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Lorca e machado: due maestri della letteratura spagnola

Campos de Castilla e il Romancero gitano sono due poemi che hanno come oggetto principale il paesaggio e il territorio. In Spagna, all'inizio del 1900, c'è una crisi e ci si rivolge al paesaggio per avere una risposta.

La letteratura spagnola

Quando si parla di letteratura spagnola, si intende una materia, una serie di temi, argomenti che hanno le loro peculiarità. Ma cos'è la letteratura? È il patrimonio di autori e opere che si è lasciato nel corso dei secoli, in cui si può vedere il percorso di una lingua.

Definizioni di letteratura

  • È l'arte dell'espressione verbale, opere scritte secondo un principio estetico, con intenzione artistica, si tratta di un'idea che si forma nel corso dei secoli.
  • È un insieme di opere, produzioni letterarie di una nazione, di un'epoca e di un genere che si è lasciato nei secoli (prospettiva storica), dove si può vedere e osservare il cammino che ha fatto una determinata lingua. Si tratta di un insieme di opere riunite in un unico idioma e all'interno di questo insieme, si può riconoscere l'identità di un popolo.
  • Insieme di opere su una determinata materia (letteratura medica, giuridica).
  • Insieme di conoscenze sulla letteratura.
  • Trattato in cui si espongono conoscenze sulla letteratura.
  • Insieme di opere musicali scritte per un determinato gruppo o strumento.

La letteratura alla fine è una serie di scritti con caratteristiche artistiche redatti in un idioma. La questione della lingua si pone in tutte le letterature nazionali (ad esempio, nella letteratura italiana, c'è una letteratura dialettale). Un testo letterario ha un uso peculiare del linguaggio, un uso dell'idioma speciale dove è importante la forma. Il contesto letterario è un contesto che si è definito culturalmente nel corso dei secoli. Letterario: è qualcosa che si definirà nel XIX secolo.

Lingue e letteratura in Spagna

All'interno della letteratura ci sono una serie di opere scritte e orali, raccontate secondo determinati criteri (es. criterio estetico). Si tratta di testi composti con un'intenzione artistica. La funzione dell'insieme di opere per un popolo si riferisce alla relazione tra le opere letterarie e la comunità /il popolo. La relazione tra le opere letterarie in cui si riconosce un popolo e la lingua diventa più complessa nella penisola iberica e la causa è la presenza di minoranze linguistiche.

Non si può dire che la letteratura spagnola sia la letteratura scritta in spagnolo per due ragioni:

  • Nella penisola iberica ci sono diversi idiomi ufficiali che hanno la loro propria produzione letteraria (es: basco, catalano, galiziano)
  • Se c'è un'opera redatta in spagnolo, ciò non significa che si tratti di un'opera di Spagna perché la letteratura spagnola non è solo redatta in spagnolo e non solo all'interno della Spagna, ma anche in altri paesaggi come Argentina, Cile, Messico.

La letteratura di Spagna è diversa dalla letteratura ispano-americana. L'espressione "letteratura spagnola" è l'espressione convenzionale che definisce una materia all'interno di uno studio universitario.

Espanol

  • Si riferisce al territorio (Spagna) dove coesistono gli idiomi o agli spagnoli.
  • Naturale di Spagna, paese d'Europa.
  • Lingua romanza che si parla in Spagna e che si estende ad altri paesi come America, Filippine, Guinea Equatoriale e altri luoghi del mondo.

Paesaggio e territorio

Per paesaggio si intende la visione di un territorio rurale, medio rurale o urbano, qualcosa che si vede. Per questo si stabilisce una relazione tra il territorio e qualcuno che lo sta guardando. Il paesaggio è una porzione del territorio che può essere osservata da un determinato luogo (punto di vista) e spazio naturale caratterizzato dai suoi valori artistici, estetici e culturali e può essere anche una pittura o disegno che ritrae un paesaggio. Questa parola deriva dal francese "paysage", che deriva da un altro sostantivo "pays" che indicava un territorio rurale.

La prima immagine che ci viene in mente quando pensiamo al paesaggio è quella di un paesaggio naturale, perché questa parola rimanda a un territorio rurale. All'interno del paesaggio non c'è solo la natura incontaminata: si parla anche di paesaggi urbani, paesaggi trasformati dall'uomo. Il paesaggio è anche uno spazio naturale ammirabile per il suo aspetto artistico (cioè che è bello) o pittura o disegno che ritrae un paesaggio.

Il paesaggio è una parte del territorio vista da un determinato punto di vista, che può contenere non solo la natura incontaminata, ma anche la presenza della mano dell'uomo (o può essere un paesaggio antropico o urbano - in un paesaggio ci sono chiese, resti di acquedotti, coltivazioni, territori disboscati). C'è una relazione tra lo spazio naturale e l'uomo. Fine XIX secolo - inizio XX secolo: si considera che il paesaggio custodisca la storia e l'essenza di un popolo, perché è il risultato della relazione tra un popolo e la terra abitata da questo popolo. Si guarda al paesaggio per avere una risposta a una crisi di identità culturale.

Nella visione del paesaggio c'è una dimensione temporale che esprime un confronto tra il passato e il presente del paese. Territorio: deriva dal latino "territorium":

  • È la porzione della superficie terrestre più ampia rispetto al paesaggio che appartiene a una nazione, regione, provincia. Parte della terra che si può identificare per condizioni geografiche. Può avere dimensioni diverse, cioè può corrispondere a un confine nazionale, regionale ecc., e si definisce in base alle caratteristiche geografiche, che in alcuni casi corrispondono a un'entità politica e amministrativa.
  • Spazio naturale ammirabile per il suo aspetto artistico.
  • Pittura o disegno che rappresenta un paesaggio.

Entrambi (paesaggio e territorio) parlano del popolo che ha vissuto in essi. Esempio: Territorio delle Langhe = nessuna entità politica, si definisce secondo le caratteristiche di una determinata parte della superficie terrestre.

Storia della Spagna dal XX secolo

In Francia, ad esempio, è stata protagonista dei conflitti mondiali e della rivoluzione del '68. In Spagna, in questo secolo, c'è stata la dittatura di Primo de Rivera sviluppata secondo il modello italiano del fascismo. Questa dittatura si mantiene per pochi anni e dopo è seguita dall'esperienza repubblicana (perché il re va in esilio), chiamata Seconda Repubblica che va dal '31 al '36 (Italia-fascismo). La Spagna si è mantenuta neutrale in entrambi i conflitti mondiali e ciò le ha permesso di beneficiare e mantenere una propria produzione industriale. Si è mantenuta neutrale perché, in questi secoli, nel paese c'è stato un conflitto interno: la Guerra Civile che va dal '36, anno in cui termina la Seconda Repubblica perché alcuni militari si alzano contro la Repubblica, dando inizio alla guerra civile tra il fronte repubblicano e il fronte nazionalista che termina vincendo nel 1939.

Da quel momento inizia la dittatura di Franco che termina nel 1975, non perché c'è un movimento libertario, ma perché Franco muore e così inizia una fase di transizione verso la democrazia fino al '78 quando attraverso le elezioni democratiche, si approva l'attuale Costituzione spagnola. Ora la Spagna è una monarchia parlamentare. Il paese ha conosciuto la romanizzazione e la dominazione araba e nel 700, la Spagna è stata conquistata dagli arabi che stabiliscono parte dei loro domini.

La riconquista e la creazione dell'impero spagnolo

Da qui inizia la Reconquista, processo tra il mondo cristiano e il mondo arabo dove i Regni cristiani nel cantabrico cominciano a riconquistare, restituire alla cristianità, i territori conquistati dagli arabi. Nel 1492 i Re cattolici (Fernando di Aragona e Isabella di Castiglia sposati), unificati i regni, pongono fine alla Reconquista, conquistando l'ultimo regno moro (in quest'anno si pone fine nella penisola). Mancava solo riconquistare Granada. La Spagna si forma come paese nazionale e diventa un territorio unico, grazie a un processo di unificazione, che segna il termine della Reconquista. Unificazione della penisola da parte dei regni cattolici, fu culturale, religiosa.

A partire da quest'anno, che fu emblematico, la Spagna non solo si unifica e non solo stabilisce il suo dominio in gran parte d'Europa, ma inizia con Portogallo, Inghilterra, Francia... l'esplorazione e la conquista delle Americhe e delle Indie Occidentali, diventando un grande paese coloniale, un impero enorme (Impero di Carlo V). Con la scoperta dell'America, inizia una fase di espansione territoriale. Quando terminò la Reconquista, la Spagna divenne una nazione europea unificata. In questi anni, sotto la corona dei Re cattolici, c'è anche una conquista territoriale contro i mori nel nord Africa (es. Tunisia, Algeria, Marocco…). Questa è una fase di espansione territoriale.

Il 1492, per la Spagna, è stato un anno fondamentale, dove si trovano vari elementi che ci aiutano a capire la crisi culturale del XX secolo. La Spagna è, in quel momento, una grande potenza mondiale e per questo, impone i suoi modelli. Ha le sue colonie in America Latina, in Asia, che però perderà a causa dei movimenti di indipendenza e delle guerre. La fine, come grande potenza coloniale della Spagna, è la guerra contro gli Stati Uniti (1898), nella quale la Spagna perde le ultime colonie del suo impero (Cuba, Porto Rico, Filippine). Si parla del disastro del '98, non solo perché militarmente ed economicamente, è stato un disastro, ma perché la Spagna perde queste ultime colonie. Il danno morale non è limitato alla perdita economica delle colonie, ma all'idea che la Spagna ha perso le ultime colonie rimaste di un impero molto grande.

In questo modo, perde completamente la sua identità geopolitica come grande paese coloniale. Che cos'è la Spagna all'inizio del XX secolo? La Spagna all'inizio del XX secolo è un paese che ha perso la sua identità politica nella sfera internazionale (mentre l'Italia, ad esempio, ha raggiunto una riunificazione ed è in marcia come stato nazionale che ha voluto varie riforme). Dal punto di vista ideologico, la Spagna è stata meno permeabile alle riforme legate alla Rivoluzione francese (il secolo dei lumi e la realtà napoleonica) e ha conosciuto anche la restaurazione.

Dal punto di vista economico e produttivo, la Spagna si trova in una situazione simile al sud Italia, cioè un paese tutto rurale che non ha conosciuto riforme rurali e che ha conosciuto un processo di industrializzazione minimo e limitato a poche zone (Paese Basco e il territorio della Catalogna). Alla condizione di un paese mediterraneo e arretrato che è rimasto nella sua condizione rurale si aggiunge la perdita delle colonie che implica anche una crisi di identità. All'inizio di questo secolo, c'è un confronto tra passato e presente: la Spagna aveva avuto un passato glorioso e un presente di decadenza.

Di fronte a questa crisi (economica, politica, identitaria) una delle risposte si trova nel paesaggio. Si guarda al paesaggio per ottenere risposte significative a questa crisi di identità culturale. In questa visione del paesaggio c'è una dimensione temporale, dove c'è un confronto tra il passato glorioso della Spagna e il presente. Oggi la Spagna mantiene due avamposti nel territorio del Marocco (Ceuta e Melilla, che sono ciò che resta della conquista del nord Africa).

Lezione 9 febbraio 2022

1492: anno emblematico che non solo segna l'avventura che dà luogo all'inizio della conquista e della creazione di un impero di colonie, ma è anche la data dell'unificazione politica della penisola che segna il termine della Reconquista. È il punto iniziale in cui la Spagna, avrà un grande impero. Questo anno fu anche l'anno della pubblicazione della prima grammatica della lingua spagnola. Il castigliano è l'idioma peninsulare romanico (deriva dal latino - l'unica lingua che ha una grammatica) che si impone sugli altri idiomi ed è la prima lingua che ha una grammatica. Questa lingua è utilizzata dai regni.

Le lingue della penisola iberica

Nel medioevo, le lingue della penisola erano molte (ad esempio: galiziano, catalano, castigliano - lingue romanze che derivano dal latino, lingua che si continua a utilizzare come lingua scritta, lingua della cultura. Si parla anche il basco, l'arabo, l'ebraico e i linguaggi che derivano dalla mescolanza tra arabi e lingue romanze, tra ebrei e lingue romanze. In questa situazione, la lingua parlata in un piccolo contado, quello di Castiglia, inizia a essere utilizzata come lingua franca, una lingua comune che parlano ad esempio gli asturiani con i murciani. Poco a poco, il castigliano si impone e diventa la lingua della prosa. Il prevalere del castigliano diventa più importante con il regno dei Re cattolici, che la utilizzano come lingua dei due regni e grazie alla grammatica, perché in questo momento il castigliano diventa una lingua che ha norme grafiche, grammaticali e sintattiche.

L'esistenza della grammatica è importante nella prospettiva che si crea sulla conquista e la formazione delle colonie delle Indie Occidentali, perché questa lingua che si diffonde nelle Americhe, è una lingua che ha una grammatica. Nello stesso anno c'è anche l'espulsione degli ebrei dalla Spagna, sotto la corona dei Re cattolici, che emigrano in altri luoghi (ad esempio nel nord Africa) perché non volevano convertirsi al cristianesimo.

Nel 711, gli arabi arrivano nella penisola e la occupano. Alla fine dell'VIII secolo, tutta la penisola, tranne la parte del Cantabrico e dei Pirenei, è occupata dagli arabi (si trattò dell'invasione degli arabi). La parte dominata dagli arabi, era frazionata in vari regni, i regni di Taifa. Gli arabi non hanno un concetto di confine, di fatto si estendono e si stabiliscono in quasi tutta la penisola. Quando si parla di romanizzazione, si parla di conquista. Quando c'è un movimento di un popolo che non appartiene a un determinato territorio, si parla di invasione. Conquista e invasione hanno connotazioni diverse, ma descrivono un movimento di un popolo verso un certo territorio.

I regni della parte del Cantabrico resistono alle invasioni perché lì ci sono le montagne ed è scomodo stare lì e anche per gli arabi, è scomodo stabilirsi oltre i Pirenei perché da lì non è facile tornare al nord Africa e a Damasco. A partire dal nucleo cantabrico, inizia un'espansione dei regni cristiani, il cui obiettivo è riconquistare alla cristianità la penisola iberica. La Reconquista è una guerra santa, legittimata dal Papa.

Nel XIII secolo, la parte nord e centrale della penisola, sono riconquistate dai regni cristiani (come il regno di León, di Navarra ecc che sono anche frontiere). Gran parte del sud della Spagna, si conquista nel XIII secolo. La corona di Castiglia e León e la corona di Aragona sono arrivate fino al confine dell'ultimo avamposto moro, il regno di Granada. Questa situazione termina nel 1492, quando si pone fine all'ultimo regno moro della penisola. Nella storia della penisola si susseguono varie battaglie per conquistare le diverse città.

Uno dei protagonisti della Reconquista fu Rodrigo Díaz de Vivar, noto come il Cid Campeador, l'eroe dell'epoca castigliana che fu esiliato dal re Alfonso VI e che per riconquistare la sua fiducia e amicizia, partecipa alla conquista momentanea di Valencia.

Nel XV secolo si trova una divisione tra il regno di Castiglia e León e il regno di Aragona, perché il matrimonio tra Isabella e Ferdinando, non implica la fusione delle due corone, ma attraverso una politica matrimoniale, si uniscono i tentativi di Castiglia e Aragona. L'unione definitiva ci sarà con il regno di Carlo V, figlio dei Re cattolici. Sempre nel XV secolo, in Spagna ci sono i gitani che provengono dall'India, ma arrivano in Europa grazie alle migrazioni. Nel XV secolo, ci sono varie leggi che vogliono risolvere alcuni problemi sul contratto tra le comunità peninsulari e i gitani, leggi che vogliono normare la vita dei gitani in Spagna. Queste leggi, per esempio, impongono ai gitani l'abbandono del nomadismo per prendere un domicilio concreto e un lavoro.

Per questo in Spagna, nascono i quartieri dei gitani in varie città e qui i gitani hanno potuto mantenere le loro usanze, le loro lingue (non in Italia perché non c'è questo tipo di normativa). L'intento è unificare tutte le comunità che vivono sotto i Re cattolici. La parola gitano indica un rom di Spagna.

Espansione e crisi dell'impero spagnolo

A partire dal XVI secolo, la Spagna ha il suo impero nella penisola (tranne il Portogallo), includendo metà dell'Italia, le colonie delle Americhe e diventa una grande potenza mondiale. Tra la fine del XV e l'inizio del XVI secolo, la corona di Castiglia si espande in un territorio così grande. Impone i suoi modelli e ha colonie che va perdendo nel XIX secolo come conseguenza della guerra. All'inizio del XVII secolo, c'è stata l'espulsione degli ultimi moriscos dalla penisola. L'azione dei Re cattolici si muove verso un'unificazione della penisola, dal punto di vista culturale, linguistico e religioso.

Alla fine del XIX e inizio del XX secolo, c'è stata una forte migrazione dall'Italia e dalla Spagna verso le Americhe. Queste persone vanno nelle Americhe, per cercare un buon lavoro e una vita migliore, in territori che prima erano colonie. La Spagna è passata da essere una grande potenza mondiale a essere un paese che è fonte di emigrazione. (La gente abbandona la sua terra, per cercare la vita)

Per la Spagna c'è stata un'ondata importante che ha visto protagonisti molti intellettuali. Quelli che avevano sostenuto la Repubblica, quando cade Barcellona nel '39, si rendono conto di essere in pericolo in Spagna, quindi abbandonano la terra: alcuni vanno in Francia. E così inizia...

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/05 Letteratura spagnola

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Chiara.Vacchieri di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Lingua spagnola e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Buzano Ernesto.
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