Estratto del documento

Appunti letteratura latina medievale

Inizio del Medioevo

Dario Padalino

Inizio Medioevo → 475, caduta dell'Impero Romano. Con letteratura latina medievale si intende un periodo della storia della letteratura latina, seguito alla caduta dell'Impero romano e caratterizzante la produzione latina occidentale tra il 476 e il 1350. La lingua latina ha accompagnato tutto il percorso del Medioevo come strumento linguistico per la scrittura, non solo letteraria. Controverso il momento di piena distanza, nel parlato, tra neoformati volgari e latino quale lingua d'uso, probabilmente già pienamente romanzo intorno al VI-VII secolo.

SISMEL

La SISMEL è la società internazionale per lo studio del Medioevo latino, un istituto culturale senza fini di lucro che persegue scopi di ricerca, di formazione, di promozione e di informazione scientifica nell'ambito disciplinare del Medioevo. Entrando nel sito della Sismel e andando su Banche dati, vi si trovano tre sigle importanti:

  • BISLAM → Biblioteca scriptorum latinarum medi aevi
  • CALMA → Compendium auctorum latinorum medi aevi
  • MEL → Medio evo latino

Essi sono dei strumenti di lavoro importantissimi. La BISLAM nasce per dare una carta d'identità certa agli autori medievali. L'autore medievale è stato conosciuto con più nomi; la BISLAM dà una carta d'identità all'autore. Identifica gli autori attivi tra la fine del V e all'inizio del XVI secolo. Comprende 13.174 voci e 83.124 varianti del loro nome. La BISLAM ci dice quindi “chi?”, “dove?” e “quando?”.

La CALMA, una volta avuta la carta d'identità, ci dà la possibilità di avere subito un profilo letterario di un autore che ho identificato con quel nome e con quel cognome. È un compendium, cioè riassumere secondo una funzione logica ben precisa. È un repertorio che non è stato ancora completato. La CALMA ci dice “cosa è stato scritto?”. Mi dà edizioni con traduzioni e/o commenti di opere di qualsiasi autore.

La MEL ci dà la possibilità di conoscere da un punto di vista bibliografico ciò che è stato scritto su questo autore; ogni anno viene aggiornato. Medioevo Latino è il punto di partenza. Tutto ciò che la SISMEL è riuscito a produrre nasce da lì. Nasce nel 1980 ed è frequentata da tutti quelli che si occupano del medioevo. È un repertorio bibliografico della cultura europea da Boezio al XV secolo. Inoltre, è una bibliografia ragionata, ovvero dà una serie di dati (non è un elenco telefonico). La MEL ci dice “che cosa è stato scritto da chiunque e in qualsiasi sede”.

Un altro sito è MIRABILE (significa meraviglia, miracolo) dove ci sono tutti gli attrezzi che servono sul Medioevo. È un archivio digitale della cultura medievale. Qui vi si possono trovare una quantità enorme di informazioni certificate, ed è un portale a pagamento. Tra le varie sezioni di cui si occupa c'è anche il genere agiografico, uno dei generi più frequentati del medioevo.

Che cos'è l'agiografia?

Nell'attuale riflessione storiografica, per agiografia (letteralmente "scrittura di cose sante") si intende tutto il complesso delle testimonianze che costituiscono la memoria della vita di un santo e del culto a lui tributato: testi scritti, ma anche rappresentazioni iconografiche, epigrafi, monumenti e addirittura oggetti di vario genere comunque finalizzati alla perpetuazione del ricordo del personaggio in questione e alla promozione della venerazione nei suoi confronti.

Più comunemente, il termine va ad indicare soprattutto la produzione letteraria (analizzata anche come componente importante della letteratura cristiana), all'interno della quale è possibile distinguere i testi narrativi (Passiones, vite, raccolte di miracoli, relazioni su traslazioni di reliquie), da quelli di carattere liturgico (martirologi e calendari) e dalla produzione poetica ed innologica.

Il termine agiografia, inoltre, va ad indicare anche l'insieme degli studi critici di varia natura (da quelli più propriamente storici a quelli di natura filologica e letteraria) sviluppatisi in ambito cattolico a partire dall'età moderna, inizialmente nel tentativo di rispondere alle critiche nei confronti del culto dei santi scaturite dagli ambienti riformati non solo sul piano della riflessione teologica, ma anche su quello dell'analisi storico-erudita. In seguito alla Riforma cattolica, l'agiografia ha assunto un nuovo significato, senza comunque perdere quelli precedenti: “disciplina avente per oggetto la santità e il culto dei santi”.

Il genere agiografico esisteva già nella letteratura antica, ma si passa dalla bibliografia classica, si passa dall'eroe, dal combattente, a una persona umile, un santo, si passa quindi all'agiografia. Diventa anche strumento di evangelizzazione. Il primo testo agiografico cristiano sono i vangeli.

Gregorio di Tours

Gregorio di Tours → era un vescovo e uno degli autori più importanti della letteratura latina medievale. È un agiografo, scrive libri “religiosi”. Noto come storiografo, è stato per la storia dei Franchi ciò che era stato Erodoto per la storia dei Greci.

Strumenti di lavoro

Una volta appreso che quel certo autore medievale si chiama in quel certo modo, ho identificato l'autore, conosco la sua produzione letteraria, potrei avere la necessità di leggere un testo di questo autore. Questo testo me lo può fornire una collana di testi. Le nuove tecnologie ci danno la possibilità di fornire i testi in vari modi: cartaceo e in formato digitale (pdf o altri formati).

Tra le varie collezione di testi abbiamo:

  • PATROLOGIA LATINA; nota anche con il nome di chi l'ha allestito, ovvero Jacques Paul Migne. Il Migne allestì questa raccolta che conta di ben 221 volumi, e ogni volume contiene più autori. Si chiama patrologia latina perché la sua idea era di allestire una collezione dei testi che contenesse gli autori dei padri della Chiesa e degli ecclesiastici. I primi autori cristiani, appunto chiamati Padri della Chiesa perché hanno commentato il vangelo, ecc., sono Sant'Agostino, Gregorio Magno, Tertulliano, Girolamo ecc.

Tertulliano

Tertulliano nacque a Cartagine intorno al 150 d.C. e fu il primo importante scrittore latino cristiano. Probabilmente si convertì al cristianesimo in età matura; le sue prime opere, l'Apologeticum e l'Ad nationes risalgono al 197. La sua natura passionale e intemperante lo spinse a un'interpretazione rigorista della fede, tanto da indurlo ad aderire al montanismo, una setta estremista che predicava l'astinenza di tutti i piaceri. La costante ricerca di maggiore rigore di vita e di costumi condusse Tertulliano a fondare egli stesso una setta, il tertullianismo, in aperta polemica contro la Chiesa, accusata di molezza e di lassismo.

L'Apologeticum e l'Ad nationes, rivolti rispettivamente ai governatori delle province e ai pagani in generale, difendono i Cristiani dalle accuse loro rivolte, fra le quali la disobbedienza alle leggi dello Stato, il rifiuto di sacrificare agli dèi tradizionali, e la mancata fede nella natura divina degli imperatori. Nel De spectaculis lo scrittore condanna tutte le forme di spettacolo: se i giochi praticati nei circhi erano immorali e violenti, le rappresentazioni teatrali erano fonte di turbamento dell'animo e di corruzione morale. Nel De corona militis Tertulliano tratta il caso di un soldato che si votò al martirio per essersi rifiutato di indossare la corona rituale durante una cerimonia pagana: non potendo essere fedele a due padroni (a Dio e allo Stato) secondo Tertulliano il cristiano non può prestare servizio militare. Nel De idololatria afferma inoltre che a ogni cristiano deve essere proibito praticare il commercio, la magistratura e l'insegnamento. Sulla sorte delle donne divenute vedove tratta nell'Ad uxorem (in cui raccomanda alla propria moglie di non risposarsi nel caso in cui egli morisse prima di lei), nel De monogamia e nel De exortatione castitatis, in aperta polemica contro l'apostolo Paolo, che al contrario esortava le giovani vedove a risposarsi. È manifesta nei suoi scritti l'ostilità verso la donna, considerata incentivo al peccato e via d'accesso per il diavolo nelle anime degli uomini; questa intransigenza misogina influenzò a lungo l'etica sessuale cristiana.

Tra i 221 volumi, gli ultimi quattro libri vanno da Tertulliano a papa Innocenzo III che governò la chiesa dal 1198 al 1216. Questa raccolta di testi ha un solo limite che risponde a criteri editoriali che oggi sono superati. Il Migne prende testi di altri e li mette a disposizione della comunità scientifica. Dopo tanti anni alcuni studiosi citano ancora edizioni del Migne. Le sue edizioni sono scaricabili da internet nel sito DOCUMENTA CATHOLICA OMNIA (tutti i documenti cattolici) che vanno dai vangeli a Benedetto XVI.

  • ACTA SANCTORUM; essi presentano testi agiografici, una raccolta di 70 volumi. Comprende i testi agiografici in latino (ci sono anche in greco), testi relativi ai santi riconosciuti dalla Chiesa e anche quelli non riconosciuti. La disposizione del materiale non è in ordine alfabetico, ma l'ordine segue il calendario liturgico. Per ogni mese liturgico ci possono essere più volumi. Il primo volume risale al 1643, grazie a Giovanni Bolland. L'ultimo volume risale all'11 novembre 1925.

Altre due raccolte sono:

  • CORPUS CHRISTIANORUM; noto anche con la sigla C.C., non ci sono edizioni in pdf, ma ci sono quelli digitali. Il Corpus Christianorum è un importante progetto editoriale dell'editore belga Brepols dedicato a testi dei Padri della Chiesa e ad opere medievali in latino o in greco. Le serie principali sono la Series Graeca, la Series Latina, e la Continuatio Mediaevalis. Una sezione più piccola è dedicata agli Apocrifi. Le serie principali possono essere considerate un proseguimento della Patrologia Latina e della Patrologia Greca di Migne.
  • MONUMENTA GERMANIAE HISTORICA; una collezione molto affidabile. Questa collana fu iniziata da Giorgio Enrico Perotoz nel 1819. Lo scopo era quello di pubblicare tutti i testi e tutti i documenti che si potessero considerare fonti di storia medievale per la Germania. Essa riguardava non solo la Germania intesa come nazione ma anche come potenza militare, politica ed economica. Vi si trovano testi in pdf.

Periodizzazione della letteratura latina medievale

Ogni letteratura è discorso di periodizzazione. La letteratura latina medievale si suddivide in età, e ogni periodo prende il nome da un fatto che ha caratterizzato quell'epoca:

  • Il primo periodo prende il nome di età barbarica. Inizia nel 476, e questa è una data importante perché è la data in cui cessa di esistere l'Impero Romano d'Occidente. L'ultimo imperatore romano viene deposto e non se ne creano di nuovi. L'età si chiude con una giornata di festa, ovvero la notte del natale dell'800 quando Carlo Magno viene incoronato imperatore.
  • Da qui prende il nome della seconda età, ovvero età carolingia. Essa copre l'intero secolo IX. È l'età della rinascita. Se prima avevamo i barbari, adesso Carlo Magno fonda quello che è il Sacro Romano Impero.
  • La terza età prende il nome di età feudale. Questo fa pensare che non è un'età della rinascita. Copre anch'essa un secolo, tutto il X secolo.
  • Segue l'età più splendida, più ricca, migliore, di produzione letteraria più ricca dal punto di vista quantitativo che qualitativo. Siamo in un periodo in cui nascono le prime università, dove nasce e si sviluppa il sapere laico. Siamo nell'età della scolastica. Età dove i saperi vengono trasmessi. Copriamo i secoli XI e XII.
  • L'età che segue, è l'età in cui si chiude la letteratura latina medievale e siamo nel XIII secolo e nella prima metà del XIV. Questa è l'età scientifica o erudita.

L'età barbarica

Quando nel 476 l'impero romano cessa di esistere, l'impero era già da tempo in una fase di destabilizzazione. Dall'inizio del V secolo l'impero romano non era riuscito ad arginare la pressione che alcune popolazioni barbariche esercitavano sui suoi confini. Nello spazio di circa un secolo questa pressione provocò il frazionamento politico in tante unità, realtà, a noi note come regni romano-barbarici. I romani abbandonano già nel 408 la Britannia; nel 425 lasciano la Pannonia; negli stessi anni viene abbandonata parte della Gallia in mano ai visigoti; nel 455 la stessa Italia è saccheggiata per due settimane dai vandali che sono già padroni della Numidia, e l'Africa proconsolare. Nel 486 l'intera Gallia cade definitivamente in mano a Clodoveo. Il V secolo è un secolo di guerre, di distruzioni, di disordini che danno un nuovo assetto politico e istituzionale alla Romània del tempo, cioè ai territori che avevano conosciuto la cultura romana. Questo nuovo assetto procura anche un tipo di economia chiuso, si riduce il traffico commerciale, ma si ha uno spostamento del baricentro economico dalla città alla campagna, quindi chi può si ritira nelle campagne.

Nel VI secolo le cose non andranno meglio perché il precario assetto che si era formato, con la serie di nascite di nuovi regni, fu messo in discussione. Alcuni regni vengono assorbiti con guerre, distruzioni e morti. Il VI secolo non fu più tranquillo del V. Essi sono due secoli tra cani e lupi. Chi è fortunato incontra un cane e può difendersi, chi invece non lo è, incontra un lupo e le cose non andranno bene. È facile quindi immaginare la quotidiana lotta per la sopravvivenza dei popoli. Il VI secolo è un periodo di lotte quindi, tra sovrani in lotta fra loro e guerre di successione. Sopravvivere era una cosa difficile. Guerre e distruzioni oltre a provocare vittime, distruggono anche i raccolti, e questo provocava anche le epidemie e le carestie. Un ultimo dato che rese difficile la convivenza tra le etnie locali e quella degli invasori (in più di un caso gli invasori erano inferiori ai romani), furono le religioni. I vandali erano di religione cristiana, ma erano ariani, quindi non riconoscevano la gerarchia ecclesiastica romana (il papa), e lo scambio di cultura si risolse con le persecuzioni religiose che celavano ben altri interessi. Era uno scontro di cultura e di civiltà.

La Romània non vive un periodo sereno e tranquillo. Il V e il VI secolo è caratterizzato da numerose guerre e numerosi morti. La guerra fa male perché non solo provoca morti, ma provoca distruzioni, e queste provocano carestie, epidemie. Questo quadro avrebbe potuto indurre a uno “stop” della produzione letteraria in lingua latina. Quattro furono i motivi per cui la produzione letteraria latina si salvò.

  • Il primo motivo è che gli stanziamenti germanici, che vennero a sistemarsi nel territorio della Romània, non furono uniformi. Erano numericamente diverse le une dalle altre.
  • Il secondo motivo è l'atteggiamento non identico che i vari sovrani dei regimi romano-barbarici ebbero nella civiltà e nella cultura latina.
  • Il terzo motivo fu il grandissimo sforzo di conservazione, trasmissione ed elaborazione del patrimonio letterario e linguistico tardo-imperiale da parte dell'aristocrazia di origine romana, che non si abbatte, e cerca di tramandare quel patrimonio culturale del tardo-impero.
  • Il quarto motivo, il più determinante, risiede nella politica linguistico-culturale sostanzialmente conservatrice svolta dalla Chiesa di Roma in un momento in cui sembrava venir meno le ragioni e gli strumenti tradizionali dell'acquisizione e della sopravvivenza della lingua latina.

Analisi dei motivi

Ora andremo ad analizzare punto per punto.

Questi stanziamenti germanici, non sono in grande massa di persone, ma sono minoritarie, cioè sono piccoli gruppi rispetto alla popolazione autoctona. In Spagna, per esempio, sono davvero una piccola minoranza, e meno sono, e più rischiano di essere assorbiti dai sottomessi. Laddove più forte era il rischio di una rapida fusione con l'elemento indigeno, maggiore fu la politica anti-romana. Questa fu una politica che si tradusse in lotta di religione. Un elemento per evitare la fusione fu il divieto di contrarre matrimoni misti, ma per fortuna non fu per tutti così. Dove questo rischio era minore, i sovrani romano-barbarici, non osteggiavano apertamente la civiltà e la cultura latina. Il loro atteggiamento fu di indifferenza e talvolta di ammirazione per prodotti culturali che potevano servire loro per governare meglio. Essi salvarono alcune scienze applicate, quali l'architettura e il diritto, discipline praticate più da tecnici che da letterati. A seconda della realtà ci fu un atteggiamento di scontro diverso, ad esempio, dal punto di vista culturale alcuni rifiutavano tutto, altri salvarono qualcosa. C'è però un'eccezione, ovvero l'Italia, in cui un sovrano illuminato, Teodorico, che regna a lungo in Italia, sarà un protagonista. Il re Teodorico ebbe una politica culturale che si differenziò dalla politica culturale degli altri sovrani. Teodorico aveva avuto un'occasione datagli dalla vita apparentemente punitiva: era stato ostaggio alla corte di Costantinopoli. E fu lì che conobbe alcuni letterati e capì che la cultura era uno strumento di governo importantissimo. Quando diventò re d'Italia si preoccupa di riprendere le strutture culturali e, cosa importante, di conservare lo stipendio ai professori di grammatica, retorica e di diritto. Poiché la collaborazione culturale non la può richiedere ai sovrani barbari, egli si servì del... (Il testo originale si interrompe qui, continuare con la logica del discorso può risultare inappropriato senza ulteriori informazioni.)

Anteprima
Vedrai una selezione di 8 pagine su 33
Letteratura Latina Medievale, prof. De Prisco Pag. 1 Letteratura Latina Medievale, prof. De Prisco Pag. 2
Anteprima di 8 pagg. su 33.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Letteratura Latina Medievale, prof. De Prisco Pag. 6
Anteprima di 8 pagg. su 33.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Letteratura Latina Medievale, prof. De Prisco Pag. 11
Anteprima di 8 pagg. su 33.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Letteratura Latina Medievale, prof. De Prisco Pag. 16
Anteprima di 8 pagg. su 33.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Letteratura Latina Medievale, prof. De Prisco Pag. 21
Anteprima di 8 pagg. su 33.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Letteratura Latina Medievale, prof. De Prisco Pag. 26
Anteprima di 8 pagg. su 33.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Letteratura Latina Medievale, prof. De Prisco Pag. 31
1 su 33
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/08 Letteratura latina medievale e umanistica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher dario.l.padalino di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura latina medievale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Verona o del prof De Prisco Antonio.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community