Letteratura latina
Seneca e i dialogi
I "Dialogi" di Seneca sono una raccolta in 12 libri che comprendono 10 opere, in cui c'è un solo interlocutore al quale l'autore si rivolge in prima persona. Il tono è quello della conversazione. Il più antico è la Consolatio ad Marciam per la morte del figlio, seguito dalla Consolatio ad Helviam Matrem e la Consolatio ad Polybium.
Successivamente, troviamo i tre libri del De Ira, dove insegna a dominare le passioni, in particolare l'ira. Nel De Vita Beata, tratta il problema della felicità che si realizza nell'esercizio della virtù; nel Brevitate Vitae parla della fugacità del tempo; nel De Otio parla del ritiro della vita contemplativa; infine, il De providentia.
Trattati di Seneca
Tra i trattati più importanti di cui è l'autore:
- De Clementia: Si rivolge a Nerone esortandolo a trattare con clemenza i sudditi. È molto importante poiché ispira i primi cinque anni del regno di Nerone, il cosiddetto "quinquennium aureum".
- De Beneficiis: Tratta della gratitudine, beneficenza e obbligo della liberalità.
- Naturales Quaestiones: Trattato scientifico in cui tratta l'idea della scienza che ha valore morale e coincide con la filosofia nel percorso di liberazione dell'uomo.
Epistule morales ad Lucilium
Le "Epistule Morales ad Lucilium" comprendono 124 lettere in 20 libri, molte concepite per la pubblicazione. Seneca vuole comporre un epistolario filosofico ma assume il tono della conversazione. Tratta della morte, del tempo, del dolore e delinea il percorso ideale del sapiens, che guidato dalla sapientia impara a essere libero e la vera libertà consiste nel disprezzo del corpo. Vuole essere diretto nel parlare perché vuole scuotere le coscienze. Lo stile è quello dell'asianesimo, ricco di termini poetici. Il periodo è antitetico.
Le tragedie
Le tragedie di Seneca sono nove e molto complesse, tanto che si è dubitato della loro rappresentabilità. Sono tutte tratte dal mito greco e attraverso le storie vuole dimostrare di quale degenerazioni sia capace l'uomo quando precipita nel furor. C'è una forte tendenza al macabro, all'approfondimento della dimensione soggettiva. Giunge alla creazione di un nuovo linguaggio tragico ricorrendo all'uso del monologo e ai dialoghi che assumono un carattere declamatorio.
Apocolocyntosis
L'Apocolocyntosis (apoteosi di un zuccone) è un libello parodistico in cui Seneca dà libero sfogo ai sentimenti che prova verso l'imperatore Claudio, che ha causato il suo esilio. È una comicità grottesca in cui esalta Nerone per il suo programma politico in continuità con quello di Augusto.
La letteratura in età neroniana
Con Nerone si sviluppa una poesia d'occasione di tipo encomiastico, una tendenza molto forte nella poesia bucolica.
Calpurnio Siculo è autore di una raccolta di sette egloghe in cui celebra Nerone come un dio che ha dato inizio a una nuova età dell'oro.
Columella ha scritto il De Rustica in 12 libri. Parte dalla crisi in cui versava l'agricoltura per riflettere sulla gestione del latifondo. È convinto di un'educazione moralmente ineccepibile del contadino. Il decimo libro è scritto in esametri perché vuole essere un omaggio a Virgilio e porsi in continuità con le Georgiche.
In età neroniana si verifica anche una ripresa dell'attività filologica e grammaticale. Remmio Palemone è autore dell'Ars Grammatica, mentre Marco Valerio Probo compose opere di grammatica e si dedicò alla ricostruzione dei principali testi latini.
Marco Anneo Lucano
Per l'epica, ricordiamo che Lucano volle realizzare un poema epico che si confronti con l'Eneide, che diventa il modello oppositivo. Il suo è un poema epico storico in cui la storia è al centro, non ricorre al mito. Non celebra il principato e ritiene che abbia segnato la fine della libertà, l'inizio della tirannide. Si apre con un elogio a Nerone (siamo nei primi anni del suo principato) e poi prevale un'ottica pessimistica (mutamento nella politica neroniana). Nel testo c'è una frequente ricerca del macabro, dell'orrendo (siamo distanti dall'epica virgiliana); i sogni e le profezie ci sono ma sono sempre connesse a presagi di morte. Rispetto all'Eneide non c'è un solo eroe; i due personaggi contrapposti sono Catone (il perfetto saggio stoico che rappresenta la libertà) e Cesare (il tiranno, incarna le forze negative del male). Per quanto riguarda lo stile, tende ad accentuare gli effetti drammatici e patetici.
Persio
Persio è autore delle Satire in cui esprime il suo disprezzo per la poesia contemporanea ispirandosi invece a Lucilio e Orazio. Inserisce anche i temi della filosofia stoica, del voler vivere contenti di quello che si ha, del conoscere se stessi. Sceglie un linguaggio aderente al vero, con parole d'uso comune.
Petronio
Petronio è autore del Satyricon, di cui avviamo alcune sezioni dei libri 14, 15 e 16. È un'opera narrativa che narra una storia inventata in chiave di realismo e quotidianità. Il genere risale al romanzo greco, ma con esso ci sono analogie e differenze. Tra le differenze vi è il fatto che tratta di una coppia omosessuale che non è fedele, la loro storia non è edificante. È come se Petronio avesse ripreso il romanzo greco insieme ad altri generi e l'avesse capovolto, ne avesse fatto una parodia. Aggiunge poi delle novelle milesie (come quella del fanciullo di Pergamo o della matrona di Efeso). Poi a fare da sfondo è la realtà quotidiana (non sfondi fantastici) e pone particolare attenzione ad alcuni stati sociali (i liberti, gli arricchiti e gli emarginati) che sono economicamente, culturalmente e moralmente degradati. Il realismo si avverte anche nel linguaggio, nel plurilinguismo, nel descrivere tutti gli aspetti più degradati della società ma non propone mai un giudizio, mantiene un atteggiamento distaccato rispetto alla materia narrata.
La letteratura dell'età dei Flavi
Quintiliano
Quintiliano aveva composto il trattato De causis corruptae eloquentie in cui riflette sul rapporto tra i contesti storico-politici e il genere dell'oratoria facendone un confronto con il passato; una raccolta delle Declamationes maiores et minores (soprattutto abbozzi e tracce schematiche di declamazioni). Tra le opere più importanti vi è l'Institutio Oratoria: opera sulla formazione dell'oratore in 12 libri in cui parte dall'educazione di base, passa per quella retorica e infine traccia il ritratto ideale dell'oratore, il vir bonus dicendi peritus, l'oratore perfetto che coniuga qualità oratorie e virtù morali e deve attingere anche agli insegnamenti filosofici. Ritiene fondamentale tutto ciò che riguarda la formazione dell'oratore a partire dell'educazione del fanciullo come persona e futuro cittadino. Lo stile è classicista, sul modello di Cicerone.
Plinio il Vecchio
Plinio il Vecchio è noto per la Naturalis Historia in 37 libri, un trattato enciclopedico concepito per la consultazione in cui tratta la cosmologia, geografia, antropologia, zoologia, botanica, medicina e mineralogia. Dichiara che la sua opera è di scarso rilievo sul piano retorico, la scrittura risulta faticosa, a volte confusa e inelegante.
Valerio Flacco
Valerio Flacco è autore degli Argonautica, tema già trattato da Apollonio Rodio ma apporta ampie modifiche e ci sono poi diversi personaggi modellati su quelli dell'Eneide (Giasone-Enea, Medea-Didone). Flacco poi accentua il pathos, tipico dell'epica lucanea e della tragedia di Seneca quindi possiamo dire che per stile è molto lontano da Virgilio.
Silio Italico
Silio Italico scrive il poema epico-storico I Punica sulla seconda guerra punica in cui prende le distanze da Lucano poiché aggiunge il mito e le divinità intervengono per indirizzare gli eventi secondo un disegno provvidenzialistico che culmina nell'impero di Roma. Il modello è l'Eneide e pone la sua opera come la continuazione perché la storia tra Enea e Didone è l'antefatto della guerra tra Roma e Cartagine. Da Lucano riprende l'assenza di un solo protagonista ma la presenza di tanti personaggi in una continua contrapposizione tra bene e male, virtù e vizi. Poi riprende l'accentuazione del macabro e le descrizioni meravigliose. Lo stile è artificioso.
Stazio
Stazio è autore della Tebaide in 12 libri: il modello è Virgilio da cui riprende la trama mitologica, la scansione in due parti di cui una iliadica (ovvero sulla guerra). Tra gli altri modelli ci sono...
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