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1855 passaggio Nicola 1 - Alessandro 2 →

letteratura russa moderna composta da metà secolo 18 ad ora 2/3 secoli

nella letteratura russa si alternano fasi in cui predomina la poesia e fasi in cui predomina la prosa.

nell’epoca di Lomonosov, Tredjakovskij, Sumarokov predomina il genere della poesia/ode vale

• per tutta la metà del 700, Deržavin rende l’ode più personale / la prosa rimane all’ombra di

questo genere, ma intanto si muove. →

primi 3 decenni 800 la situazione non cambia poesia predomina, con ode e, in particolare,

• elegia (ode = fredda esecuzione di un compito, con il romanticismo l’elegia permette di

esprimere con modi non classicistici emozioni e sentimenti personali riconducibili ad una persona

ben specifica, che scrive). Pushkin, Lermontov, Baratynskij / prosa si sviluppa in maniera

sotterranea

prosa prende il sopravvento, schiacciando la poesia, intorno al 4 decennio del 19 secolo /

• →

Pushkin, Evgenij Onegin non si preoccupava delle convenzioni letterarie, scrive un romanzo

in versi, cosa strana per allora; punto di passaggio da un’inclinazione alla poesia alla

inclinazione alla prosa. culmine 1830 autunno di Boldino, finisce l’Onegin + scrive Racconti

→ →

del defunto Ivan Petrovič Belkin base di tutta la prosa successiva. scrive “piccole tragedie”

lunghezza di frammenti, ma in realtà condensati di tragicità; genere difficile da definire,

sembrano delle scene di incredibile concentrazione espressiva. scrive anche poesie, ma

nell’ultimo periodo della sua vita scrive meno poesie e più prosa. Il negro di Pietro il Grande,

incompiuto + Racconti di Belkin, ciclo in prosa + La figlia del Capitano, racconto lungo

Lermontov (morte 41) passa alla prosa: Un eroe del nostro tempo (1839), è più una raccolta di

novelle (non in ordine cronologico, si ripercorre a ritroso la vicenda attraverso 3 pov. diversi)

romanticismo viene sostituito dal realismo — predominio prosa. i compiti affidati alla letteratura

• russa diventano più facili da svolgere usando un mezzo che non costringe ad utilizzare metri

specifici arte tecnica viene messa da parte e viene utilizzata la prosa come arte più basilare e

semplice per affrontare i temi sociali, ecc. la prosa prende il sopravvento la poesia persiste,

ma si trova in una posizione di relativa inferiorità, mentre i prosatori balzano in primo piano.

per tutto l’800 non vi è una teoria della letteratura/trattati di estetica

REALISMO

rappresentazione dell’uomo e della società nel loro essere determinati dall’ambiente naturale,

nazionale, storico e sociale in cui nascono, esistono e mutano.

Nekrasov nell’epoca in cui domina la prosa (l’atteggiamento che vede nella letteratura uno

strumento per conoscere la realtà e darne un effetto immediato e comprensibile, “realistico”) è

affascinato dalla poesia usa lo strumento della poesia per parlare di argomenti che sono

generalmente trattati dalla prosa. usa questo espediente, modo intelligente e naturale di

sintonizzarsi sull’epoca, mantenendo però la propria identità di poeta.

scuola formalista scuola di critica, con concezione dell’avvicinarsi al testo letterario come ci si

avvicina ad una macchina/congegno/meccanismo; Jacobson, Eijchenbaum, Žirmunskij, Tynyanov.

Tynjanov: i versi “cattivi”, bruttarelli di Nekrasov erano buoni perché smuovevano il verso

automatico ed erano nuovi definizione precisa di ciò che accadeva all’epoca e del modo in cui

Nekrasov si è creato una posizione: presuppone che i poeti che scrivevano negli anni 40 e che

continuavano la scia di Pushkin, Baratynskij (i continuatori dell’Epoca d’Oro) scrivessero in modo

liscio, perfetto. questo modo di scrivere era ormai esaurito, si scriveva troppo bene sfondo su

cui Nekrasov arriva con i suoi versi, più duri, cacofonici, brutti.

idea del verso automatico verso iper-levigato, gentile ed elegante che ormai era diventato il

• verso alla fine degli anni 40. →

idea dell’automatismo della percezione dal critico Šklovskij, nel saggio L’arte come

• procedimento(/artificio), accento sull’aspetto artigianale di costruzione / vi sono cose che si fanno

in modo automatico, non percepibile. durante la lettura di qualcosa di cui già si indovina il senso

(frase, parola, sequenza di numeri), in realtà questa cosa non viene vista, sfugge alla percezione

perché già la immaginiamo. questo è l’automatismo che l’arte si incarica di infrangere; l’arte

vuole portare fuori dall’idea di automatismo. applicato all’idea di Nekrasov

negli anni 30-40 il verso pushkiniano degli epigoni (i successori di Pushkin) banalizza il verso,

volgarizzandolo. su questo sfondo giunge Nekrasov, con versi più “brutti” ma nuovi.

letteratura utilitaristica è funzionale a un compito, ha una utilità; letteratura russa preoccupata

non di sé, ma di ciò che succede “fuori di sé”: questioni di carattere sociale, civile, etico

NEKRASOV (1821-1878) — attratto dal tema della contadina, è il poeta dei deboli/degli strati

meno abbienti della popolazione

fonde poetica (motivi sociali) + giornalista: direttore del Contemporaneo, organo della scuola naturale (—

Belinksij) — radicalismo di Nekrasov, si avvicina a Cernysevskij e Dobroljubov; direttore di Gli anni patrii,

orientamento liberale. influsso di Belinskij — temi sociali a liriche, realismo

1840 Raccolta Sogni e suoni — esordio del poeta, è sull’onda di ciò che si stava spegnendo ma

• ancora era vitale; stampo dichiaratamente romantico. questa raccolta è stroncata, riceve critiche

di ogni genere. Eijchenbaum cliché senza tempo, non viene recepita, né sentita

critico

passa quindi a parlare dei temi più significativi, di carattere prevalentemente civile (condizione del

contadino nella Russia dell’epoca ci si sta avvicinando all’abolizione della schiavitù della gleba

, mutazione già iniziata con Nicola 1 / condizione della donna / vita dei bambini, quali lavori

(1861)

dovessero o non dovessero fare); si butta nel territorio del folklore, registrando cose realmente del

popolo e le immette nella sua poesia direzione di abbassamento del dettato poetico, uso di una

lingua più vicina a quella usata all’epoca. punta a un’immediatezza di ricezione.

Lotman Nekrasov vira verso la prosaicità / moderna operazione di marketing culturale: è

critico

una strategia, decide di elaborare uno stile che venisse recepito come immediato, conservando le

intonazioni vive della lingua parlata; semplicità apparente, preciso effetto artistico: non è un testo

“amorfo”, ma altamente formalizzato, la cui forma è una prosa calata nei versi

poesia La Trojka (1846) — tono di denuncia di una condizione di ingiustizia nella quale si

• trovavano le contadine dell’epoca; soggetto poesia: contadina bella e formosa. testo si può

visualizzare come una croce due personaggi (contadina + ufficiale in carriera nella burocrazia

militare dell’epoca; è un uomo con possibilità economica, destinato ad una vita sufficientemente

agiata), i loro sguardi si incrociano, creando una sottospecie di croce da questa intersezione

di sguardi nasce la microstoria della poesia, dove pur non succedendo granché rischiara in modo

doppio due quadri di vita diversi, lontani, che per un attimo si toccano. posizioni diverse: alfiere =

uomo acculturato, contadina = povera, il cui futuro, le sue bellezze e grazie sono destinate a

sfiorire perché sarà costretta ad andare in moglie a un rozzo contadino, sfiorirà rapidamente a

causa dei lavori pesanti che dovrà fare e dei parti multipli a cui dovrà sopravvivere; è segnato in

una direzione diversa da quella dell’alfiere. illumina la disparità tra i 2 mondi.

denuncia non vi è scampo dalla dimensione della sorte, è tutto prestabilito / mancanza di

mobilità sociale: la scala sociale è totalmente bloccata.

tipico di Nekrasov inni alla contadina, nella sua estetica e nella loro moralità

il nuovo Nekrasov passa ad una condizione più realistica, scrive in forme piccole

poemetto narrativo/racconto in versi Gelo, naso rosso (1863) — Russia invernale, protagonista è

• già celato nel titolo: personificazione del gelo, un personaggio a tutti gli effetti. storia di una

famiglia contadina in cui viene a mancare il pilastro, il maschio di casa, il contadino Prop, grande

lavoratore; lascia la famiglia in braghe di tela. la prima parte del poemetto è composta dalla

morte del contadino; la contadina Darija, sua consorte, verrà mandata a fare legna nel bosco.

nella seconda parte/parte finale, quella propriamente chiamata Gelo, naso rosso vi è la scena

della contadina che fa legna nel bosco e si perde a fantasticare sulle sue sorti avverse. si

incanta, rimane sospesa e su di lei discende con modi quasi seduttori il Gelo, come personaggio

(ha origine nel folklore). Gelo personificazione di un uomo e contemporaneamente senso

materiale del termine.

inno alla bellezza contadina, più sul versante morale della bellezza spirituale/interiore della

donna. abbraccio dolce tra i due; abbraccio mortale contadina Darija viene lasciata sospesa in

questo sogno incantato di questo uomo che la bacia e la accarezza ma che in realtà è il ghiaccio.

morte per assideramento.

- seconda parte: il personaggio Gelo va ad ispezionare il proprio “orto”, poi si mette a corteggiare

la contadina, insidiandola e poi avvicinandola, fino a chiederle ironicamente se ha caldo,

sfidandola a farsi ricoprire di gelo. Nekrasov trasforma in questo momento onirico il personaggio

di Gelo nel personaggio del marito. la contadina muore su una nota leggera, dolce (“sorrideva”)

→ oblio del freddo. uno scoiattolo passa su un albero, facendo cadere una palla di neve sulla

contadina, che rimane immobile nel suo gelo.

modo di veicolare e pubblicizzare la scrittura ottocentesco: quando si aveva una cosa pronta,

veniva letta ai colleghi / quando Nekrasov annunciò questo poemetto, lo definisce non

tendenzioso il pregio e la singolarità del poemetto è che, pur proiettando una luce sulla

condizione dei contadini dell’epoca (contadino muore sul posto di lavoro), questo non è un

elemento dichiarato, ma solo implicito fatto particolare per Nekrasov che era considerato

progressista/sociale. [“Il contemporaneo” rivista 800 Pushkin, poi vi scrive Nekrasov]

poemetto veritiero e piantato nel terreno del folklore (→ punto di forza di Nekrasov) e nelle

pratiche di vita contadina che lui stesso aveva provato di persona mescolanza di folklore che

vira sul fiabesco, ma che ha risvolti calati nella realtà contadina dell’epoca (es. nella prima parte,

vi è un elenco di modi di guarire, modi contadini, superstiziosi; è uno spaccato dell’epoca); è una

piccola fonte di dati etnografici

poemetto Chi vive bene in Russia?

• poesia programmatica Poeta e cittadino — mette in subordine la poesia lirica/l’arte rispetto alla

• →

poesia impegnata la cosa più importante è essere cittadino, non essere poeta

si dedica alle mogli dei decabristi, donne che seguono i decabristi in esilio tema sociale: plausi

dei lettori per aver toccato il tema di personaggi ~ martiri, padri della futura rivoluzione bolscevica

che abbatterà lo zarismo

METRICA

poesia dell’800 russa molto musicale

verso italiano: sillabico; verso più usato: endecasillabo

verso russo: sillabo-tonico numero sillabe + caduta accenti; regolarità nella caduta degli accenti,

cadenzati / si contano nei versi i piedi

5 tipi di piedi che si ripetono fino a formare un verso:

piedi costituiti da 2 sillabe

1) tetrapodia trocaica __ ‿ coreo/trocheo (sillaba accentata, non accentata)

2) tetrapodia giambica ‿ __ giambo (sillaba non accentata, accentata) verso più diffuso della

poesia russa (“endecasillabo russo”, equivalente a parità di importanza) / usato da Pushkin nel

Evgenij Onegin (una strofa onegiana, è formata da 14 versi, divisibili in 4 quartine + 1 distico,

unite da rima alternata-baciata-chiusa-baciata / le rime sono una femminile, l’altra maschile)

piedi costituiti da 3 sillabe

3) tetrapodia dattilica __ ‿ ‿ dattilo

4) tetrapodia amfibraca/amfibrachica ‿ __ ‿ amfibraco

5) tetrapodia anapestica ‿ ‿ __ anapesto

metrica russa organismo relativamente elastico: inizialmente bisognava essere molto rigorosi,

ma poi i poeti cominciarono a omettere accenti là dove, secondo la regola, si dovrebbero avere

(pirrichio) → →

rima piana ita femminile russo; rima tronca ita maschile russo

nella metrica russa spesso ad ogni ritmo corrisponde una sfera dell’immaginario (genere, autore)

la versificazione tradizionale in Russia è ancora viva.

TJUTCEV attività di traduzione + tensione a penetrare i misteri della vita — ricerca di metafore ce

rendano il mondo interiore = mondo esteriore e che arrestino il tempo + estero: Russia è un

miraggio di armonia + patria: censore dei libri stranieri. noto nel realismo

AFANASIJ FET (1820-1892) — antipode di Nekrasov, della posizione del poeta e contadino / è il

poeta dell’arte per l’arte, della bellezza per la bellezza. non è il senso, il significato a caratterizzare

un’opera d’arte, ma la musicalità poeta-musico. arte che privilegia le forme brevi.

Il contenuto dell’arte — non è un teorico, ma “si spiega” / la poesia nasce anche sulla estrema

• friabilità e fugacità delle cose: non occorrono pensieri/profondità filosofica, solo la grazia, la

musica, anche in parte svincolata dal senso.

Quadro d’incanto — poesia di impressioni, pochi contenuti: paesaggio invernale, su cui passa

• una slitta. sembra una breve elencazione di cose su cui si posa lo sguardo, è però molto

organizzata al suo interno. mancano i verbi costruita da una sequenza di sostantivi e aggettivi,

tratto molto marcato già all’epoca venne recepita come l’esercizio bizzarro di un poeta frivolo

nell’800 la poesia è già malvista, risulta quasi scandalosa nella versione di Fet che non prevede

verbi viene definito impressionista in senso dispregiativo.

Fet è interessato agli effetti estetici dell’arte poetica, per questo si dedica a due grandi temi: la

natura e l’amore. poesia dove l’occhio dell’io poetico si muove in ogni direzione (di fronte, in alto, in

basso, in profondità); l’unico personaggio oltre all’osservatore è il lettore

Quadro d’incanto —1 verso: rapporto tra l’io e il quadro che è caro al poeta / 2-6 verso: vengono

• quasi elencati tutti i vari elementi che compongono il quadro / 7 verso: il commento “solitario”

riporta l’io poetico al centro della poesia

Sussurro, timido respiro — 1 strofa: udito, 2: vista, 3: vista (con particolare attenzione ai colori).

• uso dell’onomatopea. la donna al centro della poesia non è identificabile ma si può riconoscere

come una sorta di epifania della poesia.

all’epoca in cui Fet scrive, le persone in grado di leggere sono molto poche e di solito

consideravano ogni componimento non socialmente impegnato come mero esperimento estetico,

per questa ragione l’opera di Fet viene ampiamente parodiata.

мушка sorriso/скуки tedio l’ossimoro veniva percepito come terribilmente bizzarro.

duši smešnaja muka (tormento dell’anima) il tormento non si poteva percepire come ameno.

quando si crea un ossimoro si crea allo stesso tempo una serie di mondi che prima non

esistevano. grazie alla musicalità dei suoi componimenti Fet fu spesso messo in musica dai

compositori successivi.

Fet passò la vita in caserme militari nel tentativo di recuperare un titolo nobiliare che gli era stato

sottratto.

IVAN TURGENEV (1818-1883)

maestro della prosa — problemi della sua società + ambasciatore della letteratura russa all’estero + viaggia

per EU — tornato in patria è disincantato. occidentalismo moderato: ammira Belinskij; aiuterà rivoluzionari

populisti.

Memorie di un cacciatore condanna a residenza coatta per idee liberali. oppositore dell’intellighentsija

radicale. avversario dell’arte per l’arte. superamento romanticismo — scuola naturale (Belinskij). racconti:

ispirazione autobiografica =/= romanzi: temi sociali. soggetto archetipo del romanzo russo: salvezza/

perdizione della russia o di un eroe; il trionfo per T. è nella morte.

famiglia nobile e ricca di Orël, padre colonnello di reggimento che morì quando Ivan aveva solo 16

anni. madre ricca proprietaria terriera. studia a Mosca, soggiorna 3 anni a Berlino, allora centro

culturale. seguace della filosofia hegeliana. →

Turgenev è colui che veicola la letteratura russa all’estero dimensione della Russia all’estero.

dopo Padri e Figli si consuma una spaccatura irreparabile con il pubblico russo

Memorie di un Cacciatore (1852) — sotto Nicola 1 compone un’opera intera al cui centro è posto

• →

il contadino è un gesto che non può che essere percepito come rilevante in senso politico.

i racconti più belli delle Memorie di un Cacciatore sono quelli finali, con una storia vera e propria,

al contrario degli altri che sono più schizzi.

Chor' e K

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/21 Slavistica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ironlux di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura russa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Niero Alessandro.
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