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Letteratura portoghese

Lo splendore del Portogallo e i suoi fantasmi

Miti e macerie della cultura letteraria portoghese tra '800 e '900 (con un approfondimento sul pensiero portoghese). Inno nazionale composto alla fine del 1800 da Kiel, 1o verso “O esplendor de Portugal”. Splendore riferito all’impero coloniale, identificabile in quel periodo storico aureo che va dal 1400-1500, in cui il Portogallo è il pioniere dell’avventura delle scoperte. Portogallo e Spagna sono stati i vettori europei della conquista.

Per il Portogallo quel periodo storico è uno dei pilastri della storia nazionale. Splendore del Portogallo fissato per sempre nel periodo delle scoperte. Grazie alla decolonizzazione, il Portogallo ritorna ad essere un paese europeo. Simbolicamente definito dall’entrata del Portogallo nella CEE (1986). Fine dell’esperienza autoritaria (salazarismo) e fine dell’impero coloniale.

Cultura e storia portoghese dal 1850 ca. fino ai giorni nostri

(1986, europeizzazione compiuta, inizio 2000, nuovo “splendore” grazie agli aiuti europei, EXPO 1998 che ha come slogan gli oceani, Nobel a Saramago nel 1998, oggi debito enorme nei confronti dell’UE). Frequentanti: esame scritto mercoledì 20 maggio (10 domande), 70% di presenze, dispensa su ariel con testi letterari.

Riassunto

Il Portogallo è il più antico stato-nazione d’Europa, paese che fin dal Medioevo si costituisce da un punto di vista giuridico, normativo, politico, attraverso una serie di istituzioni, discorsi e atti concreti (es. definizione dei confini geografici), che fanno di questo piccolo regno un vero e proprio stato-nazione. Date e luoghi:

  • 1139, Ourique: vigilia di una battaglia importante dentro l’ambito della Reconquista (autoctoni iberici riconquistano il territorio occupato già dal 711 dai musulmani). A capo dell’esercito portoghese c’è un giovanissimo principe di un piccolo regno nato da un distacco dal regno di León dopo aver spodestato la madre, che voleva consegnare il regno all’amante galego, chiamato Afonso Henriques. Il regno portoghese nasce in funzione anti-castigliana e anti-musulmana. Ad Ourique (sud di Lisbona, oggi basso Alentejo) AH sbaraglia gli eserciti musulmani, battaglia importantissima per la formazione del Portogallo perché la leggenda vuole che la notte prima della battaglia decisiva AH faccia un sogno (= sogno dell’imperatore Costantino): vede la croce di Cristo che gli annuncia la vittoria contro i musulmani. Musulmani sconfitti, ricacciati verso il sud del Portogallo, definitiva cacciata alla fine del 1200, quando i confini geografici del Portogallo si definiscono così come li conosciamo oggi. Il giovane principe vincitore viene proclamato re dal suo esercito (1140), 1o re del Portogallo. Nel 1141 c’è una bolla papale in cui il papa riconosce il Portogallo come regno e AH come suo sovrano. Monarchia portoghese dura dal 1139 al 1910. A governare il Portogallo saranno in tutto 3 dinastie:
    • 1139-1385: Henriquina (Borgogna) → rivoluzione borghese nel 1383-85 in cui l’ultimo sovrano dovrà cedere il trono alla 2a dinastia
    • 1385-1578: Aviz → 1578: sconfitta di Alcácer-Quibir, ultimo re della dinastia degli Aviz D. Sebastião, all’apogeo dello splendore cinquecentesco, decide di combattere ancora una volta gli infedeli con spirito cavalleresco e medievale (crociata) in Marocco. Esercito portoghese + mercenari sconfitti dall’esercito musulmano, pesantissime perdite (aristocrazia decimata), compresa quella del re. D. Sebastião si dice che muoia in battaglia ma il suo corpo non viene mai ritrovato. In Portogallo c’è un vuoto di potere, che viene nel 1580 risolto a favore dei re spagnoli: Filippo II di Spagna annette il Portogallo alla Castiglia, fino al 1640 (monarchia duale). Questo passaggio nelle mani dei castigliani viene avvertito soprattutto dalla popolazione come un affronto e produce un grande discorso mitico (sebastianismo: mito messianico-provvidenzialista per cui un giorno D. Sebastião tornerà per risollevare, rigenerare e salvare la patria portoghese → diverse versioni, ancora una volta c’è un discorso compensatorio dal punto di vista retorico-culturale per un vuoto che è storico-fattuale)
    • 1640-1910: Bragança → 1640: congiura di palazzo capitanata dalla famiglia B, che rivendicava per sé la discendenza dinastica dagli Aviz si riprende il regno portoghese (Filippo III era impegnato su altri fronti). La dinastia dei B si trova ad affrontare varie questioni: se nella dinastia degli Aviz il Portogallo aveva aperto “nuovi mondi al mondo”, nella 2a metà del 1600 i B si ritrovano in un’altra situazione.
  • 1400-1500: Portogallo si impegna inizialmente nell’esplorazione/scoperta di tutto quel sistema insulare atlantico (Azzorre, Madeira, Capo Verde e poi costa africana). Nel 1498 Vasco da Gama circumnaviga l’Africa ed arriva a Calicut, in India. Nel 1500 Pedro Álvares Cabral arriva in Brasile. Basi per la fondazione dell’impero coloniale portoghese (Oriente: gestione di una serie di avamposti commerciali). 3 grandi cicli imperiali:
    • 1o: Oriente (India, Cina, Giappone) → perdite principali durante la monarchia duale, sostituito da inglesi e olandesi
    • 2o: Brasile → inizialmente non attirava le attenzioni portoghesi, solo dalla 2a metà del 1500 e poi in particolare coi Bragança (difendono dagli attacchi delle altre potenze europee, francesi e olandesi), il Portogallo investe molto nel Brasile. 1600-1700: secoli brasiliani per eccellenza, maggior parte delle ricchezze.
    • 3o: Africa
  • 1822: Portogallo perde il Brasile (fine 2o ciclo imperiale, no trauma: D. João VI in Brasile per le invasioni napoleoniche, corte portoghese fugge dal Portogallo e va in Brasile 1808). Rio de Janeiro diventa capitale dell’impero portoghese, mentre Lisbona viene lasciata agli inglesi, che reggono il Portogallo fino al 1821, quando D. João VI è costretto a tornare in patria perché nel frattempo c’è stato un gruppo di costituzionalisti che rivendicavano la carta costituzionale (no sovrano assoluto) e in Brasile resta come reggente il figlio, D. Pedro, che nel 1822, facendosi portavoce di tutte le rivendicazioni politiche, sociali ed economiche della classe dirigente luso-brasiliana, proclama l’indipendenza del Brasile. Ministro delle colonie Sá da Bandeira: “bisogna fare dell’Angola un nuovo Brasile”, nuovo destino del Portogallo, che fino a quel momento aveva trascurato l’Africa (luogo d’esilio). Africa continua ad essere il grande mercato degli schiavi (traffico degli schiavi continua clandestinamente). Traffico abolito in Portogallo nel 1835, in Brasile 1850 (schiavitù 1888), in Africa solo nel 1869.

1800: il secolo del liberalismo

1807: corte portoghese abbandona Portogallo per invasioni napoleoniche e si rifugia a Rio de Janeiro (diventa capitale dell’Impero, trasferimento della sovranità imperiale dalla metropoli alla colonia più importante). La corte ha bisogno di essere accolta in questa città, che fino ad allora era una città prettamente mercantile e deve quindi trasformarsi attraverso la costruzione di nuovi edifici, ecc. Con l’arrivo della corte in B, il P grazie all’antica alleanza con l’Inghilterra può contare sull’aiuto strategico di questa potenza navale (alleanza dal 1703). In particolare è il generale Beresford a gestire questa transizione in P e a far sì che i 3 tentativi di attacco da parte dei francesi vadano a vuoto.

1815: in Europa c’è la Restaurazione (Concilio di Vienna), in B D. João VI, sovrano portoghese, in cambio della protezione che gli alleati inglesi danno al P difendendo i confini in Europa, opera una riforma importante: P, che fino a quel momento era stato protezionista (scambio biunivoco P-B), apre i porti brasiliani al commercio inglese. B diventa un posto di libero scambio, aperto anche agli inglesi. Questo dà la possibilità ad una nuova borghesia (luso-brasiliana) di strutturarsi, di stratificarsi, e sarà questa borghesia luso-brasiliana che troverà nel figlio di D. João VI, D. Pedro (rimane in Brasile quando il padre è richiamato in P), una legittimazione politica importante per rivendicare l’indipendenza brasiliana. Rispetto alle altre indipendenze sudamericane, avviene quasi per concessione della potenza coloniale europea. Il B dichiara la propria indipendenza il 7 settembre 1822. Nel 1825 il P, col trattato luso-brasiliano, riconosce questa indipendenza.

Intanto in P, dopo la Restaurazione e il Concilio di Vienna, abbiamo un vuoto di potere. Nel nord (Porto), abbiamo un gruppo di liberali che chiedono a gran voce una carta costituzionale al sovrano (passaggio da monarchia assoluta a costituzionale, modello dei liberali è la costituzione spagnola). Questo preoccupa D. João VI, ma allo stesso tempo i liberali rivendicano la presenza del re in P. Nel 1821 torna e giura sulla costituzione che i liberali erano riusciti a far approvare nel 1820 (la carta costituzionale viene concessa, inizio monarchia costituzionale). Alcuni liberali guardano con sfiducia al re e al suo ritorno, essendo D. João rappresentante di una corrente conservatrice. Nonostante ciò, non tradisce il giuramento fatto.

1a grande spaccatura politica

  • Conservatori (regalisti): contro la costituzione, a favore della monarchia assoluta → dato che non possono contare su D. João VI, si affidano alla protezione della regina Carlota Joaquina (moglie di João) e del figlio D. Miguel
  • Liberali : non concordano nel porre fine alla situazione di autonomia del B e di ritornare agli antichi rapporti tra metropoli e colonia. Quando in B si dichiara l’indipendenza, per i liberali è un colpo mortale. Con la situazione che si è venuta a creare in B, perdono consensi e la popolazione comincia a guardare con favore all’ala conservatrice (regina e figlio).

Proprio la regina si rifiuta di giurare sulla costituzione (rifiuto apprezzato dal popolo). Vila Francada = colpo di stato militare che ha luogo in una località vicino a Lisbona, chiamata Vila Franca de Xira (1823); a capo di questo colpo di stato c’è D. Miguel, che avrebbe preteso il ritorno all’assolutismo.

D. João resiste finché una nuova azione militare repentina (abrilada), sempre capeggiata da D. Miguel, fa fuggire D. João e D. Miguel si impossessa del potere in Portogallo (il padre si rifugia su una nave inglese). Da questo momento D. Miguel restaura l’assolutismo e molti liberali intellettuali, tra cui Almeida Garrett e Alexandre Herculano, andranno in esilio.

  • 1823-1826: ritorna in P l’assolutismo con i miguelistas, seguaci di D. Miguel. La maggior parte dei liberali conosce un esilio in terre francesi ed inglesi.
  • 1826: morte di D. João VI e problema di successione, dato che D. Miguel aveva usurpato il potere. Legittimamente doveva succedere D. Pedro IV de Portugal, I de Brasil. Il nuovo imperatore del B autonomo sarebbe diventato anche re del Portogallo (inversione totale del patto coloniale, la colonia diventa centro dell’Impero). A. Garrett dice che il P sembra che sia diventato la colonia, non è più il centro dell’Impero. Sebbene nessuno avesse messo in dubbio i diritti di D. Pedro, sembrava ovvio che nessuno avrebbe accettato la riunione delle 2 nazioni. D. Pedro si affretta ad abdicare in favore della figlia Maria da Glória, bambina di 7 anni, facendo un’operazione politico-strategica interessante: chiede a D. Miguel di sposarla (nel frattempo sarebbe stato reggente legittimo).

Intanto D. Miguel ha posizioni assolutiste (cancella la costituzione progressista del 1820) e nel 1826 concede una nuova costituzione molto più moderata. Nel 1828 si celebrano le nozze tra D. Miguel e Maria, che sarebbe diventata D. Maria II de Portugal alla maggiore età. Lo scontro liberali-conservatori continua e i conservatori negano a D. Pedro ogni legittimità e lo accusano di tradimento per aver dichiarato autonomo il B. In P nessuno vuole l’indipendenza del B. Dal 1828 abbiamo quindi la coppia Miguel-Maria e Miguel subisce pressioni da ogni lato e alla fine del 1828 scioglie le cortes (camere) e si proclama egli stesso re, senza aspettare che la moglie diventi maggiorenne. La maggior parte delle potenze straniere ritirano i diplomatici e i liberali si organizzano in armi per combattere contro i miguelistas. Preludio di una lunga lotta civile. I liberali hanno un appoggio strategico, ma soprattutto economico-finanziario, da parte del B, su mediazione di D. Pedro. È lo stesso D. Pedro che decide di abdicare a favore del figlio minorenne e di ritornare in P (Azzorre) dove organizza la resistenza dell’esercito dei liberali (alcuni tornati dall’esilio e rifugiatisi sull’isola di Terceira).

  • 1833: D. Miguel viene sconfitto e Lisbona si arrende ai liberali. I primi a riconoscere il regime liberale sono Francia ed Inghilterra. Nel ’34 muore D. Pedro e D. Maria II può prendere il trono, si sposa altre 2 volte con principi tedeschi.
  • Dagli anni ’30 (1834 con la salita al trono di D. Maria): 2a fase di turbolenza politica (fine guerra civile liberali-conservatori), inizia una fase di instabilità politica caratterizzata da 2 correnti all’interno dei liberali:
    • Vintistas o setembristas: vogliono ripristinare la costituzione più progressista del 1820
    • Cartistas: vogliono la costituzione del ’26 (+ moderata)

Questa fase di instabilità, in cui si alterneranno al governo le 2 correnti, avrà fine solo nel 1851, quando sarà nominato primo ministro un esponente dei cartistas, Costa Cabral. Dal 1851 abbiamo una pacificazione soprattutto grazie a CC e poi Fontes Pereira de Melo, periodo chiamato Regeneração, cioè della pacificazione politica e sociale e soprattutto del rilancio dell’economia portoghese in termini di modernizzazione (infrastrutture, opere pubbliche, ecc.).

La Regeneração va fino al 1870, quando il P comincia una nuova fase della sua vita economica, che negli ultimi 30 anni del 1800 si caratterizzerà per una più profonda influenza che arriva dall’estero, soprattutto per le questioni legate all’imperialismo. Nel 1800 questa questione conosce una profondissima riconfigurazione.

3 grandi traumi storici del Portogallo

Il trauma della perdita del B, che ha conseguenze pesantissime, produce in termini politici, diplomatici e simbolici produce un nuovo investimento, anche immaginario, sull’Africa. Al P non resta che i resti dell’Impero africano, quei territori poco conosciuti che si trovano in Angola, Mozambico, São Tomé, Capo Verde (soprattutto interni). Fino a quel momento la colonizzazione si è concentrata soprattutto sulle coste. Dal 1800 in P riconosce come la colonizzazione africana sia puramente teorica, priva di conoscenza piena del territorio che dichiara di possedere. Non è un caso che Sá da Bandeira dica di fare dell’Angola un nuovo Brasile.

2a metà del 1800: Africa comincia a diventare appetibile anche per il resto delle potenze coloniali europee (Francia, Inghilterra, Belgio, Spagna, Germania, Italia), soprattutto negli anni ’60 e ’70. Scuole antropologiche impegnate nello studio dei neri; geografia (1884-85: confini africani decisi al congresso di Berlino). Saperi tradizionali + nuovi.

Non c’è colonizzazione che non abbia una legittimazione culturale. Nel libro “Cultura ed imperialismo” di E. Said si dice che appropriarsi delle terre altrui non è una bella idea, pertanto va legittimata attraverso pratiche, discorsi, immagini ed idee per convincere gli europei che si tratti di una cosa buona e giusta. Nel caso portoghese, abbiamo la dichiarazione della possessione dell’Angola e Mozambico per diritti storici. Esploratori con strumenti tecnologici per strutturare, cartografare i territori, ecc. La grande accusa che gli inglesi fanno ai portoghesi per avere territori contesi li accusano di essere degli schiavisti (retorica per accreditarsi agli occhi del mondo).

Romanticismo

Herculano nasce a Lisbona nel 1810 e muore nel nord del Portogallo (Vila dos Lobos) nel 1877. Insieme ad Almeida Garrett, introduce il Romanticismo in Portogallo. Da un punto di vista estetico, il Romanticismo è quella corrente estetica (= scienza, studio, ricerca del bello; disciplina fondata in Germania nella 2a metà del 1700 da Baumgarten, che per la prima volta dice che il bello può essere inteso come un vero e proprio sapere) che propone:

  • Reazione al Neoclassicismo (imitazione dei classici dell’antichità greco-romana), criticato in nome di un’altra concezione artistica: l’arte non deve essere solo frutto dell’imitazione del classico e della ragione (Illuminismo), ma dev’essere figlia di ciò che è irrazionale (sentimento).
  • Concetto di sublime = spavento, terrore, davanti ad uno spettacolo naturale, all’imponenza e alla bellezza della natura

Grazie al Romanticismo, c’è qualcosa che ci prepara alla modernità: ossessione per la questione del tempo storico. Se i suoi riferimenti hanno cessato di essere quelli della classicità, il Romanticismo privilegia il ritorno a tutto ciò che è medievale. Nascita del romanzo storico, che è quasi sempre di ambientazione medievale. Alexandre Herculano è per eccellenza il cultore del Medioevo portoghese in tante diverse modalità.

Questione che emerge nel Romanticismo europeo e portoghese: il Romanticismo europeo è l’estetica di un momento storico complesso, in cui gli intellettuali ed artisti cominciano a riflettere in maniera quasi ossessiva su un’idea che spesso loro stessi confondono, quella di patria/nazione/stato.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/08 Letteratura portoghese e brasiliana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher eleonora.c93 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura portoghese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Russo Vincenzo.
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