Il primo '800
Il 1o '800 è caratterizzato da un nuovo movimento culturale: il romanticismo. Già alla fine del '700 vi erano tendenze alla cultura romantica: Sturm und Drang, il Genio, l'Estetica del Sublime...
Reazione alla cultura illuminista
Si verifica una vera e propria reazione alla cultura illuminista! La tradizione romantica alla ragione (prediletta dall'illuminismo) contrappone il sentimento, affermando inoltre contro la tendenza 700esca il valore dell'individuo a mettere sempre in primo piano i tratti universali che accomunavano il genere umano.
Si afferma il senso di nazione in contrapposizione al cosmopolitismo e si assiste a una rivalutazione di tradizioni ed evoluzione storica contro l'atteggiamento pessimista del '700 nei confronti del passato. Queste opposizioni furono "vive" nei grandi uomini di cultura dell'800, ma guardando nel passato, il romanticismo non è una negazione dell'illuminismo, bensì un' evoluzione di esso. Infatti, alcuni caratteri della tradizione illuminista rimangono vivi ed evidenti nel pensiero e nell'atteggiamento degli uomini dell'800.
Rapporto tra uomo e natura
Si instaura un rapporto estremamente innovativo fra uomo e natura. L'Illuminismo aveva elaborato una concezione dell'universo e della natura come un grande meccanismo regolato da leggi della materia. Tutto l'universo è caratterizzato da rapporti di causa ed effetto.
Molti autori del primo '800, come Foscolo e Leopardi, riprendono questa concezione materialistica della realtà, ma non si sentono gratificati dal miglioramento della ricerca scientifica, bensì vivono in uno stato di profonda angoscia, perché se il mondo è regolato da meccanismi e materia, dov'è lo spazio per i sogni, i valori e le aspirazioni dell'uomo?
Per cui l'intellettuale del primo '800 è un uomo che tenta di ribellarsi alla realtà e da qui nasce il concetto di titanismo, termine che deriva dal mito classico dei titani che si ribellano invano agli dei. Per cui la ribellione degli eroi romantici è inutile e il loro tentativo è destinato al fallimento. Il conflitto tra uomo e natura è un conflitto inesauribile, alla base del quale il filosofo tedesco Arthur Schopenhauer sviluppa la sua filosofia. Egli afferma che alla radice della realtà vi è un' oscura volontà di vivere che costringe l'essere vivente alla sofferenza, in particolare l'uomo. Afferma l'eterna condanna degli uomini all' infelicità, in un mondo regolato da ferree leggi meccaniche indifferenti agli esseri viventi. A questo pensiero si rifà Leopardi nell'elaborazione del suo pessimismo cosmico.
Concezioni della natura
Ma assistiamo anche a concezioni diverse della natura. Essa appare a Goethe come un' immensa forza vitale con la quale l'uomo aspira a identificarsi. La natura viene quindi spiritualizzata, soprattutto in Francia e in Italia dove è forte la tradizione cattolica. Si ritorna alla fede! In Francia abbiamo Chateaubriand e in Italia Manzoni.
Concetto di storia, nazione e popolo
Nel primo '800 si afferma il concetto di storia, nazione e popolo. Viene rivalutata la storia, in particolare il Medioevo, età tanto criticata dagli illuministi poiché periodo di pregiudizi e di oscurantismo religioso; l'avevano condannato come fosse un momento di arresto dello sviluppo umano. Lo storicismo romantico cerca invece nel passato le radici della realtà attuale e vede nella storia uno sviluppo progressivo e necessario.
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