Cap. 1 Il tempo della modernità
La cultura contemporanea torna spesso a interrogarsi sulle proprie origini e sui fenomeni che ne hanno provocato la coscienza di una distanza tra presente e passato. Risulta necessario tentare di definire la nozione di tempo in chiave letteraria. Il tempo è infatti uno degli assi, se non il principale, lungo il quale reinterpretare e definire le mutazioni del modello culturale occidentale e delle sue relazioni più interne, alla quale si dà il nome di modernità.
Cosa caratterizza la modernità? La modernità può essere riassunta come l’instaurarsi di una “novitas” in contrapposizione dialettica con la “traditio”. Si sottolinea dialettica in quanto l’una non esclude l’altra, ma al contrario congiunte, tradizioni e modernità si vivificano l’un l’altra. “La ricerca della modernità ci ha portato a scoprire il nostro passato.”
Tra la nozione di antico e quella di moderno vige un vincolo di reciprocità: l’una non è definibile senza l’altra. Il nuovo si può dire tale solo rispetto a ciò che lo ha preceduto. Da questo punto di vista, qualsiasi società e tempo storico sarà stata moderna rispetto alla precedente. Sarebbe un errore però identificare la tradizione con il passato. Bisogna cominciare a pensare la tradizione come qualcosa di estremamente mobile e vivace.
La cultura dei Lumi genera al proprio interno i germi della contraddizione e del disfacimento del razionalismo; quando la “Raison” è costretta a misurare appunto la razionalità della libertà e della soddisfazione dei bisogni primari, quando insomma è costretta a scendere sul piano della “Natura”. Già in Leopardi il dualismo Ragione-Natura è vissuto in una drammaticità frontale, che si potrà mutare in assimilazione solo per via estetica, nella creazione di una poesia improntata all’ultrafilosofia e al temperamento.
Dopo il secolo dei lumi l’uomo interiore si separerà per sempre dalla natura esteriore. Separata dalla natura ma protesa ad imitarne le leggi, la ragione non può più deterministicamente definire l’essenza del temperamento umano. La divaricazione tra il mondo della ragione strutturato secondo l’imitazione delle leggi naturali e la dimensione della soggettività, dell’individualismo, delle libertà personali è uno dei tratti perspicui della modernità, del suo porsi in modo binario. Alla ricerca della verità verso l’alto, che aveva ad esempio caratterizzato la cultura gotica, succede l’esplorazione dell’abisso. La dinamica della “mise en abyme” è tra le più presenti alle officine contemporanee.
Il passato si presenta al poeta moderno come un serbatoio le cui ricchezze sono passate al vaglio di una progettualità di superamento, ridefinizione, di appropriazione distruttiva e creativa al contempo.
Cap. 2 Canone e tradizioni
Il Novecento mostra un coacervo di referenti possibili e plausibili tanto da risultare un secolo complessivamente antinormativo. La norma è una componente di una tensione più matura di un vero e proprio manifesto a dispetto della poetica.
La tradizione serve alla fondazione del moderno, ma il moderno non vi si riconosce più. Si traduce in un ampliamento notevole delle risorse a disposizione. Si registrano 3 fondamentali movimenti:
- Intertestualità insieme delle relazioni che i testi intrattengono tra di loro.
- Traduzione
- Plurilinguismo
Il poeta moderno agisce con estrema libertà d’invenzione. Il passaggio dalla poetica al manifesto comporta un radicale ripensamento della natura della poiesi, rapporto tra scrittura e realtà. Il modernismo compie una vera e propria rivoluzione nell’atteggiamento verso il passato, riducendolo per l’appunto a grande contenitore indifferenziato, dal cui interno può offrirsi una vasta gamma di soluzioni formali ed espressive o di rifiuti e reinvenzioni.
Cade l’immagine impegnativa della tradizione e il suo coincidere con il canone, sinonimo di norme relative a una disciplina o stile.
Appendice
Così come è difficile dare una definizione della letteratura, risulta difficile dare definizione dei temi della letteratura. Il “tema” viene dall’universo dei referenti extra-letterari.
Sistema quadri-partito dei temi:
- Amore
- Morte
- Viaggio
- Guerra
La modernità elegge come sua forma simbolica privilegiata quella dell’adolescente (Bildungsroman romanzo di formazione) in quanto immagine della metamorfosi e del cambiamento. L’800’, secolo in cui la modernità prende piede, è il secolo dell’espansione; chiaro esempio è la diffusione del treno e della rete ferroviaria, visto come immagine di velocità e cambiamento.
Esempio di intertestualità: Discesa negli inferi
- Ulisse: dopo essere tornato dal lungo viaggio dopo la guerra di Troia, la sua sete di conoscenza lo porta a superare le colonne d’Ercole (motivo per il quale Dante lo colloca nel suo inferno), allora limite del mondo conosciuto dall’uomo. Durante il navigare vedono in lontananza il purgatorio ma la punizione per la presunzione di conoscenza, sarà una voragine nel mare che inghiottirà la nave di Ulisse. Non è la prima volta che Ulisse scende agli inferi. Ma la caratteristica fondamentale di questa discesa, è che non vi è arrivato attraverso la morte… ma direttamente.
- Enea: la discesa negli inferi avviene quando ci si interroga sul futuro, ma la risposta viene dal passato.
- Orfeo: poeta simbolo della poesia per antonomasia. La ragione della discesa negli inferi di Orfeo si deve trovare nella morte della moglie. Orfeo straziato dal dolore commuove gli Dei i quali gli danno la possibilità di scendere negli inferi, trovare la propria amata e riportarla in superficie alla sola condizione di non voltarsi lungo il percorso di risalita. Il fato è però sopra anche la volontà degli Dei, e ciò che è destinato al mondo delle ombre non può tornare indietro.
Mito di Persefone
Figlia di Zeus e di Demetra, Persefone bellissima fanciulla dell'Olimpo, venne rapita da Ade, dio dell'oltretomba, che la portò negli inferi per sposarla contro la sua volontà. Una volta negli inferi le venne offerta della frutta, ed ella mangiò però solo sei semi di melograno. Persefone ignorava però il trucco di Ade: chi mangia i frutti degli inferi è costretto a rimanervi per l'eternità.
La madre, dea dell'agricoltura, che prima di questo episodio procurava agli uomini interi anni di bel tempo e fertilità delle terre, reagì adirata al rapimento impedendo la crescita delle messi, scatenando un inverno duro che sembrava non avere mai fine. Con l'intervento di Zeus si giunse ad un accordo, per cui, visto che Persefone non aveva mangiato un frutto intero, sarebbe rimasta nell'oltretomba solo per un numero di mesi equivalente al numero di semi da lei mangiati, potendo così trascorrere con la madre il resto dell'anno. Così Persefone avrebbe trascorso sei mesi con il marito negli inferi e sei mesi con la madre sulla terra.
Demetra allora accoglieva con gioia il periodico ritorno di Persefone sulla Terra, facendo rifiorire la natura in primavera ed in estate. Il mito esaltava insieme il valore del matrimonio (sei mesi a fianco dello sposo) e la fertilità della Natura (risveglio primaverile), motivi questi che rendevano la dea Persefone particolarmente popolare e venerata.
Parallelismo
Un testo è collegato ad altri, è un vero e proprio sistema.
Denotazione/Connotazione
Le parole, in poesia, assumono due tipi diversi di significato: quello denotativo e quello connotativo. Il primo è il significato vero e proprio del termine, il secondo sono i vari significati che la parola può assumere a seconda del contesto.
La denotazione è il semplice significato letterario di un termine; per cui “siepe”, per esempio, è “una fila di arbusti disposta a recingere apprezzamenti di terreno”.
La connotazione è, invece, il contenuto emotivo, l’alone di suggestioni che caratterizza un termine e per estensione un testo. Per cui la siepe in Leopardi acquista un alto valore emotivo, aprendo lo spazio all’infinito. In poesia l’aspetto connotativo è spesso più importante di quello denotativo. Ne consegue un’altra differenza rispetto alla prosa: la poesia agisce in maniera differente in ognuno di noi, perché ciascuno interpreta – in rapporto alle proprie esperienze di vita – a livello connotativo una poesia diversamente. In sostanza, una poesia può suscitare ricordi ed emozioni privati. Una poesia è, di conseguenza, un’opera aperta, che travalica il significato che il poeta stesso gli ha dato. Essa si sgancia dal suo ideatore e diventa patrimonio di tutti. Ecco perché la poesia è universale, in quanto tutti gli uomini hanno provato nella propria vita determinate emozioni, avuto certe esperienze.
Giacomo Leopardi
Discorso di un italiano intorno alla poesia romantica
Si tratta del primo pronunciamento pubblico di Leopardi riguardo la poetica, caratterizzato dal rifiuto per il Romanticismo nel rapporto tra la poesia e i sensi.
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