Biografia di Gustavo Adolfo Bécquer
Nel 1836, Gustavo Adolfo Bécquer perde il padre quando ha solo 5 anni. All'età di 10 anni, entra nel Collegio di San Telmo, oggi sede della Junta de Andalucía. Purtroppo, a 11 anni, perde anche la madre. Tra i suoi fratelli, è particolarmente affezionato a Valeriano, che considera sia fratello che amico. Sebbene inizialmente studi per diventare pittore, presto si orienta verso gli studi letterari, che lo attraggono di più. Diventa amico di personaggi come Campillo e Julio Nombela; insieme vivono e scrivono.
Nel 1854, durante il biennio progressista, Gustavo e Valeriano iniziano un piccolo album intitolato "los contrastes" o "album de la revolución". Nello stesso anno, Gustavo si trasferisce a Madrid dove già risiede Nombela. Qui incontra Luis García Luna. La sua prima impressione della capitale è deprimente, ma porta sempre Siviglia nel cuore. Gustavo è descritto come una persona distratta, sognatrice, disordinata e sonnambula. Nel 1855, scopre Toledo, di cui si innamora e che influenzerà molte delle sue opere future. Inizia a collaborare con settimanali e pubblica "Oda a Quintana". Anche Valeriano raggiunge Madrid e i due vivono insieme. Gustavo conosce Ramon Rodriguez Correa e con García Luna mette in scena "La novia y el pantalón", che gli consente finalmente di guadagnare qualcosa.
Opere e malattie
Nel 1857, inizia la sua opera più ambiziosa, "Historia de los templos de España". L'anno seguente, soffre di una grave malattia non riconosciuta che lo costringe a passare due mesi a letto. Dopo la convalescenza, il medico gli consiglia lunghe passeggiate. Durante una di queste, insieme a Nombela, conosce due ragazze su un balcone, Julia e Josefina Espín. Il primo biografo sostiene che Julia sia la principale ispiratrice di Rimas, sebbene Gustavo inizialmente scriva di occhi azzurri, e Julia li avesse neri, mentre Josefina li aveva azzurri.
Nascita di Rimas
Nel 1859, pubblica la sua prima rima, la numero XIII, segnando il passaggio dalla scuola neoclassica sivigliana al nuovo stile romantico. Durante la sua vita, pubblicò 16 rime e fu maggiormente conosciuto come autore di leggende. Nel 1860, un anno decisivo, frequenta la consulta del dottor Francisco Esteban e contrae la sifilide, che gli infetta l'occhio destro, rendendolo strabico. Durante la consulta, conosce Casta Esteban Navarro.
Nello stesso anno, conosce il suo migliore amico, Augusto Ferrán, e pubblica la rima XV. Nasce la figlia di Valeriano, che, per volontà di Gustavo, verrà chiamata Julia. A dicembre, pubblica "Cartas literarias a una mujer" nel giornale "El Contemporáneo" e consegna la rima LXI.
El Contemporáneo
Nel 1861, Gustavo continua a scrivere la serie di "Cartas literarias" nel giornale "El Contemporáneo".