L'epoca del simbolismo russo
Nel mondo dell’arte in generale non esistono compartimenti indipendenti, questo è vero in questa epoca fra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento. Di sintesi delle arti si parlava sempre, addirittura un poeta latino aveva scritto: finché la poesia sia pittura, affinché sia figurativa in un certo senso. Non è una novità dei simbolisti russi, ma in quest’epoca l’esigenza era stata sentita in modo più forte. Il simbolismo non è indipendente, ha avuto legami con altre esperienze; l’importante è capire che questo simbolismo non è un movimento puramente letterario. Questo ha delle motivazioni con altre esperienze artistiche, con altri campi artistici.
La fusione delle arti
Parlare di simbolismo russo, significa sapere cosa sia stata la pittura, l’arte e l’architettura, altrimenti non si capirebbe approfonditamente quest’epoca artistica. Vedere cosa è stato fatto nelle altre arti in quest’epoca, le relazioni intercorse fra l’esperienza dei poeti e quella dei pittori e musicisti, una delle massime realizzazioni del genio russo in questa epoca sono stati i cosiddetti balletti russi. Non sono quelli classici del Bolshoj, sono degli spettacoli completi, in cui c’è il testo poetico che è stato musicato da un importante musicista con scenografie del teatro dipinte da un importante pittore con l’intervento di un geniale coreografo. Questi balletti sono una delle realizzazioni più perfette nel senso di opera d’arte totale o come l’aveva denominata Wagner a suo tempo l’opera d’arte totale.
La fusione delle arti, la concezione artistica per cui le arti collaborano l’una con l’altra, questa idea della fusione delle arti era già stata assunta all’inizio dell’Ottocento nell’epoca del romanticismo, poi nel corso del realismo si è assopita un po’ e poi è riesplosa in modo evidente alla fine dell’Ottocento e i primi del Novecento. Da un punto di vista teorico i contributi che hanno cercato di sondare questa esigenza dell’epoca di sintesi delle arti sono parecchi, sono di intellettuali di grande prestigio come per esempio un articolo scritto da un grande poeta russo Ivanov che oltre ad essere uno dei più grandi poeti russi di questa epoca, era anche un teorico. Ha scritto dei saggi in cui ha sondato l’essenza della poesia del suo tempo e uno di questi è appunto “l’artista artigiano: di questo mestiere gioioso e dell’intelligente allegrezza” per dire che cosa consiste questa idea della sintesi delle arti della sua epoca di cui lui stesso era un protagonista.
Il suo stile è abbastanza complesso, abbiamo la frase che inizia con uno strumentale: il merito importantissimo del decadentismo, come arte intima, nell’ambito della poesia, è stato il merito e allo stesso tempo complesso e fine azione che i poeti attuali hanno separato la poesia dalla letteratura, ricordiamo “musica prima di tutto il resto” di Verlaine. E l’hanno riunita come membro a pieno diritto e sorella al girotondo delle arti: musica, pittura, scultura e le danze. In realtà, infatti, ancora non molto tempo fa i versi ci sembravano soltanto un genere della letteratura e per questa ragione soggetti sottoposti ai principi generali del canone verbale e logico.
Il contributo di Ivanov
Ivanov dice che il merito principale di questa epoca letteraria del decadentismo, qui usa una parola che aveva un significato un po’ doppio, lui voleva dire i simbolisti. Simbolismo ricordava il simbolismo francese poi ha acquisito il significato che conosciamo tutti noi oggi. Il merito principale è che i poeti hanno staccato la poesia da quel modo di concepire esclusivamente letterario, l’hanno separata dalla letterarietà, dai limiti e l’hanno riunita nuovamente alla musica, alla pittura, alla scultura e alle danze, rientra in quel giogo di tutte le altre arti e non come qualcosa di diverso. Parla delle caratteristiche della poesia in quanto tale, il fatto che avesse subito messo in chiaro che la poesia andava di pari passo danzando nel girotondo delle altre arti è significativo di questa esigenza dell’epoca di considerare le arti come legate l’una all’altra.
Il simbolismo secondo Blok e altri
Fece eco un altro grandissimo poeta del simbolismo russo, più grande della Russia ossia Blok in un altro articolo “senza divinità e senza ispirazione” scrive quanto segue: la Russia è un paese giovane e la sua cultura è sintetica. L’artista russo non deve essere uno specialista. Lo scrittore deve ricordare il pittore, l’architetto, il musicista; e tanto più il prosatore deve ricordarsi il poeta e il poeta deve ricordarsi il prosatore (un poeta non può essere soltanto poeta ma deve anche sentire la necessità della prosa e viceversa). Innumerevoli sono gli esempi di fruttuoso rapporto per la cultura li abbiamo di fronte a noi, i più noti sono Pushkin e Glinka — è stato il primo grande musicista russo, è stato il fondatore della musica nazionale russa, è l’autore di un melodramma intitolato “una vita per lo zar”. Glinka ha musicato delle poesie di Pushkin, Cajkovskij ha musicato varie opere di Pushkin, Rubinstein famosissimo pianista russo e fondatore del primo conservatorio russo e compositore, aveva composto delle romanze e musica su parole di Lermontov.
Questo Ivanov era un pittore, autore di un famosissimo e immenso quadro che si intitola “l’apparizione di Cristo al popolo”, è stato messo insieme a Gogol perché parla di questo quadro e aveva avuto modo di parlare con Ivanov a Roma. Fet — uno dei grandi poeti russi dell’Ottocento. Allo stesso modo come non sono separabili in Russia, non sono separabili da queste e l’una dall’altra filosofia, religione, il sociale e perfino la politica. Per Blok non si parla più soltanto di arti che devono essere in collaborazione ma anche di altri aspetti extra artistici. Tutti insieme esse formano proprio un unico potente flusso che porta su di sé il fardello prezioso della cultura nazionale.
Quindi la cultura nazionale esiste secondo Blok se c’è una corrispondenza intima fra questi vari aspetti che coinvolgono tutta l’essenza di un paese, perfino la filosofia, religione e politica.
Il ruolo dell'architettura
Ritornando all’articolo di Ivanov egli non menziona l’architettura e questo è un fatto abbastanza significativo soprattutto per Ivanov, perché era anche uno dei massimi esperti di cultura classica greca e romana, uno dei massimi conoscitori dell’arte, cultura e letteratura classica. Strano che un uomo di cultura di questo livello non citi l’architettura fra le varie arti che occorrono all’essenza dell’arte in generale. Perché non compare? L’interesse per l’architettura classica in questo periodo era andato un po’ decrescendo rispetto ad un’altra epoca dell’architettura che era quella gotica. In effetti, altri poeti e scrittori avevano scritto e dibattuto l’essenza della cultura europea medievale e nello specifico di quella gotica, un periodo in cui l’interesse per l’arte stava fiorendo anche se l’architettura era considerata un’arte minore in quanto a prestigio perché per molto tempo, nell’epoca del romanticismo non era considerata nemmeno una forma d’arte ma di artigianato di altissimo livello, non tutti vedevano una essenza filosofica e culturale nell’architettura.
In questo periodo è stata rivalutata come era stata rivalutata la musica in epoca romantica, erano stati pubblicati molti libri sull’architettura. Per esempio traduzioni di trattati teorici e così via e uscivano numerose riviste di settore e aperte ad argomenti artistici in generale, vediamo qualche titolo. La rivista principale è “il mondo dell’arte”, questo titolo ci dice quanto sintetica fosse l’idea dei fondatori, rappresentare il mondo dell’arte con questa rivista. “Apollo” era importante anche e poi delle riviste più specifiche di architettura: “museo architettonico”, “architetto”, “l’annuario russo delle arti” “anni vecchi” oppure “città e usad’ba”. Riviste che si erano occupate di architettura. Quindi il riflesso dell’architettura nella poesia è considerevole, questo ci dà una prima misura del fatto che la poesia si occupasse anche di un’arte un po’ particolare. Si nota nella poesia del simbolismo russo la presenza dell’architettura e soprattutto di quella gotica e poco di quella classica. Per esempio una poesia di un poeta che si chiama Voloshin. Era un poeta importante di questa epoca, non lo si può definire simbolista perché aveva una forma mentis molto concreta, era un omone massiccio, forse anche questo fatto lo legava a qualcosa di più terreno anche se aveva una mentalità molto raffinata, non rientrava nel giro del simbolismo, era una presenza continua e costante, se leggiamo le memorie e i ricordi di vari rappresentanti della cultura di questa epoca comunque il suo nome verrà fuori, era una sorta di prezzemolo. È un poeta importante ma comunque è interessante anche perché è altrettanto noto come poeta e anche come pittore. Ha lasciato un numero enorme di acquarelli, era un poeta che sapeva vedere anche da pittore, aveva viaggiato molto e scritto vari cicli di poesie e una di queste porta il titolo di “Notte” e il ciclo è la Cattedrale di Rouen, una delle massime espressioni dell’architettura gotica in Francia. Lui era arrivato lì all’inizio del Novecento. Siamo nel 1907 e scrive questa poesia.
La poesia di Voloshin
Sera dopo un giorno agitato. La città, come un carbone, è arrossita, la città soffia dell’alito dei corpi a tratti torrido e rosseggiante. Gli archi della cattedrale fluidi come il canto di un coro, lontani dalla terra e dai fuochi si elevano verso gli spazi luminosi delle notti. In questo firmamento che è azzurro e splendente, nella polvere adamantina delle stelle, i fili delle linee tese hanno intrecciato reti grigie. Nello spazio altissimo senza sforzo si sono elevate le moli di pietra… Le ali forti degli uccelli sono le ali delle antiche chiese!
Voloshin mette in rilievo la dignità di un monumento architettonico e dedica una sua poesia ad una chiesa, non tanto quanto chiesa ma in quanto come artefatto architettonico. L’interesse dei simbolisti per l’arte gotica sta nel fatto che secondo loro il gotico si basa sui simboli con una concezione diversa rispetto ai simbolisti di fine Ottocento, lo stesso Voloshin scrive in suo articolo quella differenza che lui vedeva fra la concezione simbolica del gotico e quella del simbolismo. Un’altra ragione di questo interesse per il gotico sta nella tensione, nel tendere alla sintesi che era propria anche del gotico, cioè se è vero che nel simbolismo si cercava di raggiungere la sintesi delle arti, è vero che anche il gotico cercava di fondere non solo le arti ma tutti i fenomeni di quell’epoca, in pratica le aspirazioni dell’uomo, lo spirito popolare e la tensione all’ecumenismo. Nel gotico si cercava di fondere l’aspetto religioso, quindi il divino e venivano tenuti presenti i lavoratori, gli operai, gli architetti che avevano contribuito alla costruzione e anche gli animali che avevano trascinato i carri per trasportare i materiali. In alcune cattedrali gotiche vediamo raffigurazioni di animali, erano creature di Dio e anche gli artefici della costruzione di quella meraviglia.
Sintesi delle arti
Il 05/04/2017 si sottolinea l'importanza della sintesi delle arti per questa epoca che grossomodo chiamiamo epoca del simbolismo, in Russia si usa definire l’età d’argento “serebrjannyj vek” perché i critici l’hanno vista come un’epoca di grande splendore, in tono minore rispetto all’età d’oro quella del realismo, tutto l’Ottocento, il secolo che ha dato alla letteratura mondiale dei geni come Pushkin, Gogol, Dostoevskij, Tolstoj e Turgenev. L’importante è il discorso sulla sintesi delle arti. Vedremo alcune opinioni su questa epoca e particolarità della sintesi delle arti.
Volendo parlare di sintesi delle arti, di questa collaborazione fra le varie esperienze artistiche abbiamo visto la presenza nella poesia e non soltanto di una manifestazione artistica che ha poco a che fare con la poesia, l’architettura. Abbiamo visto come nell’epoca del simbolismo l’interesse, la venerazione per la cultura greca, classica e anche per l’architettura viene in un certo senso messa in ombra. Abbiamo considerato anche una poesia di Voloshin in cui il protagonista non è più il poeta in quanto tale, il protagonista è una cattedrale, qui abbiamo una importante realizzazione della sintesi delle arti. In una poesia si prendesse in considerazione un manufatto architettonico era un fatto nuovo e particolare.
Le considerazioni di Bitsilli
Brano tratto da uno studio di un importante studioso della cultura europea e di letteratura russa dell’inizio del Novecento e il suo cognome è Bitsilli: “la tendenza conduttrice del medioevo come periodo culturale, la possiamo riconoscere con una tensione verso l’universalità, intendendo con questo la tensione che si manifestava in tutto – nella scienza, nella letteratura artistica, nell’arte decorativa (figurativa), - appropriarsi del mondo nel suo complesso, capirlo come un qualcosa di un tutt’uno, nelle immagini poetiche, nelle linee, nei colori, nei concetti scientifici – lo scopo era quello di esprimere questo modo di concepire. “Enciclopedismo” – era la legge della creazione medievale. La cattedrale gotica con le sue centinaia e migliaia di statue, bassorilievi, disegni, che raffigurano tutta la vita del mondo con le sue faccende quotidiane e con tutti i suoi lavori quotidiani … è una grande enciclopedia, “una bibbia per gli analfabeti”.
Bitsilli è uno studioso, un critico, queste parole le scrisse nel 1919, un pochino più avanti dell’epoca simbolista, era già scoppiata la rivoluzione russa. Evidentemente continuava l’interesse per questo aspetto, anche in queste considerazioni ritorna l’importanza della cattedrale gotica come sintesi di tante esperienze artistiche, dice appunto migliaia di statue, bassorilievi che rappresentano la vita di tutti i giorni.
Troviamo delle indicazioni simili per esempio in Belyj, grande scrittore russo fra Otto e Novecento che è uno dei più geniali scrittori del Novecento europeo, il suo romanzo maggiore è stato tradotto in italiano. All’inizio del Novecento fece un viaggio attraverso l’Italia per poi arrivare in Sicilia e poi si spostò in Tunisia e poi da lì fino all’Egitto. Ha lasciato delle impressioni di questo suo viaggio che vanno sotto il titolo di “Sicilia e Tunisia”.
Della sua esperienza in Sicilia aveva visto la Cattedrale di Palermo, completamente coperta all’interno di splendidi mosaici, facendo riferimento ad essa vediamo cosa scrive: “la musica, la pittura, l’architettura, la scultura e la parola, intrecciate, - sono un tempio, oppure – è la sintesi delle arti, nel tempo attuale è il sogno di un nuovo mistero (mistero come rappresentazione liturgica, affine alla religiosità, i misteri eleusini, sono dei riti) chiaramente si incontra con il sogno di una nuova costruzione di un tempio; da questo nuovo tempio zampilleranno verso di noi nuove forme dell’arte come dai templi passati zampillava la musica di Bach; e zampillava anche la pittura: non è dal teatro che si è formata la tecnica delle antiche arti, ma dal tempio”.
Questi stessi concetti li esprimerà un altro grande studioso che era anche un sacerdote ortodosso di nome Florenskij che scrisse vari articoli su questa materia e sostiene che il rito religioso, ciò che avviene in una chiesa è la sintesi non soltanto delle arti ma anche la sintesi di queste arti superiori con fenomeni affini, come per esempio l’arte dell’odore, (incenso che viene sparso nella chiesa) questo crea una sensazione che viene data dall’ammirazione delle arti visive della musica, dal vestiario che contribuisce a formare l’immagine di quel rito. Se consideriamo questa azione come un qualcosa di teatrale capiamo come qualsiasi elemento sono una sorta di contributo all’arte. Ma anche la luce, la disposizione delle candele o della luce che penetra attraverso le finestre per esempio nelle cattedrali gotiche, tutto secondo Florenskij fa parte della percezione artistica, questo lo dice in uno studio “Храмовое действие как синтез искусств” (l’azione liturgica come sintesi delle arti).
La cattedrale e la chiesa vengono considerati come qualcosa che trascende la struttura architettonica, è sottolineato da Voloshin, intende il manufatto architettonico come un libro segreto, che contiene segreti che vengono da essa custoditi e che sono i segreti della cultura, della vita del mondo stesso, la cattedrale come un libro che va letto e interpretato che scrive: leggere con attenzione la cattedrale gotica dalla sua prima pagina fino all’ultima (dal portale, dall’ingresso), fino alla sommità della guglia, che corona il suo tetto, decifrare i suoi grimuar (libri che contenevano formule magiche, ricette per pozioni, indovinelli), decifrare i suoi geroglifici ecco il desiderio che ti coglie quando entri all’interno di questo papiro architettonico.
Voloshin afferma che la cattedrale è come un libro segreto che va capito e interpretato perché lì dentro c’è la storia dell’umanità. La tensione all’ecumenismo, a raccogliere tutti i cristiani era una tensione, un desiderio che si era manifestato già in epoca romantica in Germania, la tensione era proprio questa, l’appello all’unità, al popolo che
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