Letteratura spagnola
La Spagna ebbe molte generazioni, tra cui la Generazione del 98, anno in cui l’impero spagnolo conobbe il disastro del 98: anno in cui l’impero spagnolo perse le ultime colonie (Filippine, Puerto Rico e Cuba) e quell’identità con la quale si erano riconosciuti gli spagnoli, che era anche un’identità coloniale, viene eliminata. Questo trauma, che era un trauma storico (perdita militare, guerra con gli Stati Uniti che dura 6 mesi perché gli Stati Uniti sono molto più potenti e hanno molte più risorse, si perdono le colonie e la Spagna perde la propria identità e di conseguenza gli intellettuali riflettono sulle motivazioni per le quali la Spagna ha perduto la sua identità e le sue colonie.
Le ragioni di questo cambiamento storico affondano nella crisi della rivoluzione liberale che inizia all’inizio dell’800 in Spagna. La Spagna arriva all’800 con il re Carlo IV, che era sul trono dal 1788; egli è un Borbone (c’è un cambio di dinastia: si passa dagli Asburgo con Carlo II ai Borboni). Durante la monarchia di Carlo IV di Borbone, il suo regno entra in crisi (in realtà tutta l’Europa è in crisi). Carlo IV aveva seguito una delle tradizioni della corona spagnola, ovvero quello di affidare il potere ad una persona di fiducia, che in questo caso si chiamava Manuel Godoy.
Manuel Godoy è un personaggio conservatore, che durante la sua gestione del potere seppe ricavare solamente l’odio da parte di tutto il regno e da tutte le classi sociali. Questo odio è dovuto al fatto che nel 1798 Godoy aveva messo in atto un provvedimento, fondamentale per la situazione economica spagnola: la desamortización. Si tratta di un processo con il quale le terre e i grandi latifondi appartenenti alla chiesa o alla grande nobiltà spagnola, che fino a quel momento non potevano essere venduti e divisi, vengono espropriati dallo stato e messi in vendita. Godoy lo fa per colpire il potere dei grandi latifondisti.
I latifondi sono una caratteristica fondamentale dell’agricoltura soprattutto in Andalusia (una delle zone che ancora oggi vive principalmente di agricoltura ed è più povera). Lo scopo di Godoy è quello di riattivare l’agricoltura, che in quel momento era in crisi, attraverso una gestione di piccoli proprietari, quindi vuole distribuire la ricchezza. Così Godoy si fece nemici la chiesa e i nobili più importanti.
Nel 1805 la Spagna subì un’importante sconfitta militare con la Francia di Napoleone (sconfitta di Trafalgar). Nel frattempo tutta l’Europa è percorsa da Napoleone che cerca di estendere i propri domini. Questa sconfitta portò gli spagnoli a firmare il Trattato di Fointanbleu, con il quale si sottomettono di fronte alla Francia, perché attraverso questo trattato permettono all’esercito francese di passare attraverso la Spagna per arrivare in Portogallo dove i francesi avevano mire espansionistiche.
Il periodo di Carlo IV e l'abdicazione
Questa decisione ha delle conseguenze nel momento in cui viene pochi anni dopo il potere di Carlo IV, che viene costretto all’abdicazione da un sollevamento popolare, il cosiddetto Montín de Aranjuez nel 1808. Con esso tutti i nemici politici di Godoy, il quale agisce per il re, si ribellano e costringono all’abdicazione Carlo IV. Carlo IV abdica in favore di suo figlio, Fernando VII. Questo passaggio provoca una decisione da parte di Napoleone, che decide di approfittare di questo momento di crisi politica.
Napoleone entra con le sue truppe in Spagna, e convoca Carlo IV e Fernando VII e il nuovo re Abayona, e li costringe a sottostare al suo potere: costringe Fernando VII (il re in quel momento in carica) ad abdicare in favore del fratello di Napoleone: Giuseppe Bonaparte. Il popolo non accetta questa decisione che viene da un re straniero, così nel 1808 a Madrid inizia una sorta di rivoluzione contro i francesi. I madrileni si ribellano contro le truppe francesi e questa rivoluzione termina nel sangue: viene repressa in maniera violenta dai francesi.
La guerra d'indipendenza
A questa rivoluzione è basato il quadro di Goya. Si tratta del 2 maggio del 1808 in cui ci fu l’esecuzione sommaria portata avanti da parte dei francesi contro i sollevati madrileni. Goya è il simbolo di ribellione da parte degli spagnoli contro i francesi. Personaggio con camicia bianca che alza le mani. Inizia così la guerra d’indipendenza, che dura dal 1808 al 1813-14, da parte degli spagnoli contro i francesi, guidati da Giuseppe Bonaparte. Dopo Madrid si sollevano Zaragoza, Valencia. E questa rivoluzione contagia tutte le principali città spagnole, che vogliono riconquistare le città al potere dei spagnoli.
La Guerrilla (termine utilizzato dall’America latina) nasce durante questa guerra d’indipendenza. La guerra ha diverse fasi, ma la cosa importante è che per sostenere la guerra gli inglesi intervengono facendo sbarcare delle truppe sul territorio spagnolo. Coloro che resistono ai francesi si organizzano localmente in una serie di giunte rivoluzionarie, che servono a gestire la guerra contro i francesi. Tutte queste juntas (giunte) si riuniscono a Cadice nel 1810.
Ci fu la nascita delle Cortes de Cadiz, che provengono dal Medioevo e in cui si riunivano i nobili, la chiesa accanto al re per poter gestire politicamente il regno. Le Cortes nel 800 diventano l’orano rivoluzionario per eccellenza nel 1810, poiché si riuniscono tutti i capi della rivoluzione sul territorio. Cadice si trova lontano dalla penisola e quindi naturalmente protetta dall’attacco dai francesi, quindi si tratta di un luogo ideale per potersi riunire.
La costituzione del 1812
Le Cortes sono fondamentali perché portano avanti un lavoro che dura due anni che avrà come esito la costituzione del 1812. Questa costituzione viene chiamata La Pepa perché è la prima vera espressione del popolo attraverso un organo democratico. Questa costituzione prevede:
- L’affermazione della sovranità nazionale
- Il riconoscimento delle libertà individuali, dei diritti individuali e dell’uguaglianza davanti alla legge
- La divisione dei poteri: potere legislativo deve essere gestito dalle Cortes, potere esecutivo deve essere gestito dal re e il potere giudiziario è indipendente
- La religione di stato è la religione cattolica
- Suffragio universale per essere candidati bisognava avere un certo reddito e non si era pagati e bisognava mantenersi in maniera autonoma
- Viene creato l’esercito ufficiale che doveva difendere la nazione
- Dalla costituzione viene fuori una monarchia moderata, una monarchia costituzionale (non più monarchia assoluta)
La costituzione del 1812 non entrò mai in vigore perché la storia ha preso un’altra direzione. Nel 1808 inizia la storia della Spagna contemporanea. Nel 1812 entrano le truppe di emilton (generale inglese) per combattere contro la grande armata napoleonica e gli inglesi riescono a sconfiggere Napoleone e ad ottenere la ritirata di Napoleone dal suolo spagnolo.
Il ritorno di Fernando VII
Nel 1813 viene firmato il trattato di Valensai, con il quale si ha la fine della guerra e si decreta il ritorno di Fernando VII sul trono della Spagna. Fernando VII viene chiamato anche el deseado (il desiderato): gran parte di quelli che avevano combattuto la guerra d’indipendenza hanno combattuto per il ritorno del re ufficiale. Si aspettavano che il ritorno di Fernando VII significasse la continuazione dello spirito della costituzione del 1912. Quando torna al potere Fernando VII (1815) comincia un processo di restaurazione e lui forma il processo di ritorno al passato, con la definizione di una vera e propria monarchia assolutista.
Gli anni che vanno dal 1814 al 1820 prendono il nome di seccenio assolutista. Questa restaurazione di Fernando VII ha delle conseguenze tragiche perché la prima misura che egli prende è quella repressiva: tutti quelli che si oppongono a questo tipo di monarchia vengono uccisi, vengono perseguiti tutti i liberali, coloro che avevano desiderato il ritorno di Fernando VII al trono, e anche quelli che vengono chiamati i afrancesados, quelli che avevano simpatizzato per Giuseppe Bonaparte. Si ha il primo grande esilio di intellettuali, politici, ovvero personalità che preferiscono lasciare la Spagna e generalmente si rifugiano in Francia, altri in Inghilterra. Questi esiliati organizzarono durante questi anni di restaurazione delle cospirazioni contro il re.
I pronunciamientos e il triennio liberal
Questi anni di regno di Fernando VII sono segnati da una serie di pronunciamientos (quando un militare si pronunciava contro il re). Ce ne furono almeno 6-7. Fernando VII non fu capace di gestire la situazione dal punto di vista economico perché l’economia spagnola andò in banca rotta, la Spagna doveva raccogliere i cocci dopo la guerra. Il succedersi continuo di pronunciamientos aumentò l’instabilità del governo. Pronunciamiento del Griego: Nel 1820 il colonnello Rafael del Griego si solleva con l’esercito contro Fernando VII e questo golpe costrinse il re a giurare sulla costituzione del 1812 e inizia una fase liberale, cioè per 3 anni (trienio liberal 1820-23).
I liberali approfittano e iniziano una serie di riforme politiche ed economiche e dal punto di vista politico furono fatte nuove elezioni, cosa che non si faceva da quando Fernando VII era arrivato al potere, e venne creato l’esercito come era previsto dalla costituzione di Cadice, vennero liberati tutti i prigionieri politici. Nel 1820 fu soppressa l’inquisizione (dal 1476 quando fu istituita da Fernando il Cattolico).
I liberali si dividono tra loro in due partiti:
- Liberali moderati (cercarono una sorta di compromesso tra la monarchia moderata e la nuova idea liberale)
- Liberali esaltati (volevano che la costituzione del 1812 venisse adottata come era uscita dalle Cortes)
Prevalsero i moderati e quando giunsero gli esaltati al potere nel 1823 Fernando VII, aiutato dal re di Francia, riprende il potere nelle mani. Inizia la cosiddetta decada ominosa (il decennio vergognoso 1823-33). Si chiama così perché Fernando VII, ripreso il potere, restaura di nuovo la monarchia assoluta e causa un vero e proprio massacro, tanto che vengono create una serie di commissioni militari, che erano destinate a condannare a morte tutti coloro che si erano distinti nel triennio precedente. Circa 15-20000 persone decisero di lasciare la Spagna (Martinez de la Rosa, Duque de Rivas).
Durante la guerra d’indipendenza e il regno di Fernando VII inizia il processo di indipendenza delle colonie americane, dove si organizzano delle giunte, approfittando del momento di instabilità.
Indipendenza delle colonie americane
- 1810 il colonnello San Martin in Argentina
- 1815 Venezuela
- 1818 Chile
- 1821 Messico
- 1824 Perù
1833 anno nel quale muore Fernando VII (si era sposato 4 volte e solo dall’ultimo matrimonio con una sua nipote ebbe una figlia chiamata Isabel). Vi era una legge: le figlie femmine non potevano salire sul trono, ma la successione spettava al primo maschio della linea di successione; si tratta di una legge ancora in vigore.
La guerra carlista e la successione
Nel 1833 si ha un problema di successione:
- Da una parte si trovarono i sostenitori di Isabel
- Dall’altra i sostenitori di un fratello di Fernando VII che si chiamava Carlos Maria Isidro
Inizia così nel 1833 la prima guerra carlista che dura fino al 1839. Carlo Maria Isidro non era disposto a cedere alla nipote il trono e organizza un suo esercito e si ribella contro la successione di Isabel, che aveva solo 3 anni. Così ci fu un periodo di reggenza con la madre Maria Cristina e nel 1839 sale al potere Isabel II, in cui ci fu un’altra reggenza del generale Espartero, che rimarrà come reggente fino al 1843, quando Isabel raggiunse 13 anni (età considerata adeguata per poter gestire il regno). E con Isabel II inizia un periodo liberale.
I liberali si dividono tra moderati e progressisti. Queste divisioni interne rappresentano un’instabilità politica e portano in sé instabilità economica e rendono il paese più attaccabile dall’esterno. I liberali cercano di portare avanti la creazione di una società libera dal passato e di impronta fortemente borghese. Per ottenere il rafforzamento della borghesia bisogna colpire i poteri forti e per garantire una distribuzione delle ricchezze. Il sistema che viene messe in atto durante il regno di Isabel II è quello della desamortización, provvedimento per il quale i latifondi in possesso della chiesa e dei nobili entrano nel mercato e possono essere venduti a piccoli proprietari. Questa desamortización è portata avanti da Mendizábal, primo ministro, e si cercava di creare una classe di piccoli proprietari e per arricchire lo stato.
Nel frattempo vengono emanate altre costituzioni. La costituzione del 1812 non viene adottata nemmeno da Isabel II. La costituzione del 1817 che prevede il suffragio universale maschile ed era finalizzata a rafforzare l’idea di una monarchia moderata.
Fasi del regno di Isabel II
Il regno si divide in 3 fasi:
- 1844-1854 decennio moderato: caratterizzata da un orientamento moderato, centralizzazione del potere, nuovo concordato con la chiesa, emanazione di un nuovo codice civile, riforme economiche, fondazione della guardia civil (forza di polizia), riforma della milicia nacional (dell’esercito), costituzione 1845
- 1854-56 biennio progressista: salgono al potere i liberali progressisti. È un periodo di grande instabilità politica ed economica: si susseguono i procedimientos. Nuova desamortización. Nascono nuovi partiti dalla progressiva divisione dei progressisti:
- Union liberal (partito di centro)
- Partito democratico (partito di sinistra)
- Partito republicano (vogliono rinunciare alla monarchia)
- 1856-1868 sale al governo el union liberal che elimina tutte le riforme dei progressisti dei 2 anni precedenti. Questa crisi economica e politica porta nel 1868 Isabel II a lasciare la Spagna dopo un pronunciamento da parte dei liberali (LA GLORIOSA) e si rifugia in Francia.
In questo periodo ci sono 5 partiti: moderati, progressisti (di cui fa parte il generale Espartero), union liberal, carlisti (estrema destra) e partito democrata (estrema sinistra). Tra il 1846 e il 1849 c’è la seconda guerra carlista, in cui i carlisti tentano di prendere il potere ma termina con una sconfitta.
Il biennio progressista
Biennio progressista 1854-1856: Nel 1854 Espartero mette in atto una rivoluzione, dove decide di eliminare il governo moderato con una rivolta che parte dal basso, cioè dalle classi popolari e dalle classi medie, ma non riesce ad arrivare al potere per tutto l’Ottocento. Tentano una seconda desamortización, in cui i progressisti tentano di espropriare il potere a classi sociali più elevate (nobili e chiesa), senza grandi successi.
Nel 1856 torna al potere l’union liberal e si torna alla moderazione. Tra il 1856 e il 1868 l’union liberal porta avanti una serie di riforme in senso sociale; ad esempio la riforma dell’istituzione pubblica, che viene divisa in 3 livelli: scuola primaria, scuola secondaria e istituzione superiore. Portano avanti tutta una serie di opere pubbliche, ad esempio i canali che dovevano portare l’acqua nelle grandi città (a Madrid c’è il Canal de Isabel II che ancora oggi porta l’acqua a Madrid e viene inaugurato nel 1868).
La crisi di Isabel II e la rivoluzione gloriosa
Nel 1866 c’è un momento di crisi perché la figura di Isabel II decade perché si diceva che si occupasse maggiormente dei suoi fatti personali e dei suoi amori. Così nel 1866 i principali partiti politici in Belgio firmano un patto (il Patto de Ostende), nel quale i progressisti e i democratici decidono di fare di tutto per mandare via Isabel II. A questo patto si aggiungerà poi anche l’union liberal. Così nel 1868 Isabel II è costretta a fare conti con quella che è passata nella storia come LA RIVOLUZIONE GLORIOSA. Questa rivoluzione inizia con un colpo di stato, in cui un militare dichiara di non riconoscere più l’autorità di Isabel II. Il colpo di stato è guidato dal generale Topete. Questo colpo porta Isabel II ad esiliarsi, quindi a dover lasciare la Spagna e recarsi a Parigi. Così non c’è il re e la gestione politica dello stato è in mano al partito progressista e questa rivoluzione è considerata come il trionfo della piccola borghesia. Questa rivoluzione porta a un governo provvisorio che ha il compito di elaborare attraverso delle cortes costituentes una nuova costituzione dove la monarchia sia una monarchia costituzionale (tra il 1868 e il 1871).
La costituzione del 1869
Nel 1869 viene emanata questa prima costituzione parlamentare:
- La sovranità risiede nella nazione e non nella monarchia
- Suffragio universale maschile
- Difesa dei diritti individuali e sociali
- Nascita del bicameralismo (fino a quel momento si aveva solamente una camera per gestire la vita politica dello stato, invece adesso si hanno due camere).
Nel 1869 è reggente il generale Serrano perché il trono era vuoto. Con la sua reggenza viene inaugurata la peseta (la moneta spagnola prima dell’euro). Sotto Serrano si spinge il libero scambio, gli investimenti esteri, cioè si cerca di riattivare quell’economia che nell’ultimo periodo era entrata in crisi.
Nello stesso tempo si cerca un nuovo re e iniziano una serie di colloqui tra i possibili candidati, che portano alla fine di scegliere come nuovo re Amedeo di Savoia (1871-1873) (figlio di Vittorio Emanuele II). Amedeo di Savoia è un re che non ha mai calpestato il suolo spagnolo e non sa lo spagnolo. Infatti si dice che ogni volta che qualcuno gli chiedeva qualcosa lui rispondeva "non capisco" e risolveva così tutti i problemi. Così nel 1873 rinuncia al trono perché non è in grado di gestire la situazione spagnola, e a questo punto inizia un processo guidato da Serrano che porterà alla dichiarazione della Prima Repubblica spagnola 1873-1874.
La Spagna non è preparata a una repubblica, infatti durerà soltanto due anni: nel 1874 il generale Martinez Campos fa...
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Riassunto esame letteratura spagnola, prof. Vaccari. Libro consigliato I secoli d'oro, Samonà, Mancini
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