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Letteratura spagnola 2018/2019

L'età d'oro della letteratura spagnola, il seicento

Le letterature neolatina nascono in un periodo di transizione, tra il basso e alto Medioevo. Il limite tra questi due periodi è l'anno Mille. Il cristianesimo entra in Spagna con l’Impero Romano. Il periodo delle riconquiste corrisponde con la morte di Ferdinando III 1252 (re di Castiglia e di León). Alla sua morte il regno passa a Giacomo I, è successivamente ad Alfonso III (re del Portogallo).

Programma:

  • Origini del teatro (dispensa)
  • La Lozana Andalusa
  • Lope de Vega
  • Lope de Rueda
  • Teatro Siglo de Oro
  • Fray Luis de León
  • Quevedo y Gongora

5 dispense: una sul teatro teorica, una con i testi, 500 e 600, Fray Luis de León, Santa Teresa.

Teatro spagnolo

Nel 13 secolo, si registra in Spagna una straordinaria espansione culturale, economica e militare, soprattutto in Castiglia. Lo stesso splendore sarà registrato in altre parti d'Europa un secolo prima, si pensi alla costruzione delle città, fondazione delle prime università, nuove vie di comunicazione e di commercio. Il 13 secolo sarebbe il 1200 (basso Medioevo). Nel 12 secolo, la Spagna non progredisce a causa dell'invasione degli Arabi (Almohadi), che giungono a sostegno dell’Islam (causa religiosa) dopo la presa di Toledo (1085) e Valencia (1094). L'avanzamento cristiano viene arrestato e soffre anche di alcune sconfitte come quella di Alarcos nel 1195.

Un secolo dopo la situazione cambia completamente, prima con Alfonso VIII e poi in particolare con Fernando III detto il Santo. Castiglia e León vengono unificate, vengono sconfitti gli Arabi e vengono conquistate fortezze come Siviglia e Cordoba, Cádiz. Dopo Valencia e Murcia, rimane Granada da conquistare, che avverrà nel 1492. Con la morte di Fernando III, i nobili pretendono di prendere il posto degli eredi di Alfonso X. In questo periodo nascono le prime Università, nel 1212 Palencia e fioriscono le prime opere di poesia colta (corte d’Alfonso X).

In questo contesto in merito alla nascita del teatro ci troviamo davanti ad un grande problema: i critici teatrali non si sono messi d'accordo sull'origine della drammaturgia medievale. Tutto ciò che sappiamo è che probabilmente l'origine del teatro spagnolo è liturgica e le prime rappresentazioni sarebbero i cosiddetti Tropi, cioè brevi pièces teatrali, cantate. Erano cantate perché si intervallavano con la preghiera a messa. Non si sa con esattezza se nasce prima la poesia cantata, il teatro o la prosa cantata. Erano brevi perché venivano messe in scena in chiesa, il canto rimaneva impresso nella memoria.

La maggior parte dei testi primitivi che conosciamo sono di argomento religioso e riprendono due momenti precisi del cerimoniale cattolico, cioè la natività (Natale) e la passione (Pasqua), anche resurrezione di Cristo. Disponiamo di un importante documento che si intitola Aeteriae Peregrinatio, la cui trama racconta di una donna gallega che va in pellegrinaggio a Gerusalemme nel 4 secolo e ci descrive il rituale della settimana santa caratterizzato da numerose rappresentazioni drammatiche. Va ricordato che queste cerimonie cantate erano molto frequenti in Oriente. È molto probabile che i Tropi furono introdotti in Occidente proprio dagli orientali.

Tropo

Uso di una parola o di un termine in senso figurato (metafora). Nella liturgia corrisponde ad una variazione letteraria nelle parti cantate della messa. In Europa i tropi vengono introdotti in Francia presso la cattedrale di Rouen. Via via queste rappresentazioni si allontanano dall'ambiente liturgico e si diffondono nelle principali piazze Europee, rimangono in voga fino al 16 secolo sotto forma di dramma liturgico. Dunque l'origine del teatro medievale spagnolo è collegata all'influenza del teatro latino colto, mentre quello classico di origine greca sembra non avere delle basi solide. Tra i latini i più influenti sono Terenzio e Seneca, mentre tra 11 e 12 secolo si diffondono le commedie elegiache scritte in rustici latini elegiaci latini e anche le commedie Oraziane.

Il primo esempio di teatro castigliano di origini medievale, proviene dalla cattedrale di Toledo: “Auto de Los Reges Magos”, è un testo anonimo incompleto di 147 polimetri con la padronanza dell'alessandrino. È l'unico testo anteriore al 15 secolo, si tratta di un adattamento di un’opera francese. Dal punto di vista del contenuto ci sono 5 scene:

  • Nella prima troviamo 3 monologhi, uno nei Magi vedendo la stella esprime il proprio dubbio riguardo alla provenienza del corpo celeste.
  • Nella seconda i magistrati si riuniscono e commentano il fenomeno, vanno ad adorare il bambino Gesù con il fine di verificare la sua natura (essere umano e figlio di Dio).
  • Nella terza scena visitano Erode e confidano il motivo del loro viaggio.
  • Nella quarta scena, vi è un monologo del re che riflette i suoi timori nonché le sue ore innanzi al nuovo destino dell'umanità.
  • Nella 5 scena Erode discute con due rabbini, il primo dei rabbini afferma di non sapere nulla, il secondo lo accusa di falso.

Il testo termina così ed è incompleto. Tutto l'“Auto” si caratterizza per un forte dubbio. Fino al 15 secolo non si trovano molte opere teatrali di origine castigliana, dalla metà del 1400 è quasi certo che furono delle rappresentazioni drammaturgiche relazionate alla festa del Corpus Domini, sebbene abbiamo a disposizione pochi testi che ce lo confermano come ad esempio L’Auto de Pasión di Alonso del Campo, e una decina di Autos de los Santos Padres. Tra il 1493 e 1510 furono messi in scena circa 33 Autos differenti. Si usavano in queste rappresentazioni carri che fungevano da scenografia e vi erano anche dei macchinari per gli effetti speciali, era quasi un teatro d'avanguardia, a recitare erano chierici e i cantori delle cattedrali che indossavano maschere e vestiti molto accurati.

Dal 1450 anche la nobiltà inizia a interessarsi al teatro e organizza a Palazzo delle rappresentazioni parateatrali ricorrendo ai “mimo” e al “pantomima”. Quando ci riferiamo al teatro del 15 secolo, il nome che viene associato è quello di Gomez Manrique, nipote del cortese di Santillana, zio di Jorge Manrique, fu un nobile di rilievo. Nasce a Palencia nel 1412 e muore nel 1491 a Toledo. La sua opera poetica è stata scoperta dopo il 1885 e compone una fiorente opera didattica, morale, religiosa e elegiaca. In ambito teatrale gli viene riconosciuta la scrittura tra 1465 e 1481, dedicata alla sorella Maria, vicaria del convento di Calabazanos. L'opera parte dai vangeli, ci introduce un S. Giuseppe arrabbiato per la gravidanza della Vergine. Dunque la Madonna chiede a Dio di illuminare la mente danneggiata dalla rabbia del marito, così scende in terra l'angelo Gabriele, segue la scena della natività. Nel frattempo gli Arcangeli cantano le odi a Gesù bambino con un monito, quello della futura condanna e crocifissione. La critica classifica quest'opera come un ottimo esempio di poema lirico, e pecca un po' sotto l'aspetto della teatralità.

Juan del Encina

A partire da Juan del Encina, si mette in moto un movimento di costruzione di pratiche culturali che ci avvicina alla concezione di teatro classico (greco latino). Egli nasce nel 1468 A Salamanca, il padre era calzolaio, si laurea in legge, riceve gli ordini minori, lavora presso la Corte di Toledo per il II Duca di Alba. Sono gli anni in cui inizia a scrivere i primi versi, si trasferisce a Toledo dove riscuote successo presso la corte dei re cattolici come scrittore e cantore. Aspira ad essere cantore ufficiale della cattedrale di Salamanca, ma il posto viene dato a Lucas Fernandes, insieme a Juan e Gil Vicente rappresentano la triade del teatro spagnolo. Nel 1495, parte per Roma e viene accolto dal papa Alessandro VI, fino al 1418 compie una serie di viaggi tra Italia e Spagna che si concludono con il compimento dei suoi 50 anni dove viene proclamato sacerdote e parte per la Terra Santa. A Gerusalemme celebra la sua prima messa, da questa esperienza nasce L'opera “Via strada a Gerusalemme”. Ordinato priore a León da Papà Leone X, trascorre gli ultimi suoi anni a León tra il 1529 e il 1530. La produzione drammatica di Juan del Encina è composta da 14 pièces, classificati in egloghe, di queste 2 si differenziano perché una è una representacion e l'altra è un Auto. Furono composte del 1492, e 1513 data che corrisponde alla rappresentazione della Eglogla “Placida y Vittoriano”.

Il suo teatro è stato tramandato in 2 vie differenti:

  • Tramite Cancioniero de Autor: sono diversi e si succedono tra il 15 e il 16 secolo. La prima edizione del Cancioniero è di Salamanca, rivista dallo stesso autore e è stata pubblicata nel 1496. Sono presenti 6 edizioni ma 3 sono attendibili.
  • Serie di opere sciolte “Obras Sueltas”.

Tra i suoi titoli ricordiamo:

  • Rapresentacion a la muy vendida pasion y morte de maestro signor
  • Rapresentacion a la santisima resureccion de Cristo
  • Eglogla representada en la noche postreara de Carnal
  • Eglogla de la grande Olivia
  • Eglogla di Cristino de Febea
  • Egloga de Fileno, Zambardo y Candonio
  • Eglogla de Placida y Vittoriano

Possiamo affermare che lui nasce come figura chiave, il teatro si libera dalla tendenza liturgica e acquisisce indipendenza artistica, nascono i primi direttori di scena, l'attore acquisisce professionalità, inizia a svilupparsi interesse da parte del pubblico. Con Encina si passa da un pubblico di corte ad uno di “coral”, cioè un tipo di teatro commerciale con nuovi personaggi, nuovi luoghi come il palazzo di Alba, Torre pontificia. I personaggi sono dei pastori e recitano monologhi, il personaggio è debole e si assoggetta al volere del potente. Le ultime 3 Egloghe, presentano personaggi sempliciotti che mettono in scena il loro amore, l'obiettivo è focalizzato sulla quotidianità e sulla semplicità, è rappresentato il sentimento degli umili.

Lucas Fernandes

Lucas Fernandes nasce nel 1474, da una famiglia di artigiani e chierici, si laurea in arte e si prepara per essere ordinato sacerdote. Tra 1496 e 98 serve presso il palazzo del duca di Alba, viaggia dalla Corte del Portoghese dove conosce il Vivente. Durante il periodo in cui è cantore della cattedrale di Salamanca e anche uno dei più noti poeti. Vede rappresentare le proprie farse, scrive diversi Auto soprattutto per la festa del Corpus Domini. Lavora presso l'università Salamanchina e muore il 17 settembre del 1542. La biografia può essere riassunta in 3 periodi distinti:

  • Periodo del Duca Di Alba
  • Cattedrale di Salamanca in cui esercita la professione di musicista e uomo di teatro presso la chiesa
  • Università di Salamanca

Il teatro di Lucas Fernandez si descrive in un periodo di incertezze in cui un'epoca medievale scompare e un'epoca rinascimentale si afferma. Il suo teatro riflette questo periodo di passaggio incentrato sui fatti sociali (questione dell’uomo – Umanesimo), e questioni religiose. La sua opera la conosciamo grazie ad un'opera ritrovata a Salamanca “Farsas y Egloglas al modo y estilo pastoril y Castellano fechas Por Lucas Fernandez Salamantin”. La sua opera si suddivide in:

  1. Commedie e farse di carattere pastorale.
  2. Egloga o Autos in cui si mescola la presenza del pastore in una discussione di carattere religioso intorno alla nascita di Gesù Cristo.
  3. Pièces sulla passione di Cristo e dei suoi effetti sulla fede di un Sapio che è in via di conversione.

Il pastore nella sua opera è un elemento angolare, uno strumento a servizio di un fine sociale, religioso, militare.

Auto de la Pasión

La sua opera principale considerata dalla critica una pièce scritta per essere rappresentata presso la cattedrale di Salamanca durante le celebrazioni della settimana santa. Tuttavia si pensa che sia stata scritta per essere messa in scena presso il palazzo ducale di Alba. Il personaggio si confronta con il mistero di redenzione e a differenza delle altre opere qui non abbiamo una categoria trans-individuale che incarna caratteristiche collettive. Il carattere qui è intimista a partire dal suo personaggio Dioniso che si conferirà alla fede del Nazareno morto, qui il protagonista non è Gesù ma è Dionisio. Ciò che l'autore sta ad indicare è il bisogno di convertire i pagani. Il tema è la ricerca di Dio da parte dell'essere umano, l'opera si apre con S. Pietro che invita una moltitudine ad ascoltare la storia della passione di Cristo. Poi S. Pietro si ritira per fare penitenza e vede segni celesti che non riesce ad interpretare. Lui annuncia la morte di Cristo e Dioniso pone una serie di domande che lo condurranno alla conversione, dal dubbio si converte. Entra in scena Matteo che racconta sempre la passione, seguono le 3 Marie e una lunga Elegia che prepara all'apparizione dell'Ecce Homo. Matteo continua la narrazione con l'episodio della via crucis mentre la Maddalena ricorda la morte di Gesù nel calvario, la sua sofferenza. L'evocazione del momento in cui la croce è posta nel calvario provoca la scoperta di una croce reale che tutti iniziano ad adorare, c'è un rimando, parallelismo al venerdì Santo. Dioniso convoca Geremia il quale ha il compito di fare il Gran Lamento per la morte di Gesù. La conclusione dei fatti poi è condotta dalla Maddalena e Matteo. Dioniso vuole vedere il Cristo morto e chiede agli altri di andare al sepolcro mentre cercano il Villancico. Per quanta riguarda i personaggi dell'opera Pietro Matteo e le tre Marie non sono personaggi individuali, ma collettivi, soltanto S.Pietro espone in qualche punto il suo dramma. Geremia funge da figura retorica, rappresenta il pianto universale e la religione ebraica, l'integrazione della spiritualità giudea nella venuta salvifica di Cristo. Dioniso è l'essere umano che cerca Dio dolorosamente, molto probabilmente quest'opera è stata scritta per essere rappresentata a corte da un gruppo di cortigiani.

Gil Vicente

Il terzo autore della triade è Gil Vicente, di origini portoghesi, ma fa comunque parte della letteratura castigliana sia perché era bilingue e sia perché tra Spagna e Portogallo non avevano confini definiti. Fu un drammaturgo che si mosse nell’ambito delle rappresentazioni auliche nella corte di Portogallo. La maggior parte della sua biografia rimane in penombra perché non si hanno abbastanza documenti, fu un musicista un poeta un attore forse si laureò in diritto, si sposò 2 volte e lavorò al servizio della regina Eleonor. Probabilmente nacque nel 1465 e morì nel 1540, trascorre la sua vita in un ambiente aristocratico, cortigiani e le sue commedie, sono rappresentate presso la corte dei re del Portogallo, si esprime con assoluta libertà affronta varie tematiche, scrive satira, burle, tanto che nel 1536 dovrà smettere di scrivere in quanto il tribunale del santo ufficio si installa del Portogallo quindi lo censura. La sua produzione drammatica comprende 42 opere di varia estensione, matematica fu editare da figlio Luis Vicente, secondo il seguente ordine:

  • Opere di devozione
  • Commedie
  • Tragicommedia
  • Farse
  • Opere minori

Il suo teatro si caratterizza per un profondo lirismo espressivo, è centrale il suo approccio lirico nelle pièces drammatiche, le parole sono evocative. Questo profondo lirismo espressivo piacque a Damaso Alonso (poeta e critico del '900) che accosta l'opera di Vicente a grandi autori spagnoli come Garcilaso, Juan de la Cruz. Un esempio del suo lirismo può essere la sua opera “Don Duardos”, opera poetica che presenta un gioco di lirismo nello scenario cortese e convenzionale. Il capolavoro del Vicente è la “trilogia de Las barcas” scritta in portoghese con il titolo di “Barca Du Inferno” “Barca du Purgatorio”, quella del paradiso invece è scritta in spagnolo. Le prime due rappresentano l’essere umano, nella terza la classe dominante è sotto i riflettori Papà, Imperatore. Alla fine, appare Gesù Redentore che accoglie i peccatori pentiti, le pièces furono rappresentate presso la corte portoghese nel 1517/18/19.

Bartolomé de Torres Naharro

La sua opera rappresenta un esercizio di rinnovamento e di ricerca di nuove vie di drammatizzazione, uno sforzo di riflessione sull'essenza stessa dell’arte teatrale. Non sappiamo con certezza quando sia nato, forse intorno al 1485, studiò a Salamanca, fu ordinato sacerdote, viaggiò per l'Andalusia, Valencia si imbarca per l'Italia durante le campagne bellicose di Cesare Borgia. Abbandona l'attività di soldato si trasferisce a Roma dove entra in servizio per il Cardinale Bernardino Carbagal nel 1516 a cui dedica la commedia Tinelaria. Tra Napoli e Roma cerca la protezione di personaggi illustri, molte sue commedie furono rappresentate presso la corte pontificia di Leone X, morì tra il 1520 e il 1530.

La sua opera è composta da un dialogo de Nacimiento e da 8 commedie intitolate: Seratina, Trofea, Soldadesa, Tinelaria, Himenea, Jacunta, Calamitá, Aquilana. Le opere furono raccolte sotto il titolo “Propalladia” la cui prima edizione fu nel 1517. Ne Proemio, che è considerato il trattato più antico delle prospettive drammatiche, Torres Naharro definisce la commedia come un artificio ingegnoso. È stato uno dei primi a fornire alla Spagna alcune teorizzazioni sulla drammaturgia, sul teatro, e sempre nel Proemio tratta la divisione della commedia in 5 atti, che chiama giornate, il termine “jornadas” giunse fino al barocco, e presenta alcune opinioni riguardanti l’opera teatrale come per esempio il numero dei personaggi, che non devono essere troppo pochi. Distingue 2 generi di Commedia: la commedia a fantasia e a noti.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/05 Letteratura spagnola

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Eriwin di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura spagnola e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università della Calabria o del prof Spadola Carmelo.
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