NOTA GEOGRAFICA
Catene montuose cospicue nelle zone di confine della Russia sono i Carpazi (a
sudovest), la catena caucasica (a sud), le catene del Pamir, del T’ienshan e
dell’Altai (ad est)
Fiumi: Dvina settentrionale e Peciora verso nord; Dnestr, Bug, Dnepr, Don,
Volga verso sud; Ob, Ienissei, Lena, Indigirka, Kolyma verso l’oceano
Artico.
GLI SLAVI
Le popolazioni slave si possono individuare nell’est Europa, nel nord Asia e in
Canada. Per quanto riguarda l’Europa i paesi che possiedono una lingua slava
sono: Slovenia, Croazia, Serbia (quando facevano parte della Iugolsavia, paese
che separava i paesi dell’URSS da quelli della NATO, esistevano solo due
lingue, sloveno e serbo-croato. Con la dissoluzione della Iugoslavia questa
distinzione viene meno e si formano più dialetti), Bosnia, Macedonia, Bulgaria,
Slovacchia, Repubblica Ceca, Polonia, Bielorussia, Ucraina, Russia (in
Romania e Moldavia la lingua è neolatina, mentre in Ungheria la lingua
proviene dal ceppo ungro-finnico).
Dal punto di vista della scrittura le lingue slave possono essere espresse con:
1) Alfabeto latino (polacco, ceco, slovacco, croato, sloveno)
2) Alfabeto cirillico (russo, bielorusso, ucraino, bosniaco, serbo, macedone)
Gli slavi si organizzano in tre ceppi principali:
1) Slavi occidentali Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia
2) Slavi meridionali Slovenia, Croazia, Serbia, Bosnia, Macedonia,
Bulgaria
3) Slavi orientali Russia, Bielorussia, Ucraina
Le testimonianze sugli slavi sono indirette e hanno particolare rilievo gli
etnonimi, cioè i nomi dei popoli con cui venivano definite le popolazioni slave,
ma anche i toponimi (in particolare gli idronimi). Questo genere di
testimonianze è prevalentemente in lingua greca, latina e araba. Dunque il
termine “slavo” può aver più derivazioni:
Radice slov-, slav- presente ancora oggi nel nome di alcuni popoli di
origine slava
Σκλαβηνοι ( k inserita per eufonia) di derivazione greca
Şaqaliba di derivazione araba
Sclaveni, sclavini, sthlaveni di origine latina
Dal termine “slava”= gloria, quindi popolo glorioso 1
Dal termine “slovo”= parola, discorso, quindi una comunità di parlanti
di una stessa lingua (vs “nemoj”, cioè i popoli che non parlano la stessa
lingua, dalla radice nem- = muto. È lo stesso processo usato dai greci per
indicare i barbari)
Slavos= popolo, di origine indoeuropea
Sclavus= schiavo (invece che servus), poiché gli slavi venivano venduti
come schiavi
Suffisso -slav in molti nomi slavi
Dall’idronimo Slovutiči, epiteto usato per designare il fiume Dnepr
(relativo al fatto che si tratti di una zona paludosa)
Tesi orientalista: lo spazio geografico della prima civiltà slava corrisponde
all’area compresa tra i Carpazi, il fiume Dnestr e il fiume Dnepr. Nel VII
secolo a.C. giunse in quest’area la popolazione iranica degli sciti che
intrattennero rapporti duraturi con le colonie greche sul Mar Nero. Dunque gli
slavi deriverebbero da questa popolazione, ma anche dai neuri (affini agli sciti)
e successivamente dai sarmati (che sconfissero i neuri nel III secolo a.C.)
Secondo questa tesi l’ordine delle popolazioni che si sono succedute è il
seguente:
1) Cimmeri (1000 a.C – 700 a.C)
2) Sciti (VII secolo a.C – III secolo a.C): fondarono un potetnte stato
militare nell’attuale Russia meridionale
3) Sarmati (III secolo a.C – III secolo d.C)
4) Goti (200 – 370 d.C)
5) Unni (370 – 558 d.C)
6) Avari (558 d.C - ?)
Contemporaneamente esistevano due grandi regni: quello greco-bizantino
che si articolava nelle colonie e quello dei cazari.
Tesi occidentalista: la prima civiltà slava si era stabilita nel territorio che
coincide con l’odierna Polonia.
Tesi danubiana: slavi stanziati da sempre nella pianura attraversata dal medio
Danubio (zona corrispondente alla provincia romana della Pannonia). Tesi
sostenuta da fonti autorevoli come la Cronaca degli anni passati.
Alcuni dati sugli slavi:
1) Civiltà contadina caratterizzata da arretratezza economica
2) Organizzazione in tribù: i villaggi si collocavano sulle sponde dei fiumi, le
principali vie di comunicazione (i villaggi erano difesi da palizzate, boschi e
paludi).
3) Culto degli spiriti della foresta, dei campi e delle acque+ dendrismo+ culto
degli antenati+ animismo. Si parla in realtà di dvoeverie, cioè di doppia
fede, perché si mischiano elementi pagani e cristiani. 2
4) L’unità di base del villaggio è la famiglia. L’insieme delle famiglie derivate
da uno stesso capostipite prendeva il nome di rod. Il villaggio ha un capo
maschile (eletto), ma anche un capo femminile e un consiglio di adulti.
Gli avari (popolazione asiatica nomade organizzata in un khanato, cioè un
insieme di tribù) colonizzarono le varie popolazioni slave presenti nella
pianura pannonica. Avari, slavi e persiani si allearono contro l’impero romano
d’Oriente e assediarono Costantinopoli.
In Europa centrale, invece, gli slavi si espansero sui territori che erano
appartenuti alle popolazioni germaniche fino ad incontrare il regno dei franchi.
Gli slavi si insediarono poi anche sui Balcani (evidente nella toponomastica
greca) rompendo così gli equilibri tra cultura latina e greca presenti nell’area.
Anche a causa di ciò, si ha il vero e proprio passaggio da impero romano
d’Oriente a impero bizantino (dalle provincie romane si passa ai temi, unità
territoriali meno estese). Si crearono poi degli accordi tra gli imperatori
bizantini e le popolazioni slave insediate nei Balcani (croati, serbi e
protobulgari).
Gli slavi si trovarono spesso in conflitto sia con gli avari che con i franchi. Nel
VII secolo sembra assumere particolare rilevanza il regno di Samo che
rappresenta il primo tentativo di organizzazione autonoma del mondo slavo.
Ad oriente gli slavi ebbero rapporti con la popolazione dei cazari (di origine
turca), alleati dei bizantini contro persiani e arabi. Nella Chazarija convivevano
pacificamente pagani, musulmani, cristiani ed ebrei (anche se tra VIII e IX
secolo i sovrani si convertirono al giudaismo); inoltre fu uno dei primi popoli
ad avere un esercito permanente pagato.
I protobulgari si erano stanziati nella penisola balcanica a seguito degli accordi
con i bizantini: si forma così un khanato bulgaro guidato da un’aristocrazia di
origine turca (i boiari) a cui si assimilarono poi le popolazioni slave del
territorio.
Per resistere alle forti pressioni che arrivavano dall’impero carolingio e da
quello bizantino, gli slavi furono costretti ad organizzarsi fra loro: nasce così
nel IX secolo la Grande Moravia, una confederazione tribale sotto la guida di
un principe slavo. Era probabilmente situata a settentrione, a confine con la
Pannonia, tuttavia non vi sono certezze in proposito.
Si formarono due blocchi di alleanze: da una parte impero carolingio e khanato
bulgaro per espandersi nel territorio della Grande Moravia, dall’altra Grande
Moravia e Bisanzio a difesa dello stesso territorio.
COSTANTINO-CIRILLO E METODIO 3
Testimonianze: Vita di Costantino, agiografia in diciotto capitoli che ripercorre
la vita di Costantino-Cirillo, Vita di Metodio, agiografia in diciassette capitoli
conservatasi nell’ Upenskij Sbornik, il più antico manoscritto slavo orientale
contenente componimenti originali slavi.
Costantino- Cirillo (Costantino = nome di battesimo, Cirillo = nome cristiano):
1) Originario di Salonicco (Tessalonica), città bilingue greco-slava
2) Partecipò a tre missioni diplomatiche (due delle quali assieme al fratello
Metodio) in Medio Oriente, presso i cazari e presso gli slavi
3) La missione in Medio Oriente aveva come fine quello di alleviare la
pesantezza dei tributi a cui erano soggetti i cristiani in terra islamica
4) La missione presso i cazari era dovuta alla posizione strategica per
l’impero bizantino occupata da questo popolo. Cirillo e Metodio si
recarono dunque a Cherson (Crimea), ultimo avamposto del mondo
greco. Qui recuperò anche le ossa di papa Clemente, leggendariamente
esiliato nella città.
La missione presso gli slavi:
1) Nell’ 833 la Grande Moravia era stata cristianizzata e, proprio per questa
ragione, Ludovico I il Germanico, re dei Franchi, voleva espandersi nel
principato slavo mandando dei missionari religiosi per conquistare in
primis la fede del popolo (dalla sua parte aveva l’appoggio di Roma e di
una tradizione scritta). Il principe Ratislav, sovrano di Moravia, si era
allora rivolto a Michele (dopo un primo fallimentare tentativo di
richiesta di aiuto a Roma nell’863), imperatore di Bisanzio, per ottenere
una guida alla Chiesa slava e una tradizione scritta valida (questo
avrebbe anche permesso di evitare la completa assimilazione ad un altro
impero).
2) Così nell’863-864 Bisanzio scelse di inviare in Moravia Costantino-
Cirillo e Metodio per risolvere il problema. Costantino, rendendosi
conto dell’importanza di una tradizione scritta religiosa, decise di
sviluppare assieme al fratello un alfabeto nuovo che traducesse in slavo i
testi liturgici di Bisanzio: nasce così l’alfabeto glagolitico. Bisogna
comunque ricordare che la Chiesa bizantina, a differenza di quella
romana, disponeva di traduttori ed interpreti ed era dunque avvezza a
trasferire in lingue diverse il patrimonio religioso (opposizione tra
Chiesa bizantina poliglotta e Chiesa romana dedita al latino)
3) Siccome tradizionalmente le lingue ufficiali usate per la religione erano
latino, greco ed ebraico, il clero germanico accusò i due fratelli di eresia.
Così i due fratelli furono costretti a recarsi a Roma per ottenere
l’approvazione del loro alfabeto da parte del Papa. I due portarono come
dono le reliquie di Papa Clemente I, recuperate nella precedente 4
missione presso i Cazari. Trovatosi davanti a Papa Adriano II,
Costantino seppe difendere abilmente le ragioni dietro la nascita
dell’alfabeto glagolitico, sostenendo l’importanza di poter permettere a
tutti i popoli di lodare Dio nella loro lingua (argomento preso dalle Sacre
Scritture). Papa Adriano II accettò di buon grado le motivazioni dei
fratelli e decise di permettere l’uso dello slavo nella liturgia a patto che i
testi venissero comunque letti anche in latino.
4) Nell’869 Costantino morì dopo aver cambiato il suo nome in Cirillo
avendo preso l’abito monastico. Metodio invece venne sequestrato e
portato alla corte di Ludovico il Germanico, mentre il figlio Carlomanno
giunse in Moravia dove depose Ratislav e mise al suo posto Sventupluk,
costringendolo ad essere filofranco. Sotto il regno di Sventopluk la
Grande Moravia vide il suo declino (conflitto interno con i feudatari)
fino alla distruzione nel 906 da parte dei magiari (ungari). L’arrivo degli
ungari nella pianura pannonica fu poi fondamentale alla frammentazione
degli slavi nei tre ceppi ancora oggi riconosciuti
5) Metodio nel frattempo era stato liberato ed era tornato in Moravia,
collaborando con Sventopluk e continuando a tradurre le opere in
glagolitico, tuttavia il cambio di Papa e le pressioni del clero germanico
fecero sì che venisse cacciato.
In tutto questo Metodio, rendendosi conto della difficoltà effettiva del
glagolitico, decise di elaborare un nuovo alfabeto slavo che chiamò
cirillico in onore di suo fratello.
Il rito cirillo-metodiano conquistò Bulgaria, Serbia e slavi orientali; mentre il
cristianesimo romano si diffuse tra polacchi, territori dell’ex Moravia (Cechia e
Slovacchia) e slavi balcanici (sloveni e croati). La distinzione tra gli alfabeti
usati si mantiene ancora oggi.
La lingua fissata in forma scritta da Cirillo e Metodio viene definita paleoslava
o slavo ecclesiastico antico.
ORIGINI DELLA CULTURA RUSSA
La cultura russa si sviluppa in un bacino che va dal mar Baltico a nord al mar
Nero a sud (via dei greci importante via commerciale)
I vichinghi per entrare nel bacino Mediterraneo orientale intrapresero una via
pericolosa che attraversava i territori occupati dagli slavi orientali: essi
percorsero il fiume Dnepr fino a Costantinopoli. Salirono poi anche verso il
mar Baltico, fondando una nuova città, Novgorod. Si creò così una fitta rete di
commerciale da Novgorod a Costantinopoli attraverso i fiumi (via “dai
variaghi ai greci”): veniva così favorito il commercio tra i paesi scandinavi e 5
Bisanzio. Le due potenze si allearono anche contro i Bulgari e stipularono
accordi diplomatici. Vennero poi stabiliti anche dei prezzi da pagare per
controllare il territorio che forniva diverse materie prime: legname, pellame,
cera, miele,…
I membri dell’aristocrazia guerriera vichinga presero il nome di variaghi
(nell’839 si parla per la prima volta di “variaghi” a Costantinopoli). I variaghi
compirono numerose razzie fino a che non strinsero dei trattati commerciali e
di pirateria con Bisanzio.
Etimologia del termine “variago”:
1) Βαραγγος (greco)
2) Varęgŭ (slavo)
3) Vaeringi (antico norreno) “straniero che presta fede ad un
signore”
I variaghi costituirono poi una formazione statale unita da vincoli di tipo
famigliare (discendenti del principe variago Rjurik) che prese il nome di Rus
Kieviana. “Rus” deriva dall’etnonimo Ros usato per indicare i Vichinghi,
mentre Kieviana fa riferimento al fatto che la capitale di questa formazione
statale era proprio Kiev.
Questa è la teoria normanna circa la formazione della Rus Kieviana, tuttavia
esistono anche storici anti-normannisti che credono che l’intervento normanno
(vichingo) nella formazione della Rus Kieviana sia stato marginale. Ragioni a
sostegno della teoria anti-normannista:
1) Le parole normanne nella lingua russa sono veramente limitate
2) La letteratura scritta a Kiev precedette quella in Scandinavia
3) Facendo riferimento alla Cronaca dei tempi passati (principale testo a
sostegno della teoria normanna) sembra impossibile individuare un
popolo scandinavo chiamato rus’.
LA LETTERATURA RUSSA ANTICA
Non comprende i generi più comunemente considerati come romanzi e poesie,
bensì cronache (documenti compositi che narrano gli avvenimenti anno per
anno), agiografie (vite dei santi), omiletica (sermoni dedicati a sovrani e
personaggi religiosi importanti), pellegrinaggi (viaggi sulle orme delle figure
religiose più importanti).
Non esiste il concetto di autore (si formerà solo alla fine del XV secolo) poiché
si professava la sacralità della parola: la parola doveva avere importanza
assoluta. 6
I testi furono perlopiù ritrovati all’interno di codici successivi alla loro data di
composizione.
882-1672/1682 (periodo che va dalla formazione della Rus Kieviana al regno
di Pietro I) antichità (античный = mondo classico vs древний = antico,
remoto)
La letteratura ha un fine edificante, perciò vi è una produzione letteraria
cospicua
Si tratta di una letteratura dalla lingua influenzata da tutti i paesi slavi, perché
non si può ancora parlare propriamente di Russia.
LA RUS KIEVIANA
Si divide in tre periodi:
1) 882 – 980: periodo di ascesa che ha come culmine la cristianizzazione
2) 980 – 1054: periodo di apogeo
3) 1054 -1240: fase di declino e caduta
Velikij Knjaz’ / Kagan / Kogan / Khan: titoli ufficiali per indicare i principi
della Rus ( capostipite: Rjurik)
L’ascesa:
Oleg (882 – 913) (fratello di Rjurik): nell’882 sposta la capitale della
Rus a Kiev (dove rimarrà fino al 1240, anche se dal 1100 sarà solo
capitale idealmente) poiché la città si trovava sul fiume Dnepr, in una
posizione ottimale alla difesa e al commercio con Costantinopoli. Nel
911 Oleg otterrà un contratto commerciale vantaggioso con Bisanzio.
Veniva visto come un veggente e la sua morte assunse connotazione
mitica: morì morso da un serpente nascosto nel cranio del cavallo che
aveva fatto uccidere (poiché una profezia affermava che quel cavallo lo
avrebbe ucciso)
Igor’(913 – 945) (figlio di Rjurik): il suo regno è caratterizzato da un
altro accordo con Bisanzio e dalla lotta con varie popolazioni, ma in
particolare con quella dei Drevljani, popolazione che viveva nei boschi.
Nel 945 venne ucciso proprio da loro mentre cercava di riscuotere un
tributo nel loro territorio.
Ol’ga (945 – 962): moglie di Igor’, governa in attesa che il figlio compia
16 anni. Ol’ga è sia la prima donna guerriera che la prima donna santa.
1) Guerriera: Ol’ga si vendica crudelmente degli assassini del
marito. Era usanza che la moglie di un sovrano ucciso sposasse
l’assassino, tuttavia Ol’ga inganna i messaggeri Drevljani venuti
per convincerla al matrimonio e, dopo averli fatti trasportare su
una barca simbolo di matrimoni ma anche di funerali, li 7
seppellisce vivi (Ol’ga dimostra quindi una grande astuzia). In
seguito Ol’ga fece bruciare vivi gli uomini migliori dei Drevljani
e ne massacrò altri 5000. Un anno dopo assediò poi la loro città e
propose loro di terminare l’assedio in cambio di un tributo di tre
colombe e tre passeri per ogni casa del villaggio. Ottenuto il
tributo, fece legare delle micce agli uccelli e li lasciò liberi.
Tornando ai loro nidi nel villaggio dei Drevljani incendiarono
tutto e i pochi superstiti alla catastrofe vennero fatti prigionieri.
2) Santa: nel 955 Ol’ga giunse a Costantinopoli dove l’imperatore
Costantino le chiede di sposarlo. Ella però essendo pagana gli
chiede di battezzarla e cos&igra
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