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Letteratura latina - Elegia Appunti scolastici Premium

Appunti per l'esame di Letteratura latina.
Completo riassunto cronologico sull'elegia latina, i caratteri della corrente poetica, vita e opere di Gallo,Tibullo,Properzio e Ovidio. Valido come Riassunto del capitolo corrispondente del libro "Letteratura di Roma antica" di Citroni, Consolino.

Esame di Letteratura latina docente Prof. R. Caldini

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in maggioranza elegie d'amore, ma anche poesie di carattere occasionale-celebrativo e di

meditazione personale.

I libro (26/25): 10 elegie per un totale di circa 800 versi, fu pubblicato dopo il I libro di

• Properzio, probabilmente nel 25-26 a. C. Protagonisti Delia e Màrato.

Delia , il cui nome è,secondo Apuleio, Plania in quanto l'aggettivo greco dèlos equivale a

◦ planus, e nell'isola di Delo c'era il culto di Apollo,dio della poesia. Donna elegiaca:

libertina, si concede per danaro ad un uomo ricco,ma frequenta anche altri uomini,vita

sociale ricca,equivoca,galante. A lei dedicate elegie del I libro: 1,2,3,5,6. tipico di

Tibullo è il libero sviluppo della meditazione personale in cui i temi si susseguono

collegati da un filo sottile.

Màrato : due elegie di gelosia, ma dal tono più ironico e disincantato, appassionato come

◦ nelle elegie per Delia. I,8 e 9 per Màrato + I,4 una sorta di ars amatoria per conquistare i

pueri, dettato da Priapo,dio rustico e licenzioso. Influsso della poesia ellenistica che

tratta il tema omossesuale con malinconia e ironia giocosa.

Messalla è presente in 3 delle elegie per Delia, come elemento di contrasto

◦ (negotia,gloria civica/militare) rispetto al mondo degli innamorati elegiaci e come amico

di Tibullo,fa parte del quadro di intima serenità cui aspira il poeta (I,5).

Proemio : I,1 programma esistenziale del poeta: vita semplice, di campagna e d'amore; al

◦ centro Messalla che rappresenta in contrapposizione la scelta della milizia e della gloria.

Conclusione : I,10, rifiuto guerra, cui il poeta è costretto a partecipare e nostalgia per l'età

◦ dell'oro (purezza primitiva idiallaca,assenza di guerra. Invocazione della pace, nel

periodo in cui Roma sta uscendo dalle guerre civili,ma la data non è sicura.

II libro: breve eccezionalmente. 6 elegie, in totale poco più di 400 versi. Forse incompiuto

• per la morte del poeta.

Nèmesi , il nome greco significa "vendetta",su Delia. Cortigiana da commedia:

◦ avida,spregiudicata,crudele. Dubbia la sua realtà biografica. A lei dedicate II, 3,4,6.

A differenza degli altri elegiaci Tibullo dedica le sue elegie a più partners amorosi: Delia (I libro),

Nèmesi (II libro) e un puer Màrato (I libro). È l'unico elegiaco a affrontare il tema pederastico.

Caratteri dell'elegia tibulliana:

- scelta di vita del poeta che lo allontana dai valori dominanti nella società

in realtà l'antimilitarismo è rinuncia all'avidità e violenza fine a se stessa, e Messalla con la sua

gloria e operosità per la patria modera questo modello. Inoltre la consonanza al regime e alla società

è totale nell'ideale della vita agreste, semplice e nella agognata pietas religiosa. Altra consonanza è

nell'idea della pace: Augusto si propone come principe pacificatore dopo anni di violenza e guerre

civili.

- di contrasto aspirazione a una vita semplice ma tranquilla.

- dunque ideale della pace

- alla ricerca dell'autàrkeia dei filosofi (autosufficienza) e ideale di un amore che possa di per sè

autosufficiente.

L'amore elegiaco ha però sede nei lussi della città, e allora il poeta sviluppa un mondo di sogno in

cui questo mondo elegiaco possa integrarsi con l'agognata semplicità agreste, la sua villa rustica ne

è sede.

Echi delle Bucoliche e Georgiche di Virgilio: toni idillici,serenità,osservazione amorosa della

natura.

In Tibullo volentieri si lascia alla preghiera, ai riti dei contadini.

Sentimentalismo delicato e gentile.

Didascalica erotica: si preoccupa di stilare anche tecniche di seduzione, con ironia che influirà su

Ovidio I,2; I,4; I,6.

Disinteresse per il mito e le discussioni di poetica. Per gli autori augustei i problemi di poetica si

delineavano a causa della tensione fra educazione neoterica e richiesta di poesia più impegnata nei

patroni e nella società. Mitizza la campagna e la vita semplice, verso epoche felici ai primordi

dell'umanità o verso il futuro oltremondano.

Stile e composizione

pensieri fluidi, associazione fantastica. Spesso lo scenario complesivo risulta chiaro solo alla fine:

suspence e piacevole mutamento di prospettiva. Al centro sta la persona del poeta con le sue

emozioni, da queste le apostrofi. Gli interlocutori sono mobili che il poeta evoca di volta in volta,

come in u monologo interiore. Questo era atto a rappresentare gli stati d'animo. Ma elimina i

passaggi troppo aspri e l'andamento scabro preferito da Properzio.

Purezza asciutta dello stile,accurata costruzione del verso, sintassi piana,lingua scelta, studiata

posizione delle parole, armoniosa sonorità nella dizione. L'impressione è di uno stile semplice, ma

di una emplicità sofiscticata e ricercata. Toni tenui e delicati, limpido nell'espressione ma che non

manca di varietà. A volte distaccata ironia, da colto letterato ellenistico.

Corpus Tibulliano

Un III libro, raccolta eterogenea di componimenti, diviso in età umanistica in 2 sezioni III e IV

libro. Centralità di Messalla, dunque forse una raccolta di scritti della sua cerchia fatti circolare

dopo la morte del patrono. III,7 (= IV,1) è il cosidetto Panegyricus Messallae. Ma per molta critica,

diversi fra questi testi sono posteriori o molto posteriori alla vita di Messalla.

PROPERZIO (50/46 – 16?)

Notizie biografiche quasi interamente dalla sua opera. Nacque in Umbria, probabilmente ad Assisi.

Nel 41 guerra civile, esprorpri ai danni dei contadini che insorgono guidati da Lucio Antonio e

Fulvia, fratello e moglie del triumviro. La città di Perugia, dove si erano asserragliati i rivoltosi,

viene espugnata da Ottaviano nel 40. Ne parla nell'elegia I,22, dove parla di sè secondo un uso

della poesia, che lascia nell'ultimo componimento della raccolta un sigillo (sphragis) quasi a

garantire la paternità dell'opera così.

È mandato a Roma, per farsi una carriera forense o nella vita pubblica. Ma i suoi interessi erano

altri: i circoli mondani.

28- pubblica il suo primo libro, alla maniera di Gallo. 22 elegie d'amore. Protagonista Cinzia

(Cynthia, dal monte Cinto a Delo. Esperienze d'amore in larga parte reali. Per Apuleio la donna è

Hostia. Il I libro è subito un successo e Mecenate lo introduce nel circolo.

28-25- II libro, 35 elegie,presente il clima della cerchia di Mecenate,dedicatario del libro. E ora si

misura seppur sporadicamente con le esigenze culturali e ideologiche dell'attualità.

25-22- III libro, 25 elegie, che doveva considerare come conclusivo della sua opera, si conclude

infatti con un addio a Cinzia. Fine di un canzoniere che si era aperto con la rievocazione dell'amore

per Cinzia. In questo libro Properzio affronta non solo la tematica erotica, ma anche quella

civile,poetica, morale, occasionale. Nel 23 uscivano anche i 3 libri delle Odi di Orazio, riecheggiato

nell'opera di Properzio.

16- IV libro, sperimentale: elegie su temi di religione e storia nazionale romana (il "ciclo delle

elegie romane"). E nuove prove di elegia d'amore.

Dopo il 16 non abbiamo più notizie di Properzio. Non siamo se siamo morto in questa data o meno.

Elegia rinuncia alla vita pubblica, vita d'amore e elegia. Servitium amoris. Militia amoris.

• Ma rivendica la dignità di un valore alternativo per l'amore, rispetto agli altri elegiaci.

• Amore capace di dar senso alla vita. Perciò nel I libro c'è spazio solo per la poesia d'amore.

Vita galante, in un ambiente simile alla cerchia neoterica.

Rinuncio alla poesia epica nazionale. Fuori della società e del progetto augusteo.

Quando entra a far parte del circolo di Mecenate, la cosa si fa problematica. Dunque a partire dal II

libro : recusatio,coscienza della sua nequitia, un otium ingiustificabile. A volte

ribellione,rivendicazione proprio anticonformismo.

Rivendica come Catullo per l'amore non regolare, valori del matrimonio. Desiderio frustrato

• dalla natura di Cinzia amante disinibita, volubile, immersa nella vita sociale e galante,nel

lusso e nelle avventure.

Pensiero della morte,altro tema dell'elegia properziana. Sogno della donna che finalmente lo

• ricambia versando tardivamente lacrime sulla sua tomba (anche in Tibullo). La morte è una

delle strade per evadere dalla realtà. Unione dei due innamorati nella morte: iuncta mors.

Mitologia

Dolore per l'inattingibilità dell'ideale amoroso del poeta.

Il mito è punto di riferimento costante dell'esperienza. Dalla tradizione alessandrina di vasta

erudizione mitologica, gusto per la brevità elegante,capace di evocare un mito di

scorcio,allusivamente, per tratti pertinenti (alla sua narrazione). L'exemplum mitico fa da

contrappunto all'esperienza del poeta, comunica idee e sentimenti, propone immagini quasi

visivamente (all'epoca,infatti,i miti sono anche tradotti in arti visive,come la pittura). La leggenda è

un repertorio argomentativo utile a dimostrare una tesi e per illuminare la situazione personale per

somiglianza o, più spesso, per contrasto. E così può assumere anche la funzione di simbolo etico

rappresentando virtù dignitose o remote (nobilis historia). Il mito è spazio di evasione momentanea

dalla realtà insddisfacente.

Pathos e Ironia

soprattutto quando parla del tema amore-morte,ma in generale tipico della sua passione amorosa.

Descrive con distacco ironico il mondo galante che lo circonda e su di sè.

IV Libro

nuovo programma elegiaco. Annuncia di non voler più essere poeta della nequizia, ma dell'impegno

civile. Si mantiene fuori dall'epos storico nazionale, dalla poesia elevata. Il suo modello è

Callimaco. Vuole tentare gli aitia romani:rievocare remote leggende, o episodi storici che spieghino

nomi o riti legati all'identità nazionale latina (IV,1). Ma solo 5 elegie su 11 dedicate a questo scopo.

Non è eziologico,ma civile e celebrativo.

Si noti IV,2, epistola di Aretusa a suo marito in guerra. Epistola elegiaca, idea ripresa da Ovidio

nelle Heroides.

Nelle elegia per Cinzia IV,7 e 8: vivacità realistica e drasticità espressiva. Nella 8 Cinzia è ormai

morta e recrimina al poeta le sue mancanze e infedeltà. Affiorra il senso di colpa per l'incapacità di

corrispondere all'alto ideale amoroso che lui stesso aveva teorizzato.

Stile e Tecnica compositiva

callimachismo che è espressione difficile,ricercata,elegante nella scelta e disposizione delle parole,

metafore, iuncura audace e illuminante,insofferente alla sintassi piana e varia nei registri stilistici

adottati.

La composizione è irregolare,il componimento è caratterizzato da passaggi rapidi,azione e

reazione,spesso associazioni improvvise. Spesso i legami fra immagini e idee non sono esibiti alla

superficie del testo e spetta al lettore comprenderne la logica. L'impressione è di monologo

tormentato. L'elegia comincia spesso con uno scoppio improvviso, ex abrupto,a mezzo di u corso di

pensieri già iniziato.

OVIDIO (43 a.C – 17 a.C)

Publio Ovidio Nasone, nacque a Sulmona nel 43 a. C. Muore in esilio sul Mar Nero. Appartiene alla

cosidetta Seconda generazione augustea,la generazione appena sfiorata dalla guerre civili:

Ottaviano pone fine alle guerre civili nel 31-30 sconfiggendo Antonio e Orazio è solo un ragazzo.le

notizie su di lui vengono quasi tutte dalla sua opera e in particolare dai Tristia IV,10. Fu mandato a

Roma perchè completasse gli studi e prepararsi alla carriera politica o forense. Già presso le scuole

di retorica, ad indirizzo asiano, che frequentò mostrò una spiccata predilezione per la poesia.

Cominciò a scrivere poesie a 18 anni (25 a.C) e fu presto introdotto nel circolo di Messalla.

Conobbe Orazio,Properzio,Tibullo e vide Virgilio.

Produzione giovanile (elegia d'amore e didascalica amorosa)

Amores, il suo esordio. Elegie erotiche. Una prima edizione in 5 libri a noi pervenuta. Nel

• 15 a.C. Alla maniera di Cornelo Gallo.

Seconda edizione in tre libri, rispettivamente di componimenti 15,20,15. Qui Ovidio è

◦ poeta-amante che canta per la sua donna Corinna,nome di una antica poetessa lirica

greca (VI sec. a.C o III-II a.C). Si ricollegava così a Catullo (scelta dello pseudonimo

Lesbia). È una poetica nuova, diversa rispetto a Tibullo e Properzio: l'elegia non

comporta più drammatica scelta esistenziale,non si propone come esperienza umana e

intellettuale di straordinaria intensità, rinuncia a portare nel mondo degli amori impegno

morale e sentimentale. Non è una poetica condizionata esclusivamente dall'amore per la

donna,che è assente da molte elegie infatti, e appaiono varie figure di donne. In dubbio

la sua esistenza reale. La raccolta parla piuttosto degli amori della società urbana che è il

pubblico privilegiato delle elegie. È interprete e disincantato cerimoniere di questo

mondo. Il protagonista degli amores è un dongiovanni,libertino e anticonformista e

spregiudicato che aggredisce la morale tradizionale con impertinenza inaudita. Ironizza

sulla propaganda augustea. I,8,39 "casta est quam nemo rogavit": "casta è quella a cui

nessuno ha fatto proposte". Ovidio accentua l'anticonformismo dell'elegia e ne riduce le

ambizioni ideologiche e morali. Banalizza l'amore che non è più per lui il più

importanete tra i valori, come era stato per gli altri elegiaci. Ovidio si misura soprattutto

con Properzio (mitologia e erotica ellenistica e ironia) e trae spunti anche da Tibullo.

Molto dai primi 3 libri di Properzio; ne riprende anche la "coppia" di elegie o parti

distinte di un componimento che affronta diversamente un medesimo tema o rappresenta

momenti diversi di una determinata situzione. Poi questioni di poetica, l'elegia davanti

alla porta chiusa della donna,i consigli cinici di una ruffiana. Nella composizione è

molto differente invece: Ovidio pone con chiarezza il tema, la situazione e ne sviluppa le

implicazioni ( Properzio: andamento ellittico e irregolare; Tibullo ampio e libero

movimento). Costruzione ordinata, sistematica (dalla scuola di retorica),tensione la

trovata ingegnosa e la sentenza brillante, disputatio in utramque parte, cioè la

dimostrazione di una tesi e del suo contrario o la presentazione di un caso da punti di

vista contrapposti. Gioco raffinato con la tradizione letteraria, che finisce per portare

"all'assurdo" il genere dell'elegia latina. Gli Amores svuotano l'ideale dell'amore legiaco

con ironia. Ovidio interpreta il ruolo del poeta-innamorato ma è soprattutto il regista che

sorveglia il gioco delle parti che è per lui l'amore(se il gioco amoroso è troppo facile non

c'è più gusto per il poeta elegiaco,senza sofferenza: è il rimprovero per la donna che si

concede troppo presto o facilmente e per i mariti che mal sorvegliano le mogli). L'amore

elegiaco diventa un gioco di finzioni reciprocamente accettate, un perfetto galateo della

società galante.

Heroides , Una prima raccolta, 15 epistole elegiache di eroine innamorate ai loro mitici

• amanti, cui più tardi ne aggiunse altre 6. Tra il 15 e il 1 a. C. E nello stesso tempo Medea.

Contemporaneamente agli Amores. Bisogna distinguere

I sezione: 15 epistole autonome

◦ II sezione: 6 epistole, 16-21, articolate in 3 coppie ciascuna consta della lettera di

◦ un'eroe all'amata e della risposta di lei.

Caso a sè è l'epistola di Saffo a Faone, trasmessa da una tradizione manoscritta

◦ indipendente rispetto alle Heroides. Non scrive un'eroina del mito,ma una poetessa

emblema della poesia d'amore.

Un precedente dell'opera può essere l' isolato tentativo di Properzio: la lettera elegiaca scritta

Aretusa al suo uomo lontano,in Oriente. Poi la consuetudine delle scuole di retorica. La

lettera è un dialogo a metà, le eroine scrivono ad un assente, e dunque il discorso è tutto

ripiegato su loro stesse, è "immagine della loro anima". Vi è la componente persuasiva (le

eroine cercano di persuadere i destinatari con strumentazione argomentativa e

retorica) insieme alla psicologica e monologica. Acutezza di indagine psicologica, esempi di

ciò già la poesia epica romana e greca, la lirica e la tragedia euripidea. Qui il mito rinuncia

alla sua grandezza eroica ed è ridotto a dimensione elegiaca di una femminilità fragile e

sofferente. L' ironia sta però nel fatto che il lettore può sempre controllare la veridicità delle

parole dell'eroine nel confronto con la storia letterario-mitologico che lui conosce bene,

potendo notare subito le storture di una visuale meramente soggettiva. Troviamo anche

pathos in queste lettere. Si torna alla schermaglia galante nella lettera di Fedra a Ippolito e in

alcune delle lettere doppie, dove lo scopo è: sedurre. Uno dei metodi di seduzione,in effetti,

indicati nell'Ars amatoria è l'invio di lettere.

Medea , una tragedia, esperimento isolato che ebbe successo

• Ars amatoria , poemetto elegiaco che insegna le tecniche dell'amore. 1 a.C. I primi due libri.

• Nel 1 d.C. Il III libro. Forse insieme agli Amores. Componente didascalica dell'elegia latina.

Il poeta insegna sulla base della propria esperienza il giusto comportamento in amore. È un

poeta-maestro è depositario di un codice galante e il coinvolgimento emotivo e passionale è

secondario. È l'esito della nuova interpretazione ovidiana dell'elegia d'amore. È magister

amoris, liberandosi della convenzione per la quale il poeta elegiaco parla di sè. L'opera è un

trattato in distici elegiaci costruito spiritosamente sui modelli del poema didascalico "serio".

Il titolo è mutuato dalla trattatistica retorica (Ars Oratoria) e da questa anche l'impostazione:

Inventio: I libro insegna come conquistare una donna. II libro: insegna l'arte di far durare

l'amore nel tempo. III libro indirizzato alle donne. Dopo il successo dei primi due. Segue

pedissequamente il modello del poema didascalico: esorta il lettore-discente, espone in

modo sistematico. Ai principi generali segue relativa casistica. Nuovo è l'uso dei distici ( e

non degli esametri). L'elegia aveva messo a tema l'amore, ma per occuparsi di insegnamento

tecnico dell'amore Ovidio doveva rinunciare alla concezione dell'amore-furor; propone

invece il sapienter amare (amare con perizia e assennatezza). Non insegna ad essere veri

amanti elegiaci, ma a comportarsi come tali. Un'ideologia della finzione. La militia amoris

diventa solo una strategia di corteggiamento,attivismo puntiglioso nelle pratiche di

corteggiamento. Effetto ironico: sproporzione tra il tono didascalico del poeta detentore

della sapienza e la materia tanto frivola. L'ideale culturale: Ovidio si compiace del

contemporaneo mondo piacevole e bolla come arcaizzante, anacronistico il progetto di

rinnovamento morale di Augusto. Ovidio parla di Cultus: raffinatezza, buon gusto. Lontaba

dalla grossolanità contadina. Un mondo di urbanitas, valori gentili.

Amores , seconda edizione, subito dopo il III libro, a noi pervenuta.

• Remedia amoris , attorno al 1 a. C forse. Per uomini e donne, I libro, insegna come guarire

• dalla passione amorosa. Poema didascalico, con referente la didascalica medica. È il

rovescio dell'ars amatoria. Non nega l'ideale galante e leggero dell'ars amatoria, intende

solamente curare coloro che sono diventati amanti elegiachi e non si sono mantenuti nella

ratio e nella finzione del gioco amoroso. Sono qui smontati giocosamente Tibullo e

Properzio.

Medicamina faciei femininae , tra queste due date. Trattatello poetico di cosmetica.

• 2-8 dC – Ovidio lavora alle sue opere più importanti,oltre che alla continuazione delle

• Heroides

Generi maggiori:

Metamorfosi , un nuovo genere di poema epico, diverso dal

• poema epico-guerresco,Omerico e Virgiliano

◦ poemetto mitologico sul modello alessandrino, epillio

◦ poema scientifico-cosmologico alla maniera di Lucrezio.

◦ Inglobava tutte queste forme in un unico disegno. Poema narrativo in esametri, 15

libri, 250 storie mitologiche di varia estensione e tema, con trasformazioni ma anche

marginalmente. Nel proemio dice di volersi occupare delle trasformazioni (principio

catalogico alessandrino, ovvero comunità di temi). Ma il canto è continuo,con un disegno

unitario (poema epico, acui gli alessandrini avevano contrapposto le loro succinte e raffinate

rievocazioni di miti. Massimo esponente del "a catalogo" alessandrino sono gli aitia di

Callimaco,raccolta elegiaca di storie diverse, ma accomunate dal contenere la causa,

l'origine di culti,usanze,istituzioni. Ma il modello usato da Ovidio sono le Heteroiùmana

("trasformazioni") di Nicandro,poema in esametri con miti che si concludono in

metamorfosi. Emilio Macro,amico di Ovidio, aveva anche tradotto una Ornithogonia,di u

certo greco Boios ( o una poetessa:Boio),origine uccelli da miti che si concludevano con

trasformazione in volatili. Ovidio pensa a una grande narrazione che sia capace di contenere

istanze diverse:

- il principio catalogico callimacheo (varietà argomento,episodio breve e finemente

elaborato)

- epos, grande complessità (continuità di narrazione,ampio respiro).

Propone al lettore un carmen perpetuum,un equivalente del carmen ininterrotto che

Callimaco non aveva voluto fare e che gli avversari gli rimproveravano di non saper fare


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lettere moderne
SSD:
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ErikaErika di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura latina e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof Caldini Roberta.

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