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che traspone dati di vicende d’amore autobiografiche in scenari fantastici mutuati dal mondo cavalleresco e dai romanzi

francesi cortesi o classici. Sul piano letterario caratterizza questa produzione lo sperimentalismo, cioè la tendenza a

sperimentare generi letterari diversi alternando prosa e versi. Si passa dal poemetto mondano-mitologico(Caccia di

Diana)al poema epico(Teseida)dal poema narrativo rivolto a un pubblico più ampio e più popolare secondo la nascente

tradizione dei cantari(Filostrato)al romanzo d’avventura e d’amore secondo la tradizione cortese proveniente dalla

Francia (Filocolo) e alle Rime d’ispirazione stilnovistica ma con inserti giocosi. Lo sperimentalismo coinvolge

contemporaneamente anche la metrica: terzine nella Caccia di Diana, le ottave nel Teseida e nel Filostrato e la prosa

nel Filocolo. Lo stesso sperimentalismo si ritrova nella materia: dagli argomenti classici usati nel Teseida e nel

Filostrato a quelli tipici del romanzo cortese d’amore e di avventure impiegati nel Filocolo e alla cronaca mondana che

caratterizza la Caccia di Diana e li mescola tra loro. E’ la tendenza al mescolato alla commistione e alla mescolanza di

motivi, di situazioni e di stili diversi che caratterizza tutta l’opera Boccaccesca. Essa può essere spiegata con la voracità

di autodidatta. L’opera di Boccaccio è una summa tardogotica, un riepilogo variegato degli argomenti e delle soluzioni

formali del mondo gotico e frutto di una fantasia accesa, alla ricerca di una sintesi originale. La Caccia di Diana,

poemetto in terza rima, in 18 canti ,doveva riferirsi alla perduta epistola in forma di sirventese con cui Dante aveva

raccolto le 60 più belle donne fiorentine: le belle napoletane partecipano a una caccia in onore di Diana. Le prede vanno

consacrate alla dea della caccia e della castità così invocano l’aiuto di Venere grazie alla quale gli animali diventano i

loro amati. Presenta il rovesciamento del mito di Circe. Il Filostrato rispetto al Teseida, anch’esso in ottava ha un

andamento più popolareggiante in quanto il secondo doveva fondare l’epica di stile tragico in Italia. Il Filostrato si

ispira al Roman de Troie, e alla sua traduzione di Guido delle Colonne. La tematica amorosa supera quella guerresca.

Troiolo si innamora di una donna greca prigioniera, Criseida e riesce ad ottenerne l’amore. Ma tornata al campo greco

tradisce la promessa di fedeltà perciò Troiolo si fa uccidere da Achille in duello. Domina il tono comico e sentimentale:

comico perché la loro vicenda si ispira ai criteri della letteratura realistica e a uno stile mezzano, con la parodia dello

stile cortese e stilnovistico, con la prevalenza di temi sensuali, i sotterfugi, la morale finale che invita gli innamorati a

star lontani dalla donna vogliosa; sentimentale per il personaggio Troiolo, emotivo. Non condanna Criseida ma è

indulgente e interessato per gli aspetti opportunistici e calcolatrici della donna, secondo una morale + laica. Il Teseida è

un poema epico in 12 libri dedicato a Fiammetta. E’ influenzato dal Roman de Thebe e dal Tebaide di Stazio. Teseo ora

ha una morale ,si batte per un giusto Marte, con una funzione civilizzatrice nei confronti delle Amazzoni e dei costumi

barbarici. I due combattenti (Arcita e Palemone) che si contendono Emilia si affrontano e il vincente rimane in fin di

vita così concede la moglie al perdente. E’ il capostipite del genere eroico in ottave. Il Filocolo è un romanzo in prosa

di 5 libri narrato su invito di una gentilissima donna (Maria=Fiammetta). La materia è quella del poemetto francese di

ambiente cortese e vi sovrappone lo schema del romanzo greco alessandrino da cui deriva il gusto retorico per la

complicazione, per i contrasti interiori, per i procedimenti analitici, con la conseguente capacità di introspezione

psicologica. Dal Cliges deriva il tema del pellegrino d’amore. Per questo lo si definisce strabocchevole, per la quantità

di fonti e di temi. La prosa tende all’ipotassi, fluente cerca di dare unità a una materia ricca di digressioni di racconti nel

racconto. Ne risulta una macchinosa complessità, costruita non su una base unitaria. La storia narra di Biancifiore

orfana che cresce insieme a Florio a corte del re. Il loro amore viene ostacolato dal re che allontana Florio e vende

Biancifiore ma i due rimangono fedeli e prendendo il nome di Filocolo Florio diventa pellegrino d’amore iniziando la

quete ovvero la ricerca dell’amata. A Napoli partecipa alle questioni d’amore con Fiammetta espresse talvolta

sottoforma di novelle. Trova l’amata ad Alessandria ma viene scoperto ma non viene ucciso dato che l’ammiraglio è

suo zio. I due si sposano e si battezzano e tornano dal padre solo dopo che si sarà confessato in punto di morte. Il tema

religioso prevale anche per l’influenza della corte influenzata dal francescanesimo ma appare anche l’influenza

autobiografica del rapporto col padre che qui si risolve con l’ammissione di colpa del padre e riflette le differenze tra

due culture.

Lo sperimentalismo fiorentino

A Firenze il pubblico è diverso e deve inserirsi in una tradizione letteraria ricca e affermata perciò lo sperimentalismo

fiorentino si arricchisce dei temi del genere allegorico-didattico di matrice toscana innovandolo però con la solita

tecnica del mescolato. Così la Commedia delle Ninfe fiorentine per un verso è l’allegoria delle virtù per un altro è

raccolta di storie d’amore, per un altro è il capostipite del genere pastorale. L’Amorosa Visione ricalca lo schema del

viaggio allegorico-enciclopedico con modello la Commedia e anticipa il modulo sublime dei trionfi petrarcheschi ma

contiene uno squarcio di vita mondana, con elogio delle donne fiorentine e napoletane e pagine comiche e sensuali. Il

Ninfale Fiesolano che rifiuta il pluristilismo e segue un modello di letteratura popolare mezzana mescola l’idillico-

pastorale e il cantare popolaresco toscano, il bucolico e l’epico. L’Elegia di Madonna Fiammetta è elegia erotica latina,

romanzo in prosa, lettera in prima persona e confessione sentimentale e moderno romanzo sentimentale con il narratore

in prima persona è una donna, Fiammetta. Alterna nella Commedia delle Ninfe fiorentine la prosa e la poesia in terza

rima e si ripresenta lo sperimentalismo stilistico del periodo napoletano. La Commedia delle Ninfe fiorentine mostra la

volontà di inserirsi nella realtà cittadina. Il pastore Ameto incontra sette ninfe e si innamora di una di loro. Al tema

erotico si unisce quello epico celebrativo infatti Fiammetta e Lia narrano le origini di Napoli e Firenze. Alla fine

purificato il pastore capisce che rappresentano le 4 virtù cardinali e le 3 teologiche e attraverso loro può conoscere Dio.

In realtà l’aspetto allegorico è solo esteriore mentre la parte più viva si trova nell’elemento novellistico e romanzesco e

nelle pagine sensuali. L’Amorosa visione è un poema in terzine in 50 canti in cui il poeta visita in sogno guidato da una

donna gentile un castello in cui sono rappresentate scene allegoriche e personaggi celebri attraverso i quali mostra la sua

erudizione e il gusto per l’enciclopedia. Uscito dal palazzo incontra alcune donne fiorentine e napoletane tra cui

Fiammetta e cerca di possederla mentre dorme. La guida gli promette la donna se si atterrà agli atteggiamenti virtuosi

imparati durante il viaggio. Il tono sublime è minato da situazioni comiche col sospetto di una parodia del poemetto

allegorico-didattico. L’opera è contraddittoria e macchinosa. Il Ninfale fiesolano è un poemetto che vuole cantare le

origini di Firenze e di Fiesole, fondate dai discendenti dei due protagonisti Africo e Mensola, nomi di due fiumi tra

Firenze e Fiesole. Il tono popolaresco prevale e evita l’eccesso di erudizione e i riferimenti letterari e le digressioni

colte. Le scelte linguistiche sono quelle della poesia comica, ripudiando lo stile tragico e le soluzioni mescolate. Il tono

popolaresco è coerente col tono medio del racconto. Il genere idillico-pastorale assume un moderno aspetto laico e

borghese. Il giovane pastore Africo scopre di nascosto fra le ninfe Mensola e se ne innamora. Il padre lo distoglie per la

minaccia della vendetta di Diana. Travestito da Ninfa possiede Mensola,che disperata si concede lo stesso un'altra volta.

Poi lo rifiuta causandone la disperazione e il suicidio e il cadavere cade nel fiume che prenderà il suo nome. La ninfa

scoperta da Diana dopo il parto viene trasformata nel fiume che stava attraversando nella fuga che prende il suo nome.

Il figlio Pruneo servirà Atlante che fonderà Fiesole e libererà le ninfe da Diana subordinandole a Venere.

L’Elegia di Madonna Fiammetta

Scritta nel primo decennio dell’attività fiorentina di Boccaccio, l’Elegia di Madonna Fiammetta è la sua opera più

matura prima del Decameron. Il titolo rimanda al genere elegiaco mentre il nome della protagonista che parla in prima

persona è quello della nota amata. Il genere elegiaco si fonda secondo Dante sul “lacrimevol stilo”: sarebbe il genere

letteriaro di espressione degli infelici, e soprattutto del lamento d’amore. Dante gli attribuiva un linguaggio e uno stile

umili e bassi ma non mancano elegie in stile alto e Boccaccio si ispira a uno di questi esempi con l’intento di innalzare

tragicamente il genere laico. Un altro modello è Ovidio per il tema del lamento d’amore. Tuttavia il genere elegiaco

viene svolto da Boccaccio in prosa, in una prosa romanzesca, distribuita in un prologo e in 9 capitoli. Si tratta della

commistione di generi tipica della prima parte dell’attività di Boccaccio. Si tratta di una lettera che Fiammetta rivolge

alle donne innamorate per raccontare loro il proprio dramma d’amore. Dell’aspetto epistolare si evidenziano

l’atteggiamento volto alla confessione e al lamento. I generi sono così riassumibili: elegiaco,epistolare,romanzesco.Vi è

poi anche la presenza del genere del trattato d’amore,con riferimento all’analisi della passione amorosa secondo

l’erotologia averroista di Cavalcanti. Tra le fonti vi sono anche il Convivio e la Vita Nova di Dante di cui imita la prosa

e gli spunti psicologici. L’innalzamento retorico maschera e rende accettabile la modernità dell’opera. Una donna

interamente legata a una passione non chiede perdono ma pietà , cerca un riscatto con la letteratura e l’eternità della

fama che da essa viene. Fiammetta ha amato Panfilo pur essendo sposata. L’amore inizia in chiesa secondo lo schema

della Vita Nova. Dopo la partenza per Firenze di Panfilo Fiammetta ha il presentimento della perdita, del suo

tradimento. Il racconto non ha il narratore onnisciente ma segue le oscillazioni degli stati d’animo della protagonista.

L’angoscia è raddoppiata dal fatto che è costretta a fingere col marito che la crede malata e tenta di curarla. Tenta anche

il suicidio, salvata si dedica a una dura riflessione. La letteratura serve come consolazione, riscatto, controllo analitico

della passione. La storia è raccontata già conclusa e rimane solo la voglia di compiangersi e analizzarsi. Nello stile

domina l’ipotassi sul modello di Livio. Si tratta di una cronaca contemporanea di una passione femminile laicamente

svincolata da qualsiasi superiore prospettiva di risarcimento religioso.

Dal Decameron al Corbaccio

La struttura della cornice raggiunge la massima funzionalità e la massima organicità nel Decameron, scritto dal 1349 al

1351. Si tratta di cento novelle più una raccontate da una brigata di dieci giovani ,ognuno dei quali racconta una novella

al giorno. Con questa opera si afferma il genere narrativo. Nel Decameron porta a termine un processo già avviato nel

Ninfale fiesolano e in parte nell’Elegia di Madonna Fiammetta: le allusioni autobiografiche sono ridotte al minimo ed è

abolito lo sfoggio erudito che appesantiva le opere giovanili. Del Ninfale fiesolano riprende la scioltezza narrativa e la

predisposizione realistica, dall’Elegia la capacità di sviluppare una situazione psicologica e la prosa impostata sulla

base della sintassi latina ma in grado di cogliere gli aspetti del reale. La tendenza giovanile allo sperimentalismo, a

tentare generi letterari e stili diversi e a mettere in scena le situazioni più diverse trova il suo naturale sbocco nel

realismo del Decameron. Sul piano autobiografico è la sintesi delle due esperienze di vita dell’autore: quella napoletana

e quella fiorentina; sul piano letterario è il capolavoro dell’arte tardogotica perché riflette e illumina la società feudale e

borghese e perché cerca di conciliare la nostalgia per gli antichi valori cortesi e i nuovi valori laici della borghesia. Lo

sperimentalismo giovanile aveva permesso a Boccaccio di provare e mescolare stili diversi. Anche da questo punto di

vista il Decameron rappresenta il punto di arrivo. Poiché il Decameron rappresenta livelli sociali diversi e situazioni ora

sublimi, ora mediocri e basse, la stile dell’opera passa dal tragico al comico senza perdere la sua unità. Con il

Decameron nasce la narrativa moderna. Nell’opera viene recuperata la tradizione dei faubliaux,degli exempla, delle

vidas e del romanzo cortese. Le situazioni narrative sono maggiormente sviluppate e i personaggi più analizzati

psicologicamente e più consapevole è il controllo stilistico con la cornice e il distacco dell’ironia. Boccaccio si propone

di divertire e di consolare attraverso la semplice rappresentazione dei comportamenti umani, escludendo ogni esplicito

contenuto di carattere morale e religioso. Nel Decameron si afferma una morale aperta e problematica che si basa sulla

ragione sull’onestà e sul rispetto delle leggi naturali. La morale va trovata nel difficile equilibrio che è possibile

raggiungere tra queste esigenze contrastanti e non più in norme precostituite. E’ una morale relativa, che valorizza la

ricerca individuale delle soluzioni,l’ingegno e le capacità di ognuno e tiene presenti i bisogni di una vita regolata dalla

ragione e dal decoro. Il Decameron rappresenta il raggiungimento di un punto di equilibrio fra aspetti tardogotici e

aspetti preumanistici. Dopo prevarranno gli interessi umanistici. Influenzato da Petrarca diventerà uomo di studi che


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AUTORE

Moses

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+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lettere classiche
SSD:
A.A.: 2009-2010

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Moses di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura Italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Scienze letterarie Prof.

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