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Le origini

Fu solo a partire dal III secolo che si crearono le premesse adatte alla ricezione ampia della civiltà letteraria greca e gli stimoli a una sua rielaborazione in latino: conquiste Italia Meridionale e della Sicilia che portarono crescita economica e con essa un mutamento di tradizioni e costumi, circolazione di schiavi greci, alcuni con esperienza in attività intellettuali, che fecero da mediatori, talora, della cultura della loro madrepatria.

I filologi antichi fissano la data di nascita della letteratura al 240 a.C., data della rappresentazione della prima opera teatrale di Livio Andronico. I filologi antichi videro nell'opera di questo il convergere di due filoni culturali tipici del periodo delle "origini" della letteratura latina: lo sviluppo della scrittura usata non a fini letterari e un'attività di espressione letteraria verbale affidata all'oralità, o meglio detta: "preletteraria".

Il fatto che il primo scrittore latino fu un greco di Taranto come Livio Andronico la dice lunga sulla potenza fecondatrice della letteratura greca su quella romana. Comunque i contatti con la Grecia risalivano a secoli addietro e già avevano influenzato la cultura romana: avevano contribuito alla nascita delle tradizioni mitologiche che attribuivano alla città origini greche o troiane.

Roma, in effetti, era stata fin dalla sua protostoria un crogiuolo di culture diverse che si incrociavano nell'Italia di quell'epoca remota. Ci interessa notare che varie zone dell'Italia Meridionale e della Sicilia furono soggette a una massiccia colonizzazione greca che vi introdusse il modello della polis, la città-stato (Magna Grecia).

Espansione economica e sociale

La prima accelerazione economica muove dal Lazio e dall'Etruria mediterranea tirrenica: estendersi proprietà privata terra causa una progressiva divisione sociale e il costituirsi di potenti aristocrazie. Questo fenomeno si verifica in tempi diversi in tutta la penisola. Le aristocrazie a cominciare da quelle etrusche e latine danno vita a una cultura opulenta, consumano beni di lusso. Fame di prestigio e ricchezza si fonda sul crescente sfruttamento dei ceti subalterni e sul conflitto tra i vari potentati locali.

Fenomeno vistoso è quello della crescita urbana alimentata da guerre, conquiste, trasferimenti volontari o forzosi di individui o gruppi. Da ciò derivò alle nascenti comunità cittadine: forza-lavoro e sempre più marcata stratificazione sociale.

Formazione della città di Roma

I colli di Roma furono abitati inizialmente da popolazioni dedite alla pastorizia e all'agricoltura. Cominciarono ad emergere famiglie più ricche per abbondanza di greggi, disponibilità di terreni coltivabili o da dedicare al pascolo. Nel loro diramarsi queste famiglie cercavano di mantenere come richiamo dell'identità il nome del loro capostipite e una certa comunanza di tradizioni e riti: n è questa probabilmente l'origine delle gentes.

Tevere; fu la possibilità di controllare il traffico commerciale che forse dette a Roma una posizione di vantaggio sulle comunità vicine. Dalla metà del IX secolo in poi l'antico sistema di villaggi si coagula intorno a un nucleo costituito probabilmente dal Palatino e dalla adiacente altura della Velia. È questa la fase detta "protourbana".

L'organizzazione è di tipo monarchico: il rex era una emanazione dei Patres, i capi delle famiglie più potenti, la cui coesione era chiamata a garantire con la sua autorità. Questi fornivano i quadri del primitivo Senato (assemblea degli Anziani, da senex) organo di consultazione del re. Si formò così il patriziato, il ceto dei patres, mentre la massa di persone dedite ad attività commerciali ed artigianali, la cui immigrazione era attirata dalla nascente città, dette forse origine alla plebs.

L'esistenza di un ceto militare è testimoniato dalle imprese di conquista della prima età regia. Dalla prima metà del VII secolo le strutture protourbane diventano una città-stato dando origine a un centro civico con la sistemazione dei luoghi pubblici essenziali alla vita della città antica come il comitium, spazio dell'attività politica e giudiziaria e forse il primo edificio per le riunioni del senato (curia senatus).

Organizzazione istituzionale

Nel VI secolo, la città si dà un'organizzazione più compiuta, fisicamente e a livello istituzionale. Al rinnovamento contribuiscono i sovrani etruschi, al potere regale per buona parte del VI secolo fondato ormai più sull'esercizio dell'imperium militare che sul rapporto con i ceti gentilizi tradizionali. Ricchezza. I re etruschi erano permeati di cultura greca e sembrano forti anche i contatti diretti con la Magna Grecia.

Influssi culturali greci

Influsso religione greca sulla romana: introduzione con poche modifiche delle divinità greche nel culto latino o assimilandole a divinità italiche o etrusche. Questo è un presupposto importante alla nascita della letteratura latina che ha permesso ai romani di familiarizzare con la forma antropomorfica delle divinità e col racconto mitologico, importante nella letteratura greca.

Alla cacciata della dinastia dei Tarquinii, che secondo la tradizione segna l'inizio della Repubblica, segue tra il V e il IV secolo una fase di depressione politica e di oscuramento culturale. I contatti con la grecità appaiono rallentati. In quest'epoca si definiscono le fondamentali strutture costituzionali dello stato romano a partire dal potere consolare.

Ma la crisi che porta alla nascita della repubblica segue un periodo di continue incursioni delle tribù montane nella piana latina che finiscono per interrompere i contatti commerciali tra l'Etruria e i suoi avamposti campani. Si accentua il conflitto tra patrizi e plebei, che avrà soluzione solo con le Leggi Sestie Licinie del 367 e si ritorna ad una economia prevalentemente agricola.

Espansione romana

Negli ultimi decenni del V secolo e nei primi del IV Roma accentua la sua spinta espansionistica e l'impegno militare soprattutto in risposta alla crisi dell'assetto delle popolazioni italiche. Tra IV e III secolo col 367 e le Leggi Licinie-Sestie si arriva alla soluzione del conflitto tra patrizi e plebei: viene concessa ai plebei ricchi sostanziale parità, come soggetti politici, con i patrizi. Nasce così una nuova classe dirigente, la cosiddetta nobilitas patrizio-plebea.

Alla guida della repubblica nella seconda metà del IV secolo questa classe persegue: sottomissione latini, timore penetrazione gallica nell'Italia centrale sposta la direttrice di conquista verso Nord, la vittoria nelle lunghe guerre contro i Sanniti favorisce l'espansione verso Sud. Ingresso in Campania e inizio nuova e più intensa fase di ellenizzazione. Ulteriormente accelerata nel III secolo quando, in seguito alla vittoria su Pirro, Roma conquisterà Taranto e tutta la Magna Grecia.

Vi è una cospicua differenziazione sociale, fino al distacco tra elite e popolo. Bottini di guerra e confisca facilitavano l'arricchimento delle classi dirigenti mentre il protrarsi delle campagne militari impoveriva il soldato contadino che aveva lasciato il suo podere per andare a combattere. Impoverimento del ceto di piccoli agricoltori. Comunque il passaggio all'egemonia sull'Italia portò ad un ampliamento del territorio posto sotto la giurisdizione romana e permise l'espansione coloniale che servì al sostentamento dei ceti agricoli impoveriti - ciò rallentò la formazione del proletariato urbano che sarebbe stato tipico della fine della repubblica.

Dopo la sconfitta di Pirro nel 275 a.C. e la conquista della Magna Grecia si aprì una nuova fase dell'espansione di Roma che la portò in conflitto per l'egemonia sul Mediterraneo con Cartagine. Tra il 264 e il 241 a.C., la prima guerra punica. Portò alla conquista di Sardegna e Sicilia e loro sistemazione a province romane. Nello stesso periodo Roma provvedeva alla colonizzazione del Piceno, per arginare le tribù galliche e arrivò a sottomettere la Valle Padana.

Rapida e intensa romanizzazione si ebbe nei territori più vicini al Lazio e in quelli della Campania. Ormai la tutela degli interessi romani imponeva la salvaguardia della quasi totalità della penisola italica. Così Roma seppe fare proprie le esigenze dei

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/04 Lingua e letteratura latina

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ErikaErika di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura latina e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Caldini Roberta.
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