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Letteratura Latina - Dalle Origini di Roma ai poeti neoterici Appunti scolastici Premium

Appunti per l'esame di Letteratura latina.
Dalle Origini di Roma ai poeti Neoterici: Riassunto cronologico sulle origini di Roma, storia e generi preletterari, storia di Roma dal IV al I secolo a.C, storiografia in epoca arcaica, teatro comico tra II e I secolo a.C (commedia, togata, farsa italica), preneoterici (Lutazio Catulo,Levio,Sueio,Mazio), Oratoria e storiografia tra II e I secolo a.C (Galba,Gracchi,Lelio,Crasso;... Vedi di più

Esame di Letteratura latina docente Prof. R. Caldini

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il monopolio dei tribunali diventò uno strumento di pressione sui governanti

romani. Qui si esercitava il controllo politico sui senatori.

Lo scontro ebbe inizio nel 123 quando Gaio Gracco, che ricercava l'appoggio dei

cavalieri, propose giurie di soli equites e inasprimento delle pene.

Spesso venivano giudicati membri del ceto dirigente, la cui eventuale rovina

coinvolgeva anche le vaste clientele. Per questo assunse rilevanza l'eloquenza

giudiziaria che poteva indurre alla condanna o all'assoluzione. Leggi II secolo

di ispirazione graccana allargarono il diritto d'accusa verso i senatori,

allargandolo anche a chi non aveva cittadinanza romana.

Il successo dell'accusa portava grandi vantaggi tra cui il conseguimento della

cittadinanza. Oratori latini e italici cominciarono a vedere nell'oratoria

vantaggi, anche a livello di integrazione, e possibilità di emergere e essere

notati.

Forse per dare istruzione a questi nasce negli anni 90 del I secolo -in pieno

accumulo di tensioni pre guerra sociale- la scuola di eloquenza detta dei

Rethores Latini,di Lucio Plozio Gallo, legato a Mario e all'ambiente “popolare”.

Lo scopo era di rompere il monopolio aristocratico dell'educazione retorica.

Insegnava solo in latino; la volgarizzazione dell'eloquenza mirava ad allargare

la classe politica scardinando le regole della formazione della clientela

nobiliare. In questa scuola il tirocinio era più breve e non c'era,negli alunni,

la pretesa di giungere ad incassare il gradimento dei gruppi dirigenti; bensì

appellandosi piuttosto al favore popolare.

Eloquenza:

aggressiva

• modelli oratori democratici dei gracchi

• focosa, veemente,patetica

• appello all'emotività

Lucio Licinio Crasso

Formazione dell'oratore: morale che doveva coincidere col rispetto dei valori

degli ottimati.

Dopo i Gracchi alla classe dirigente serviva: un tradizionalismo rinnovato e con

apporti della cultura greca.

Conservare nelle mani dell'aristocrazia l'arma potente della parola.

Fazione meno retriva dell'aristocrazia. Console nel 95, censore nel 92.

Eloquenza di un genere nuovo:

impetuoso

• indignato

• e capace anche di essere contenuto

• lingua impeccabile

• importanza al lessico, origine delle parole,architettura periodo, armonia

• clausole.

Sobrio uso dell'ornamentazione stilistica e

• vari registri e stili.

• Eccelleva nell'invettiva e in motteggio e scherzo.

Definì il paradigma di un oratore specializzato in modo quasi “professionale”

nel ruolo del difensore.

Marco Antonio

nonno del triumviro con Cesare.99 console, 97 censore.

deliberativo

Spontaneità talento, meno preparazione culturale, effetti patetici e teatrali

Rhetorica ad Herennium

tre generi fondamentali di eloquenza:

giudiziario → processo in tribunale

• Deliberativo → discorsi di fronte a una assemblea politica, del senato e

• del popolo.

Dimostrativo → i discorsi di elogio o biasimo, epidittica

La Storiografia

l'uso del latino era normale a partire dalle Origines.

Cassio Hemina

interesse fondazione città; curiosità religione e suoi rituali (Fabio Pittore);

storia del costume e delle istituzioni; per antichità della Grecia.

Razionalismo dalla Grecia:

interpretazioni evenemeristiche

• interpretazione economica di certe prescrizioni religiose e rituali di

• Numa Pompilio

Gneo Gellio

curiosità di antiquario, ma probabilmente con fine erudito, libresco. Origini e

istituzioni romane.

Età Graccana

Crisi politica e sociale. Attenzione prevalente al contemporaneo.

Si forma un'interpretazione della storia arcaica che traspone nel conflitto tra

patrizi e plebei i problemi dell'epoca graccana.

Gaio Calpurnio Pisone Frugi

149. Console nel 133. si oppone alle agitazioni graccane. Si dedica alla

storiografia in vecchiaia. Da Catone preoccupazione per decadenza morale.

Antichi e Romolo come modelli di semplicità e sobrietà ancestrali, denunciando

la lussuria dei giovani del suo tempo.

Fissa decadenza dei costumi nel 187 con l'introduzione delle suppelletili

lussuose asiatiche a opera del vittorioso Gneo Manlio Vulsone.

Gaio Fannio

Amico di Tiberio Gracco, con lui nella III guerra punica. Seguendo il modello

degli storici greci inseriva orazioni nella narrazione.

Lucio Celio Antipatro

Un pubblico più vasto dell'elite comincia a cercare nella storia non solo

insegnamenti morali e politici ma anche diletto ed emozione.

Storia II Guerra Punica → era vista come la svolta più importante

nell'esperienza storica di Roma, e narrarla dava l'opportunità di mettere in

luce le virtù dei Romani, capaci di rialzarsi dopo la disfatta.

Si sforzò di introdurre nella prosa storica ornamentazione letteraria e cura

nello stile. Sollecitazione a uscire dall'asciuttezza dell'annalistica

tradizionale, che sarà venuta dal raffinamento stilistico della poesia tragica e

satirica (siamo nell'età di Accio e Lucilio).

Faceva abuso della traiectio verborum: la trasposizione delle parole rispetto

all'ordine naturale, probabilmente per ottenere cadenze ritmiche nella

conclusione dei periodi.

Nell'intrattenere il lettore, oltre lo sforzo stilistico, ricorse ai

procedimenti della storiografia tragica dei greci: peripezie, scene grandiose,

spaventose. Tecniche messe in ridicolo dal razionalismo di Polibio.

Inventava particolari ricchi di colore e pathos, indulgeva nel meraviglioso

mostrando attenzione per prodigi e sogni.

La storiografia in età sillana

Sempronio Asellione

Vicende contemporanee e periodo graccano. Aveva partecipato alla Guerra di

Numanzia e scrive ormai vecchio.

Occasionali spunti di storiografia tragica, ma in lui soprattutto il fermento

razionalistico del pensiero di Polibio: volto a indagare le motivazioni e gli

intenti dell'agire umano.

Per Asellione la storiografia era indirizzata alla formazione dell'uomo

politico, del quale era chiamata ad allargare l'esperienza. Contavano le idee

politiche dietro ai fatti registrati, i dibattiti e le deliberazioni del Senato

o le leggi approvate dal popolo dietro le azioni militari.

Lucio Cornelio Sisenna

Dettaglio delle vicende contemporanee. Seguace di Silla, esprimeva nell'opera

tendenziosità in suo favore.

Gusto per l'elaborazione stilistica e vicinanza alla storiografia tragica;

attento al pathos e ai capovolgimenti della fortuna.

Non accettava credenze volgari, al pari di Antipatro, segno evidente che il

razionalismo greco aveva ormai aperto qualche breccia nella cultura romana.

Manteneva la sua importanza, però, il prodigio, che a Roma aveva ancora

carattere ufficiale, consacrato da una tradizione secolare.

Cercava termini lontani dall'uso, curiosa miscela lessicale. Dalla tradizione

della prosa storica arcaismi che univa a termini propri del parlato e a

frequenti neologismi. Preziosità di stile e colori tragici.

Claudio Quadrigario

Si attiene al modello dell'annalistica tradizionale. Arcaismo nel lessico e

nella sintassi, ma inoltre un uso disinvolto della subordinazione. Grazia

semplice e vivacità colorita.

Valerio Anziate

Altro che si attiene all'annalistica. Scrive della storia di Roma dalle origini

al presente. In lui evidente il vizio di buona parte della storiografia

contemporanea: la deformazione gentilizia.

Libri di memorie

Dopo Catone non si trovano più uomini politici di primo piano tra gli autori di

opere storiche; alcuni autori però redigeranno “commentarii”, ovvero dei

memoriali, in cui documentano la propria attività, senza darsi pensiero circa la

rifinitura stilistica.

La polemica e l'apologia del proprio operato erano dominanti: marcata

tendenziosità.

Per il rilievo politico dell'autore suscitano interesse i “Commentarii Rerum

gaestarum” di Lucio Cornelio Silla. Nell'offuscare il prestigio di Mario Silla

esagerava il proprio operato, sottolineando l'intervento divino a suo favore.

Inaugurava l'autobiografia di tipo “carismatico”, che avrebbe trovato

continuatori in Lucullo e in Augusto.

Anticipando una tendenza di Cesare, Silla tramandava ai posteri i nomi di alcuni

soldati particolarmente valorosi. Non è un caso: siamo nell'epoca che vede

emergere quegli eserciti privati che avrebbero distrutto la Res Publica e la

cosa serviva a sottolineare i vincoli di affetto tra il capo e i suoi militi.

Siamo lontani dalla devozione verso la patria auspicata da Catone.

Incubazione della crisi della repubblica

133 e 122 a.C – l'aristocrazia soffoca nel sangue i tentativi di riforma di

Tiberio e Gaio Cracco:

adeguare strutture amministrative e costituzionali all'espansione della

• repubblica → espansione imperiale

Caio aveva cercato di agganciare al suo progetto nuove forze

▪ politiche: ceto equestre e ceti “emergenti” d'Italia

storia decenni successivi:

- conflitto senato-cavalieri → per il controllo dei tribunali dove si

celebravano i grandi processi politici

- pressione degli Italici per accedere alla cittadinanza e ai vantaggi da essa

conseguenti → guerra tra Roma e i suoi alleati: guerra sociale, 91-89 → vittoria

Roma e concessione cittadinanza ai Socii italici.

Forze democratiche che auspicano un cambiamento della classe politica trovano un

punto di rifermento in Gaio Mario, homo novus, cioè privo di antenati magistrati

importanti.

Guerra contro il re Numida Giugurta (sconfitto nel 106) → arruola per la

• prima volta nullatenenti (capite censi) → trasformazione esercito romano

in serie d armate professionali devote ai loro capi. Eserciti

professionali che saranno utili tra l'altro proprio all'affermazione della

fazione anti-democratica, aristocratici → Lucio Cornelio Silla, che si

impone su Roma nell'88

oriente contro il Re Mitridate. Ritorna vittorioso nell'83 e assume la

◦ dittatura. La depone volontariamente nel 79. Sotto Silla si consolidano

nuovi leaders come Pompeo e Crasso.

contro i Cimbri (101)

GENERI LETTERARI E PUBBLICO

Intensificano i contatti con la cultura greca e si affina la formazione

letteraria dell'aristocrazia romane e dell'elites italiche.

Eloquenza → si nutre di cultura greca. Raggiunge elevati standards con Antonio e

Crasso

prende piede la pratica di conferire forma scritta ai discorsi precedentemente

pronunciati → gli oratori sanno di avere a che fare con opinione pubblica.

Fioritura storiografia,con interesse precipuo sulla crisi contemporanea.

Nasce anche una letteratura moralistica e autobiografica.

L'oratoria contribuiva a familiarizzare il pubblico con la cultura letteraria e

con le forme più eleganti di elaborazione artistica del linguaggio

L'elite si apre a forme artistiche di puro diletto. Una poesia minore che si

rivolge a un pubblico ristretto, come passatempo occasionale, cioè senza

contenuti morali o civili.

Per la comunità il grande teatro letterario → con Accio una ultima fase

importante.

Novità la SATIRA, genere inventato da Lucilio. Vasto spazio concesso al vissuto

e virtù quotidiana. Destinatario: cerchia delle sue amicizie.

Si rivolge a un pubblico medio, socialmente elevato → guida politica e economica

dello stato. Pubblico qualificato, non di massa, e non ristretto agli addetti ai

lavori, non staccato dalla vita della res publica → importante negli sviluppi

della letteratura latina.

Neoterici

Scrivevano nel quadro di rituali di una stretta cerchia intellettuale.

Stile di vita libero, anticonformista, in cui esperienze, amori galanti hanno

nuova dignità. Raffinata eleganza, conta solo il parere della cerchia.

Il poeta non è più interprete ispirato della comunità.

Lettera ad Attico (VII, 2, 1) – Cicerone - 50 a.C

Versi ricercati, esametro di fattura ricercata (spondeo in V sede di un nome

raro e prezioso, di gusto ellenistico questo). I suoi contemporanei valutavano

il movimento neoterico come unitario con modello la poesia ellenistica:

preziose ricercatezze formali

• riferimenti eruditi

• scelte innovative

in rotta col gusto stilistico arcaico.

Inedito rapporto vita-letteratura

• rivendicazione dei diritti del mondo privato della persona, di contro alla

• morale tradizionale che subordinava l'individuo alla comunità civile.

Cicerone stesso aveva tradotto nell' 85 il difficile poemetto scientifico di

Arato uno dei testi più rappresentativi del primo ellenismo. I suoi temi erano

in linea coi poetae novi, ma il suo stile presentava tratti arcaici che saranno

respinti dai neoteroi → attivi dal 65 a.C in poi.

Probabilmente fu anche il cedimento della res publica e il tramonto politico dei

suoi valori etici a indurre Cicerone maturo a attestarsi sulla difesa della

concezione tradizionale della poesia come sostegno dei valori della comunità.

Generi prediletti

- Poemetti mitologici, su miti poco noti o loro aspetti poco noti.

- Carmi Brevi su occasioni ed esperienze biografiche del poeta o persone a lui

legate e sui suoi amori.


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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti per l'esame di Letteratura latina.
Dalle Origini di Roma ai poeti Neoterici: Riassunto cronologico sulle origini di Roma, storia e generi preletterari, storia di Roma dal IV al I secolo a.C, storiografia in epoca arcaica, teatro comico tra II e I secolo a.C (commedia, togata, farsa italica), preneoterici (Lutazio Catulo,Levio,Sueio,Mazio), Oratoria e storiografia tra II e I secolo a.C (Galba,Gracchi,Lelio,Crasso; Marco Antonio) tra gli storici: Calpurnio Pisone Fugi,Fannio,Antipatro,Asellione,Sisenna). Avvenimenti dell'incubazione della crisi della repubblica,generi letterari e pubblico di quest'epoca, neoterici. Valido come riassunto della "Letteratura di Roma Antica", Citroni Consolino.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lettere moderne
SSD:
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ErikaErika di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura latina e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof Caldini Roberta.

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