Dalle origini al Cinquecento
Le origini del Portogallo
Il Portogallo nasce dalla separazione della contea di Portucale dal regno di Castiglia-Leon durante il XII secolo. Afonso Henriques conduce una lotta contro sua madre e contro l’esercito gallego-leonese-castigliano, riuscendo a sconfiggerli e autoproclamandosi, nel 1128, primo re del regno di Portogallo.
1249 - Portogallo libero dagli arabi. Da questo momento in poi i confini del paese sono rimasti uguali. Le continue lotte con la Castiglia costringono il Portogallo a espandersi non verso la penisola, bensì oltremare, anche perché non furono mai completamente indipendenti. Il loro obiettivo principale non era la dilatazione della fede e dell’impero ma è quello di prendersi le risorse da soli senza che i prodotti passassero per le mani degli arabi e per un interesse culturale.
Dom Henriques e la scuola di Sagres
Dom Henriques fonda la scuola di Sagres, un luogo di incontro per scienziati e uomini dotti, per scambiarsi saperi ed esperienze. Sovvenziona studi di astronomia, matematica, cartografia in modo tale da approfondire le conoscenze sulla navigazione per poter esplorare le coste occidentali dell’Africa.
Nel 1475 la corona portoghese affitta i territori litoranei già conosciuti con l’obbligo di pagare alle casse dello stato una percentuale dei guadagni e di esplorare un certo numero di leghe di terra verso sud ogni anno. Finanziamento di viaggi sperimentali, che, nel 1500, portarono alla scoperta del Brasile.
La scoperta del Brasile
Pedro Alvares Cabral nel 1500 scopre il Brasile. Inizialmente viene usato solo come scalo dato che il vero interesse è l’oriente. L’intenzione quindi non era quella di colonizzare ma di creare feitorias (avamposti commerciali) sulle coste del paese in modo da controllare e amministrare il commercio e per riscuotere le imposte.
La poesia gallego-portoghese
Tra il 1200 e 1350 avviene lo sviluppo della corrente lirica gallego-portoghese che viene influenzato dai trovatori. Difatti, i temi sono: Amore verso una dama che non è corrisposto perché lei è già sposata, irraggiungibile, il poeta può aspirare solo alla sua benevolenza. Questo concetto, in Portogallo, diventa la Coita de Amor = mal di amore. Tuttavia, in Portogallo, non vengono riprese tutte le tematiche: il linguaggio feudale viene usato solo come una convenzione e non come riflesso della società e si riflette a livello ortografico (ch-lh-ç). La dama (o senhor) non è reale come nella tradizione provenzale.
- Cantigas de Amor: Poesie amorose di influenza provenzale. Amore = servizio, lealtà verso la donna, perdita del senno se l’amata non corrisponde.
- Cantigas de Amigo: È una voce femminile che parla, solitamente con le sorelle, la madre o con delle amiche. Canta le proprie pene d’amore. La modalità frequente ha il ritornello e segue uno schema preciso: il primo verso della prima strofa viene ripreso nel primo verso della seconda e così via.
- Cantigas do Escarnho e de Maldizer: Composizioni satiriche e burlesche, che si differenziano di poco. Nelle prime, l’autore deride qualcuno tacendone il nome, nel secondo caso lo dichiara.
La prosa medievale
La lingua sta diventando portoghese vero e proprio. In questo periodo di sviluppo della prosa, individuiamo due principali tipi di testo:
- Adattamenti e/o traduzioni come romanzi di cavalleria, di letteratura sentimentale, di viaggi e di visione. “Amadis de Gaula” è il primo romanzo di cavalleria iberico.
- Testi originali in portoghese. Esempi sono “Cronica geral de Espanha de 1344” e “Cronica do Condestabre”, scritta nel 1430, dove la figura del re Joã o I viene equiparata a quella di un valoroso cavaliere del sacro Graal.
João I e le esplorazioni
João I sale al trono attraverso una rivoluzione e per sentirsi legittimato, vuole essere guida morale, intellettuale e spirituale per il suo popolo. Con lui si hanno le prime esplorazioni in Africa e la volontà di dare una formazione adeguata per coloro i quali aiuteranno a far espandere il paese oltremare. Inizia così l’epopea delle scoperte.
D. Duarte è il figlio di João. Fa fronte a crisi politiche, cadendo in depressione. Uscitane, scrive “O Lealconselheiro” che contiene riflessioni morali, consigli, considerazioni su quale deve essere il comportamento ideale di un cortigiano e analizza gli stati psicologici umani. È il primo a definire il termine saudade come qualcosa di diverso dalla semplice nostalgia, è un misto tra tristezza e piacere di desiderio e di ricordo; è un sentimento irrazionale che si rivela non solo quando si determina un allontanamento ma anche causa della previsione o del timore dell’avverarsi di certi eventi.
Fernão Lopes e la storiografia
Fernão Lopes fu il primo storiografo portoghese, durante il regno di João I e Duarte. Essendo segretario del re, aveva accesso a documenti ufficiali che poteva utilizzare nelle sue cronache, in modo tale da dare più veridicità. All’epoca, il lavoro dello storiografo era quello di prendere pezzi di cronache da altri autori per costruire la propria; anche Fernão Lopes fa così, ma le sue cronache sono più veritiere grazie ai documenti ufficiali. “Cronica de Dom João I” è divisa in due e non è terminata. Nella prima parte parla degli anni dell’interregno dopo la morte di Dom Fernando e prende in esame la battaglia di Aljubarrota. Nella seconda parte racconta i primi anni di regno di Dom João. Nel prologo illustra il suo metodo di lavoro, condizionato dall’affezione mondana, che causa errori di valutazione e di parzialità. Sostiene che tutti noi siamo il prodotto delle contingenze in cui viviamo. Fernão, quindi, vuole mostrare i fatti come sono, senza scostarsi troppo dalla verità. È anche molto attento alla psicologia delle masse, analizza le reazioni del popolo dopo la rivoluzione che portò Dom João al trono (egli non crede che sia stato il popolo a volere la rivoluzione). Il popolo è il più grande strumento di una più alta volontà politica.
La spartizione del mondo
Verso la fine del 1400, avviene la spartizione del mondo tra due grandi potenze marittime dell'epoca: Portogallo e Spagna. Con i trattati di Alcáçovas del 1479 e quello di Tordesillas del 1494 vengono spartiti i territori fino ad ora conquistati tra le due potenze.
Dom João III
Dom João III affronta grandi problemi durante il suo regnato: perdite delle piazzeforti africane, assalto dei corsari, Francia e Gran Bretagna che vogliono entrare in Brasile e rivolte e corruzione in Oriente. Tutto ciò si riflette sull’economia del paese, che portano alla formazione di tre fazioni diverse riguardo l’espansione verso nuovi mondi:
- Rafforzamento della presenza lusitana in Africa, abbandonando le mire orientali
- Potenziare in oriente e allo stesso tempo moralizzare le sfere politiche locali per la gestione del potere
- Celebrare l’espansione portoghese come segno del destino della nazione, baluardo della diffusione della fede cristiana nel mondo.
La poesia Palaciana
“Cancioneiro Geral de Resende” del 1516 è una antologia di testi che secondo il suo compilatore non potevano cadere nell’oblio. Critica i connazionali che non si curano di conservare e trasmettere il proprio patrimonio letterario e critica la loro indifferenza verso la celebrazione di eventi eroici che danno lustro alla propria patria. Insiste sulla necessità di non perdere la memoria delle gesta lusitane.
Dopo la morte di dom Dinis del 1325, vi è la scomparsa della poesia, probabilmente per un cambiamento sociale e culturale ai tempi di Afonso IV e dei successivi. Questo momento è caratterizzato dal fatto che la corte non sia più il centro di poetica, la lingua gallego-portoghese cessa di essere la lingua convenzionale, venendo sostituita dal castigliano. Questo periodo finisce nel 1516, dove si riapre il gusto per la poesia.
Dom Afonso V e la biblioteca reale
Dom Afonso V fu il primo a costruire una biblioteca reale, grazie alla quale si radunano in Portogallo molti umanisti italiani che vogliono educare i propri figli. Si sente comunque l’inizio della decadenza causata dal crollo sui commerci nelle Indie.
I re cattolici espellono gli ebrei dal regno di Portogallo in quanto gli ebrei spagnoli, dopo la Reconquista del 1492, trovarono nel regno un luogo sicuro dove stare. Si crea un clima di occultamento, di delazione e di persecuzione, che verrà ben descritto da Gil Vicente. Le evasioni sono comunque meno cruente di quelle spagnole tranne per il pogrom di Lisbona, momento in cui si battezzarono violentemente bambini ebrei. Inoltre, questo è un periodo di peste, terremoti, carestie e fame, cose che la corte non è in grado di affrontare.
La poesia cortigiana
La poesia da cortese diventa cortigiana, prodotta a corte per la corte. La maggior parte dei temi verte su temi convenzionali di origine trovadorica come la morte per amore, l’amore irrelato, la sofferenza o la dama-angelo. Non è importante l’inventio (l’originalità tematica) ma piuttosto la dispositio (mettere in pratica i precetti retorici). La poesia è un gioco collettivo, è una attività di società sviluppata durante le feste di palazzo, dove prevale l’improvvisazione. Esistono tre tipi di poesia collettiva: Louvores, Satire, Debates.
Gil Vicente
Gil Vicente (1465-1536): Primo autore di teatro che ci lascia testimonianza delle sue opere raccolte nella “Copilação de todas as obras de Gil Vicente”. Scrive opere teatrali tra il 1502 e il 1536 in versi tradizionali. Scrive 48 opere divise per tema in opere di devozione, commedie, farse e autos (= atti unici di argomento satirico e morale). Vicente è uno tra i primi che riproduce nelle sue opere la lingua dello schiavo, dell’ebreo, dello zingaro e dello zotico. In esse confluiscono forme usate in precedenza o nello stesso periodo in campo drammaturgico, riflette fermenti che animavano la sua contemporaneità cinquecentesca. I temi principali sono: critica contro il clero corrotto e mondano, contro il decadimento morale della Roma papale, contro le indulgenze, contro la guerra (tranne quella giusta, ovvero quella religiosa), appunti sarcastici contro l’espansione marittima a Oriente che interpretano i malumori di una società che si vedeva privata di molta forza lavoro per via dei viaggi oceanici e la colonizzazione d’oltremare e fronteggiare anche problematiche di ordine etico-sociale. Ad esempio, “Auto da India” racconta di una sposa fedifraga che approfitta della partenza del marito per l’India per darsi alle gioie della carne, ma, al suo ritorno da uomo ricco, gli promette amore eterno.
L'epoca d'oro del Cinquecento
Negli anni trenta del 1500 avviene una svolta culturale grazie a :
- Politica culturale di João III aperta alla cultura rinascimentale, riforma dell’insegnamento con la fondazione del Colegio das Artes di Coimbra che voleva essere un luogo di formazione pre-universitaria più laica e libera. La corte è di nuovo il centro di irradiazione culturale
- Ritorno in patria di studiosi e letterati formatisi all’estero. Si forma un ambiente eterogeneo per le dottrine e ideologie umaniste.
Francisco de Sa de Miranda
Francisco de Sa de Miranda introduce in Portogallo l'endecasillabo, la commedia umanistica, il sonetto, nuovi schemi metrici di origine italiana (la Medida Nova). I viaggi in Italia rappresentano il perno su cui ruota il rinnovamento estetico portoghese. Le sue opere si dividono in due gruppi: il primo è quello di liriche amorose di ispirazione petrarchista, il secondo è di ispirazione classica con tema rinascimentale. I temi che sviluppa sono di tipo morale, di critica ai costumi e alla corte, considerazioni di ordine economico, politico, etico, critica alla resa della letteratura (infatti, esegue un continuo labor limae). La sua rigidezza, il suo moralismo e il suo conservatorismo lo spingeranno ad allontanarsi da corte. Comunque, sarà innovatore nelle forme ma conservatore nelle idee.
Antonio Ferreira
Antonio Ferreira non pubblica nulla in vita, sarà tutto postumo. “Poemas Lusitanos”, opera divisa in due parti:
- Sonetti, epigrammi, odi, elegie, egloghe
- Epistole, epitaffi
I sonetti della prima parte hanno un andamento narrativo, raggruppano i sonetti in vita e sonetti dopo la morte della moglie. Famosa è “Ode I”, dove esorta i connazionali a scrivere delle imprese marittime in lingua patria. È il primo autore a elaborare una tragedia secondo le normative di derivazione aristotelica in volgare romanzo.
Il romanzo
I gusti del pubblico si spostano verso il romanzo di cavalleria e quello sentimentale di origine italiana e spagnola. Il romanzo di cavalleria prende piede con la saga che a partire dall’Amadis ne atomizzerà gli episodi e i personaggi e darà gli elementi caratteristici del genere da cui prende spunto “Palmeirim da Inglaterra”.
“Menina e moça” (= Bambina e ragazza) di Bernardim Ribeiro è un romanzo del 1557 emblematico e intricato, edito in due parti e 41 capitoli. Una giovane (a Menina), racconta in prima persona dove si trova, com’è capitata lì e cose le accade. Entra in scena la dona do tempo antigo in fuga dal mondo, racconta delle sue vicende amorose che hanno avuto teatro nei luoghi ove le due donne si trovano, termina con la risoluzione di due delle numerose sfortunate storie d’amore che costellano la storia. È composta di versi tradizionali, tema del conflitto tra amore-obbligo e amore-sentimento che porta alla sofferenza, afflizione, dolore, tristezza, lamento. Il gioco fa sì che i personaggi femminili si riuniscano in uno solo; la menina afferma di vedere nelle sfortunate vicende altrui la sua propria triste vicenda, la dona riconosce nell’infelicità della menina la sua stessa infelicità. C’è una identificazione dei personaggi femminili come una rifrazione di una stessa unità. Tutti i personaggi sono stranieri nei luoghi in cui si trovano, sono in fuga, vengono da lontano e non hanno trovato pace nel luogo in cui sono giunti.
C’è chi palude ogni espansione della fede e dell’impero senza aver dubbi sulla bontà delle imprese, c’è chi condanna l’espansione in oriente perché ritiene sia dettata solo dalla sete di ricchezza e non da una vera missione politico-religiosa. Comunque sia, da questo momento si sviluppa una letteratura Euforica e Disforica. Le prime sono, perlopiù, cronache, descrizioni, storiografie, epica. Le seconde criticano la corruzione dei funzionari in India, raccontano le difficoltà che i portoghesi devono affrontare in oriente, i naufragi, si concentrano sul versante tragico delle narrazioni. Ad esempio, i naufragi erano visti come castighi divini a causa dell’arroganza dell’uomo.
Manuel de Sousa Sepúlveda narra il naufragio del 1552, dove una nave si schiantò davanti alle coste del Natal, i superstiti vengono sottoposti a torture e sevizie da parte degli indigeni, morendo.
João de Barros e la cronachistica
João de Barros cambia la cronachistica tradizionale a causa del nuovo assetto del mondo e dei nuovi equilibri internazionali, che si basa sulla ricostruzione storica delle azioni dei singoli re. Avviene una rivoluzione concettuale all’interno della prosa storiografica che dà una visione del mondo più ampia e articolata. È divisa in tre parti, la Conquista, la Geografia e il Comércio.
Fernão Mendes Pinto
Peregrinação è il romanzo scritto in prima persona in cui il narratore sembra identificarsi a tratti con l’autore e racconta la tormentata esistenza di un uomo dai mille mestieri e dai mille padroni che va a cercare fortuna in oriente. Sembra una testimonianza diretta di luoghi, persone e accadimenti. Dedicato ai figli di colui che si pone come autore dell’opera a scopo di una educazione morale, contenente anche un itinerario esistenziale del protagonista. Visione di una società viziosa, avida e senza scrupoli, retta da una burocrazia asfissiante e ottusa. L’unica nota positiva è quella della evangelizzazione, che è una nota positiva nella vita del protagonista. Egli da povero Picaro diventa un avventuriero, per poi finire con l’entrata nella Compagnia di Gesù. È un anti-eroe.
Il Brasile nel 1500
Pochi sono i testi nel 1500 che parlano del Brasile, terra appena scoperta. C’è il mito del Buon Selvaggio, è ingenuo, pacifico, sospettoso, un futuro buon cattolico. Il Brasile è un luogo rigoglioso, fertile, ameno, è una immagine edenica. Fino al 1500 il Brasile era solo uno scalo verso l’India. Successivamente, si prepara alla colonizzazione e nel 1600 si scopre l’oro, quindi si inizia a sfruttare maggiormente il territorio. Di conseguenza, l’Europa si interessa a questo territorio e il Portogallo decide di darvi più attenzione, dividendolo in capitanie e organizzando spedizioni esplorative verso l’interno.
Luís Vaz de Camões
Luís Vaz de Camões (1525-1572) è un uomo di cultura che risolleva le sorti letterarie del Portogallo, nel romanticismo diventa il simbolo nazionale per eccellenza. Visse in oriente per oltre 15 anni, svolgendo attività militari e per incarichi pubblici. Nel 1569 in Mozambico, sulla via di ritorno a casa, viene perso o usato come pagamento per la sua liberazione un suo manoscritto di liriche “Parnaso”. Da qui seguiranno povertà e miseria fino alla fine della sua vita.
Composizioni liriche sia di medida velha che di medida nova, argomenti di tradizione palaciana con motivi neoplatonici, esistenziali, amorosi, sulla mutabilità del tempo e sul destino e il caso che reggono l’ordine degli eventi.
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Riassunto esame letteratura portoghese, prof Gori, libro consigliato Breve storia della letteratura portoghese (pag…
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Storia del Brasile, Letteratura portoghese e brasiliana
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