12/01/2021
Umberto Saba (1883-1957) e Vittorio Sereni (1913-1983):
- Poeti di linea sabiana: maestro= U. Saba → nato a trieste, legato alla città (particolare: non appartiene politicamente all’Italia
anche se culturalmente lo è. Diventa italiana poco prima della morte di Saba). Era autodidatta, maestri: Paini, Leopardi.
Apparentemente è molto chiaro e leggibile
- Sereni nasce a Luino (Varese). Passa la maggior parte della sua vita a Milano (luogo per lui importante). Riprende poesia
ERMETICA (allusiva, simbolica, oscura).
Poesie faticose, specie le giovanili legate all’ermetica.
Elementi di unione:
Si incontrano e diventano amici → quando smettono di frequentarsi, continuano a scriversi e leggendosi a distanza anche in maniera
indiretta. Lettere: ‘46/’54
Hanno idea della letteratura molto vicina: Saba dice che la poesia deve essere onesta → fedeltà nei confronti della realtà raccontata
così com’è.
Saba: disturbi psichiatrici, carattere aspro, schietto, umorale e a volte respingente.
Sereni: carattere mite ed accogliente → coglie nella sincerità aspra di Saba un tratto di generosità. C’è una poesia di Sereni dedicata
a Saba (“Saba”) in cui elogia il suo amico, Sereni è l’allievo del maestro Saba.
Analisi testo poetico:
Prosa= discorso sciolto da vincoli della poesia
Poesia= ritmo, componente musicale. Ha versi che scandiscono il ritmo → versi liberi: poeta cerca effetto di ritmo.
Elementi importanti:
→ morfologia: I poesia del Canzoniere di Saba ci indica che S. era un poeta settentrionale dell’800 con modi di scrivere dell’epoca.
→ fonetica: suono parole, significante molto importante (fig. retoriche). Poesia lavorando sul suono è capace di cogliere il mistero
sulle cose (Baudelaire, simbolismo). Pascoli ne è un chiaro esempio (“L'assiuolo” + senso della Morte).
→ lessico: scelta parole ci fa capire orientamenti estetici e poetici dei poeti. Effetto di scarto: staccarsi dalla quotidianità del parlato
per apprezzare testo letterario (latinismi, aulicismi, arcaismi -parole lontane nel tempo-, neologismi -parole nuove-). 1900: lingua
troppo segnata da ricerca di scarto: si cerca abbassamento, parole legate a sfera quotidiana e concreta (Crepuscolari: Gozzano).
Saba: Mediterranee (Canzoniere) ricorda passato nella sua poesia, poesia manifesto-testamento “Amati” → vuole fare poesia
autentica e originale usando parole “consumate”, che nessuno usava più. Rima “fiore-amore”: più antica del mondo, ma la novità sta
nello scrivere una nuova poesia, originale.
→ sintassi: complessa o paratassi (più vicina al discorso orale). Costruzione: effetti di simmetria e parallelismo (Sereni, ultime 2
racconti: ricerca di effetti di ripetizione, parallelismo). Gusto per frasi nominali, che velocizzano. Asindeto: mancanza di congiunzioni
// polisindeto: molte congiunzioni, rallentamento. Spostamento parole all’interno della frase (anastrofe, iperbato, enjambement).
Parini, Mattino: vuole far aprire gli occhi all’aristocrazia milanese che ha rinunciato a svolgere ruolo attivo nella società per dedicarsi
all’ozio → condanna decadenza aristocrazia (1700). Usa anastrofe e iperbato.
Ugo Foscolo, “Alla sera”: sera come la morte, pace fatale che il fato destina alle persone, sonetto (inventato in Italia, Saba scrive dei
sonetti: componimenti fatti da 14 versi endecasillabi, raggruppati in 2 quartine con schema di rime ABAB, ABBA ripetute, e 2 terzine).
Uso sintassi libera, periodo lungo che scavalca la strofa.
Figure retoriche: metonimia, similitudine, metafora, analogia (rapp. non logico), correlativo oggettivo (oggetto che suggerisce realtà
non illustrabile razionalmente), ossimoro (2 termini semanticamente opposti).
→ metrica/ ritmo: isosillabismo (stesso numero di sillabe). Ritmo: ripetizione di versi con stesso numero di sillabe (ma non per forza!).
Endecasillabo (sonetto), ottava (strofe di 8 versi endecasillabi ABABABCC), canzone (strofe con struttura piuttosto fissa divisa in 2
parti con schemi di rime, versi: endecasillabi e settenari) → accenti in determinate posizioni per il ritmo. → L’endecasillabo è verso
che ha ultimo accento tonico sulla 10^ sillaba (parola tronca: 10 sillabe; parola sdrucciola: 12 sillabe). Foscolo, “Dei Sepolcri”.
Versi sciolti e versi liberi: fine ‘800 si afferma idea del verso libero, abbandono schema fisso di rime.
[Versi più lunghi: ABAB; versi più brevi: abab]
Contesto poesia italiana all’inizio del ‘900:
Giovanni Pascoli e Giuseppe D’Annunzio: legati alla tradizione (recupero tradizione classica), innestano nel linguaggio poetico la
rivoluzione simbolista ed irrazionalistica che arriva dalla Francia.
- Pascoli: idea del poeta fanciullino: poeta è l’individuo di eccezione, diverso dagli altri uomini perché ha conservato sguardo
vergine/ingenuo sul mondo provando stupore/meraviglia e si diverte a nominare le cose. È in grado di cogliere significato
delle cose che si nasconde sotto la loro superficialità.
Secondo Saba, non è un vero poeta perché è solo un bambino → deve essere anche uomo come Dante.
Nel descrivere la natura c’è un’innovazione del ling. poetico: entrano nella poesia elementi tecnici legati alla quotidianità che
erano stati banditi da Petrarca in poi. Uso del simbolismo e naturalismo (precisa descriz. natura).
“Terre nebbiose”: contemplazione campagna, nebbia che nasconde ciò che è lontano. Uso dell’anafora, onomatopee.
Atteggiamento della chiusura (canta il nido: nido familiare distrutto con assassinio padre ed allontanamento delle sorelle a
cui era morbosamente attaccato).
- D’Annunzio: considera Pascoli come un fratello ma è molto lontano da lui. Forte intreccio tra vita e letteratura: vita di grande
intensità (grandi amori, attività politica e militare). Scrive moltissimo: molti generi, linguaggi diversi (inventa nuova prosa→ Il
Notturno: rimane cieco temporaneamente da un occhio, rimane immobile per curarsi, si fa tagliare delle strisce dove scrive e
compone quest’opera. Frasi brevissime senza trama, impressionistica e visionaria).
“Laudi”: ciclo di libri (3 completati, dovevano essere 7) Maia, Elettra, Alcyone (reinventa una stagione da primavera
all’estate, stagione di pienezza vitale che autore vive con Eleonora Duse con senso di fusione panica nella natura).
“La pioggia nel pineto”: i due subiscono metamorfosi fra di loro e con la natura→ diventano 2 creature silvestri.
Grande ricchezza lessicale (lavora coi dizionari). Capacità di trasformare poesia in musica.
“La sera fiesolana”: sinestesia che la apre, strofa lunga seguita da ritornello. Celebra Sera che diventa un’immensa donna,
pozzanghere in cui si riflette cielo serale sono gli occhi della donna. Senso panteistico: riprende “Cantico frate oh sole”,
primo testo della letteratura italiana. D’Annunzio loda il creato ma non il creatore: natura divinizzata in sé,