Letteratura russa III
Anno accademico 2017-2018
Corso dedicato a un personaggio leggenda della letteratura russa. Pushkin è considerato il fondatore della letteratura russa moderna, genio delle lettere, genio è stato anche Dostoevskij, Tolstoj, ma non sono stati fondatori della letteratura russa moderna.
La nascita della letteratura russa moderna
Prima esisteva una letteratura antico-russa, con letteratura moderna si parla agli inizi del Settecento. Pushkin ha raccolto tutto quello che era stato detto, scritto, lo ha rielaborato in modo originale e ha creato un nuovo modo di fare letteratura in Russia. Negli ultimi decenni del Settecento, la letteratura russa cominciava ad essere allo stesso livello delle altre occidentali, fino agli anni Settanta era una letteratura che risentiva fortemente di modelli occidentali. Verso la fine del Settecento cominciano a svilupparsi nuove forze e si cominciano a prendere delle distanze da letterature di modello per sviluppare motivi più specifici della Russia con autori originali come ad esempio Derzhavin.
La questione della lingua
Questi poeti, letterati che si occupavano di lettere, critica letteraria erano molto presi da un fenomeno specifico della letteratura russa: di quale lingua si dovesse usare per la letteratura russa, una lingua che si rifacesse ai modelli del russo parlato quotidiano o di una lingua ammantata di preziosità e di antichità tipiche della lingua ecclesiastica. In che misura la lingua doveva o non rifarsi ai modelli dello slavo ecclesiastico. Questo fino alla seconda metà del Settecento, questo discorso è andato sempre più chiarendosi nei confronti del russo parlato dalle persone colte, un russo colloquiale.
Pushkin e la tradizione letteraria
Pushkin ha ricevuto una tradizione di dispute sulla questione della lingua, ha preso tutte le discussioni fatte prima di lui, gli serviva una parola che suonava un po' antico/slava oppure usava parole popolari. A seconda della sua necessità poetica, da questo mix è nata la letteratura russa moderna, più libera e sganciata dalle rigidità formali che guardavano al passato o al futuro. Ha scritto tante opere nonostante fosse morto a 38 anni ed è stata una carriera troncata non da cause naturali ma in seguito a un duello.
Le origini di Pushkin
Pushkin apparteneva a un’antica stirpe aristocratica, non era un principe, non apparteneva a una famiglia aristocratica di altissimo lignaggio ma era un aristocratico non titolato, era una famiglia aristocratica per tradizione ma non perché aveva avuto un titolo dallo zar per compenso per qualche favore ricevuto. Erano di nobiltà antica e di questo Pushkin si è sempre vantato abbastanza di essere nobile ma non di dovere questa nobiltà a nessuno.
Il background familiare
Da parte di madre era una Gannibal, si riferisce ad Hannibal che era un avo della madre, che si chiamava Abram Petrovic, era un etiope portato a Pietroburgo da fanciullo perché un generale di Pietro il Grande tornando dall'Africa aveva notato fra i vari giovani venduti al mercato questo ragazzino che era di origine etiope e suo fratello e pensò di acquistarli per farne dono a Pietro il Grande il quale amava le curiosità. Portare a corte un regalo due fanciulli di colore poteva essere un dono gradito, accettò il regalo ma si rese conto che non erano ragazzini qualsiasi. Pietro decise di far studiare Abram perché si dimostrò molto intelligente, in seguito divenne ingegnere e gli venne conferito il grado di generale. Aveva delle ottime qualità, ecco che diede inizio alla stirpe Gannibal alla quale apparteneva alla madre di Pushkin. Ha tratti non del tutto europei, ha i capelli ricci, labbra grosse e un colorito della pelle olivastro. Pushkin era anche orgoglioso di questo suo avo, l'arabo di Pietro il Grande, Pushkin scrisse anche un racconto intitolato così.
Infanzia e istruzione
I genitori di Pushkin non si distinguevano per un grande intenso amore per i figli, erano severi, disinteressati. Pushkin non parla della sua vita familiare, scriverà molto della sua vita al liceo di Carskoe selo che considererà la sua vera famiglia. Il padre era distante ed era una persona dal carattere difficile e molto tirchio col quale Pushkin ebbe parecchi scontri. Nell'opera di Pushkin non troviamo indicazioni importanti sulla sua vita da bambino o adolescente. Ebbe una sorella Ol'ga e un fratello di nome Lev. Nasce a Mosca il 26 maggio del 1799 secondo il nostro calendario.
Il liceo Carskoe Selo
La sua istruzione primaria avviene con istruttori privati in casa, finito il tempo dell'istruzione venne iscritto al famoso liceo di Carskoe Selo appena fondato dallo zar Alessandro I che intendeva fondare una scuola d'istruzione superiore per la formazione dei quadri, di amministratori pubblici e politici che potessero diventare amministratori dell'impero. Questo liceo venne inaugurato nel 1811 e Pushkin fu uno dei primi iscritti. Oggi il villaggio si chiama Pushkin.
L'esperienza del liceo
Il liceo fu un'esperienza strana per lui, finché ci viveva, lavorava e studiava lo riteneva una sorta di monastero dove si sentiva rinchiuso, lui era piuttosto vivace. Questa disciplina ferrea gli stava stretta e quindi nelle sue poesie e lettere che scriveva ne parla come di un luogo dove si sentiva stretto. Quando entrerà nella vita vera, nell'ambito del lavoro, della società, della sua stessa professione, penserà alla sua vita al liceo come qualcosa di familiare, là dove aveva trovato quel calore che non ebbe in famiglia. Al liceo studiava con dei docenti che erano giovani, quindi avevano vedute moderne, avevano vedute politiche che esprimevano con libertà, non vedute dei reazionari, docenti aperti mentalmente, leggevano i filosofi illuministi francesi, leggevano i tedeschi, propagavano queste idee che avevano cominciato a preoccupare le autorità che cominciavano a vedere nel liceo una sorta di covo di dissidenti. In una occasione fecero in modo che gli insegnanti e gli insegnamenti cambiassero radicalmente.
Le influenze intellettuali
Pushkin assorbì idee che svilupperà poi nella sua vita e nella sua opera, fu sempre al limite del lecito. Cominciò a scrivere molto presto, erano poesie ingenue, erano di imitazione, non era così maturo ad avere una posizione sua etica, morale, politica. Leggeva i poeti francesi del Sei/Settecento. Il suo idolo era Voltaire e poi i classici russi: Batjushkov e poi il grande poeta pre-romantico russo che era Zhukovskij che poi divenne suo amico, sostenitore e il tutore dei figli di Pushkin quando morì. Quali sono i motivi della sua prima poesia? Fuggevolezza della vita, sete di vita e il carpe diem perché del domani non vi è certezza.
Giovani anni di poesia
Dal 1816 scrive delle elegie su imitazione di Zhukovskij noto anche come traduttore, noto per le sue traduzioni dalla poesia sepolcrale e romantica inglese e anche i tedeschi e francesi. Trascorse 6 anni al liceo durante i quali avvennero cose importanti per la Russia, l'invasione napoleonica nel 1812. Pushkin ebbe consapevolezza di questo fatto anche se le truppe napoleoniche non erano arrivate a Pietroburgo ma avevano conquistato Mosca, i russi per non consegnarla al nemico, la bruciarono. Era una città di 300.000 abitanti con tante chiese ed era il cuore della Russia. Mosca era la vera capitale che stava nel cuore della Russia, al centro di tutte le grandi vie di comunicazione e al centro c'era il Cremlino, la sede degli zar. Pietro il grande aveva spostato il centro del potere russo dal Cremlino alle paludi della Finlandia. Gli zar venivano incoronati a Mosca. Poi avvenne la grande guerra patriottica, in parte di logoramento perché la Russia non aveva un esercito potente però gli venne in aiuto un generale che fece strage di francesi. I francesi trovarono tutto bruciato e pieno di neve e mentre tornavano a casa, i russi infierirono e decimarono la grande armata napoleonica.
La carriera poetica di Pushkin
Pushkin vedeva i soldati dal liceo, i giovani liceali erano amareggiati che non potevano andare con i soldati perché troppo giovani, avevano maturato oltre alle letture sui grandi eroi del passato, vedevano questi soldati come i grandi eroi del loro tempo che lottavano per la libertà della Russia. Iniziò a farsi conoscere come poeta e il ricordo di questi anni rimase, il concetto di libertà venne espresso in varie poesie lungo tutta la sua opera. Nel 1814 Pushkin si diploma con la composizione poetica di "Vospominanija v Tsarskom Sele". Questa poesia abbastanza lunga risentiva della sua giovinezza ma aveva denotato che non era una composizione d'occasione, c'era qualcosa di molto più sentito e denotava una maturità poetica inconsueta. C'era una commissione d'esame che ascoltava questi giovani e il presidente della commissione era un anziano poeta, Derzhavin che era il poeta per eccellenza della letteratura russa della seconda metà del Settecento. Pushkin stava per intraprendere una carriera di grande prestigio. Tutto quello che aveva acquisito durante lo studio dei classici latini, greci e letterature moderne di altri paesi, incomincia a farsi sentire nella sua poesia anche se giovanile.
Le prime influenze e associazioni
In una poesia del 1815 allude alle condizioni della Russia sotto il regime di Arakceev, il primo ministro il braccio destro dell'imperatore, era un nobile, definito ignorante e rozzo, una persona indegna. Allude in una poesia "Epistola a Licinio" vuole parlare della situazione russa attuale "poslanie licinju". Pushkin ancora studente, entra a far parte di un'associazione e poi di un'altra. La prima Arzamas era un'associazione di persone colte, poeti, persone che amavano occuparsi di letteratura e si riunivano periodicamente per discutere di filosofia, poesie ma anche per scherzare, per bere, facevano dei banchetti. Era un'associazione abbastanza allegra. Si chiamava così perché Arzamas è il nome di una città che all'epoca era nota per l'allevamento delle oche, e da qui prende il nome dell'associazione, l'emblema era proprio un'oca, si davano dei soprannomi. Per esempio di questa associazione faceva parte Zhukovskij e lo hanno chiamato Tatjana, Pushkin era ancora troppo giovane per entrare ma grazie agli uffici dello zio che era abbastanza importante poté entrare. Pushkin ricevette un soprannome e lo hanno chiamato grillo.
Il partito progressista
Si occupavano di poesia, discutevano della letteratura russa dell'epoca che risentiva dell'opposizione tra tradizionalisti e innovatori. I due capi di questi partiti letterari erano per i tradizionalisti: Shishkov e per i progressisti il capofila era Karamzin. Pushkin fece parte di questo partito progressista e l'Arzamas stava con i progressisti rispetto agli arcaisti che si riunivano in un'altra associazione che portava il nome di beseda ljubitelej russkovo slova: "conversazione degli amanti della parola russa". Questi guardavano a una lingua russa legata ai canoni tradizionali mentre gli altri guardavano gli esempi delle letterature europee. Pushkin entra nel gioco dei partiti letterari e prende posizione ben chiara.
Carriera e associazioni post-liceo
Dopo essersi diplomato trovò impiego, (ciascun russo doveva porsi come un ingranaggio nella macchina dello stato), Pushkin entra nel servizio dello stato come segretario di collegio che era il decimo grado della tabella dei ranghi istituita da Pietro il Grande. Entra nel ministero degli affari esteri.
La lampada verde
Nel 1818 si era sciolta l'associazione della beseda, e quindi l'Arzamas non aveva più un avversario e anche la sua funzione veniva meno e nel 19 si sciolse anche l'Arzamas, Pushkin entrò a far parte di un'altra associazione "la lampada verde". Un'associazione diversa, Arzamas (questioni poetiche, culturali e linguistiche ma non aveva nessuna mira politica) mentre la lampada verde sì, era una vetrina innocua dal punto di vista politico di un'associazione chiamata Sojuz blagodenstvija... Che aveva intenzioni politiche ben precise fondata dai fratelli Turgenev, voleva far cambiare il sistema politico in Russia, dare alla Russia un assetto politico, sociale e statale più democratico, che non fosse più un potere assoluto nelle mani dello zar emissario di Dio.
Influenze politiche
Pushkin aveva contatti con alcuni dei personaggi del Sojuz poiché faceva parte della lampada verde. Un'altra associazione era quella dei decabristi che misero in atto il loro progetto politico e rivoluzionario nel dicembre del 1825. Pushkin essendo socio della lampada verde entra in contatto con esponenti del Sojuz e viene tenuto sotto controllo dalla polizia. Tutto questo insieme di nozioni, ispirazioni, idee e progetti storici e politici sfociarono nelle prime importati poesie di Pushkin che sono già del 1818 e 1819.
Poesie di denuncia
"K cadaaevu" un personaggio importante che aveva scritto le lettere filosofiche nelle quali parla delle condizioni della Russia attuale e dice cose pesanti sulla Russia del suo tempo, venne arrestato, considerato pazzo e chiuso in casa. Pushkin dedica questa poesia a Cadaaev. Scrisse "Vol'nost'" un'altra poesia, libertà di pensiero, dello spirito e poi un'altra poesia del 1819 intitolata "Derevnja".
La poesia "Derevnja"
Questa poesia è doppia, inizia con una certa intonazione ma poi finisce con contenuti diversi.
Traduzione di "Derevnja"
Ti saluto, angoletto solitario, rifugio di tranquillità, di lavoro e ispirazione. Dove scorre il flusso/corso invisibile dei miei giorni In seno alla felicità e all'oblio. Sono tuo: ho scambiato la viziosa corte di Circe, i lussuosi banchetti, il divertimento, gli eccessi per il pacifico fruscio di querce, per la quiete dei campi, per il libero ozio che è amico della riflessione. Sono tuo: amo questo giardino oscuro Con la sua frescura e i suoi fiori, amo Questo prato, cosparso di profumati fiori, dove chiari ruscelli mormorano fra i cespugli. Davanti a me dappertutto quadri in movimento: qui vedo le superfici azzurre di due laghi, dove la vela di un pescatore biancheggia qua e là, dietro questi laghi una fila di colline e campi a strisce, in lontananza fattorie sparse, sulle rive umide mandrie che pascolano, fienili fumosi e mulini alati; dappertutto tracce di contentezza e di lavoro...
La denuncia sociale nella poesia di Pushkin
Ma un pensiero orribile qui oscura l'anima: Tra questi campi e questi monti fiorenti L'amico dell'umanità nota tristemente dappertutto la vergogna micidiale dell'ignoranza Non vedendo lacrime, non percependo lamenti Il padrone crudele senza sentimento, senza legge Si è appropriato con il violento bastone sia del lavoro, sia della proprietà altrui, sia del tempo del contadino Inchinandosi sull'aratro altrui assoggettandosi alla frusta Qui l'esaurito schiavo tira come se fosse un animale che trascina l'aratro Secondo le redini dell'implacabile padrone. Qui tutti trascinano il pesante giogo fino alla tomba Non osando nutrire nell'anima speranze e passioni. Qui le fanciulle giovani fioriscono per i capricci insensibili del malfattore Il caro appoggio dei padri che invecchiano, i figli giovani che sono i compagni delle fatiche Questi giovani se ne vanno dalla capanna natia e vanno a moltiplicare le folle dei servi martoriati Oh se la mia voce potesse scuotere i cuori Perché nel mio petto arde un ardore infruttuoso E perché non mi è dato dal destino il minaccioso dono dalla facondia (capacità di saper parlare bene/ in modo affascinante) Vedrò mai oh amici un popolo non asservito E vedrò il servaggio caduto per imposizione dello zar E sulla patria della libertà illuminata Si alzerà mai finalmente un'alba meravigliosa?
Conclusione
Con questa poesia giovanile possiamo intravedere alcune note caratteristiche di buona parte della sua produzione, in altri componimenti ci presenta una situazione molto positiva e poi la mette in opposizione a qualcos'altro. Lo vedremo nel poema "il cavaliere di Bronzo" che prende vita e insegue un povero impiegato in una Pietroburgo devastata dalla Neva che poi è morto in una scena di devastazione. L'inizio del poema è diverso, Pushkin ci narra tutte le bellezze di Pietroburgo, una città splendida e piena di vita e poi la parte notturna, un'immagine quella della Pietroburgo che creerà il mito negativo di Pietroburgo. L'aspetto della denuncia sociale, Pushkin scrivendo queste poesie sono d'intonazione etico/politico e dobbiamo pensare che lui non agiva nella Svizzera democratica ma in un paese autocratico, teocratico praticamente, lo zar si considerava l'incaricato da Dio di governare la Russia e quindi si trova in uno stato di polizia.
Dopo la fase liberaleggiante di Alessandro I, considerato uno zar morbido, incominciò a tirare le redini attorniandosi di personaggi di dubbia fama politica. Arakceev era uno di questi, dopo di lui chiamò altri personaggi alla guida. Questa poesia ci dà l'idea di un poeta giovane che è molto coraggioso, queste poesie non le aveva pubblicate però erano circolate, gli ambienti colti sapevano chi era Pushkin, in questi ambienti c'era sempre la possibilità di essere fianco a fianco con un infiltrato, con un agente della polizia segreta che riferiva al capo di turno e questo riferiva allo zar e poi prendevano le misure del caso.
Vediamo un poeta che non si vuole chinare di fronte all'autorità, non è neanche un poeta vicino agli ambienti degli insorti, aveva delle conoscenze nell'ambito della zelenaja lampa, il braccio del sojuz blagodenstvo, un'associazione che cospirava. Pushkin ne condivideva alcune idee, mentre gli uni in un secondo tempo pensavano a una Russia non più retta da una monarchia autocratica, Pushkin non lo dice. Alla fine della poesia dice: vedrò io l'abolizione della schiavitù che cade per imposizione dello zar. Non dice di fare la rivoluzione, lo zar deve essere consigliato bene e fargli capire che così non può più andare avanti, è qualcosa di anacronistico. Pushkin rimette nelle mani dello zar le decisioni di modificare le condizioni della Russia.
Nel 1820 Pushkin viene convocato dal governatore generale di Pietroburgo e il quale gli mette sotto il naso le sue poesie, si chi
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