sarà per il protagonista un parallelo cammino di crescita spirituale. Max, che si dimostra all'inizio sdegnoso e altezzoso nei confronti delle prostitute, dei ladruncoli e dei truffatori con cui viene a confronto, comincerà pian piano a provare comprensione per la loro situazione, arrivando a provare una totale empatia per le prostitute incontrate nella scena XI, poco prima di morire.
Contesto storico
Situazione sociale (e collegamenti con l'opera) La prima rappresentazione di "Luci di Bohème" in territorio spagnolo avviene nel 1970, al Teatro Principale di Valencia, ad opera della compagnia di José Tamayo. Precedentemente, l'opera era stata rappresentata a Parigi in una versione francese nel 1963.